Il fiume carsico della politica veneta verso un Partito Nazionale Veneto

Quello che stiamo vivendo in Veneto è un momento di transizione politica.

Parafrasando le parole di un recente articolo di Paolo Bernardini, ci troviamo a metà del guado tra il passato prossimo e un futuro di cui ancora non si scorgono le fattezze.

Le grandi manovre politiche italiane sembrano toccare solo di striscio e come notizie noiose la realtà veneta, quasi fossero aspetti di politica estera. L’enorme battage pubblicitario del partito democratico prima e del neo partito di Berlusconi poi non hanno sortito effetti considerevoli.

Ad esempio, le nostre stime sulla alla recente chiamata ai gazebo di quest’ultimo danno una partecipazione dei veneti molto minore in proporzione a quello che è stato l’apporto in numero di voti anche nelle ultime elezioni politiche. Ciò emerge dall’analisi di un team di osservatori organizzato dal comitato per un Partito Nazionale Veneto, che hanno registrato l’afflusso di persone in alcune città campione.

Parliamo ovviamente di dati ufficiosi e non scientifici – e che come tradizione vuole saranno prontamente smentiti dal partito mutante dei berluscones locali – ma che anche nella migliore delle ipotesi non raggiungono il 7% del totale dei voti raccolti a livello statale. Tale cifra è di circa 2 punti percentuale minore rispetto alla ripartizione dei voti presi in Veneto dalla sola Forza Italia alle politiche del 2006. E ciò in un momento in cui i sondaggi vedevano Forza Italia in crescita rispetto ad allora. E che fanno presagire al leader veneto della compagine, il governatore Giancarlo Galan, un destino non molto dissimile da quello dell’ormai noto a pochi Egon Krenz, ultimo leader della DDR.

Il partito democratico poi è del tutto inconsistente e completamente sradicato dalla realtà veneta, ancorato a un isolazionismo intellettuale italiano che talvolta prova perfino fastidio ad accostarsi a ciò che è locale.

Non è esente dal fenomeno la stessa Lega Nord, che sopravvive elettoralmente per avere saputo costruire rispetto ai competitori politici una base elettorale – o una subcultura, direbbe qualche sociologo – più affezionata e “impermeabile”, ma assolutamente priva di dinamismo. Diminuendo i votanti, la Lega risulta in miglior salute poiché percentualmente tende al rialzo. Le stesse battaglie politiche degli ultimi giorni sono slegate da un progetto politico a più largo respiro e come spesso avviene coperte dai leader non veneti della Lega Nord (Calderoli, Borghezio…). Con l’inevitabile effetto collaterale di inimicarci anche parte della stampa internazionale che da tempo – e a  buona ragione – ha inserito i succitati personaggi in una sorta di black-list liberaldemocratica occidentale. Il buon Umberto Bossi viene tenuto in naftalina così come – mi si perdonino i paragoni – è stato fatto con Franco e Mao e agitato – con sempre minore frequenza – alle folle sempre meno oceaniche e spesso “dopate” di pulman foresti, com’è avvenuto l’altro giorno a Cittadella.

È diffusa la sensazione che tutto nella politica venga mediaticamente costruito, ma sia in realtà distante anni luce dal quotidiano di tutti noi.

In realtà questa è solo l’apparenza – appunto – mediatica. La realtà politica è un’altra. È fatta di un fiume carsico di iniziative, molte delle quali sono legate al tema dell’indipendenza veneta e che sono forse alla vigilia di una convergenza politica in qualcosa di nuovo. E come ogni fiume carsico che si rispetti, saranno visibili solo quando diventeranno fiumi, almeno alla classe dirigente miope e incapace di analizzare in profondità i fenomeni politici in corso. Anzi, l’unico fiume di un Partito Nazionale Veneto, sul modello scozzese, catalano, basco, fiammingo, solo per citare le novità politiche del 2007. Una convergenza nel nome dello spessore politico e intellettuale e dell’abbandono di schemi ancorati a slogan vuoti, efimeri e incapaci di tradursi in una duratura azione politica di governo.

Una convergenza che risulterà essere l’assoluta novità politica in tutta la Venetia, da qui a breve tempo.

Gianluca Busato

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