Lo statalismo neocanagliesco primo nemico della libertà dei Veneti

Molti ritengono di secondaria importanza la questione economica nell’analisi politica. Si può convenire che la profondità delle argomentazioni stia altrove, nella giustizia, nella filosofia, nella letteratura, nell’arte (anche quella militare), nelle scienze sociali, o nelle scienze tout court.
Sì, senz’altro è vero, i soldi sono poca cosa di per sé e quel poco anche molto volgare.
E come non essere d’accordo?
Già. Però non si capisce perché sul soldo sonante si intrecci l’interesse di chi ci governa, di chi ora ci sprona all’ottimismo.
Se il soldo è così importante, in tempo di crisi varrà pure la pena di tenerlo da parte, no?
Proprio perché siamo ottimisti e prevediamo un 2009, forse un 2010, di sicuro un 201X con il nostro Veneto indipendente e felice, vale la pena di tenercelo per tempi migliori questo piccolo soldo che ci è rimasto.
Non si capisce perché dobbiamo cominciare noi cittadini, figli di nessuno, a ingenerare l’ottimismo nelle facce di bronzo che ci hanno portato nella situazione attuale.
Risparmio, risparmio, solo risparmio, questo è l’unico consiglio che come indipendentisti veneti ci sentiamo di dare.
Se proprio non ve la sentite di fare altrimenti, investite solo in fondi obbligazionari i cui emittenti abbiano la tripla A. Comprate terra. Aprite un conto all’estero per lasciare un piccolo deposito di salvaguardia, fatelo al più presto: ci si mette veramente poco tempo ad andare una mattina in stati meno malmessi di quello italiano, Austria, o Svizzera, per esempio.
Molte banche svizzere o austriache hanno uffici di rappresentanza nelle città venete. Hanno personale che parla la nostra lingua, preparato e cordiale, che saprà darvi preziosi consigli, disinteressati dalla “salvaguardia dello stato italiano” che tanto commuove i nostri politicanti e i vari rappresentanti delle “parti sociali(ste)” che anche in questi giorni si premurano di convincerci a lavorare gratis per il Grande Fratello italiano che soffre del nostro egoismo.
Altrimenti continuate pure a fidarvi dei barzellettieri e di coloro che non hanno mai dovuto lavorare un giorno nella loro vita, grazie alla vostra solidarietà.
Ecco il nostro augurio per l’anno che verrà: vi auguriamo che sappiate resistere alle sirene dei giornali e delle tv italiane che cercheranno di convincervi a spendere i vostri soldi per tappare il colabrodo di uno stato la cui vita finanziaria ha i giorni contati e che forse non vedrà nemmeno il 2010. Resistete anche ai falsi consiglieri finanziari, sotto qualsiasi forma essi si presentino, che cercheranno di rubarvi i vostri risparmi per arginare la diga pericolante di carta straccia degli oltre 330 miliardi di euro di bot italici in scadenza nel prossimo marzo.
Imparate a distinguere bene il vostro più grande nemico, tra i molti mostri che minacciano la nostra felicità, ovvero questo stato tricoloruto tenuto in piedi malvagiamente con gli artifizi diabolici dei nostri mefistofelici governanti assetati dei nostri (pochi) soldi.
Ricordiamoci che più poveri saremo e meno libertà potremo avere, anche quelle fondamentali.
A quel punto la cultura, la filosofia, la musica, l’arte e le scienze resterebbero solo un ricordo di quando avevamo da parte il tempo da dedicarci.
Tenetevi stretti i vostri soldi e le libertà che essi vi assicurano.
E aderite in fretta alla causa per l’indipendenza veneta, perché solo uno Stato Veneto leggero e giusto saprà rispettare i cittadini Veneti, unici sovrani e artefici della propria felicità.

Buon 2009 a tutti i Veneti e a tutti gli amici dei Veneti!

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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