Federalismo, autonomia e devolution accelerano la conquista dell’indipendenza veneta

Molti ritengono che l’unico modo per contenere la nostra richiesta di indipendenza sia favorire i processi di riforma federale dello stato, oppure la concessione di maggiore autonomia amministrativa attraverso la concessione di uno statuto speciale come regione, oppure ancora attraverso la devoluzione di potere centrali agli enti locali veneti.

Andiamo a vedere un esempio illuminante di come ciò si sia rivelato un grave errore politico da parte di uno stato centrale che riteneva così di contenere l’autodeterminazione di un Popolo da esso soggiogato.

L’esempio storico – recentissimo – è il Regno Unito e la questione della devolution al parlamento scozzese di potere prima svolti a livello centrale.

L’SNP (Scottish National Party, Partito Nazionale Scozzese) accettò suo malgrado la devolution, come “minore dei mali” e – al tempo – unica possibilità di sbloccare la situazione. Ma la devolution fu una via d’uscita trovata da Blair, il primo iministro inglese, che intendeva cavalcarla come Labour Party, dato che considerava la Scozia un proprio feudo elettorale inviolabile. Anche perché alla Camera dei Lord Blair poteva fare il bello e il cattivo tempo. E infatti Tony Blair nel 1997 vinse le elezioni politiche proponendo proprio la devolution in Scozia e Galles, come in effetti poi avvenne per tramite di referendum approvati nel Regno Unito.

La realtà delle cose ha dato torto a Blair e la devolution è stato paradossalmente il catalizzatore che ha fatto volare il tema dell’indipendentismo in Scozia. Ecco la ragione politica per cui comunque gli italiani difficilmente ci daranno qualcosa in tal senso, anche se per qualche miracolo impossibile riuscissero a far quadrare il bilancio fiscale. Hanno tutti imparato bene la lezione: la devoluzione di poteri, l’autonomia, il federalismo non contengono la volontà di decidere da sé il proprio destino da parte di un Popolo. La migliore dimostrazione?
Guardiamo il Sud-Tirolo, coperto di soldi come nessun altro territorio conquistato nella storia del colonialismo. Pur coprendo di soldi i sud-tirolesi, le spinte indipendentiste stanno crescendo come non mai, anzi proprio la possibilità per i sud-tirolesi di sentirsi economicamente affrancati, permette loro di poter scegliere al meglio. Ed ecco perché vedo comunque con favore le battaglie di altre organizzazioni per l’autonomia: perché paradossalmente portano acqua al nostro mulino indipendentista!

E qui forse vado controccorrente rispetto alla grande maggioranza dei rivoluzionari da salotto. Si sente infatti spesso dire che le rivoluzioni si fanno con la pancia vuota.
Io credo che questo sia un grave falso ideologico. Penso proprio che storicamente la pancia vuota abbia causato dei colpi di stato e non delle rivoluzioni, o pur anche delle riforme evolutive in senso civico.

Quando c’è la pancia vuota, non c’è spazio per slanci ideali. C’è spazio solo per la sopravvivenza. C’è solo spazio per la piazza manovrata ad hoc da piccoli gruppi violenti, fortemente e gravemente ideologizzati. Pensiamo alla presa del potere di Lenin nella Russia distrutta dalla guerra, sfibrata dalla questione indipendentista ucraina e affamata da Kerensky, ad esempio. O alla crescita dell’hitlerismo nella Germania di Weimar distrutta dall’inflazione.

Le rivoluzioni borghesi si fanno invece con la pancia piena, come dimostra il caso degli Stati Uniti d’America. Solo quando ti trovi nella condizione di borghesia benestante che sta perdendo potere, puoi smuovere in una Nazione gli “spiriti animali” (per fare un’analogia keynesiana) che permettono l’innescarsi del circolo virtuoso riformista.

Oggi la Venetia e in particolare il Veneto si trovanno in questa straordinaria situazione ideale storica. Una nuova classe borghese veneta di recentissima costituzione sta rapidamente perdendo il proprio status di privilegio: questa è la più potente leva politica di cui i veneti dispongono dal 1797 per riconquistare la nostra indipendenza!

Un PNV forte deve sapere queste cose e la propria assemblea deve poter comprendere i passaggi storici e decidere in merito quando essi possono variare per le mutate condizioni politiche generali. E ciò, a mio modesto modo di vedere, richiede una presa di coscienza e quindi una decisione politica e non dogmatica su tali punti.

Gianluca Busato
Partito Nazionale Veneto
Web: www.pnveneto.org
E-mail: info@pnveneto.org

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