Lo schieramento dell’esercito italiano si conferma un atto illiberale e ostile a tutto il Popolo Veneto

Le parole dell’on. La Russa confermano i nostri sospetti. Egli ha affermato che i soldati dell’esercito italiano, che ora si apprende sono saliti a 3.000 unità, oltre alle funzioni di pattugliamento, avranno «quella di servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili, come accadde nell’operazione ‘Vespri Siciliani’».

Ma cosa centrano, si chiede il PNV, gli obiettivi sensibili, con la questione della sicurezza?

Ciò conferma in realtà i sospetti del Partito Nazionale Veneto, ovvero che le truppe dell’esercito italiano saranno schierate in realtà per prevenire atti di rivolta popolare a causa delle tasse oltre il limite dell’accettabile sui carburanti e per obbligare probabilmente alla “ragione di stato” le categorie sul piede di guerra, primi tra tutti i camionisti e gli agricoltori veneti.
In ultima analisi, l’utilizzo dell’esercito italiano in Veneto è rivolto contro il Popolo Veneto tutto, ampiamente stufo di una vessazione italiana che ci priva ora anche degli strumenti di lavoro, pur di mantenere una parassitaria macchina pubblica, dedita solamente a tenerci schiavi di uno stato onnivoro e parassita.
Ci stupisce che accanto all’on La Russa, di formazione ideologica fascista, si sia schierato anche l’on. Maroni, che pure vanta una formazione ideologica comunista e si vanta anche di tutelare gli interessi dei veneti.
Il Partito Nazionale Veneto conferma la propria dura opposizione a un simile provvedimento illiberale e indegno di uno stato democratico e civile, oltreché profondamente irrispettoso delle istituzioni venete.

Partito Nazionale Veneto

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