Solo l’indipendenza del Veneto ci assicurerà una sana ed etica gestione dello stato

« L’italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono »

tratto dal codice civile della vita italiana,
Firenze 1921, Giuseppe Prezzolini

Uno stato creato per rubare. In estrema sintesi questa è l’Italia. Perché qualcuno aveva dubbi in proposito? Macché padri della patria, Garibaldi e Mazzini erano degli sporchi terroristi alla stregua di Bin Laden e l’annessione del Veneto fu uno squallido affare per sconfiggere l’unica Nazione che poteva distruggere il giocattolo del colpo all’italiana, l’italian job business model che da quasi 150 anni passa per il grande furto di una classe dirigente mascalzona che ha saputo collezionare un continuum di inganni e, appunto, ruberie.

Nella patria del diritto romano, che garantisce i delinquenti e terrorizza le persone per bene, basandosi sulla truffa di stato, dallo scandalo della Banca Romana alla vergogna di Alitalia, passando per le varie Eni, Enel, Fiat, Cirio e Parmalat, resta sempre valido l’unico corpus iuris che vale e resiste a ogni riforma, cambio di regime e modifica costituzionale, è sempre e solo il codice civile della vita italiana, scritto nel 1921 da Giuseppe Prezzolini.
Dobbiamo realmente dire allora che l’indipendenza del Veneto aiuterà anche gli italiani a liberarsi da questa grande macchinazione nei confronti loro, delle loro tasche, delle loro speranze, dei loro valori. Con un appello al contrario di quello fatto da Daniele Manin nel 1948-49 agli italiani non ancora, per loro fortuna, nati, anche oggi noi indipendentisti veneti possiamo dire agli indipendentisti sardi, siciliani, sud-tirolesi, campani, lombardi e di tutti i Popoli oppressi dall’Italia che solo dividendoci possiamo recuperare le nostre Nazioni alla felicità, alla speranza e al rispetto dei propri cittadini.
È evidente infatti che l’Italia ha fortemente minato le basi di efficienza e solidità del settore pubblico anche in Veneto, corrompendone addirittura e profondamente i meccanismi morali.
Al contrario, la grande tradizione dell’amministrazione pubblica veneta, eredità naturale del buongoverno della Serenissima, daranno sicuramente grandi prospettive all’intero comparto pubblico veneto.
L’indipendenza ci offre l’opportunità di assumere il controllo dei servizi pubblici del Veneto e inoltre ci assicura nuovi lavori governativi che attualmente paghiamo perché siano condotti a Roma, in modo assai poco efficiente ed efficace. Questi lavori pubblici – e i benefici economici che vi sono associati – grazie all’indipendenza torneranno ad essere svolti in Veneto.
Inoltre, molti lavori oggi inesistenti in Veneto, diventeranno reali, grazie alla riacquistata dignità di capitale di Venezia. Dall’apertura di nuove ambasciate e uffici dell’Unione Europea e organismi internazionali che proprio nella magnifica cornice di Venezia troverebbero una sede adatta al lustro di una delle più belle capitali del mondo.
Venezia in ogni caso non sarà mai una capitale imperiale, ma solo rappresentativa.
La realtà veneta è infatti policentrica, reticolare e federativa e le funzioni pubbliche, anche quelle di capitale, saranno svolte in modo confacente a tale caratteristica unica.
L’indipendenza del Veneto porterà pertanto a un nuovo ciclo virtuoso nella vita pubblica, ma anche nella vita privata e civile, lasciando il codice di Giuseppe Prezzolini, almeno per noi veneti, un lontano ricordo e un libretto in più da spolverare in libreria.

Gianluca Busato

written by

The author didn‘t add any Information to his profile yet.
Related Posts

Comments are closed.

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!