A proposito di ricercatori…

Ciao a tutti,

Sono un architetto, libero professionista, con tutte le difficoltà che oggi comporta.
Scrivo per porre l’attenzione su un problema che investe il settore e aprire una discussione.
Bersani ha tentato di riformare gli ordini professionali con l’obiettivo di liberalizzare le tariffe e di aprire il campo ai giovani laureati.
Credo che il problema sfugga di nuovo da quello che è la realtà.
Le tariffe sono già liberalizzate da tempo, in quanto nessuno le rispetta e gli ordini non fanno nulla in merito.
Credo che il vero problema, o uno dei problemi della categoria, siano le doppi impieghi, magari nei posti chiave di decisione, che molti professionisti conducono parallelamente.
Per esempio, quanti professori universitari, o delle superiori svolgono anche la professione? Quanti di questi occupano anche un posto chiave all’interno degli ordini professionali, e quindi bloccando in un qualche modo una vera riforma? Quanti professori, o dirigenti pubblici, utilizzano questa posizione per prendere appalti come professionisti?
Io sono convinto che sia necessario puntare l’attenzione in questa direzione da parte delle forze riformatrici.
E’ questo blocco che impedisce a mio avviso a molti giovani di poter entrare nel mercato.
Un mercato sempre più complesso.
Un giovane in questa situazione, sarà sempre in difficoltà rispetto un professionista che ha anche una entrata economica fissa come dipendente…
Qundi credo che il decreto Bersani invece che favorire i giovani, vada proprio a favorire ulteriormente la classe dei privilegiati e dei baroni.
Il risultato, e l’obbiettivo, non è quello di aiutare i giovani nella professione, ma di obbligarli ad entrare dentro a grossi studi gestiti dai soliti noti.
Altra nota dolente è l’insolvenza dei pagamenti da parte dei clienti.
Nessuno si è mai occupato di questo, neppure gli ordini.
Eppure, sarebbe sufficiente una semplice assicurazione da parte del cliente, senza voler far intervenire lo stato, come avviene in altri paesi europei.
Quindi, per concludere, lo stato accentratore, tutela sempre i privilegi già consolidati, incapace di procedere verso quella strada delle riforme indispensabili in tutti i settori, compresa la ricerca, per far assomigliare il nostro paese al resto dell’Europa.

Con tanta simpatia e immensa speranza agli amici del PNV!

Michele Milanetto, Padova

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