Luca Schenato, 15 febbraio 2009, “L’individuo nella Venetia indipendente”
1° Parte:
2° Parte:
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Marco Pierani su facebook riporta:
“Dopo la proposta di legge sulla pirateria digitale e l’approvazione al Senato di un emendamento che in sostanza introduce una sorta di filtraggio/censura dei contenuti pubblicati in rete e attribuisce agli intermediari la responsabilità di quel che viene pubblicato, ecco spuntare alla Camera il disegno di legge 2195 a firma dell’On.le Carlucci. Di più qui“
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Der Standard scriveva ieri 16 febbraio:
“Nel 2008 l’economia italiana ha subito una contrazione dello 0,9%, ben oltre la previsione, già ritoccata, che annunciava un decremento dello 0,6%. L’associazione degli industriali, Confindustria, prevede in questo periodo un’ulteriore riduzione del 2,5% e, per il 2010, altri 0,2 punti percentuali in meno. Le grandi industrie come Fiat, Pirelli o Telecom Italia richiedono sovvenzioni massicce e si indebitano pesantemente con le banche. Nel settore della moda si è arrivati al primo grande fallimento: l’impero di Gianfranco Ferré è insolvente. Il numero dei lavoratori impiegati ad orario ridotto è aumentato del 500%.”
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I risultati elettorali delle elezioni regionali sarde ci riempiono di gioia e danno un segnale anche a noi Veneti.
La strada per l’indipendenza è segnata e oggi ringraziamo il candidato indipendentista Gavino Sale e l’iRS che ci hanno dato l’esempio del coraggio e della capacità politica nel portare avanti le istanze di libertà del Popolo Sardo.
A breve sarà il turno anche del Popolo Veneto, che alle prossime elezioni regionali potrà finalmente votare un candidato che chiederà il mandato popolare per indire il referendum per l’indipendenza della Venetia.
Sardigna indipendente = Venetia indipendente!
Partito Nasional Veneto
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Riportiamo dal sito di iRS:
In forte crescita l’indipendentismo di iRS.
In poco più di 4 anni di lavoro iRS incrementa in modo entusiasmante i propri consensi passando dall’1,9% del 2004 al 3,1% di questa tornata elettorale.
Trentamila sardi liberi sanciscono l’esistenza e il ruolo da protagonista che iRS interpreta nella società e nella politica nazionale sarda.
Quattro anni di intensa attività su tutto il territorio nazionale sardo sono stati ampiamente ripagati dal voto dei sardi liberi coinvolti politicamente ed emotivamente nella costruzione della sovranità del popolo sardo, nella costruzione della Repubblica indipendente di Sardegna.
Una progressione che conferma la propositività, l’attrattività e la sintonia col mondo attuale dell’indipendentismo di iRS.
Grazie all’impegno, all’intelligenza e alla costanza dei sardi liberi, delle donne e degli uomini di iRS, il cammino coerente e onesto, pragmatico e creativo verso sa Repùbrica de Sardigna ha fatto oggi l’ennesimo e inesorabile passo avanti.
Grazie alla coscienza nazionale di migliaia di sardi che hanno sostenuto iRS nonostante tutto, grazie all’appassionato ed esemplare lavoro di centinaia di attivisti e responsabili di iRS impegnati in una campagna elettorale anticipata arrivata dopo anni di lavoro sul territorio. Grazie a tutti noi.
Il nostro cammino riprende immediatamente. Oggi come ieri iRS si farà garante e portatore dei diritti nazionali, sociali, economici, culturali e linguistici del popolo sardo. Fino all’indipendenza.
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Sardigna: forte crescita di iRS: 3% e 30mila voti. L'indipendentismo moderno cresce. Grazie ai sardi liberi.
http://www.irs.sr/domo/Article.aspx?a=1275
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Il Pnv continua la propria azione di radicamento e di strutturazione della propria rete territoriale nella Venetia.
Stefano Venturato subentra quale coordinatore del gruppo di Padova del Pnv a Michele Milanetto. Il 10 febbraio scorso il gruppo padovano del pnv ha infatti nominato il nuovo coordinatore che ora ha il compito di organizzare la campagna elettorale del Pnv in tutta la provincia e di aiutarne la crescita. Stefano Venturato ha 31 anni, coniugato, laureato in economia a Cà foscari, con indirizzo in marketing e gestione d’Impresa, ora è vice-direttore di una filiale di una banca in provincia di Padova.
Anche il gruppo di Rovigo ha nominato lo scorso mercoledì 11 febbraio Nicola Giolo quale proprio responsabile.
Nicola Giolo, 22 anni, studente di giurisprudenza, è l’autore della proposta di legge per l’uso della lingua veneta in Veneto è quindi la persona che farà da riferimento per il Pnv in tutta l’area polesana.
Dal Partito Nasional Veneto vanno pertanto i complimenti a Stefano Venturato e a Nicola Giolo per le nuove nomine e i ringraziamenti a Michele Milanetto, membro del Minor Consejio del Pnv, per l’opera fin qui compiuta.
I riferimenti dei nuovi coordinatori sono:
* Padova: Stefano Venturato, e-mail: stefano.venturato@pnveneto.org
* Rovigo: Nicola Giolo, e-mail: nicola.giolo@pnveneto.org
Ufficio Politico
Partito Nasional Veneto
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Dalla Süddeutsche Zeitung di sabato 14 febbraio 2009:
“Per gli studenti della politica contemporanea l’Italia ha rappresentato un affascinante paradosso: da un lato, il paese sembrava avere uno spaventoso sistema politico. I governi si susseguivano uno dietro l’altro, gli scandali e le crisi di governo erano diffusi assieme ad un alto livello di corruzione, sprechi, e una burocrazia inefficiente. Dall’altro l’economia cresceva di anno in anno. Fino a circa 1989, l’Italia aveva un prodotto interno lordo pari a quello della Gran Bretagna.
Ma negli ultimi 15 anni l’insolita equazione italiana, corruzione e sabbia nel motore più elevata crescita economica, non ha piu’ funzionato. Il prodotto interno lordo italiano è aumentato dal 1996 al 2006 in media dell’1,1 per cento l’anno, rispetto al 2,3 per cento in Gran Bretagna, il 2,8 per cento in Spagna e l’1,7 per cento in tutta la zona Euro. Con il risultato che la crescita italiana e’ del venti per cento inferiore a quella del Regno Unito ed è stata superata anche dalla Spagna.
Il sistema italiano, che funzionava ragionevolmente in un periodo di mercati protetti, nell’era della UE, della moneta unica e dell’intensa concorrenza con paesi a basso salario in Asia ne ha molto risentito. Aprire una società in Italia costa in media 5012 Euro e occorrono 62 giorni con fino a 16 diverse pratiche burocratiche. Per confronto, in Gran Bretagna la stessa operazione costa 381 euro, quattro giorni e cinque operazioni amministrative, negli Stati Uniti 167 euro, quattro giorni e quattro passaggi amministrativi.
La sabbia nel motore ormai stride in quasi tutti i settori della vita italiana, in un modo da dare origine ad un incomprensibile effetto sinergico negativo. Ad esempio, la minaccia di una paralisi del sistema giudiziario rischia di bloccare lo Stato di diritto, una pietra angolare di un sistema economico funzionante. La durata media dei procedimenti per violazione di contratto è in Italia di 1210 giorni (quasi quattro anni), in Spagna (al secondo posto come paese in questo senso) è di 515, quindi nemmeno la meta’, in Francia 331 e in Gran Bretagna di soli 217 giorni. In Italia, ci vogliono inimmaginabili novanta mesi, quasi otto anni, per poter sfrattare di casa un affittuario inadempiente. In Gran Bretagna sono necessari circa dieci mesi, in Francia 17 e sei mesi in Danimarca.
Un tale sistema può sembrare come una brillante follia, ma dietro a cio’ vi e’ un metodo: è stato intenzionalmente progettato per renderlo indispensabile ai partecipanti. La moltiplicazione delle procedure amministrative, la concessione di licenze, regolamenti e strozzature burocratiche crea un numero estremamente elevato di leve con cui il governo puo’ controllare, ritardare, o seppellire prima possibile qualsiasi progetto.
Ciascuno di questi passi è un’opportunità per l’esercizio del potere e del nepotismo, per la richiesta e la concessione di favori. Un’autostrada, il cui costo di costruzione raddoppia in via di esecuzione, ha grandi vantaggi – non solo per i politici che percepiscono mazzette, ma anche per tutti coloro che ci lavorano. Ovvio: per il resto del paese questo porta solo svantaggi. La si deve combattere con delle infrastrutture scadenti, tasse alte, cattivi servizi e di un sistema che e’ diventato l’esatto contrario di una societa’ dei servizi. Non stupisce quendi che l’Italia sia scivolata dal 32mo al 64mo posto nel Global Competitiveness Index, l’indice mondiale per la competitività economica.”
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