Solo immigrati a quattro stelle «Grazie sindaco»

Solo immigrati a quattro stelle «Grazie sindaco»

Ma di certo l’iscrizione nel registro degli indagati da parte del procuratore di Padova Pietro Calogero ne ha fatto un eroe del popolo veneto, in senso molto esteso e serenissimo. Subito lo hanno imitato i primi cittadini di Montegrotto, Fontanive e Tombolo nel Padovano, di Rossano e di Rosà nel Vicentino, di Riese Pio X e altri nel Trevigiano, più una serie di amministrazioni veronesi e della provincia di Bergamo. Almeno altri dieci sindaci si sono autoconvocati per oggi in piazza Luigi Pierobon dove firmeranno pubblicamente il provvedimento. Non potranno mica processarli tutti, con il consenso unanime di cui godono. Se no, può accadere come per quel loro collega di San Pietro di Cadore e altri 146, che hanno abbandonato la fascia tricolore e si ripromettono di riconsegnarla al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai primi di dicembre. Preferirebbero essere annessi all’Austria. O anche stare da soli, piuttosto di sentirsi “una colonia dell’Italia”, come afferma Gianluca Busato, organizzatore del Comitato per un partito nazionale veneto, in piazza dalla mattina con qualche decina di indipendentisti per un presidio di sostegno all’iniziativa di Bitonci. Ci sono gli amici dello scomparso leader dei Serenissimi Bepin Segato e dopo essersi ricomprati il “tanko” ora vorrebbero riscattare la “bandiera di guerra” che sventolò sul campanile di San Marco, insieme a chi prepara i festeggiamenti del Capodanno veneto, che cade il primo marzo. Qui, in settembre, 30mila persone si erano radunate per la Festa dei Veneti. Però quel fermento apparentemente isolazionista sembra l’unico in grado di portarsi dietro i partiti padani e anche quelli “taliani”, dalla Lega Nord ad An fino all’Udc, rimettendo insieme localmente i cocci della Cdl che è andata in frantumi a livello nazionale. Si fa strada l’idea di eleggere i propri giudici e prefetti, oltre alla richiesta di una polizia nazionale veneta, “sul modello di quanto succede in tutti gli stati federali, come ad esempio la Germania, gli Stati Uniti e la Spagna”, spiega il volantino del Movimento Veneti. Ci sono tutte le premesse per un processo legale, dopo che la legge regionale 340 del 1971, recepita nell’ordinamento della Repubblica italiana, ha stabilito che “l’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”. Tutt’altra storia rispetto a quella di chi si riunisce per protestare nel pomeriggio con una decina di bandiere di Rifondazione Comunista. Sono al 90 per cento immigrati africani, con qualche arabo che però lascia il proprio mini-harem di donne velate a debita distanza, spostate di cinquanta metri sotto un portico. Guai a mischiarsi con gli infedeli. Eppure, più in là, gli immigrati arabi in tuta da lavoro bevono uno spritz bestemmiando al bar come i loro vicini di tavolo. Sono quelli che si sono integrati. IL CASO L’ORDINANZA Il 16 novembre scorso, il sindaco leghista di Cittadella (Pd), Massimo Bitonci, emette un’ordinan za per imporre alcuni criteri per la concessione della residenza. Il decreto “anti-immigrati” neghe rebbe la residenza a chi non ha una casa decente e ha la fedina penale sporca. I REQUISITI L’ordinanza prevede per gli stranieri che vogliono la residenza nel comune: un lavoro con stipendio minimo di 5mila euro e una dimora decorosa e presentazione dell’ultima busta paga, del contratto di lavoro. Per gli imprenditori basta presentare la partita iva. L’INDAGINE Il sindaco è stato indagato per “usurpazione di funzione pubblica” dal procuratore di Padova, Pietro Calogero. Numerose le voci in sostengo di Bitonci: da Fini ai sindaci dei comuni limitrofi, passando per i colleghi di Fi, An e Udc. DIVIETO DI ELEMOSINA Nella foto un giovane cittadino extracomunitario chiede l’elemosina in strada. Scena a cui non vorrebbe mai assistere il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci. Che ha emesso un’ordinanza in cui afferma che gli stranieri che vogliono la cittadinanza devono rispettare alcuni parametri, come avere un reddito di 5mila euro, un’abitazione decorosa e la fedina penale pulita. In seguito a questa decisione il sindaco è stato indagato dalla Procura di Padova per “usurpazione di funzione pubblica”. Tutto il paese, però, sta dalla sua parte.

Andrea Morigi
Libero 25/11/07

http://libero-news.dnsalias.com/libero/LF_showArticle.jsp?edition=25%2F11%2F2007&topic=4921&idarticle=89657372

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=385643&page=2

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