Quote latte: Zaia regge il sacco nel ladrocinio legalizzato di AGEA e AVEPA contro gli allevatori veneti?

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Il ministro veneto ripercorre la strada dei suoi predecessori e non fa nulla di concreto per mutare la decretata condanna a morte economica degli allevatori veneti
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Treviso, 21 luglio 2008

Nei primi mesi di attività, il ministro veneto Luca Zaia si è dato un gran daffare per la tutela dei prodotti agricoli italiani. In particolare, la sua opera è stata di particolare attenzione sul tema delle mozzarelle di bufala e del Brunello di Montalcino, ottenendo risultati di rilievo rispetto ai suoi predecessori.
C’è però chi non è contento di quanto ha fatto e sta facendo e questo qualcuno purtroppo per il ministro si trova proprio qui in Veneto, dove altissima era l’aspettativa per la sua azione. Parliamo degli allevatori veneti e dello scandalo tutto italiano delle quote latte. Anche la proposta di legge Dozzo non risolve la drammatica situazione di moltissimi allevatori veneti che non hanno rateizzato il pagamento delle multe, anzi possiamo tranquillamente definirlo un classico aborto italiano con tradimento delle istanze di difesa del comparto veneto in gravissima sofferenza. Restano in particolare penalizzati gli allevatori che hanno già comprato le quote indebitandosi con mutui di 15-20 anni e coloro che hanno fatto fideiussioni a garanzia di pagamento.
La vergogna italiana di una pianificazione europea di stampo comunista della produzione di latte continua a penalizzare il Veneto e a poco valgono le promesse di un aumento del 5% delle quote di assegnazione a livello italiano. Nel frattempo infatti, con accanimento e precisione che non si addicono per altre attività dello stato, continua lo stillicidio e la lenta agonia della compensazione automatica del superprelievo da parte degli organismi mostruosi dell’AGEA e per il Veneto dell’organismo pagatore delegato AVEPA, che trattengono automaticamente i contributi comunitari. Più che organismo pagatore, andrebbero chiamati boia degli allevatori, con la collaborazione e il tacito consenso di associazioni di categoria sempre più servili e forse peggio di fronte all’inganno e sempre più nemiche degli allevatori. Se come tutto lascia supporre cominceranno i pignoramenti anche in Veneto come già sono iniziati in Lombardia, al ministro Luca Zaia converrà forse prendere residenza in modo definitivo a Roma, per evitare di incontrare i numerosi allevatori infuriati che potrebbero rincorrerlo con il forcone, oppure prenderlo a calci per fargli assaporare l’odore acre della terra.
Il ministro del governo italiano lasci quindi perdere gli interessi delle corporazioni straniere e dia pertanto subito priorità ai gravissimi problemi dell’allevamento veneto, che qualcuno sta condannando a morte. Zaia smetta pure di organizzare inutili tavoli di lavoro ai quali non vengono mai invitati gli allevatori e si dia subito una mossa, dando una risposta concreta a chi lavora dalla mattina alla sera, bloccando immediatamente le multe per superprelievo che arrivano a danneggiare le aziende agricole per decine e anche per centinaia di migliaia di euro a campagna e impedisca con ogni mezzo qualsiasi tipo di pignoramento. Come fa oggi Luca Zaia a dimenticarsi che ci sono aziende che vedono i propri soldi trattenuti in latteria da oltre 10 anni, quando il resto della filiera ha pure fatto i soldi con i prodotti derivati e lo stato italiano ha abbondantemente mangiato pastasciutte a sbafo con le tasse e l’iva applicata sul frutto del loro lavoro? A pagare devono essere solo gli allevatori?

La situazione di distruzione del comparto dell’allevamento veneto dimostra che essere parte dell’Italia ci fa perdere l’influenza politica che avremo con il Veneto indipendente.
Anche l’azione di Zaia avvalora la tesi infatti che l’Italia al momento non utilizza la propria influenza per aiutare il Veneto.
Gli enormi problemi degli allevatori e agricoltori veneti sono solo un esempio del fallimento italiano nella rappresentazione dei loro interessi in sede europea.
Con il Veneto indipendente, gli allevatori veneti potranno tornare finalmente a vivere una vita economica che oggi è stata immolata sull’altare dell’interesse di stato italiano, anche con l’aiuto e la compromissione dei politici veneti a Roma.

Gianluca Busato
segretario nasional Partito Nasional Veneto
Web: www.pnveneto.org

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