REFERENDUM PER INDIPENDENZA DEL VENETO: SI FARA’ DAL 16 AL 21 MARZO

Lo annuncia il comitato organizzatore Plebiscito.eu. Sarà spedito a tutti i cittadini veneti un codice personale per poter votare al seguente quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”

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Il comitato referendario Plebiscito.eu ha annunciato la data in cui si terrà il referendum di indipendenza del Veneto: si voterà domenica 16 marzo dalle ore 7 alle ore 22 e da lunedì 17 a venerdì 21 marzo dalle ore 9 alle ore 18.

L’indizione della Votazione Elettronica segue l’approvazione della Risoluzione 44/2012 da parte  della Regione Veneto e di tutti i Comuni e province del Veneto che hanno approvato il percorso referendario per l’indipendenza del Veneto.

Il quesito che sarà posto a tutti i cittadini veneti residenti con diritto di voto sarà il seguente: “VUOI CHE IL VENETO DIVENTI UNA REPUBBLICA FEDERALE INDIPENDENTE E SOVRANA?”.

Ogni cittadino potrà votare con un Sì, oppure con un No.

Come si voterà. 

1. OGNI CITTADINO VENETO RICEVERA’ A CASA IL CODICE PERSONALE SEGRETO PER VOTARE. Dal 1° al 15 marzo accedendo al sito www.plebiscito.eu ci si potrà pre-registare al voto:  si riceveranno in tal modo tutte le istruzioni per votare comodamente da casa  e per abilitare il codice di voto laddove non si sia ricevuta la comunicazione postale personale.

2. IL CODICE DOVRA’ ESSERE USATO il giorno DOMENICA 16 MARZO 2014 DALLE ORE 7 ALLE ORE 22 E DA LUNEDÌ 17 A VENERDÌ 21 MARZO DALLE ORE 9 ALLE ORE 18.

3. SI VOTA ATTRAVERSO INTERNET: usando un qualsiasi computer o dispositivo mobile, collegandosi al sito internet www.plebiscito.eu.

SI POTRA’ VOTARE ANCHE CON IL TELEFONO: chi non può collegarsi ad internet, potrà telefonare facilmente al numero 0423 40 20 16.

Verrà chiesto il codice personale e quindi si potrà esprimere il voto. Si potrà quindi anche indicare una preferenza per il candidato che vorremo eleggere per attuare la nostra volontà. I candidati saranno consultabili dal 1° marzo sul sito www.plebiscito.eu. Ogni cittadino veneto con diritto di voto potrà candidarsi a far parte della delegazione dei plenipotenziari veneti accedendo al sito dal 20 febbraio prossimo e fino al 1° marzo.

Plebiscito.eu ha anche comunicato che potranno votare anche i cittadini veneti residenti all’estero iscritti all’AIRE: i loro voti saranno computati a parte, in quanto non è possibile inviare preventivamente una comunicazione ad ognuno di loro. Essi potranno ottenere il codice di voto sempre via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu preregistrandosi a partire dal 1° marzo 2014.

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Rottura tra Morosin e Cantarutti, vittoria di Pirro per l’avvocato di Noale

Il presidente e il segretario di IV disertano il congresso di Vicenza, che ha decapitato il movimento

cantarutti-morosinOrmai se ne parlava da una decina di giorni, da quando, in una serata di precongresso a Vedelago, Alessio Morosin attaccò duramente Luca Azzano Cantarutti, uscendo allo scoperto. Oggi a Vicenza si è consumata la rottura insanabile tra i 2 avvocati, in occasione del congresso di indipendenza veneta, che ha rinnovato le cariche e anche la propria struttura organizzativa.

Non sappiamo se Cantarutti, che, assieme al segretario Giuliomaria Turco, ha disertato l’appuntamento del congresso, motivandolo con una lunga lettera inviata sabato ai soci, ora resterà a guardare, oppure se contesterà le delibere dell’assemblea di Vicenza, impugnandole, in particolare per ciò che concerne i molteplici risvolti di condotta antistatutaria, o di modifiche allo stesso statuto, anche se i lavori sono stati registrati addirittura con la presenza di due notai.

Da un punto di vista politico, l’avvocato polesano ne esce in ogni caso malconcio, dato che la base del movimento, pur sempre più ridotta (erano solo 219 i soci accreditati a Vicenza), ha deciso di stare con il suo collega di Noale.

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A fare pendere la bilancia dalla parte di Morosin è stato l’ingresso di un terzo incomodo, Paolo Lamon, che ha tirato la volata attraverso una proposta di modifica organizzativa che è stata approvata e che cancella le figure di segretario e presidente, introducendo portavoce che dovrebbero cambiare periodicamente a rotazione. Dalle cariche interne appaiono praticamente epurati tutti i fedelissimi cantaruttiani, con cancellazione o quasi delle province di Rovigo, Verona e Vicenza. Il nuovo nucleo di controllo del partito sembra concentrarsi ora tra Treviso (in particolare l’area del capolugo, Vedelago e il quartier del Piave), l’alta padovana, il miranese e qualche area del veneziano. Per il resto, buio assoluto.

Restano le ferite delle dure lettere, una firmata da Cantarutti e l’altra chiaramente ispirata da Morosin, inviate ai soci il giorno prima del congresso, che hanno decretato la fine corsa del tandem Cantarutti-Morosin.

Dall’esterno non si è ben compresa la ragione vera della rottura, anche se qualche maligno suggerisce che essa debba trovarsi nel rapporto privilegiato che Cantarutti era riuscito a stabilire con Luca Zaia, escludendo di fatto Morosin dai colloqui e dalle trattative importanti in vista del dibattito in regione sul tema dell’indipendenza del Veneto.

Ora il colpo di coda di Morosin lo rafforza, anche se la sua appare una vittoria di Pirro, con un quadro generale appare in tutta sincerità meno stabile e molto più fragile di qualche mese fa per il partito indipendenza veneta. Per capirlo, andiamo a vedere cosa è successo negli ultimi dodici mesi.

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Prima l’epurazione in stile sovietico delle teste pensanti Pizzati e Busato, poi l’allontanamento dell’abile e capace Cantarutti sembrano infatti avere definitivamente svuotato il potenziale politico di un partito che sembra destinato a rientrare nei ranghi del venetismo da prefisso telefonico, seguendo il destino dei vari veneto stato, liga veneta repubblica e altri partiti mai usciti dal guscio dello sbandieramento dell’orgoglio veneto, destinato anch’esso a mancare l’appuntamento con la capacità di incidere nel quadro politico.

Le ragioni del fallimento di indipendenza veneta sono in realtà causate dall’attrazione fatale che i palazzi veneziani della politica veneta in salsa italiana hanno svolto sugli avvocati indipendentisti. Una volta entrati nel palazzo, grazie alla strategia di Pizzati e Busato, invece di capire che dovevano uscirne al più presto, sono rimasti incantati dalle sirene dei partiti, perdendo il lume della ragione politica e restando intrappolati nei meandri del potere.

Chi prenderà ora in mano il testimone dell’indipendentismo veneto? Staremo a vedere nei prossimi giorni.

[Fonte: IndipendenzaVeneta.net]

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IL P.D.L. 342 E’ MORTO E SEPOLTO E QUALCHE AVVOCATO CIURLA NEL MANICO

Secondo quanto stabilito dalla Giunta Regionale per il Regolamento lo scorso 13 luglio, per ridare vita alla legge referendaria serve il consenso preventivo dell’80% del Consiglio Regionale

sabbie-mobili-342Ora vi spieghiamo perché il progetto di legge regionale 342/2013 presentato da Stefano Valdegamberi (relativo all’indizione del referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto) è morto e sepolto.

Il tutto è conseguenza di una questione tecnica del consiglio regionale, messa in atto dall’approvazione della determinazione n. 8 nella seduta del 13 luglio 2013 della Giunta per il Regolamento del Consiglio Regionale del Veneto. La data è importante: guarda caso è avvenuto proprio prima delle sedute del 30 luglio e del 17 settembre in cui è stata disinnescata in Consiglio Regionale la legge referendaria, a dimostrazione di un piano ordito a freddo dalla partitocrazia italiana.

Cosa dice questa determina? Essa entra nel merito dell’iscrizione all’ordine del giorno in occasione di consigli regionali e della calendarizzazione dell’ordine di lavoro delle commissioni consiliari competenti per le istruttorie.

In particolare essa recita che “ad eccezione dei progetti di legge e di regolamento di iniziativa popolare e degli enti locali di cui all’articolo 20, comma 6, dello Statuto, nessun oggetto assegnato per l’esame alle competenti commissioni può essere iscritto all’ordine del giorno del Consiglio regionale prima che sia concluso il procedimento istruttorio in commissione, salvo quanto previsto dall’articolo 24, comma 3, del Regolamento.”

E poi ancora, in merito ai lavori della commissione competente, essa recita che “con il consenso dei presidenti di gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai quattro quinti dei componenti del Consiglio è possibile fissare, nell’ambito della formazione del calendario dei lavori di cui all’articolo 8 bis, comma 5, del Regolamento, un termine entro il quale la commissione competente deve concludere il procedimento istruttorio di un determinato oggetto ad essa assegnato in sede referente”.

Luca Azzano Cantarutti dice bugieCosa significa questo?

Che il progetto di legge regionale 342/2013 senza il consenso di almeno 4/5 del consiglio regionale è sepolto forse per l’eternità nella 1° commissione regionale affari istituzionali, assieme alle speranze di tanti poveri soci dei movimenti indipendentisti che credono alle bugie di chi continua a prenderli in giro.

Bugie degne di politici di vecchia data, tra le quali non sappiamo ancora se ascrivere quella detta dall’avvocato Luca Azzano Cantarutti, che ancora ieri su facebook addebitava alla volontà della lega nord la mancata convocazione del consiglio regionale, che in realtà nessuno può più convocare senza il consenso di almeno l’80% del Consiglio Regionale.

Delle due l’una, o l’avvocato dice il falso sapendo di mentire, oppure è ignorante di come funziona il Consiglio Regionale, il che sarebbe ancor peggio, data la propria autoincensata e autoproclamata credibilità istituzionale, svanita come neve al Sole. Tertium non datur.

Per fortuna che nel frattempo è nato Plebiscito2013 che ha dato vita all’iniziativa del Plebiscito Digitale che si terrà il 16 febbraio, altrimenti l’indipendenza del Veneto la vedevamo col binocolo!

Press News Veneto

Post Scriptum: qualcuno ha risposto al nostro articolo facendo presente che in caso di mancato rispetto del termine prefissato per l’esame del progetto di legge da parte della competente commissione il proponente o 10 consiglieri possono chiedere al presidente del consiglio regionale di far iscrivere tale argomento all’ordine del giorno del primo consiglio regionale utile: tale osservazione non tiene conto del secondo aspetto che abbiamo esposto nell’articolo, ovvero che per fissare il termine dei lavori della commissione che farebbe scattare tale norma serva il consenso preventivo dell’80% del consiglio regionale… Read more

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VENETIA LIBERA – #16febbraio – #PlebiscitoDigitale

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IL PLEBISCITO DIGITALE SEGUE IL “METODO BERTOLISSI” PER DARE LA VOCE AI CITTADINI VENETI

Piena legittimità internazionale e rispetto delle leggi dello stato, la nuova proposta di Plebiscito2013 è la soluzione perfetta per far nascere la nuova Repubblica Veneta

pb2013Fonte: Plebiscito2013.eu

Domenica scorsa a Verona abbiamo anticipato la nuova proposta istituzionale per l’indizione del Plebiscito Digitale per l’indipendenza del Veneto.

Essa verrà proposta a tutti i Comuni del Veneto per l’approvazione attraverso una deliberazione di Giunta Comunale, oppure di Consiglio Comunale laddove sia necessario un preventivo passaggio politico più condiviso (ad esempio nei comuni dove ancora non è stato approvato il sollecito all’approvazione della proposta di legge regionale 342).

Andiamo nel dettaglio a vedere alcuni punti cardine che caratterizzano la proposta, prima di renderla pubblica nei prossimi giorni.

Il Plebiscito Digitale è nel solco della piena legittimità internazionale

Essa si basa infatti su un sistema di votazione elettronica (nota anche come e-voting e comprendente il voto in linea), che rappresenta un metodo, di utilizzo oramai consolidato nel mondo, che si basa sulle tecnologie elettroniche ed informatiche, sia per esprimere il voto, sia per il conteggio delle preferenze.

La prassi contempla varie applicazioni di votazione elettronica: ad esempio tramite postazioni dedicate, oppure per mezzo di Internet, o anche per telefono, per mezzo di schede perforate, sistemi a scansione ottica o sistemi informatici di varia architettura.

Tale pratica è molto diffusa anche in ambito privato: nel 2007 la Commissione Europea ha varato la Direttiva 2007/36/CE (Shareholders Rights Directive) che consente l’esercizio del diritto di partecipazione e voto remoto nel corso delle assemblee degli azionisti. Tale direttiva europea ha permesso alle associazioni di azionariato critico e alle associazioni di rappresentanza degli azionisti di utilizzare il voto on line, nonché di farlo conoscere come nuovo strumento di partecipazione alle decisioni ed espressione della volontà dei soci.

I sistemi di votazione on line sono utilizzati in molte nazioni moderne, sia in ambito privato, sia in ambito pubblico. Negli Stati Uniti d’America, Regno Unito e in particolare in Estonia fin dal 2005, il voto via Internet è stato utilizzato anche nelle elezioni politiche e nei referendum. In Svizzera i referendum locali via Internet sono una pratica ormai consolidata, i votanti ricevono la password per accedere alla scheda elettorale, per mezzo del servizio postale. In Estonia molti elettori, se preferiscono, possono votare via Internet sia alle elezioni locali, sia parlamentari.

In linea generale, quindi, il voto tramite Internet si inserisce nella piena legittimità internazionale, considerato l’ormai consistente numero di Paesi che lo hanno adottato.

Il Plebiscito Digitale rispetta il diritto interno italiano

Per quanto riguarda le elezioni politiche e i referendum in Italia, la mancanza di una normativa in materia permette di affrontare una sperimentazione di voto elettronico su un tema che attiene alla libera espressione, senza entrare in contrasto con il diritto interno e quindi oltrepassando i problemi procedurali che finora hanno impedito al Consiglio Regionale del Veneto di approvare il progetto di legge regionale 342 del 2013 sull’indizione di un referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto.

Il vuoto legislativo italiano in tema di votazione elettronica solleva inoltre le rappresentanze istituzionali da doveri organizzativi, in merito alla convocazione di comizi, preparazione di seggi elettorali, convocazione di scrutatori e altri vincoli operativi e normativi che costituiscono un ostacolo evidente nell’indizione di una consultazione popolare tradizionale e che finora ha inibito la decisione politica in seno al Consiglio Regionale, oppure, secondo l’opinione di molti osservatori, ha costituito una facile scusa per non decidere alcunché.

Il Plebiscito Digitale è a costo zero

Tali obblighi legislativi hanno finora costituito un ostacolo politico anche per quanto riguarda il costo organizzativo per l’indizione del referendum di indipendenza, di fronte al quale molti politici hanno paventato il rischio di danno erariale con levata di scudi contro lo spreco di denaro pubblico. In questa sede è quasi superfluo far notare che anche tali eccezioni sono risibili e non giustificate, ma in ogni caso grazie al Plebiscito Digitale non vi sarà alcun problema anche in tal senso, potendo invece dedicare le risorse economiche alla comunicazione dell’iniziativa a tutti i cittadini veneti.

La sua economicità, libera risorse per meglio comunicare come votare nel Plebiscito Digitale

La maggiore disponibilità di risorse economiche destinate alla comunicazione di massa ai cittadini veneti risolve inoltre anche i dubbi sollevati da diversi osservatori circa la diffusione limitata di mezzi digitali e di internet presso la popolazione: da un lato la comunicazione che verrà predisposta contribuirà a colmare tale divario di alfabetizzazione digitale, dall’altro sarà possibile supplire al cosiddetto “digital divide” tramite la messa a disposizione di postazioni internet già esistenti nei comuni, come ad esempio nelle biblioteche, con l’ausilio di volontari che aiutino le persone meno abituate al mezzo digitale. Tali volontari potranno essere, ad esempio, gli stessi scrutatori volontari già attivati a supporto del referendum per l’indipendenza da svolgersi in modo “tradizionale”. Per supplire alle carenze, o alla eventuale mancanza di disponibilità da parte dei comuni, potranno anche essere messe a disposizione postazioni internet su base volontaria privata.

Come si realizzerà il Plebiscito Digitale

Da un punto di vista procedurale, il Plebiscito Digitale inoltre non richiede per la propria indizione che sia indetto da TUTTI i comuni del Veneto. Per legge, le liste elettorali dei comuni sono infatti disponibili per ragioni statistiche e grazie a ciò sarà possibile permettere l’inizializzazione della piattaforma informatica.

La piattaforma internet utilizzata per l’espressione del voto sarà realizzata dal Comitato Referendario Plebiscito2013 (che ha la fortuna di aver al proprio interno le competenze tecniche necessarie e una profonda conoscenza architetturale digitale), che la metterà a disposizione del Comune e dei cittadini senza alcun onere a carico del Comune.

Il codice sorgente della piattaforma, sviluppata in modalità “open source”, sarà depositato presso apposito centro di ricerca internazionale (come ad esempio l’Istituto Fraunhofer di Berlino, o altri) e ogni comune potrà nominare un proprio incaricato che potrà avere accesso alla piattaforma per verificare il corretto andamento delle operazioni di voto, al controllo dei codici sorgenti depositati della piattaforma Internet e la verifica degli stessi in qualsiasi istante.

I costi dell’operazione, non a carico dei comuni, sono rappresentati dallo sviluppo della piattaforma internet e delle schede contenenti i codici segreti nominali per ogni cittadino veneto per poter votare. Si tratta di costi molto limitati rispetto a una consultazione referendaria tradizionale, il cui finanziamento avverrà tramite donazioni private.

Il Plebiscito Digitale è innovativo e segue il metodo “Bertolissi”

L’operazione Plebiscito Digitale permetterà alla nuova Repubblica Veneta di nascere nella modalità più innovativa mai concepita nella storia, permettendo ai veneti di entrare nel mondo moderno dalla porta principale, come si conviene a chi nella storia ha sempre rappresentato un faro di civiltà.

Infine, il Plebiscito Digitale incontra, anche da un punto di vista giuridico e politico, l’opinione espressa dall’ill.mo Prof. Mario Bertolissi, che nella conclusione della sua relazione giuridica prodotta in seno alla Commissione Giuridica Regionale sulla Risoluzione 44, per quanto attiene al “da farsi” ha suggerito proprio di procedere in tal senso.

Pertanto, il Plebiscito Digitale è “complementare” e “integrativo” e non di certo “alternativo” all’azione politica in corso nel Consiglio Regionale con la discussione sulla proposta di legge 342. La Regione Veneto potrà fare propria tale iniziativa, in ogni momento, con grande apertura e soddisfazione di tutti. Nel frattempo, noi di sicuro non ci fermiamo e dalla prossima settimana comincerà il tam-tam presso tutti i Comuni del Veneto, le Repubbliche Territoriali che daranno il via all’operazione istituzionale del Plebiscito Digitale per l’indipendenza del Veneto.

Gianluca Busato
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NASCE VENETO BUSINESS: 80 IMPRENDITORI GIÀ ISCRITTI

Gianluca Busato: “copriremo il vuoto lasciato dall’ICE, facendo fare affari nel mondo alle aziende venete”. Collegamenti già attivi con Polonia, Sud Africa, Namibia, Angola, Scozia, Regno Unito, Repubblica Domenicana, Stati Uniti d’America

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rileySabato scorso a Venezia si è celebrata la nascita di Veneto Business, l’innovativa piattaforma internazionale per imprenditori veneti, che ha registrato un grande successo sia in termine di adesioni e partecipazione sia in termini di qualità di contenuti dell’evento.

Sono già 80 gli imprenditori che si sono iscritti a Veneto Business, che ha visto il saluto ufficiale portato dalla Regione Veneto con l’intervento dell’assessore regionale Daniele Stival e di illustri ospiti scozzesi, John Riley, parlamentare a Holyrood (il parlamento scozzese con sede ad Edimburgo) e consulente costituzionale, membro dello Scottish National Party, Ian Renwick, Consigliere SNP per l’Isola di Skye (Ebridi Interne) presso il Consiglio delle Highlands e Giovanni Dalla-Valle, azionista di Business for Scotland, socio dell’SNP e ambasciatore della campagna Yes Scotland.

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Ha raccolto grande interesse la presentazione di collegamenti e advisor di Veneto Business con diversi Paesi del mondo, molto promettenti come mercati in espansione sia per quanto riguarda la possibilità di investimenti da parte di aziende venete in loco sia ovviamente per l’attrazione di investitori in Veneto.

Tra i primi Paesi coperti segnaliamo Polonia, Sud Africa, Namibia, Angola, Scozia, Regno Unito, Repubblica Domenicana, Stati Uniti d’America.

Veneto Business ha quindi anticipato alcuni servizi premium che saranno resi disponibili agli associati, in particolare nei Paesi coperti da Veneto Business, quali servizi di contrattualistica internazionale, supporto commerciale nei Paesi coperti, recupero crediti, recruiting, coaching, formazione, marketing e comunicazione. La giornata si è quindi conclusa con una cena suggestiva in Canal Grande.

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Il direttore di Veneto Business Gianluca Busato ha così commentato l’evento di lancio di sabato: “Intendiamo riempire un vuoto evidente lasciato da istituzioni che oramai hanno perso ogni funzione quali l’ICE (istituto di commercio estero) e lo facciamo con lo stile veneto, che è rappresentato dalla capacità di trovare soluzioni grazie all’ingegno che ci è proprio, unito alla nostra proverbiale vocazione mercantile, condividendo e rafforzando collegamenti commerciali e istituzionali con Paesi e mercati del mondo in grande crescita. Veneto Business anticipa e rende possibile la nascita di un nuovo Veneto anche per le relazioni di affari, permettendo la selezione e creazione di una nuova classe dirigente che si relazioni con le giovani e capaci classi dirigenti di Paesi che hanno saputo fare dell’innovazione e dell’incentivo all’intraprendere la ricetta del proprio odierno successo.

cenaVeneto Business intende trasformare la più grave crisi socio-economica della storia moderna nel Veneto, nella grande opportunità per permettere la nascita di un Veneto nuovo e virtuoso. Non vogliamo unirci al gregge che continua a ripetere un vano e sterile lamento fine a sé stesso: Veneto Business preferisce concepire e creare le condizioni per portare nel mercato già oggi le chiavi della crescita del prossimo futuro.

Il successo dell’evento di sabato ci dà ancora più forza per realizzare il nostro obiettivo e la conferma di avere la visione anticipatrice del nuovo mondo che verrà”.

Fonte: http://venetobusiness.com/grande-successo-per-lesordio-di-veneto-business-80-imprenditori-gia-iscritti/

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UNA STAFFETTA IDEALE PERCORRE TUTTO IL VENETO, A DIFESA DELLA LIBERTÀ E DELLA DEMOCRAZIA

Da Venezia a Verona, un week end per costruire il futuro del Veneto

weekendLa prossima fine settimana sarà molto importante per il Veneto, sempre più nella stretta di una crisi causata dall’appartenenza all’Italia e da nient’altro che ad essa.

In una staffetta ideale tra economia, categorie sociali e politica e istituzioni, sabato e domenica assisteremo alla partenza di un nuovo corso per dare vita a un Veneto nuovo, che sappia essere la terra delle opportunità che naturalmente è.

Locandina_VE_26102013_MINISabato 26 ottobre a Venezia si tiene un convegno storico, che vedrà anche il saluto istituzionale dalla Regione Veneto, portato dall’assessore regionale Daniele Stival e che sancirà il battesimo di Veneto Business, una nuova piattaforma internazionale per imprenditori veneti, che vuole anticipare il futuro, permettendo la costruzione di relazioni solide e collegamenti internazionali con nuovi Paesi e mercati. L’evento di lancio che si tiene all’hotel Amadeus a partire dalle ore 15 vede la presenza di importanti ospiti istituzionali dalla Scozia, che si appresta a celebrare il referendum per la propria completa indipendenza il prossimo 18 settembre 2014. Saranno presenti importanti personalità dell’SNP del Parlamento Scozzese, a testimoniare la vicinanza dello Scottish National Party, la formazione indipendentista che ha come proprio leader Alex Salmond, First Minister della Scozia.

Saranno inoltre presenti molti advisor di Veneto Business, che presenteranno le opportunità di mercato in diversi Paesi del mondo: dalla Polonia al Sud Africa, dalla Scozia e dal Regno Unito agli Stati Uniti d’America, ma anche Paesi emergenti e ancora poco noti nel Veneto come la Slovenia, la Repubblica Dominicana, l’Angola e la Namibia.

mini_Locandina_VR_27102013 (1)Domenica 27 ottobre sarà invece la volta di Verona, dove Plebiscito2013 ha chiamato a raccolta tutti i cittadini e i Comuni del Veneto, sotto la bandiera del Veneto, il Gonfalone di San Marco, per unirsi a difesa della democrazia e della libertà, messe a dura prova dallo stop forzato all’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto imposto dalla partitocrazia italiana in Regione Veneto. Il corteo che partirà dall’Arsenale alle ore 15 sarà guidato dai rappresentanti istituzionali inviati da decine e decine di Comuni Veneti, sotto i propri Gonfaloni e arriverà in Piazza Bra dove si terrà un comizio al quale hanno già dato la propria adesione molti rappresentanti istituzionali, compresi europarlamentari, consiglieri regionali e sindaci del Veneto.

Da Verona partirà forte la nuova proposta istituzionale di convocazione del Plebiscito digitale per l’indipendenza del Veneto, la via Estone e democratica nel rispetto della libertà di espressione, che possa permettere ai cittadini veneti di decidere il proprio futuro, nella piena legittimità internazionale e senza violare il diritto interno dello stato.

Da Venezia a Verona, il futuro del Veneto inizia sabato 26 e domenica 27 ottobre prossimi.

Gianluca Busato

Fonte: http://plebiscito2013.eu/da-venezia-a-verona-un-week-end-per-costruire-il-futuro-del-veneto/ Read more

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UNA SETTIMANA IMPORTANTE PER IL PRESENTE E PER IL FUTURO DEL VENETO

Sabato 26/10 a Venezia appuntamento di Veneto Business con ospiti dello Scottish National Party e di altri paesi e domenica 27/10 tutti a Verona in pressing per l’indipendenza del Veneto

Locandina_VE_26102013_MINIQuesta settimana, che si è aperta nel segno triste del nostro passato, ben ricordato da Franco Rocchetta, del Plebiscito Truffa che nel 1866 consegnò il Veneto all’Italia, calpestando anche per quell’epoca i criteri minimi dell’esercizio democratico, si concluderà condue appuntamenti importanti per il presente e il futuro del Veneto.

Ci riferiamo in primo luogo all’evento di lancio di Veneto Business, la piattaforma internazionale per imprenditori veneti. Esso si celebrerà sabato 26 ottobre prossimo a Venezia, presso l’hotel Amadeus, a partire dalle ore 15, con l’intervento storico di rappresentanti istituzionali del Parlamento di Scozia e membri dello Scottish National Party e con il gemellaggio con la piattaforma di Business for Scotland che vanta già l’adesione di 700 imprenditori scozzesi. In un momento drammatico per l’economia veneta, stretta nella morsa delle fiamme del peggiore inferno fiscale del mondo, Veneto Business rappresenta una grande opportunità di relazioni, grazie alla presenza di collegamenti in diversi Paesi Europei e del mondo, che permetterà ai propri associati di avviare e facilitare l’internazionalizzazione del proprio business.

snpIn questi pochi giorni che mancano all’appuntamento è importante che riusciamo ad avere il massimo risalto e partecipazione possibile, per un evento che non osiamo definire storico anche da un punto di vista politico, oltreché imprenditoriale, in quanto testimonia l’apertura al Veneto delle Istituzioni Scozzesi e dello Scottish National Party, la formazione politica di Alex SalmondFirst Minister di Scozia, che si appresta a celebrare il referendum per l’indipendenza della Scozia il prossimo 18 settembre 2014.

La partecipazione di una così nutrita delegazione scozzese implica quindi anche la conseguente promozione internazionale della Causa Veneta. Cerchiamo quindi di sfruttare il tempo che ci rimane raccogliendo il maggior numero possibile di adesioni all’evento.

Il giorno seguente, la domenica pomeriggio del 27 ottobre, l’appuntamento è invece a Verona, con un’iniziativa di pressing in merito all’indizione di una consultazione popolare tra i cittadini veneti sull’indipendenza del Veneto.

Come noto, la discussione sull’approvazione della legge referendaria per indire il Plebiscito per l’indipendenza del Veneto in Consiglio Regionale del Veneto si è purtroppo arenata su questioni relative ad interpretazioni in tema di diritto interno, pur tutti condividendo la legittimità internazionale del procedimento.

Crediamo che la discussione su un tema di grande impatto presso l’opinione pubblico non possa essere lasciato cadere nel vuoto e debba trovare forza proprio nell’espressione più naturale della sovranità popolare, grazie all’elezione diretta e alla vicinanza che legittima i consigli comunali e i sindaci come rappresentanti più autentici della cittadinanza.Per tale ragione e sentite le parti più sensibili a una questione che prima di tutto è di democrazia, il comitato apartitico e trasversale Plebiscito2013 ha quindi chiamato a raccolta tutti i cittadini veneti a Verona il prossimo 27 ottobre, con l’occasione invitando a partecipare con una propria rappresentanza tutti i Comuni del Veneto, 110 dei quali con coraggio e senso di responsabilità istituzionale già ad oggi hanno approvato un ordine del giorno per sollecitare la Regione a discutere ed approvare il progetto di legge 342/2013.

mini_Locandina_VR_27102013Il programma della manifestazione prevede un corteo, guidato dai gonfaloni dei Comuni Veneti che daranno la propria adesione, che partirà da Piazza Arsenale alle ore 15 (ritrovo ore 14.30, c’è anche un parcheggio per chi arriva in auto) e arriverà a Piazza Bra, dove dalle 16 alle 17.30 si terrà il comizio finale, con presentazione della nuova iniziativa plebiscitaria dei comuni veneti per l’indipendenza del Veneto. La manifestazione non prevede uso di simbologie di partito, ma solo l’utilizzo della Bandiera del Veneto, come simbolo di unione di tutti i cittadini veneti al di là delle ideologie.

Facciamo tutti in modo allora in questi giorni che i due importanti eventi in programma sabato e domenica abbiano il maggiore successo e risalto possibile.

Ne va del presente e del futuro del Veneto.

Gianluca Busato
Plebiscito2013

Fonte: http://plebiscito2013.eu/una-settimana-importante-per-il-presente-e-per-il-futuro-del-veneto/ Read more

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Ciao Veneti, el cancaro vero el se ciama italia

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LAUNCH EVENT: VENETO BUSINESS E BUSINESS FOR SCOTLAND – 26/10/2013 – VENEZIA

VENETO BUSINESS E BUSINESS FOR SCOTLAND

IMPRENDITORI INDIPENDENTISTI: IMPARIAMO DALLA SCOZIA

Data: 26:10/2013 Dove: Hotel Amadeus – Venezia (Lista Di Spagna, 227 – Venezia) ORARIO: 15.00-18.30 (CENA 19.00) Programma Saluto di:

  • Daniele Stival, assessore all’identità veneta della Regione Veneto

Relatori:

Scarica il programma completo degli interventi

Prenotazioni (posti limitati): info@venetobusiness.com

Evento su facebookhttps://www.facebook.com/events/221376308022469/

Acquisto bigliettihttp://venetobusiness-launch-event.eventbrite.com

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Lo stato dell’arte dell’indipendentismo veneto dopo il declino di IV e VS

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Negli ultimi anni l’indipendentismo è diventato un attore protagonista dello scenario politico veneto, grazie all’individuazione di un percorso che ha saputo indicare un’alternativa concreta allo sfascio del sistema italiano.
Le fasi attraverso le quali tale percorso si è sviluppato sono molteplici e ben al di là dal concludersi. Paradossalmente, il nuovo nodo gordiano da sciogliere ora si presenta proprio con lo stallo del dibattito istituzionale all’interno della Regione Veneto attorno al progetto che è nato ancora nel 2006-2007, subito dopo la riforma del codice penale che ha reso legale perseguire in modo pacifico e non violento la completa indipendenza politica del Veneto e che oggi trova la propria massima rappresentazione in Plebiscito2013, la piattaforma referendaria apartitica e trasversale che ha saputo diventare il fulcro del dibattito sull’indipendenza del Veneto, assieme ad altre esperienze simili, quali ad esempio Vivere Veneto.
Presentai in anteprima assoluta tale percorso l’11 febbraio 2007 all’hotel Viest di Vicenza, in occasione del primo convegno pubblico del movimento “Veneti” di cui fui tra i fondatori; esso divenne a distanza di pochi mesi il programma politico del Partito Nasional Veneto, che fu la prima organizzazione politica che iniziò la costruzione del consenso popolare attorno a tale progetto, a partire dal 2008-2009. Dopo le elezioni regionali del 2010, seguì quindi la creazione di Veneto Stato, per “aggregazione” del Partito Nasional Veneto con altre formazioni indipendentiste allora createsi attorno alla lista “Veneti Independensa”, che resi possibile grazie al passo indietro che feci lasciando la segreteria del Pnv. VS era una formazione acerba e dopo poco più di un anno lasciò quindi il testimone alla nuova-vecchia formazione Indipendenza Veneta, che dopo un inizio esaltante, ha perso ben presto la testa inseguendo sogni elettorali italiani e accordi con la corrente leghista di Luca Zaia. Il congresso di ieri che ha visto la partecipazione di meno del 28% degli aventi diritto è lo specchio migliore di un fallimento annunciato.
In virtù dell’odierno disastro, si ripresenta uno scenario politico senza attori protagonisti, con i resti di alcune formazioni indipendentiste prive di un progetto politico e attaccate allo scoglio del legalismo vuoto e sterile, come un naufrago dopo la tempesta.
D’altro canto è ovvio che ciò avvenga se si rinuncia alla visione del futuro.
Oggi il Veneto si trova all’appuntamento con scelte importanti da fare senza punti di riferimento certi, immerso nella “notte in cui tutte le vacche sono nere”.
Eppure il discrimine tra passato e futuro, tra Italia e Veneto, tra rischi e opportunità, non è mai stato così forte e evidente come oggi, testimoniato dalla recrudescenza nervosa di rigurgiti nazionalistici italiani, come l’infausta decisione del sindaco trevigiano Manildo di sostituire la bandiera civica di Treviso con il tricolore, triste simbolo di morte e guerra. Questa apparente contraddizione deve farci comprendere che il percorso che stiamo facendo in questi giorni e settimane sarà propedeutico a una nuova stagione politica. Sarà proprio la nostra capacità di riconoscere le cose importanti rispetto alle facezie che determinerà la prossima fase politica, oltre a una più consumata esperienza sulle figure in campo.
Assisto in particolare al dibattito attorno all’esigenza di creare “una casa comune dei veneti”, portato avanti da Edoardo Rubini su vivereveneto.com. Egli individua come preliminare l’esigenza di costruire “una struttura ideale e di programma che in seguito dà luogo ad una struttura anche politica”. Altri esponenti di rilievo rilevano come sia fondamentale stabilire prima di tutto un codice etico che precisi di non includere nel progetto “qualunque Veneto che si dimostri litigioso, o polemico verso qualche altro Veneto” (“i contrasti se ci sono vanno affrontati in privato “face to face””).
Se da un lato va ben precisato che la polemica non deve essere confusa con la dialettica, che invece risulta un motore fondamentale dello sviluppo umano, risulta però evidente che bisogna fare ordine rispetto alla confusione imperante, causata da vacue lotte di un inesistente potere.
È convinzione diffusa insomma che l’attuale fase sia chiaramente propedeutica a una sintesi che ancora non viene concepita. Ciò determina in molti una sorta di scoramento, perché paiono venir meno gli obiettivi a breve termine, consumati sull’altare dell’opportunismo politico di una classe dirigente che in Regione Veneto non si sta assumendo le proprie responsabilità, recitando una commedia dell’arte all’insegna della non decisione, commedia in cui tutte hanno colpe e nessuno ha meriti. Se per qualche miracolo il consiglio regionale dovesse rinsavire e convocare il Plebiscito per l’indipendenza del Veneto, vorrà dire che saremo ancora più preparati ad affrontare la campagna di comunicazione, ma al momento non c’è da illudersi che ciò avvenga. Il rischio che la partita in Regione si traduca in una semplice bandiera elettorale ad uso e consumo di Luca Zaia e dei suoi nuovi alleati pseudo-indipendentisti è ahinoi molto elevato.
In realtà lo scenario è già visibile ai più attenti, che guardano oltre le macerie dei partiti venetisti che cercano di unirsi per mascherare le proprie debolezze. Il disastro coinvolge in primis anche i partiti italiani, nessuno escluso, a cominciare, per quel che ci riguarda, dalla lega, che si ritrova orfana di un progetto politico a cercare di adottare il pargolo già sofferente dell’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto. Ciò per quanto nel silenzio e nella sostanza il movimento indipendentista si rafforzi ogni giorno di più grazie a una consacrazione popolare determinata dal sostegno al Plebiscito da parte di 86 comuni (numero che cresce ogni giorno di più), in rappresentanza ormai di oltre UN MILIONE di cittadini veneti.
Il quadro in cui operiamo, nonostante i rischi, è inedito e per molti aspetti incoraggiante e il vuoto politico che si presenta davanti a noi è in realtà solo una prateria dove far presto cavalcare, sotto nuove forme e modalità, il destriero indipendentista che ora sta facendo il pieno di biada e acqua dopo aver disarcionato l’ultimo apprendista stregone.
Non temiamo, cavalli e cavalieri dell’indipendenza si ritroveranno in fretta.

Gianluca Busato Read more

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A volte anche i nemici hanno qualcosa da insegnarti

San-marcoA volte anche i nemici hanno qualcosa da insegnarti, qualcosa che può essere utile a te e alla tua causa.

Ieri (2 giorni fa, ndr), 17 settembre 2013, si sono visti un migliaio di cittadini veneti convinti ed entusiasti che hanno riempito le calli, da Piazzale Roma fino alla Salute, di canti e di slogan. Erano canti e slogan che sorgevano dal cuore più che dalle gole, erano canti e slogan comuni per tutti, erano canti e slogan che hanno raggiunto anche alcuni abitanti che hanno sentito il dovere di affacciarsi alle finestre o di scendere in calle per dare il proprio incoraggiamento e appoggio morale.

Eppure quel serpentone colorato e gioioso non era omogeneo!

Era formato da tutte le diverse anime dell’indipendentismo veneto, quelle stesse anime che troppo spesso discutono e persino litigano tra loro alla ricerca di una visibilità che, a mio avviso, ora serve a poco.

Insomma, il Popolo Veneto ieri, dimostrando l’unione degli slogan, delle richieste, dei canti, ha dimostrato una volta di più che ora come ora interessano ben poco i distinguo, interessa invece avere la massima unione per raggiungere l’obiettivo che con tanta tenacia viene perseguito.

Poi, solo poi, arriverà il momento dei distinguo, arriverà il momento in cui ognuno esprimerà la propria idea di Veneto e di futuro e la via per trasformare questa idea in realtà. Non che non si possa già esprimerla, anzi, ma tutti questi progetti diventano nulla se prima non si arriva all’indipendenza.

Il Popolo Veneto che ha sfilato lungo le calli, pur portando vessilli diversi, ha dimostrato però una chiara e sentita condivisione nelle voci e nei cuori; questo conta, solo questo conta ora.

Abbiamo un nemico, si chiama Stato Italiano. Ebbene, impariamo dalla sua storia: durante la Resistenza le varie forze, anche molto distanti ideologicamente tra loro, hanno fatto fronte comune per abbattere il regime e l’invasore straniero; poi, solo poi, solo dopo aver raggiunto l’obiettivo, è venuto il momento dei distinguo, anche molto profondi come sappiamo. Solo settant’anni fa gli Italiani sono riusciti a mettere insieme comunisti e cattolici, persino repubblicani e monarchici, per poter conseguire l’obiettivo comune.

Vogliamo dimostrare al mondo che i Veneti non sono in grado di fare altrettanto?

Tiziano Pizzati Read more

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