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- Introduzione
- 1. I benefici
- 2. Normalità
- 3. L’indipendenza per far battere il cuore veneto
- 4. L’autonomia non è sufficiente
- 5. La Venetia può fiorire con l’indipendenza
- 6. Perché alla nostra economia serve l’indipendenza
- 7. L’indipendenza è ben più che solo “schei”
- 8. Investire nel turismo
- 9. Proteggere e valorizzare il nostro ambiente
- 10. Indipendenza per investire in Ricerca e Sviluppo
- 11. Perché la Venetia ha bisogno di una voce nel mondo
- 12. L’indipendenza per tutelare la nostra cultura
- 13. Indipendenza perchè abbiamo una storia millenaria
- 14. L’indipendenza per salvare la nostra lingua
- 15. La Venetia come conquisterà la propria indipendenza?
- 16. I fatti
- 16.1. Perché l’Indipendenza?
- 16.1.1. Perché il PNV vuole che la Venetia sia indipendente?
- 16.1.2. Cos’è la Venetia indipendente e cos’è l’indipendenza in Europa?
- 16.1.3. Noi abbiamo già un consiglio regionale in Veneto – perché abbiamo bisogno dell’indipendenza?
- 16.1.4. Perché ci serve un parlamento veneto con maggiori poteri?
- 16.1.5. Solo il PNV vuole un parlamento veneto con maggiori poteri?
- 16.1.6. Cosa c’è di sbagliato nel modo in cui ora siamo governati?
- 16.1.7. Come migliorebbe le cose l’indipendenza?
- 16.1.8. Chi vuole l’indipendenza della Venetia?
- 16.1.9. Perché chi si oppone all’indipendenza la definisce “secessione”?
- 16.1.10. La Venetia indipendente sarà governata dal PNV?
- 16.1.11. Se l’indipendenza è una cosa tanto grande, perché ancora non è avvenuta?
- 16.2. L’indipendenza è normale
- 16.3. Un paese nuovo
- 16.4. I vostri redditi e risparmi
- 16.4.1. Aumenteranno le tasse?
- 16.4.2. Le rate dei miei mutui saranno influenzate?
- 16.4.3. La mia pensione sarà influenzata?
- 16.4.4. Che cosa succederà ai lavori che dipendono dal commercio con l’Italia?
- 16.4.5. Quali saranno le garanzie per i lavori nel settore pubblico dopo l’indipendenza?
- 16.4.6. Le grandi aziende resteranno in Venetia anche dopo l’indipendenza?
- 16.4.7. Cosa succederà al mio conto corrente bancario in Italia?
- 16.5. La Venetia starà bene, molto bene
- 16.6. Il turismo, il reticolo industriale della Venetia e il consumerismo
- 16.7. Come sarà governata la Venetia indipendente
- 16.7.1. L’indipendenza come influenzerà i servizi pubblici come scuole e ospedali?
- 16.7.2. Quali aree di governo ora svolte a Roma saranno eseguite in Venetia?
- 16.7.3. Come saranno creati i nuovi ministeri veneti?
- 16.7.4. L’indipendenza come influenzerà il sistema fiscale?
- 16.7.5. Quale sarà la valuta veneta?
- 16.7.6. Ci saranno costi aggiuntivi per la creazione di ambasciate?
- 16.7.7. Come cambieranno le cose per la televisione pubblica e privata?
- 16.7.8. Come sarà organizzato la difesa?
- 16.7.9. Avremo bisogno della leva obbligatoria?
- 16.8. La Venetia in Europa e nel mondo
- 16.8.1. La Venetia sarà membro dell’Unione Europea?
- 16.8.2. Cosa succede se un’altra nazione dell’unione vuole bloccare l’adesione della Venetia alla UE?
- 16.8.3. Sarà un buon affare per la Venetia entrare in UE con l’indipendenza?
- 16.8.4. Non sarà mica che l’indipendenza ci farà perdere l’influenza che abbiamo essendo parte dell’Italia?
- 16.8.5. Essere indipendenti in Europa non significa scambiare un’unione di nazioni con un’altra?
- 16.8.6. Raggiungere l’euro non significa comunque perdere la propria sovranità?
- 16.8.7. L’indipendenza come influenzerà i rapporti con le regioni italiane e in particolare con la Lombardia, l’Emilia-Romagna, o i territori della Venetia che vi entreranno a far parte in un secondo momento?
- 16.8.8. Avrò bisogno di un passaporto per entrare in Italia?
- 16.8.9. Come cambierà il ruolo della Venetia nel mondo?
- 16.9. Come arrivarci
- 16.9.1. Come otterremo l’indipendenza?
- 16.9.2. Chi decide se avverrà l’indipendenza?
- 16.9.3. Chi organizza il referendum di autodeterminazione?
- 16.9.4. Il consiglio regionale veneto avrà l’autorizzazione a tenere un referendum?
- 16.9.5. Cosa succede se il popolo veneto vota “Sì” nel referendum per l’indipendenza?
- 16.9.6. Cosa succede se Roma prova a dire “No”?
- 16.10. I negoziati per l’indipendenza
- 16.11. La costituzione della Venetia indipendente
- 16.1. Perché l’Indipendenza?
- 17. I casi di successo
- 18. Indipendenza: una congiuntura internazionale favorevole
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Scottish National Party, SNP
NOI da A RARIKA sosteniamo che LA SICILIA NON E’ SUD,che la Sicilia è una identità nazionale occupata e “cancellata” dall’imperialismo dei Savoia.Non ci riconosciamo nella “questione meridionale”,rivendichiamo la “QUESTIONE SICILIANA”,come questione nazionale del popolo siciliano.Di conseguenza,NON SIAMO,e come Siciliani non potremmo esserlo,MERIDIONALI o “DUOSICILIANI”,ne tanto meno “orfani” del Regno delle Due Sicilie…i Borboni hanno oppresso il SACRO SUOLO SICILIANO,hanno represso con ferocia la gente di Sicilia,hanno escluso l’Isola dallo sviluppo industriale e hanno “ceduto”a Garibaldi la Sicilia…con i loro generali venduti ai Savoia…La rinascita della Sicilia passa esclusivamente dalla capacità che avremo noi siciliani nazionalitari,con metodi non violenti-di dare vita alla nostra INDIPENDENZA NAZIONALE E SOCIALE. I siciliani nazionalitari non sederanno MAI e non riconosceranno MAI alcun “PARLAMENTO DEL SUD”,che da molte parti si sta auspicando con il sostegno della Lega Nord(SIC!).
2)Nessuno può negare che lo sfruttamento economico colonialistico dei Territori di quello che era il “Regno delle Due Sicilie”,annessi dagli imperialisti con il tricolore, è stato incassato dai poteri forti capitalistici e massoni che non avevano certamente residenza a Palermo o a Napoli. Due esempi “siculi”:lo stato “unitario” ha preteso dalla Sicilia di fornire capitale attraverso le rimesse degli emigrati e il debito “nazionale” e di fornire forza lavoro a basso reddito attraverso l’emigrazione in Lombardia e Piemonte. E’ ovvio,che lo sviluppo economico di quelle aree è stato garantito attraverso lo sfruttamento colonialistico e capitalistico della Sicilia e di tutte le altre Terre “del Sud”. I finanziamenti “a pioggia” e le Casse del Mezzogiorno non hanno sostenuto la nostra economia,ma bensì l’economia “del voto di scambio”,delle cupole mafiose,delle segreterie romane dei partiti “nazionali”,degli askari…In Sicilia,praticamente,sono rimaste solo le grandi industrie INQUINANTI,il resto è cimitero! La più grande “industria” è tutt’oggi la M A F I A,che,con la sua presenza impedisce il fiorire in Sicilia di un movimento sociale veramente alternativo.
L’errore che s’incorre da “queste parti” ,quando si parla di sfruttamento “nordista”.è quello di non dimenticare o non capire che il “NORD”,come il “SUD”, è una identità astratta,che non esiste,espressione prettamente geografica di un’operazione imperialistica che si chiama SISTEMA ITALIA.
Orazio Vasta
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