Tutti pazzi per Obama, ma il Veneto non è la California

Risulta ai molti incredibile come il sogno americano sappia rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice, ma gli effetti speciali non durano all’eterno e la dura realtà è quella che affrontiamo giorno per giorno, anche se la sera in tv si vede uno spettacolo nuovo, in uno stato oltreoceano.
E la realtà del Popolo Veneto è quella che ci impedisce ogni esercizio di democrazia e sovranità perché qui da noi il gioco è truccato.
indipendenza xe meritocrazia

L’aspetto che più ci piace mettere in evidenza della storia di Barack Obama è la strategia di comunicazione che ha scelto, che coincide con quella che fa parte ormai del patrimonio genetico dell’indipendentismo veneto: la comunicazione basata sui nuovi media, che si sviluppano a rete, interattivi e partecipativi, esperimento e palestra della democrazia diretta che rappresenta da sempre uno dei capisaldi della tradizione politica veneta, prima della fallimentare e breve parentesi italica.
Ecco, vedere che l’evento elettorale forse più complesso del pianeta è stato vinto grazie soprattutto a questa geniale intuizione ci fa ben sperare e dovrebbe far capire a tutti i veneti che finalmente abbiamo intrapreso la strada giusta nel cammino verso la nostra libertà.
Per il resto crediamo che al di là delle regole dello spettacolo informativo, i problemi, anche quelli internazionali, restino sul tappeto, come prima, più di prima.
E per quanto ci riguarda, i problemi per i veneti sono quelli di un regime illiberale e irrispettoso della nostra voglia di fare, di crescere, di scegliere il nostro futuro, di assumerci le nostre responsabilità, di sognare una Venetia migliore di quanto oggi possa essere.
I sogni diventano realtà, se ci crediamo e se agiamo con determinazione, è vero: questa è la lezione di Obama. E vale anche per noi Veneti.
United. Uniti.
Tutti i Veneti uniti per la propria indipendenza, per la propria libertà.

Anche noi veneti possiamo sognare la felicità e se la vogliamo è lì, a portata di mano: basta solo che la vogliamo!

Gianluca Busato

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