Archivio di novembre 2007

Creazione lista civica indipendentista per le comunali di Treviso nel 2008

lunedì, 26 novembre 2007
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Cari amisi,

come xà antisipà da un toco, xe intension mia e de tanti amisi pareciar na nova lista civica indipendentista che se prexente ałe prosime elesion comunałi de Trevixo nel 2008.

Da on ponto de vista połitico generałe, el programa cui se rifaxemo xe queło piovegà el 18 de novenbre al Veneto-Day che se gà tegnuo al’hotel Maggior Consiglio de Trevixo e conosuo come “Łe raxon del’independensa”. Sto programa e tuta ła giornata gà vuo un gran inpato sul mondo deła połitica, in particołar proprio nel trevixan che viveva ormai da tenpo soto na atmosfera rilasada e quaxi soporifera del bongoverno leghista (anca se no tuti la pensa cusì).

Trevixo xe na sità dełicata soto molti ponti de vista.Proprio par questo se presta ben par provar a canbiar l’andamento smorto deła nostra połitica.
Crear qualcosa de significativo a Trevixo gà un inpato mediatico asicurà.
Ła nostra sità no ła xe mal aministrada, o almanco questa xe ła percesion deła xente. El nostro conpito no xe donca cusì fasiłe.
Xe parò vero che ła oportunità che ghemo xe unica come momento storico.
Infati ła sfiducia deła xente xe asè granda verso tuti i połitici, nisun escluso.

Crear qualcosa de novo e połiticamente originałe come che xe na proposta come ła nostra gà un inpato poxitivo asicurà.Gò parecià un sito internet ndove vien riportai i comenti su aspeti de połitica generałe.
L’indiriso xe www.pnveneto.org
Gò anca parecià na prima bosa co na serie de argomenti da sviłupar, che trovè ligada de seguito a sto articoło.

Par chi che xe d’acordo su sti ponti e crede che sipia el momento de far qualcosa de bon fin da subito par ła nostra tera, par ła nostra Trevixo e par el nostro Veneto, ve domando de difondar el mesagio a chi che ritegnè persone afidabiłi e su cui contar e, se l’idea ve piaxe, de partesipar ai nostri apuntamenti fisi.

L’apuntamento fiso xe ogni do setimane (festività a parte) a partir xà da luni prosimo 3 de disenbre al Flyer de Trevixo, visin al’aeroporto, in via Noalese, 61 (di fronte al concesionario Marazzato). Eco le indicasion pa rivar: http://www.2night.it/2night/treviso/locali/membri/7564.htmlChi che vol pol magnar un bocon, opur bevarse na bibita e tuti insieme ragionar un fià sul come vegnerghene fora da sta situasion.

L’invito xe estexo a tuti i amisi veneti che gà idee simiłi e vol dar vita a un coordinamento de liste civiche independentiste in altri comuni deła Venetia.

Prosimo apuntamento: luni 3 de dicenbre a partir dałe 9 de sera al Flyer a Trevixo.

Ve prego de darme conferma via mail (info@pnveneto.org) o via sms (348.8827427) par saver in linea de masima quanti che semo

Gianluca Busato
Web:
www.pnveneto.org – E-mail: info@pnveneto.org
Tełefono: 348.8827427 – Fax: 0422.1830131

Comitato per la fondazione di un
Partito Nazionale Veneto

via Canizzano, 126/E Treviso
Web:
www.pnveneto.org
E-mail:
info@pnveneto.org

Allegati: CAMPAGNA ELETTORALE A TREVISO 2008 – LISTA PNV

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La svolta di Berlusconi favorisce l’autodeterminazione dei veneti

domenica, 25 novembre 2007
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Sarebbe paradossalmente da ringraziare il nano di Arcore.

Grazie infatti al de profundis che sta recitando alla pseudo coalizione di centro-destra, sta togliendo ossigeno politico alla Lega Nord.

Questo toglie il tappo alla Causa Veneta, non più boicottabile con il vecchio schema destra-sinistra.

Finalmente non saremo più distratti dalle stupidaggini del parlamento italiano e potremo lasciarlo andare in malora, concentrandoci sulla nostra autodeterminazione, che si gioca tutta qui, in Venetia, cominciando proprio dal Veneto.

Più precisamente si comincia da Treviso, anno 2008.

Comitato per un Partito Nazionale Veneto

info@pnveneto.org

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Il nemico dei veneti si chiama “IL GAZZETTINO”. Non leggiamolo più.

domenica, 25 novembre 2007
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I giornali veneti ai veneti! Stop al colonialismo! Non leggiamo più IL GAZZETTINO!

Basta.

Ora è veramente troppo. Uno straccio di giornale che nemmeno riconosce la nostra identità veneta, visto che si definisce il quotidiano del “nord-est”. E allora sbattiamolo al nord-est d’Italia, ovvero in Emilia, comunque sotto il Po.

Un giornale che ha 120 anni e li porta malissimo, è giunta l’ora di non leggerlo più per noi veneti. Un giornale di proprietà della famiglia Caltagirone, meglio noti come i “palazzinari di Roma”, che ora vorrebbero comprarsi anche altri pezzi di Veneto.

Prima deride il Veneto-Day con articoli indegni e senza aspetti minimi di cronaca che sono doverosi per un quotidiano che dovrebbe riportare i fatti. Poi invece di riconoscere al movimento Veneti” la primogenitura della manifestazione di solidarietà al sindaco di Cittadella commette gravi imprecisioni nel riportare i fatti, attribuendoci invece l’adesione al gruppo di rifondazione comunista che contestava il patriota veneto Bitonci. Come se non bastasse, ora arriva a storpiare il nome del movimento “Veneti”, come se non lo conoscessero bene.

Bene, allora in qualità di promotore del comitato per un Partito Nazionale Veneto, vi chiedo di non comprare più una copia di questo quotidiano, finché non ritornerà in mani auteticamente venete. E’ solo un piccolo sacrificio, visto che dalle ore 13 di ogni giorno questo insieme di notizie politicamente anti-venete è leggibile attraverso il loro sito internet www.gazzettino.it. Vi chiedo anche di far girare questo appello, grazie.

Gianluca Busato

I giornali veneti ai veneti! Stop al colonialismo! Non leggiamo più IL GAZZETTINO!

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Solo immigrati a quattro stelle «Grazie sindaco»

domenica, 25 novembre 2007
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Solo immigrati a quattro stelle «Grazie sindaco»

Ma di certo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte del procuratore di Padova Pietro Calogero ne ha fatto un eroe del popolo veneto, in senso molto esteso e serenissimo. Subito lo hanno imitato i primi cittadini di Montegrotto, Fontanive e Tombolo nel Padovano, di Rossano e di Rosà nel Vicentino, di Riese Pio X e altri nel Trevigiano, più una serie di amministrazioni veronesi e della provincia di Bergamo. Almeno altri dieci sindaci si sono autoconvocati per oggi in piazza Luigi Pierobon dove firmeranno pubblicamente il provvedimento. Non potranno mica processarli tutti, con il consenso unanime di cui godono. Se no, può accadere come per quel loro collega di San Pietro di Cadore e altri 146, che hanno abbandonato la fascia tricolore e si ripromettono di riconsegnarla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai primi di dicembre. Preferirebbero essere annessi all’Austria. O anche stare da soli, piuttosto di sentirsi “una colonia dell’Italia”, come afferma Gianluca Busato, organizzatore del Comitato per un partito nazionale veneto, in piazza dalla mattina con qualche decina di indipendentisti per un presidio di sostegno all’iniziativa di Bitonci. Ci sono gli amici dello scomparso leader dei Serenissimi Bepin Segato e dopo essersi ricomprati il “tanko” ora vorrebbero riscattare la “bandiera di guerra” che sventolò sul campanile di San Marco, insieme a chi prepara i festeggiamenti del Capodanno veneto, che cade il primo marzo. Qui, in settembre, 30mila persone si erano radunate per la Festa dei Veneti. Però quel fermento apparentemente isolazionista sembra l’unico in grado di portarsi dietro i partiti padani e anche quelli “taliani”, dalla Lega Nord ad An fino all’Udc, rimettendo insieme localmente i cocci della Cdl che è andata in frantumi a livello nazionale. Si fa strada l’idea di eleggere i propri giudici e prefetti, oltre alla richiesta di una polizia nazionale veneta, “sul modello di quanto succede in tutti gli stati federali, come ad esempio la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna”, spiega il volantino del Movimento Veneti. Ci sono tutte le premesse per un processo legale, dopo che la legge regionale 340 del 1971, recepita nell’ordinamento della Repubblica italiana, ha stabilito che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”. Tutt’altra storia rispetto a quella di chi si riunisce per protestare nel pomeriggio con una decina di bandiere di Rifondazione Comunista. Sono al 90 per cento immigrati africani, con qualche arabo che però lascia il proprio mini-harem di donne velate a debita distanza, spostate di cinquanta metri sotto un portico. Guai a mischiarsi con gli infedeli. Eppure, più in là, gli immigrati arabi in tuta da lavoro bevono uno spritz bestemmiando al bar come i loro vicini di tavolo. Sono quelli che si sono integrati. IL CASO L’ORDINANZA Il 16 novembre scorso, il sindaco leghista di Cittadella (Pd), Massimo Bitonci, emette un’ordinan za per imporre alcuni criteri per la concessione della residenza. Il decreto “anti-immigrati” neghe rebbe la residenza a chi non ha una casa decente e ha la fedina penale sporca. I REQUISITI L’ordinanza prevede per gli stranieri che vogliono la residenza nel comune: un lavoro con stipendio minimo di 5mila euro e una dimora decorosa e presentazione dell’ultima busta paga, del contratto di lavoro. Per gli imprenditori basta presentare la partita iva. L’INDAGINE Il sindaco è stato indagato per “usurpazione di funzione pubblica” dal procuratore di Padova, Pietro Calogero. Numerose le voci in sostengo di Bitonci: da Fini ai sindaci dei comuni limitrofi, passando per i colleghi di Fi, An e Udc. DIVIETO DI ELEMOSINA Nella foto un giovane cittadino extracomunitario chiede l’elemosina in strada. Scena a cui non vorrebbe mai assistere il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci. Che ha emesso un’ordinanza in cui afferma che gli stranieri che vogliono la cittadinanza devono rispettare alcuni parametri, come avere un reddito di 5mila euro, un’abitazione decorosa e la fedina penale pulita. In seguito a questa decisione il sindaco è stato indagato dalla Procura di Padova per “usurpazione di funzione pubblica”. Tutto il paese, però, sta dalla sua parte.

Andrea Morigi
Libero 25/11/07

http://libero-news.dnsalias.com/libero/LF_showArticle.jsp?edition=25%2F11%2F2007&topic=4921&idarticle=89657372

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=385643&page=2

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Manifestasion par la libertà dei veneti

sabato, 24 novembre 2007
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Manifestasion in solidarietà a Bitonci a Sitade£a (PD) [24/11/2007]

venetiG : informazsionEdizsion del tgr Veneto 24 de Novenbre del 2007, h. 14.00

Tira zso Windows Media Player  Se no te vedi tira zso

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Bond ta£iani a 10 ani a ris-cio. Xe £a situasion finansiaria pì grave dal’11 de setenbre 2001

venerdì, 23 novembre 2007
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Eurozone split as bond spreads hit 6-year high
By Ambrose Evans-Pritchard, International Business Editor

Last Updated: 12:48am GMT 23/11/2007

 

Investors in Europe have suddenly become wary of Italian, Greek, Spanish, and Belgian sovereign bonds, driving spreads over German government bonds to the highest level in six years.

 
Italian Prime Minister Romano
Italian PM Romano Prodi may find borrowing gets more expensive for Italy
  • Protests grow as euro hits $1.48
  • Belgian Treasury promises no default

    Yields on Italian 10-year bonds rocketed to 40 basis points over comparable German Bunds today as the flight to safety gathered pace. The spread had been stable at around the mid 20s for several years until this month.

    The scramble to dump riskier bonds hit all the southern European countries, as well as Ireland and Slovenia.

    While the markets have not begun to discount a possible break-up of the eurozone, they are clearly pricing in an ominous rift between the Latin and Germanic halves of the monetary system.

    The spreads rose to 37 basis points (bp) for Greece, 18bp for Spain, and 14bp for France. Both France and Spain enjoyed spreads as low as 4bp until May, before the global credit bubble began to burst. Italy and Greece both have national debts above 100pc of GDP – far above the 60pc limit set by the Maastricht Treaty.

    Belgian spreads have jumped to 22bp, reflecting a “default premium” for the first time as investors begin to discount the possibility that the country will disintegrate.

    The bitter battle between the Dutch-speaking Flemish and French-speaking Walloons has left the country without a government for 164 days.

    Guy Quaden, the governor of Belgium’s central bank, said the crisis risked getting out of hand. “For the moment it is largely an image problem, but our politicians need to move with care because the economic consequences could prove severe one day,” he said.

    Simon Derrick, currency chief at the Bank of New York Mellon, said the spike in yields was the most dramatic since the 9/11 terrorist attacks in September 2001.

    “People are asking whether Italian government bonds are really as good as German bonds. The rising euro is starting to expose the strains in the system.”

    The euro has reached $1.4850 as Mid-East and Asia central banks and funds switch out of the dollar. The latest balance of payments data shows record portfolio inflows of €46.2bn (£33.3bn) in September.

    Professor Peter Bofinger, one of Germany’s five ‘wise men’ advisers, says the euro may soon reach €1.60 unless the EU authorities takes action to stop it, causing major distress for the aerospace and car industries.

    ING said the euro’s appreciation has gone far beyond the “painful threshold” of most European firms, with big variations by country. The threshold is $1.20 for French companies, between $1.30 and $1.40 for the Italians and Spanish, and $1.50 for the Germans, Dutch, and Finns.

    The bank said France, Italy, Spain had all suffered a serious loss of competitiveness against Germany, which has clawed back share since 2000 by driving down relative wages.

    Eurozone industrial orders fell 1.6pc in September, led by drops in chemicals and machinery.

    The concern is that the lagged effects of the surging euro are hitting just as the global economy slows and the housing booms in southern Europe deflate. “We have all the ingredients coming together for a very sharp slowdown in euro zone growth next year,” said David Brown, an economist at Bear Stearns.

    Marc Ostwald, an economist at Insinger de Beaufort, said the flight to German bonds was linked to the global credit crisis. “There’s a lack of liquidity so people are switching to Bunds, which are heavily traded,” he said.

    Mr Ostwald said the spike in Club Med spreads had been offest by a falling bond yields overall, so these countries do not have to pay more to cover their deficits. “The nightmare for Italy is if you get higher spreads and higher yields at the same time,” he said.

  •  http://www.telegraph.co.uk/money/main.jhtml?xml=/money/2007/11/22/bcnitaly122.xml

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    Il Veneto tra storia e futuro. Una giornata storica a Treviso

    venerdì, 23 novembre 2007
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    Il Veneto tra storia e futuro
    Una giornata storica a Treviso

    Nella storia del variegato panorama di associazioni e di movimenti indipendentistici che hanno attraversato il Veneto a partire almeno dal 1978, quando Franco Rocchetta diede vita ufficialmente alla Łiga Veneta, il 18 Novembre 2007 sarà ricordato come una data fondamentale. Ma non solo nella storia dei movimenti indipendentistici. Anche in quella di Venezia, del Veneto, della “Venetia” ampliata fino ad includere Bergamo, Brescia, parte del Trentino e del Friuli, secondo l’antica suddivisione romana (della “prima” Roma).
    E, sfidando la rettorica, anche in quella della storia della libertà dei popoli e dell’eterna lotta che essi conducono contro forme sempre più varie di oppressione. Si è celebrato il V-DAY, il giorno del Veneto, e della “vittoria”, possibile e forse non lontana, della libertà. Veneto, Venezia, volontà, vittoria, vita quante parole belle– con buona pace di Beppe Grillo e del suo populismo inconsistente – cominciano con “v”.
    Scrive nei Discorsi Machiavelli – ahimè troppo spesso annoverato tra i dogmatici statalisti, gli anticipatori dell’unità di Italia, gli incensatori della moralità della politica e della licenza di uccidere per “ragion di Stato” –: “E facil cosa è conoscere donde nasca ne’ popoli questa affezione dei vivere libero; perché si vede per esperienza le cittadi non avere mai ampliato né di dominio né di ricchezza se non mentre sono state in libertà”.
    A Treviso dunque un movimento fatto di giovani, I Veneti, nato solo nove mesi fa, grazie a trentenni ben addentro sia alla storia della “Venetia” sia ai meccanismi della politica, ha tenuto una giornata di pacata e salubre riflessione sul possibile Veneto “allargato” indipendente, indicando sia una via legale per giungere pacificamente alla separazione dall’Italia, sia una mappa macroeconomicamente solida, della posizione, eccellente, che la Venetia verrebbe ad assumere nelle classifiche del benessere, non solo meramente della ricchezza intesa come PIL, nel mondo intiero. Uno stato grande quanto la Svizzera, la metà dell’Austria, ma assai più ricco di questi due “piccoli” Stati, dal destino assai diverso ma dalla storia recente assai simili (in termini economici).
    Uno studio di un giovane economista veneto ora consulente presso la Banca Mondiale di Washington D.C., e docente a contratto a Ca’Foscari, Lodovico Pizzati, ha presentato dati incontestabili sulla realtà presente del Veneto – in quanto regione soggetta ad un dominio allotrio – e sulle potenzialità di crescita legate alla “riconquista” della propria indipendenza.
    Alla giornata, nel calore di idee vere e portanti della “politica” svuotata dalla chiacchiera partitica, dalle formule magiche usate ormai solo per tenere in vita i morti, ha partecipato, deliziando il numeroso uditorio con la presentazione della situazione catalana, il Sen. Miquel Bofill, membro del partito indipendentista catalano, che ha in programma un referendum per ridare l’indipendenza alla Catalogna da tenersi entro il 2014. Entro il 2011 si parla di un referendum con intenti simili per la Scozia.
    “I Veneti” hanno presentato un programma dettagliatissimo che riguarda il futuro della “Venetia” dopo l’indipendenza. La politica che si nutre di idee forti e coraggiose è tutt’altro che morta.

    Paolo Bernardini

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    RAIXE VENETE: CHIEDIAMO IL RISARCIMENTO AI SAVOIA PER QUANTO SUBITO DAL POPOLO VENETO

    venerdì, 23 novembre 2007
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    Ass.ne culturale Veneto Nostro – Raixe Venete
    v.lo Basilicata, 9
    30030 Fossò (VE)
    mail:
    info@raixevenete.net
    sito Web:
    www.raixevenete.net23/11/2007
    A TUTTI I MASS-MEDIA

    COMUNICATO STAMPA:CHIEDIAMO IL RISARCIMENTO AI SAVOIA PER QUANTO SUBITO DAL POPOLO VENETO

    Le recenti richieste di risarcimento da parte della famiglia dei Savoia hanno riaperto tematiche storiche che riguardano direttamente anche il Popolo Veneto per anni vittima di un malgoverno che, proprio per colpa dei regnanti piemontesi, ha apportato nelle terre venete soprusi, guerre, truffe, fame ed assurde imposizioni.Se da una parte, come tutti ritengono, la Storia – in particolare quella recente – non va dimenticata ma studiata e mantenuta viva, dall’altra parimenti dev’essere compito di tutti noi far sì che i torti subiti ingiustamente dalla nostra gente siano denunciati e, ove possibile, ripagati.

    Riteniamo giunto il momento, dopo poco più di un secolo, di chiedere formalmente i danni subiti dal Popolo Veneto direttamente ai Savoia a causa del loro malgoverno a danno dei veneti.Raixe Venete (l’Associazione culturale Veneto Nostro) intende dunque farsi portavoce delle molte richieste che le giungono ormai da diversi anni da parte di moltissimi veneti che chiedono venga fatta finalmente giustizia su fatti mai giudicati fino ad ora.

    150′anni son una breve parentesi nella storia plurimellenaria del Popolo Veneto e quanto accaduto dalle prime invasioni nelle Terre venete da parte delle truppe sabaude in avanti, passando per il plebiscito del 1866, che con una truffa ci ha visto diventar sottomessi al Regno d’Italia (plebiscito che Montanelli non esitava a definire una “burletta”), merita che venga fatta finalmente giustizia.

    Quanto patito dal Popolo Veneto non può più rimanere nascosto o minimizzato e, se qualcuno ha sbagliato, è giusto paghi per i gravi torti causati verso una popolazione mite, lavoratrice, non violenta e pacifica come sono stati da sempre i Veneti.

    Premesso tutto ciò, si comunica che l’Associazione culturale Veneto Nostro – Raixe Venete sta valutando assieme ad uno studio legale le idonee azioni per richiedere formalmente i danni patiti dalle genti venete dall’anno 1859, a causa delle scellerate azioni dei regnanti sabaudi.

    Attraverso tale azione legale si vorrebbe richiedere ufficialmente un risarcimento economico – che verrà quantificato a breve – per tutti quei fatti ove verranno comprovati soprusi o violenze di qualsiasi tipo che hanno visto vittima il Popolo Veneto.
    Per tale azione, Raixe Venete si avvalerà anche del contributo di storici ed esperti, al fine di chiarire e far emergere capitoli di Storia Veneta ancor’oggi distorti e censurati e che, purtroppo, non trovano ancora il giusto spazio nei libri e programmi scolastici.

    L’azione legale sarà tesa al risarcimento per i danni subiti in occasione dei seguenti fatti storici che, ancor’oggi, lasciano aperta una ferita mai rimarginata nel cuore di ciascun veneto:- 1848: operazione militare in Terra veneta denominata dalla storiografia italiana come “prima guerra di indipendenza”;

    - 1859: tentativo di invasione della Terra veneta denominata dalla storiografia italiana come “seconda guerra di indipendenza”;

    - 1866: operazione militare in Terra veneta denominata dalla storiografia italiana come terza guerra di indipendenza”, in realtà altra guerra di aggressione persa dai Savoia contro le truppe Austro-Venete per terra a Custoza e per mare a Lissa;

    - 1866: plebiscito truffa di annessione dei territori Veneti al regno d’Italia;

    - Emigrazione Veneta nel Mondo: gli enormi debiti causati dalle continue guerre de Savoia vennero fatti pagare ai veneti. Solo nel ventennio successivo l’annessione del 1866, quasi 600.000 veneti furono costretti ad emigrare. I veneti saranno costretti ad emigrare fino alla fine degli anni 1950 (vd. per esenpio i moltissimi uomini veneti nelle miniere franco-belghe per dare carbone alle industrie piemontesi);

    - Impoverimento, tasse e fame: per coloro che non emigrarono arrivò fame, disperazione e perfino la cosiddetta “tassa sulla miseria”, la tassa sul macinato;

    - 1° Guerra mondiale: principalmente combattuta sulle Terre venete; vi persero la vita centinaia di migliaia di veneti, fra cui moltissimi giovani, intere generazioni mandate al massacro agli ordini di generali italiani inetti;

    - 2° Guerra mondiale: altra assurda guerra in cui persero la vita migliaia e migliaia di uomini, donne e giovani veneti.

    Per l’Associazione
    Veneto Nostro – Raixe Venete
    il Presidente

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    El sindaco de San Pietro de Cadore: “ndemo fora dal’Italia, ndemo in Austria”

    venerdì, 23 novembre 2007
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    Ghemo savùo de na beła dichiarasion fata al tg3 del sindaco de San Pietro de Cadore (BL), paese natale de Maurilio De Zolt, canpion olinpico de si da fondo ałe Olinpiadi de Lillehammer 1994.

    Praticamente el sindaco gà dito che xe ora de far un referendum no pa ndar fora dal Veneto, ma pa ndar fora dall’Italia e ndar in Austria!

    Bravo sindaco!

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    Bitonci al rogo di Stato

    venerdì, 23 novembre 2007
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    Bitonci al rogo di Stato

    Autonomia ed eteronomia dei Comuni veneti

    Nell’attaccare il Sindaco di Cittadella Bitonci, sono saliti in bigoncia – ovvero sono stati presi da orgoglio patriottico-nazionalistico – molti intellettuali, ma perfino l’Autorità Pubblica Centrale, con tanto di avviso di garanzia. Dispiace – e questo viene detto da chi come me non ha mai risparmiato critiche anche feroci al comportamento e alla nuova natura della Lega Nord – che il sistema giudiziario centrale sia tanto zelante nel colpire un sindaco che in buona fede ha emanato un’ordinanza protettiva per la propria cittadella, per cui le antiche bellissime mura sono ora salvaguardia insufficiente, mentre, così recita in prima pagina il Corriere della Sera di oggi 22 Novembre 2007 – giorno del Ringraziamento – “quasi 7 milioni di italiane sono state violentate o maltrattate, ma solo l’1% degli aguzzini viene condannato”. Ma nello stesso Corriere uno dei grandi tenutari dell’idea di Patria e Nazione, uno tra i primi intellettuali organici dello Stato centrale, Ernesto Galli Della Loggia, manda i sensi della propria totale “disistima” al sindaco di Cittadella. Argomenta in modo tradizionale: anche voi Veneti eravate poverissimi, e volete chiudere le porte in faccia ai nuovi poveri, ecc. ecc. Poi naturalmente, per umiliare il Sindaco che egli chiama “energico” – ma forse pensa all’energia bruta dei “bestioni” di Vico:  così dai grandi intellettuali italioti sono visti, quasi sempre, i Veneti, figuriamoci poi i sindaci leghisti – aggiunge la citazione da Walter Benjamin, il “grande” critico tedesco della prima metà del Novecento. Ecco cosa dice il giovane Walter (aveva vent’anni) in viaggio nella Venetia: “Andammo poi in gondola, lungo il Canale, verso la Chiesa del Redentore. Storpi e fannulloni in cerca di elemosina c aiutarono ad entrare e ad uscire dalla gondola, aprirono la porta delle chiesa e ci ricevettero a mani tese all’uscita.” A Chioggia: “Attraversiamo un ponte su cui vi sono persone sporche e in posizioni disgustose; alcuni hanno visi tumefatti. E nuovamente hanno inizio le insistenti richieste”. Che fastidio terribile per il futuro criptocritico marxista! Avrebbe senz’altro preferito un motoscafo dell’Hotel Cipriani, che lo portasse a zonzo in acque sicure, con a bordo una bottiglia di Cristal e un bel fanciullo efebico! Ma, ahimè, siamo nel 1912. Ovvero il Veneto è da mezzo secolo “italiano”, sabaudo. Questo Galli della Loggia dimentica di dire. Questa miseria nera è un prodotto dell’Italia unita, non un retaggio veneto. Nel frattempo, tra 1866 e 1912, un milione e forse più di veneti era emigrato. Peraltro, se Walterino avesse fatto un giro in certe zone della Prussia orientale, ora dominio bismarckiano, non avrebbe trovato meno straccioni. Avrebbero magari potuto insegnarli un po’ di ebraico così avrebbe detto meno scemenze su una cultura che conosceva assai poco. Ma ai Walter della sinistra mondial-casereccia evidentemente il Veneto poco piace. Per fortuna, a noi poco piacciano loro. Insomma, quel che ha fatto Bitonci non è qualcosa di assolutamente sconcertante. Quando si intende soggiornare in una qualsiasi località americana, anzi addirittura entrare negli USA, occorre dimostrare che si sarà in grado di mantenersi. Questo non ferma certo l’immigrazione e le residenze illegali, ma è una presa di posizione ufficiale e legislativa che indica chiaramente un principio, piuttosto che illudersi che possa essere davvero messo in pratica, o quantomeno essere efficace. Bitonci è stato coraggioso. Ma si scontra con un sistema centrale che pretende l’ultima parola in tutte le scelte davvero essenziali per la comunità. Per cui nessuno attaccherà Tosi che impedisce il fumo in certi spazi aperti. O multa chi mangia il panino presso l’arca scaligera. Se la Lega tornasse ai vecchi ideali separatistici, in cui forse molti di loro ancora credono, finalmente potrebbe sperare che le proprie scelte politiche in futuro non siano più invalidate da un potere centrale: ma legittimate se mai, questo sì, dal popolo veneto.

      

    Paolo Bernardini

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