R.A.I. Rapina Avvilente (e all’Italiana). E il resto.

Bene, ITA (la chiamerò così, IT sembra un insulto alla Information Technology, che invece ha fatto fare un gran salto in avanti al mondo e alla libertà), il participio passato di “andare” (equivalenti: “andata, bella che andata”) è giunta al capolinea. Gli unici ministri che contano, quelli che hanno dicasteri “economici” parlano ormai di “mettere in sicurezza lo Stato”, di “salvare i conti pubblici” e così via. Il documento di programmazione economica per i prossimi cinque anni non prevede nessuna diminuzione del carico fiscale, ovvero: si reagisce alla povertà crescente proprio accentuando le cause, la Causa, di tale povertà stessa. Ma non è come dire ad un malato terminale di cancro ai polmoni “Fuma fuma…fuma ancora di più”. Pensando, o pensando ad alta voce: “…che tanto ormai…”. La cosa più allucinante e vergognosa è che Berlusconi e C., bene lo sanno, e agiscono in perfetta mala fede. Ma parlando di “mettere in sicurezza lo Stato”, si capisce bene come l’interesse di ITA sia non il benessere dei cittadini, ma quello della macchina maleodorante ed in sfacelo, che si chiama STATO ITALIANO; ed è chiaro che ormai le due cose vanno ( o forse sono sempre andate ) male insieme: uno, il benessere dei cittadini, o meglio degli individui, è in perfetta contraddizione con il mantenimento della macchina-Stato. Questa macchina che sembra una macroversione delle sculture dell’artista svizzero Jean Tinguely (1925-1991), macchinari privi di senso che andavano a pezzi da soli, dopo qualche tempo dalla loro messa in moto. Insomma, con il dovuto rispetto per il grande artista, marchingegni da film dell’orrore. Un fido scherano di Berlusconi, tale Petroni (“Petroni, su questa petrona fonderò la mia conquista della RAI”), consigliere R.A.I., è arrivato a proporre di far pagare agli utenti il canone RAI con la bolletta della luce, per evitare l’evasione. Che schifo! Direbbe il poeta marxista (geniale!) Edoardo Sanguineti, “pena, pena piena, anzi pietà”. Ma questi personaggi, i professorini del Berlusconone, non erano considerati, “liberali”? O non erano sedicenti liberali? Ma sanno cos’è il liberalismo o siccome non lo hanno loro chiesto all’esame di Storia del Pensiero Politico si ritengono sollevati dal dovere di averne l’ancorché minima nozione? Tra le odiose, ripugnanti, vergognose, abominevoli e chi più ne ha più ne metta (se qualcuno ancora ne ha…) gabelle che ITA impone, insieme all’IRAP, alle accise sui carburanti, e a tutto questo violento pattume, questi cancheri privi di ogni moralità e logica, vi è perfino il canone RAI. Obbligati a pagare una tassa per un servizio estremamente superfluo, nel mondo di internet e di SKY; una vergogna immane. Per vedere stitici presentatori centellinare notizie in pessimo italiano, anzi in ITAliano, persone di dubbia cultura e onestà ancor più incerta, strapagati per raccontare edulcorate, iperfiltrate, tristi notizie di regioni assai più vive di quanto non appaia dai loro scarni bollettini: si guardi il TGVeneto, racconta veramente il Veneto, la Venetia? Diciamo la verità, dicono il falso. O porzioni sterili e parziali di vero. Per non parlare dell’immondizia propinata dalle RAI nazionali, per di più quando fanno “cul-tura”, RAI dis-Educational, una parata di cattedratici morti tenuti in vita artificialmente, forse più iti delle loro idee da manualetto anni sessanta (per le medie) che propinano in tono odiosamente pomposo, da cattedratici dell’Ottocento (mi immagino Carducci insegnasse così). “Pena, pena piena, pietà”. Ora, questo vogliamo dire chiaramente: NELLA VENETIA LIBERA NON VI SARA’ NESSUNA RAI, NESSUN CANONE, NESSUNA ACCISA SUI CARBURANTI AL 60%, NESSUNA IMPOSTA ODIOSA E VERGOGNOSA, SARA’ UN PAESE LIBERO. E QUESTO BASTERA’ ALMENO A FAR TORNARE IL SORRISO A TUTTI COLORO CHE SI APPRESTANO A VIVERE UN AUTUNNO DI PIANTO.

Paolo Bernardini

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