Archivio di dicembre 2008

GEMELLI DIVERSI

mercoledì, 17 dicembre 2008
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Il contenitore Italia perde colpi. Non è una novità. Risparmiamoci i grafici dove in reddito pro capite l’italiano medio si fa sorpassare dall’irlandese, dallo spagnolo, dal greco… e tra poco dallo sloveno, dal ceco, e chissà quanti altri.

Gemelli Diversi

Gemelli Diversi

È un declino strutturale senza svolta all’orizzonte. A prescindere da crisi finanziare, recessioni, governi vari, il tandem italiano non corre.

Il motivo della scarsa crescita è molto semplice: questa Cecoslovacchia verticale è ultima in Europa sia in investimenti privati che in infrastruttura pubblica. E non occorre essere economisti per intuire che la crescita economica si basa su investimenti sull’innovazione, sull’infrastruttura, sulla formazione.

Una politica per lo sviluppo decide quanto incentivare gli investimenti privati, e quanto destinare al consumo corrente. Una politica per lo sviluppo determina quante risorse riservare per l’infrastruttura, la ricerca, l’innovazione e quanto assegnare alla spesa sociale e redistributiva.

Tra le diverse spiegazioni sul perché il sistema Italia disincentiva investimenti privati e pubblici, una intuizione viene dai dati: esiste una relazione negativa tra diseguaglianza e crescita. Più diversa la distribuzione del reddito, meno la crescita economica.

Come mai delle differenze drastiche di reddito nella popolazione producono una politica che scoraggia gli investimenti privati e disincentiva un miglioramento dell’infrastruttura pubblica?

La risposta è piuttosto intuitiva. È inevitabile che un paese sproporzionato destinerà in maniera sproporzionata troppe risorse alla redistribuzione. Anno dopo anno, solo una eccessiva redistribuzione troverà consenso politico.

Questa propensione a livellare oggi a scapito della crescita futura, a lungo andare reca danno per tutti.
Nel caso del contenitore Italia le diversità economiche sono chiaramente delineate geograficamente. Le regioni meridionali hanno un reddito medio che è la metà del reddito delle regioni settentrionali.

La squadra Italia non è economicamente omogenea come per esempio la Francia (un paese di dimensioni simili). Come efficienza politica la struttura italiana è bizzarra come la coppia Schwartzenegger-Devito.

Come ripristinare una sana economia dello sviluppo? Se indipendenti, sia in Sicilia che nella Venetia si formerebbe inevitabilmente un nuovo equilibrio politico. Una politica fiscale che favorisce la crescita tanto quanto nel resto d’Europa. It’s a win-win situation.

Lodovico Pizzati
PNV

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ÒCIO: INDIPENDENTISTI!

lunedì, 15 dicembre 2008
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WALL-E

De sti tenpi el film preferìo de mi e me fióło de do ani xe WALL-E. Se ło rivardémo senpre insieme. A ne piaxe par diversi motivi, credo.

A mi parké va a l’esensa de cosa ke vol dir esar umàn. In te on futuro lontàn, i òmeni i vive nte na socetà cristałixà: i vive rento dełe navi spasiàłi, òfi e gnanca pì boni de caminar, i xe servìi da robot. Xe tuto parfeto, organixà dała multinasional Buy’n’Large monopołista asołuta, de prodoti, de informasion, e de połitega.

Ła tera xe sta abandonà par via dełe scoase, e soło on robot superstite el sèvita netar su, secondo programa. Dopo secołi de sołitudine, el robot WALL-E, o par programasion o par no so come, el se gà evolùo. El varda łe stełe, el sente ła mancansa de conpagnia.

Gnanca dirlo, WALL-E el se inamora de ła sonda EVA, vegnùa so ła tèra par controłar ła situasion anbientałe tereste. Naturalmente, el fa de tuto par tornar so ła nave spasiałe co EVA.

WALL-E riva in sto formigaro spasial come on virus, on corpo foresto. E come on virus el altera par senpre l’armonia de Buy’n’Large. El vien meso fra i robot “difetoxi” cuei ke, par no se sa come, i xe stranbi: no i se conporta secondo norma, i ga difeti de programasion, dovù al caxo.

Sensa vołerlo, WALL-E el deventa on liberator, stiłe pianeta dełe simie. El deventa el leader de sti robot stranbi. Lu no’l conose łe regołe, e sensa saverlo insegna a staltri a saltar fora dai binari prestabiłìi.

WALL-E riporta ai òmeni l’esensa de l’omanità: ła curioxità pa’l diverso, el caos variopinto dełe miłe posibiłità. Co sotofondo muxicałe da 2001 odisea neło spasio, el capitàn deła nave par ła prima ‘olta el se alsa in pìe. Come on traguardo evołutivo el dixativa l’autopiłota-robot, sinboło del status-quo de Buy’n’Large.

El status-quo contro l’evołusion virałe. Ła perfesion monopołista contro l’inovasion, a volte fruto del puro caxo. L’autopiłota-robot tacà al potere contro l’inevitabiłe canbiamento. Xe propi natura umana nar fora dai binari mentałi inposti da on regime vecio e inmufìo.

Lodovico Pizzati
PNV

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Fossalta di Piave, 12/12/2008 – Sabrina Tessari: “il mio impegno per la libertà”

domenica, 14 dicembre 2008
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Intervento di Sabrina Tessari nella presentazione pubblica alla cittadinanza del progetto per lindipendenza del Veneto e della lista Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta

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I saluti del pnv al congresso del Front Furlan del 14/12/2008

domenica, 14 dicembre 2008
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I saluti del pnv al congresso del Front Furlan del 14/12/2008

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Fossalta di Piave, 12/12/2008 – Pizzati: “ceo xe beo, i casi concreti per l’indipendenza”

domenica, 14 dicembre 2008
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Lodovico Pizzati in Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta – 12/12/2008

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Fossalta di Piave, 12/12/2008 – Busato: “percorso politico verso l’indipendenza”

domenica, 14 dicembre 2008
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Parte prima: la situazione politica

Parte seconda: il percorso verso l’indipendenza

Parte terza: appello per la libertà

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Cosa succedeva in Argentina, cosa succederà in Italia?

sabato, 13 dicembre 2008
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Indipendenza del Veneto e “Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta”, venerdì 12 dicembre alle ore 21

venerdì, 12 dicembre 2008
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Ricordiamo l’evento di stasera, diamo un forte segnale nel nome dell’indipendenza con la nostra presenza:

Indipendenza del Veneto e “Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta”, venerdì 12 dicembre alle ore 21

Presentazione pubblica alla cittadinanza del progetto per l’indipendenza del Veneto e della lista “Fossalta di Piave Libera, Indipendente, Veneta”.
Vi aspettiamo numerosi presso il Centro Civico “Luciano Cattel”, in via 23 giugno, 2 a Fossalta di Piave venerdì 12 dicembre alle ore 21.
Iinterverranno anche, tra gli altri, il segretario del Pnv Gianluca Busato e il coordinatore provinciale di Venezia Lodovico Pizzati, oltre alla coordinatrice del Pnv di Fossalta di Piave, Sabrina Tessari.

http://www.facebook.com/event.php?eid=38610113830

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Via le provincie. E via lo stato. Il Veneto indipendente funzionerà come internet

venerdì, 12 dicembre 2008
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Il premier italiano ha ragione, le provincie sono un ente inutile, proprio come Roma

Sembrano aspetti banali, ma sono tutto fuorché tali. La polemica pdl-lega sull’abolizione delle provincie tocca aspetti fondamentali nell’organizzazione dello stato. Se andiamo a vedere la Storia Veneta, le provincie sono assolutamente estranee alla nostra tradizione politica. ha quindi ragione il premier italiota a volerle abolire e ha torto la lega nord a volerle mantenere. Quest’ultima le vede infatti come il nucleo fondamentale della propria capacità politica di reestare al potere, entrando in realtà in grave conflitto con gli interessi e le esigenze dei Veneti, che con tale Ente nulla hanno a che fare. La lega nord stessa come partito è strutturata in provincie e ciò la rende a maggior ragione un cattivo interprete delle esigenze venete.
Possiamo ben dire che le provincie si sono sicuramente invenzioni inutili e dannose, un fallimentare esperimento napoleonico, proprio come gli odiatissimi prefetti, tra l’altro non veneti e imposti dall’Italia, e particolarmente insignificanti anche da un punto di vista funzionale.
Proprio come Roma. Sì, se c’è un livello di potere che per inutilità assomiglia alle provincie è infatti proprio quella della lontanissima capitale di uno stato italiano sull’orlo della bancarotta finanziaria.
Un centro inutile, che vale da solo milioni di inutili provincie.
Uno spreco assurdo, un buco nero finanziario della casta politica odiata e intenta solo a mangiarsi il mangiabile.
Ecco perché con l’indipendenza del Veneto andremo a diminuire il centralismo della capitale, Venezia non sarà una nuova Roma. E i livelli della federazione non potranno essere le inutili Provincie che oggi servono solo da trampolino di lancio per i politici da quattro soldi della lega nord, ma le magnifiche comunità della Venetia: Conegliano, Feltre, Montebelluna, Marostica, Adria, Bassano del Grappa, San Donà di Piave, Portogruaro, Este, Chioggia, San Bonifacio, Bovolone, Castelfranco Veneto, Cittadella, i Sette Comuni e così via.
La Venetia indipendente avrà insomma una struttura reticolare, proprio come la rete internet.
La visione di uno stato caratterizzato da forti accordi di tipo federale tra le varie comunità locali rientra nella tradizione veneta e non solo nella propria età dell’oro rappresentata dal millennio di Serenissima indipendenza, ma ancor prima, dalle comunità venete e paleovenete, che da sempre hanno sviluppato accordi di cooperazione e mutua assistenza che prevenivano le assurde burocrazie di molti pachidermici stati odierni.
Ciò è testimoniato dallo sviluppo urbano policentrico, con architettura orizzontale e distribuita, a rete, della nostra nazione veneta, che invero necessita oggi di un recupero del nostro tradizionale spirito di salvaguardia e attenzione dell’ambiente, dato che troppo di frequente ha lasciato spazio alle speculazioni e a una generale miopia urbanistica.
Proprio l’esistenza di tali reti di comunità, ci permette di ipotizzare la creazioni di “nodi” locali molto più intelligenti rispetto, ad esempio, alla realtà di molti altri stati come la Francia caratterizzate da sviluppi più concentrati e “verticali”. Questo è un grande vantaggio che aiuta anche a spiegare il nostro reticolo industriale e l’imprenditoria diffusa dei veneti. Esso deve diventare inoltre un grande vantaggio strategico per il Veneto indipendente, grazie alla creazione di “imprenditoria civica” distribuita, che in altri termini possiamo tradurre come alto senso civico e responsabilità diffusa.
Di più, ne derivano indubbi vantaggi sul piano fiscale, perché l’assunzione di maggiori responsabilità a livello municipale e territoriale permette la creazione di maggiori “centri di costo” e pertanto più efficienti ed economici e quindi con minori esigenze di entrate da parte dello stato.
Il Veneto indipendente, in conclusione, non deruberà più i propri cittadini e le imprese, ma con ogni probabilità si potrà accontentare ragionevolmente di aliquote fiscali molto basse, dell’ordine del 15-20%, attraverso un graduale abbassamento delle tasse attuali.
Così facendo, inoltre, potremo aiutare anche la vicina Italia, perché avere un vicino con condizioni sociali equilibrate sarà un indubbio vantaggio anche per noi veneti che non dovremo subire immigrazioni forzate causate dalla povertà. Potremo prestare loro denaro a tassi agevolati, purché vincolato alla realizzazione di progetti concreti che saranno monitorati dal Veneto indipendente, creando una responsabilizzazione della spesa.

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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Bovolone Veneta

venerdì, 12 dicembre 2008
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