Belgio: per il 43% è la fine del Paese, re in campo contro rischi secessione

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Belgio: per il 43% è la fine del Paese

http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/belgio-per-43-dei-francofoni-la-fine-del-2.html

8 nov. – La commissione Interni della Camera. ha votato ieri pomeriggio la scissione del distretto elettorale di Bruxelles-Hal-Vilvorde che permetteva a 120.000 francofoni di poter votare per candidati del loro gruppo linguistico, potranno votare solo candidati fiamminghi. Per molti è la fine di un Paese basato sul compromesso di convivenza civile tra fiamminghi e francofoni. Il clamoroso voto fiammingo per la scissione della periferia di Bruxelles dalla capitale come distretto elettorale e’ l’inizio della fine del Belgio per quasi la meta’ dei cittadini francofoni del paese. E’ il risultato di un sondaggio lampo condotto dal quotidiano di Bruxelles ‘Le Soir’, dopo quanto accaduto ieri.

Alla commissione Interni della Camera, in effetti, i fiamminghi, dopo che i francofoni avevano abbandonato l’aula, hanno votato compattamente, a prescindere dal partito, la scissione del distretto elettorale Bruxelles-Hal-Vilvorde, che consentiva ai 120.000 francofoni della periferia (giuridicamente parte delle Fiandre) di votare per candidati del loro gruppo linguistico. Con la scissione, che pero’ i francofoni hanno possibilita’ di bloccare, i francofoni della periferia dovrebbero votare solo per candidati fiamminghi.

Un ‘atto di guerra’, secondo i politici che parlano la lingua di Moliere, e molto preoccupante per la comunita’ francofona: secondo il 43% quanto avvenuto ieri e’ l’inizio della fine del Belgio. Un dato leggermente in minoranza, ma in costante crescita, rispetto agli ottimisti (47% dicono di no). Resta un 10% di indecisi, che potrebbe far ribaltare i risultati in un futuro prossimo se le cose non miglioreranno.

Il voto di ieri su Bruxelles-Hal-Vilvorde, scrive Beatrix Delvaux, direttrice di ‘Le Soir’ in un editoriale,” e’ la conseguenza di antagonismi ormai profondi e conclamati tra fiamminghi e francofoni”. Secondo Delvaux, ieri “alle 14 e 30 e’ morta una certa idea del Belgio. E’ finito un paese in cui il compromesso era eretto a istituzione, suscitando l’ammirazione del mondo intero”.

Belgio: crisi, re in campo contro rischi secessione

da www.new.ticinonews.ch
Contro i rischi di scissione del Belgio, scende in campo il re dei Belgi Alberto II, l’unica figura condivisa da francofoni e fiamminghi e in quanto tale unico vero garante dell’unità nazionale.

L’intervento del sovrano, che chiede alle due camere del parlamento di avviare un dialogo sullo sviluppo delle istituzioni del paese allo scopo di rafforzare la coesione tra le due comunità, giunge all’indomani del giorno più buio nella storia dell’unità del Belgio. Ieri, tutti i deputati fiamminghi, con la sola esclusione dei verdi, hanno votato in blocco a favore della scissione di Bruxelles-Hal-Vilvorde (Bhv), la circoscrizione più importante, che include anche la capitale con le sue istituzioni europee e l’unica bilingue.

“Un atto di guerra”, come è stato bollato dagli esponenti francofoni, che ha scioccato il paese: per la prima volta da quando il Belgio esiste una coBRUXELLESmunità ha imposto all’altra la legge del più forte, rompendo il patto siglato dal 1830. Ovvia conseguenza: la rottura dei negoziati per la formazione del nuovo governo che proseguono inutilmente da oltre 150 giorni.

ATS

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