Lo stato italiano attacca il Popolo Veneto. I ministri veneti si dimettano immediatamente

La crisi sistemica dell’Italia ha dato una dimostrazione di grande vigliaccheria questa sera. La Guardia di Finanza e la Digos, mandata da qualche nemico politico del Popolo Veneto che presto smaschereremo, è infatti piombata alla Festa dei Veneti a Cittadella, in occasione del più grande evento di cultura e identità veneta, dichiarando guerra al nostro Popolo di volontari.
Invece di controllare i capi mafiosi che dimostrano di tenere sotto scacco uno stato che definiamo occupante, si viene a rompere le scatole alla gente per bene che lavora gratis per l’amore della propria terra.
Vergogna Italia!!!

Questa provocazione è inaudita e dimostra la pochezza di uno stato che è sull’orlo della bancarotta finanziaria: dopo mesi di sbeffeggiamenti da parte della stampa internazionale, dopo i balletti di politica estera che dimostrano la natura di alleato poco affidabile per qualsiasi stato amico, dopo la blindatura elettorale di una casta putrida e maledetta, odiata nel profondo dal 99% dei veneti, ora questo governo, grazie anche all’opera di collaborazionisti veneti dei nostri avidi predatori, che reggono loro il sacco, dimostra anche una vigliaccheria senza limiti.
Via da qui, tornatevene nella vostra terra, invasori!
E i ministri veneti della lega o di altri partiti italiani non abbiano la decenza di presentarsi domani e pensare di fare una passerella elettorale: partiranno bordate di fischi contro di loro, se non si dimetteranno all’istante da questo governo che ci dimostra ostilità.
Sappiano Berlusconi e Bossi che qui non prenderanno più un voto, dopo averci sguinzagliando contro la Finanza e le Forze dell’Ordine contro i pericolosi gazebi veneti dove si offre il vino veneto e i panini con la soppressa, oltre a qualche libro di cultura veneta che purtroppo è bandita dalle scuole italiane.
L’unica strada per la nostra libertà si dimostra ancora una volta l’indipendenza del Veneto, da ottenersi democraticamente, attraverso l’indizione di un referendum di autodeterminazione da parte della Regione Veneto.
La nostra lunga tradizione contadina, che non abbiamo dimenticato, ci ricorda che un albero dalle radici profonde sa sopravvivere anche in tempi difficili. Perchè proprio quelle radici gli consentono di trovare cibo e acqua e lo tengono ancorato al terreno nelle tempeste.
Il tiglio, sin dall’antichità albero sacro per i Veneti, rappresenta simbolicamente il popolo veneto. Pensate che tracce di insediamenti venetici, confermate da reperti archeologici, risalgono al X secolo avanti Cristo, ossia a 3000 anni fa. Noi Popolo Veneto abbiamo almeno 3000 anni di storia!
La Serenissima è sorta nel IX secolo dopo Cristo e ha durato 1000 anni.
Ora finalmente sta soffiando un vento nuovo che possiamo chiamare orgoglio veneto. L’orgoglio di appartenere al popolo veneto va crescendo e diffondendosi e sta facendo rifiorire quest’albero millenario. Sbocciano nuovi germogli .
Le radici profonde che danno sostegno e alimento all’albero, sono la carta di identità del nostro Popolo, la garanzia del nostro futuro. Quel solido futuro che ora stiamo costruendo insieme, noi stessi, con le nostre mani e la nostra volontà.
Oggi è evidente alla gran parte dei veneti che così non si può più continuare, che questo andazzo ha le gambe corte e che sta distruggendo velocemente quanto abbiamo saputo costruire in decenni di duro lavoro.
È nostro compito ora trasformare questo grave rischio in una stupenda opportunità che proprio in questi istanti si concretizza con una forza potenziale unica come mai è successo nell’ultimo secolo e mezzo.
L’opportunità possiamo coglierla solo aderendo al Partito Nazionale Veneto, rendendolo la forza politica di riferimento in Veneto e ottenendo il mandato dai veneti per indire il referendum per l’indipendenza.
Il modo migliore di farlo è comunicare i vantaggi del Veneto indipendente, che da soli renderanno coscienti i veneti di quanto a portata di mano sia la libertà.
Prima basta sognarla, quindi volerla.

E libertà sarà!

Gianluca Busato
Segretario Partito Nazionale Veneto

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