A quando la santa inquisizione?

Non ci resta che la santa inquisizione ormai in questa cacofonia di panico finanziario. Ogni uno sembra dover urlare più forte degli altri. Ieri Sarkozy ha insistito su un fondo sovrano europeo per fare da barriera a acquisti indesiderati (cioè gente che porta danaro buono comprandosi aziende in uno stato senza valore), la stessa idea dei politiciastri italiani di modificare le regole delle OPA per limitare l’acquisto delle società sottovalutate da parte di misteriose forze straniere. Insomma sono proprio convinti (o meglio, vi fanno credere) che il libero mercato abbia fallito, cosa che è falsa, come ho argomentato in questo articolo per dimostrare il contrario, poichè sono invece gli stati ad aver fallito! Hanno fallito i governi che hanno tradito la loro prima missione: difendere i cittadini. Ad uno stato non si dovrebbe chiedere altro. Invece i governi si impicciano di mille cose e tralasciano quelle davvero fondamentali, come controllare la frode finanziaria.
Hanno fallito laddove hanno tassato i cittadini per manipolare il libero mercato, hanno fallito laddove hanno favorito taluni per scopi meschini di consenso politico di parte, hanno galleggiato sull’illusione che la ricchezza si faccia dal nulla, e quel che è peggio è che continuano a perseverare. Le politiche di sostegno, cui ora nessuno rinuncia, sono un ladrocinio che tutti pagheranno molto caro. Oggi mi sembra di vedere un branco di jene che si contendono il boccone della bestia morente: tutti a volere la loro parte di aiuti, le banche, le imprese automobilistiche (lasciamo da parte l’Alitalia che è patologia grave), ed ora un coro dalle pmi con la capobranco Emma Marcegaglia in testa a reclamare anche lei il suo bocconcino sanguinante.
Infine ci mancava solo Peer Steinbrueck, il ministro delle finanze tedesco, a invocare l’allargamento della lista nera degli stati paradiso fiscale. La parte più incredibile riguarda un vero attacco del ministro tedesco contro la Svizzera; una cosa gravissima, una mezza dichiarazione di guerra a mio parere poichè insistere su voler forzare il diritto alla privacy garantito dalla costituzione Svizzera ai suoi cittadini anche sul patrimonio, e quindi per estensione sul segreto bancario, costituisce una ingerenza negli affari interni di uno stato straniero, una violazione dell’art. 8 della Convenzione di Montevideo del 1933. La Svizzera non è un “paradiso fiscale” ma per il ministro tedesco poco importa, a lui basta considerare che essa attira i risparmiatori tedeschi con conseguente erosione del monte imponibile del Bundestag. Invece di lamentarsi con gli stati più virtuosi, forse il ministro tedesco, assieme a tutti i capi di governo di questo occidente marcio, dovrebbero guardarsi in casa propria prima di agitarsi tanto. Allora scoprirebbero che sono loro gli stati canaglia, quelli che foraggiano clientelismi e spesa pubblica addossando poi i costi ai cittadini. Perchè se ancora non lo avete capito, vi stanno scaricando una tale montagna di caccastraccia che non se ne uscirà senza una crisi di collasso che è rinviata solamente a data da definirsi.
Devo ricordare che i paesi socialisti non sono finiti in rovina per niente, e la ricetta che questi signori stanno proponendo altro non è che il più becero socialismo: si la socializzazione delle disgrazie dei poveri ricchi.

Claudio G.

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