Indipendenza di Abkhazia e Ossetia del Sud, un passo avanti e due indietro

In merito al riconoscimento dell’indipendenza di Abkhazia e Ossetia del Sud espresso oggi dalla Russia, il Partito Nazionale Veneto, condanna senza indugio tutte le vie violente all’indipendenza, assolutamente antistoriche e controproducenti nel mondo del XXI secolo, ed esprime pertanto solo una parziale soddisfazione per il generale avanzamento del diritto di autodeterminazione dei Popoli, come evidenza sempre più forte della disgregazione dei vecchi stati nazionali, non più in grado di far fronte alle mutate esigenze e aspirazioni di libertà dei Popoli in un mondo globale, ma che deve essere rispettoso del diritto internazionale per poter essere riconosciuto dalla comunità internazionale, come è avvenuto in Cekia, in Slovacchia, in Montenegro, in Kosovo, per fare qualche esempio.
Il PNV non può non notare in ogni caso che il riconoscimento è “peloso”, poiché la Russia si conferma in realtà fiero avversario delle istanze dei Popoli sottoposti al suo dominio sia esso territoriale legittimato dalla comunità internazionale sia esso in virtù della forza militare e delle mire espansioniste grando-russe, che tanto terrore incutono nei Paesi vicini.
Ci chiediamo infatti perché nei confronti della Cecenia e dell’Inguscezia, per fare un esempio, Mosca si dimostri molto meno sensibile. Ci domandiamo anche perché gli stessi despoti al potere in Ossetia del sud e Abkhazia in realtà mirino all’annessione all’impero russo e non a una fattiva indipendenza delle proprie Nazioni.
Lo stesso grimaldello utilizzato da Mosca Le si ritorcerà infatti contro quando sarà evidente alle Nazioni sottomesse che esse stesse godono del diritto all’autodeterminazione. E si ritorcerà contro all’alleato di Mosca, quell’Italia, ventre molle fascista dell’occidente, che di oppressione di Popoli se ne intende avendone costruito la propria esistenza fallace. Paradossalmente una delle ragioni sarà proprio la sudditanza del governo italiano nei confronti dell’Eni che vuole continuare a fare i propri interessi in Russia, mentre nel contempo avanza l’ipotesi di rubare il gas veneto del golfo di Venezia, con annessi rischi ambientali.
Ribadiamo inoltre che l’esclusivo diritto etnico è insufficiente a creare le basi di convivenza e tolleranza tra popoli che condividano principi di rispetto e riconoscimento dell’altrui diritto a decidere da sé il proprio destino.
È inevitabile che i nazionalismi moderni siano di carattere inclusivo.
Chi si oppone all’indipendenza spesso usa la parola “nazionalismo” per indicare conflitti etnici, intolleranza, o isolazionismo.
Ovviamente il PNV rigetta tutto ciò: nessuna terra veneta si merita queste definizioni.
Il nazionalismo, come molte altre idee politiche può essere effettivamente mal utilizzato, ma non quando esso si fonda sulla democrazia e il rispetto dei diritti umani.
I cittadini veneti sanno che il PNV promuove un nazionalismo civico. Ciò significa che noi riteniamo che chi vive in Veneto abbia una parte importante da svolgere nel nostro nuovo paese, indipendentemente dal proprio luogo di nascita, o dal proprio patrimonio etnico. Noi perseguiamo il nostro obiettivo dell’indipendenza del Veneto esclusivamente attraverso mezzi pacifici e democratici, questa è la ragione per cui molte persone di diversa origine nazionale e grande parte delle minoranze etniche venete voteranno per il PNV: perché per loro sarà conveniente farlo!
Il nazionalismo inclusivo del PNV vuole porre fine all’attuale isolamento del Veneto e garantirne la riconquista del proprio ruolo nella comunità internazionale, quale paese tollerante e lungimirante, in linea con la propria tradizione secolare.

Partito Nazionale Veneto

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