Il PDL Veneto scelga: affondare con l’italia, oppure l’indipendenza?

Manovre iniziali del nuovo partito di Galan tra dubbi e paure, ma la politica è fatta di scelte
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Treviso, 6 luglio 2008

In questi giorni si leggono alcune anticipazioni in merito a un “nuovo” progetto politico. I primi vagiti si cominciano a percepire tra le cronache dei giornali locali e un primo sito internet di “autoconvocati”. E quando nasce un nuovo partito, è buona educazione dargli il benvenuto ed è cosa saggia capire come questi si proponga di cambiare il quadro politico.
Lo schema politico attuale è quello canonico e arcinoto delle tre carte italiane: centro-destra, centro-sinistra e lega, che in comune hanno lo sfruttamento politico del Veneto per continuare l’asservimento attuale allo stato italiano. Come si pone rispetto ad esso il PDL Veneto? E chi sta per entrarci? Chi sono gli sponsor politici che spingono e sostengono il nuovo arrivato?
Alcuni nomi sono emersi per la verità, si tratta di sindaci e amministratori locali, ma non solo. Cristina Pin di Cison di Valmarino, Luca Antelmo di Chioggia, Antonio Guadagnin di Crespano del Grappa e il gruppo da questi coordinato del movimento dei sindaci. Il personaggio di peso che tutti aspettano è quel Giancarlo Galan, che per ora sta alla finestra ad aspettare che questi “coraggiosi” non si brucino. E fin qui nulla di eclatante. I nomi però di aderenti che non ci saremmo mai aspettati di leggere sono di nostri cari amici indipendentisti veneti, primo tra tutti il presidente del movimento Veneti, che hanno annunciato la loro partecipazione all’assemblea di quello che definiscono il Popolo Veneto delle Libertà. Un gioco di parole, oppure altro? Staremo a vedere.
La loro partecipazione ci obbliga a dire cosa ne pensiamo.
Il nostro giudizio definitivo è legato inevitabilmente a quanto sarà stabilito il 14 luglio e ancor più alle scelte politiche concrete che questi signori faranno. Qualcosa però già emerge. Sembra che il nuovo gruppo si proponga come partito territoriale, oppure regionale, con un obiettivo autonomista.
Ma non esisteva già la Lega nord, ci chiediamo noi? Certo, la Lega è ancorata forse ai capataz lombardi. Allora chiediamo ancora: non esistevano già gli autonomisti veneti di Fabrizio Comencini & C su quel fronte?
Augurando loro ogni fortuna e in attesa di capire se il nuovo soggetto non sia solo l’ennesimo tentativo di cambiare tutto affinché nulla gattopardescamente cambi, è bene però sapere che continuare ad abbaiare all’autonomia, al federalismo, o al macroregionalismo che dir si voglia non porterà molti voti. Quell’epoca è finita e chi pensa di riaprirla, si accorgerà proprio malgrado che andrà a rimpinguare l’esercito dell’impotenza politica.
Il vero segreto della politica veneta di cui tutti sono alla ricerca non consiste infatti solo nel tagliare il cordone ombelicale con le segreterie romane e milanesi dei partiti italiani (e questo è tutto da dimostrare, perché se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare e i nostri amici istituzionali veneti – non ce ne vogliano – sembrano più dei don Abbondio che dei Marco Antonio Bragadin).
Il vero salto di qualità consiste nel capire cosa oggi i veneti vogliono nel loro inconscio, anticipandolo. Per questa ragione il Partito Nazionale Veneto è destinato a diventare il nuovo fulcro della politica veneta.
Perché l’unica via percorribile in Veneto per la conquista della nostra libertà e il perseguimento della nostra felicità oggi negate, passa solo ed esclusivamente per l’ottenimento della nostra indipendenza politica, seguendo il percorso politico pacifico e democratico che ci hanno mostrato e ci dimostrano sempre più popoli d’Europa e del mondo.

Gianluca Busato
segretario nasional PNV
Web: www.pnveneto.org

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