La Leonessa

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Ieri ho partecipato alla presentazione del Pnv a Gavardo, in provincia di Brescia.

Ho imparato molte cose.

Ho ascoltato il breve resoconto di un bresciano che nel 1997, durante la presa del campanile di San Marco, si trovava in Turchia per lavoro. In settimana contribuira’ un articolo a riguardo. Vi anticipo solo quello che mi ha colpito: l’indignazione dei suoi colleghi turchi nel vedere un carabiniere calpestare il leone di San Marco, la bandiera della loro rivale per quattro secoli. Un simbolo che persino i loro avi hanno avuto il rispetto di non scalfiggere dalle fortezze dei vari porti greci da loro conquistati.

Ho imparato delle varianze linguistiche del bresciano. Che sono stati pubblicati mezza dozzina di dizionari a riguardo, con un dettaglio di analisi che non ha nulla da invidiare al nostro Galepin.

Ho imparato anche che guardano i veneti con un po’ di invidia perche’ ci considerano a tutti gli effetti un popolo con una omogeneita’ storica, linguistica ed economica. Loro invece si sentono succubi di un contenitore geografico, la Regione Lombardia, che ha una dimensione artificiale, anti storica, e di recente concepimento. Si sentono dipendenti di un capoluogo, Milano, imposto da invasori foresti: i francesi prima, gli austriaci dopo, e gli italiani dai Savoia in avanti. Un capoluogo che non sentono loro perche’ e’ oltre quel fiume Adda, che per secoli ha delineato il loro confine economico e culturale all’interno della Repubblica Veneta.

Quello che non capisco e’ perche’ si sentono rassegnati a fare da serbatoio economico ed elettorale per interessi altrui. Il bresciano, con i suoi 1.2 milioni di abitanti, ha le dimensioni per essere da solo uno stato indipendente. Ha la stessa popolazione dell’Estonia, della Slovenia, paesi che anche loro non vantavano un passato di sovranita’, ma che oggi godono di liberta’, benessere e felicita’. Per non parlare del potere economico, che se slegato dai tentacoli italiani, il bresciano sarebbe paragonabile al Lussemburgo.

Ripropongo qui una classifica di province della Venetia in ordine di peso economico, tanto per rendersi conto della potenza bresciana. Conta di più dell’intero Friuli-Venezia Giulia, o del Trentino-Tirolo.

pil-per-provincia

La provincia di Brescia ha un Pil maggiore della Croazia. Ha un patrimonio paesaggistico invidiato da 80 milioni di tedeschi che ogni estate vengono a tuffarsi nel lago più bello del mondo. Se lo vogliono, i bresciani hanno tutti i numeri per stare a testa alta in Europa. Altro che Vicenza e Treviso, la vera polveriera è Brescia.

Con il gruppo di Marco Podavini una scintilla si è accesa. Òcio parké se ła Leonesa ła se incana, a te sbasa de na spana.

Lodovico Pizzati
Pnv

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