Lettera ai pescatori di Chioggia, e agli abitanti di IT tutti

Stiamo assistendo ad uno strano periodo, di “luna di miele” tra IT e il suo nuovo governo. Come tutti i malati terminali della storia, siamo “felici” di avere un medico nuovo, che ci prescrive un pochino in più di morfina, sotto forma di retorica, soprattutto, e di azioni ad effetto: “Licenziamo i pelandroni!”, “Togliamo l’ICI!”, “Tassiamo i profitti “in eccesso dei petrolieri!”. Una volta si cambiava il nome ai malati terminali, antica pratica già della magia animistica. Può darsi che per l’effetto placebo vivessero un poco di più. Nella convinzione di essere altri, quando invece rimanevano gli stessi. In realtà, IT si sta avviando a grandi passi verso il sottosviluppo. In questo sottosviluppo, ci si attacca “alla bandiera”, come una sorta di ultima spiaggia, “morire – di fame – per la Patria”. Ma non funziona. Per la patria si moriva per altre ragioni; per difenderla, o per costruirla. E’ indegno di un essere umano, e dell’umanità, morire per la Patria perché la patria nel frattempo è divenuta una casta di governanti e notabili che per impinguare vieppiù costringono il popolo alla fame. E allora tutti i nodi verranno al pettine, perché il medico è cambiato, ma la malattia e il malato sono sempre gli stessi, e come vuole la natura si aggravano. Non ci rendiamo conto che diventiamo sempre più poveri, e sempre più schiavi? Oggi Ivone Cacciavillani si dice orgoglioso di essere “schiavo” della costituzione di IT, felice per questo. Ma noi non lo siamo!!! Siamo infelici. Sono infelici i pescatori di Chioggia perché il gasolio ormai costa troppo, e non possono più mettere in mare le loro barche. Ma lo sanno che oltre il 60% del prezzo del gasolio è dovuto all’accisa statale? Sono consci di quest’atto criminale compiuto da IT per impedire lo sviluppo, ma ancor prima, la felicità dei propri abitanti? Le accise sui carburanti sono state create in età coloniale, con queste accise sono stati finanziati gli stermini di neri d’Africa, e la conquista di terre che nulla avevano a che fare con IT, è stato finanziato l’ultimo atto di espansione sabauda, quella oltremare, finito malissimo, come sperabilmente finirà male, e presto, l’espansione in Sicilia, quella nella Venetia, e tutte le altre. Che ha ragione ha una tassa di questo tipo?

Una cosa è certa: nella Venetia libera non vi saranno tasse di questo tipo, non vi sarà nessun bisogno di tassare i carburanti. Non ci sarà nessun Corno d’Africa da conquistare, ma neanche nessun parassita di Stato da foraggiare. Il fatto che gli abitanti di IT accettino tutte le esazioni imposte loro da un sistema bacato e criminale è indice di enorme rassegnazione. La scelta dei giovani infatti è questa: o la rassegnazione, unita alla speranza di entrare in qualche modo nelle caste improduttive che reggono IT, e quindi sopravvivere facendo pure un salto di qualità, oppure la fuga: nel resto del mondo, dove migliaia di veneti emigrano già ogni anno. Come sono emigrati dal 1866 in fondo, dal momento in cui la Venetia divenne colonia sabauda, e non ritornò ad essere libera come nel 1797 (e per 11 secoli in precedenza).

E allora pescatori e trasportatori, cittadini tutti, cominciate a pensare ad un mondo in cui il carburante non viene tassato. Sembra poca cosa, ma non lo è. Vi consentirà di vivere. E questo mondo si chiama Venetia libera. Cominciate tutti a sognarlo, e a ritagliarvi un piccolo spazio in questo sogno. Cominciate ad essere come il mondo che vorreste, come dice nel suo nuovo album Alanis Morissette. Altrimenti, se la miseria non toccherà voi, toccherà certamente i vostri figli. Non sarà soddisfazione grande se qualcuno poi fascerà i loro corpi emaciati e forse morti in un tricolore. Quel progetto di IT è finito, morto e sepolto. E con questo non voglio dire che molti non vi abbiano davvero creduto, e non abbiano dato la vita in tutta onestà per questo. E allora i morti delle Cinque Giornate di Milano, ad esempio, morivano davvero per l’Italia. Ma quello che questa è diventata, IT, farebbe orrore anche a coloro che hanno dato la vita per creare la nazione. Sarebbe bello che su tutte le barche dei pescatori di Chioggia sventolasse il gonfalone di San Marco. Che ora piace anche ai no-global, che assaltano la Lega sventolandolo. Forse qualcuno a sinistra ha capito che l’indipendenza della Venetia sarebbe di immenso giovamento prima di tutto ai meno abbienti. E allora anche coi no-global possiamo dialogare. Sventolerò per primo il gonfalone il giorno della visita del presidente di IT a Castelfranco. Ci andiamo tutti?

Posto che i no-global e tutte le forze politiche e sociali che vorranno unirsi a noi abbiano chiaro che quel che viene costruito con la violenza è distrutto sempre da una violenza di pari intensità. E che l’indipendenza deve essere raggiunta in modo pacifico. Se a qualcuno sta ancora a cuore il proprio futuro, se qualcuno ancora non è del tutto schiavo della morfina del welfare state, quel qualcuno sappia che esiste una via per la libertà e la felicità, e si chiama INDIPENDENZA.

Paolo Bernardini
Presidente nasional PNV
Web: www.pnveneto.org
E-mail: info@pnveneto.org

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