ARZANÀ: EL CUOR DE VENESIA CAPITAL

 

arzana

Conferenza promossa dal Partito Nasional Veneto alla Scoletta dei Calegheri
San Toma’ – Venezia 16 Maggio 2009

 

“Il futuro dell’Arsenale a partire dal suo passato”

INTRODUZIONE

venezia-capitale

Noi del Fronte “Ultimi Veri Venexiani”, sparuto gruppo di persone irriducibili, amanti della storia e tradizioni di una grande ex Città Stato fondata sul “Mare”, convinti assertori della necessaria restaurazione e funzione di una

“Venezia Capitale paradigma d’Europa”

ci proponiamo alla Città quale forza viva per la Sua difesa e di lotta contro l’annientamento della Millenaria Civiltà Anfibia.

ANALISI

Oggi ci troviamo qui perché, è suonata la campana: il “momento storico” nel quale i veneziani consapevoli, dovranno decidere le sorti della loro Città.
Tutti i segnali provenienti dalla politica veneziana sono ormai inequivocabili: l’ex Capitale, oggi chiamata “Città Storica o Città d’acqua”, sta per essere consegnata dalla politica di questi ultimi 43 anni, definitivamente nelle mani dell’economia turistica e principale causa della mutazione della Città e dell’annientamento sistematico della Civiltà Anfibia.
Quello che sta accadendo è peggiore di quello che la peste veneziana ha provocato nei secoli scorsi. “Il turismo globale” in Città ha sterminato quasi due terzi dei suoi abitanti (66%) – oggi infatti, siamo 60.000 residenti (forse in realtà anche meno e vecchi), nel 1951 eravamo 175.000, sostanzialmente abbiamo perso in 58 anni 115.000 veneziani. La peste tra il 1347-48, ad esempio, falcidiò i tre quinti dei residenti (60%).
Per meglio far comprendere il nostro grido d’allarme, evidenziamo in sette punti il gravissimo degrado della Città, determinato appunto dal turismo e dalle lobbie che lo sostengono:

1. PUNTO: IL VALORE IMMOBILIARE E’ ORMAI FUORI CONTROLLO

L’enorme massa d’investimenti finanziari speculativi, alimentata quotidianamente dalla domanda abitativa proveniente dal settore studentesco e turistico, anche internazionale (nella maggioranza dei casi l’investimento produce, ottimi redditi esentasse con pochissimi rischi) ciò determina:

· LA CONTINUA ESPULSIONE IN TERRAFERMA DELLA SOCIETA’ ANFIBIA E LE RELATIVE ATTIVITA’ DI SERVIZIO.
Facciamo notare che questa Città, unica al mondo, ha un’importante peculiarità:
il suo Centro Storico si identifica in tutta la Città e non ha una periferia che permetta allo sfrattato, come in una qualsiasi Città d’Arte al mondo, di sentirsi sempre e comunque abitante e partecipe della “sua” Città, anche se, per ragioni economiche, è costretto ad abitare più distante dal centro storico natio.
Nel nostro caso invece, avviene una vera espulsione dalla propria Città. Mestre non è la periferia; Il trasferimento del residente autoctono in terraferma è percepito, dal malcapitato, come un autentico sradicamento dal suolo natio e non come un semplice trasferimento o arretramento in periferia, obbligandolo anche a cambiare stile di vita.

· RENDE IMPOSSIBILE LA RESIDENZIALITA’ SIA IN AFFITTO CHE IN ACQUISTO,
in particolare alle giovani coppie, come pure a intere categorie di lavoratori (esempio quelli ospedalieri), aggravando non poco le condizioni di funzionamento di intere attività pubbliche.

· PROVOCA LA DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE,
le attività economiche del turismo, con la loro altissima marginalità e facile evasione fiscale, fagocitano quelle economie più deboli (normalmente quelle al servizio del residente), causando gravissimi disagi a questi.

2. PUNTO: GRAVISSIMI DANNI FISICI E CHIMICI ALLA CITTA’

· CEDIMENTI DELLE RIVE E GRAVI LESIONI ALLE FONDAMENTA, (es. Ca’ Foscari – Canal Grande), riconducibili al moto ondoso prodotto dall’ingente traffico nautico al servizio del turismo.

· GRAVISSIMI DANNI ALLE OPERE D’ARTE MINORI SPARSE A MIGLIAIA IN CITTA’,
come facciate dei palazzi e delle chiese, patere, bassorilievi, o quant’altro in pietra. Queste, a causa dei gas di scarico prodotti dalle mega-navi da crociera, dalle imbarcazioni pubbliche e private (al servizio pure queste del mercato turistico), associati alla salsedine, trasformano per un processo chimico “detto di solfatazione”, la Pietra d’Istria in polvere di gesso.

3. PUNTO: PRODOTTI DI PRIMA NECESSITA’ TRA I PIU’ CARI D’ITALIA

prezzi maggiorati che il povero residente è costretto a subire a causa:

· Del maggior costo sostenuto dalla rottura di carico del trasporto (gommaacqua), e anche da una mancata pianificazione logistica dello scambio merci gomma-acqua (oggi parzialmente in corso al Tronchetto).
· Per acconsentire a qualsiasi attività commerciale attraverso l’alta marginalità, di sostenere economicamente gli altissimi affitti immobiliari (dal negozio al magazzino).

4. PUNTO: IN-VIVIBILITA’ AMBIENTALE

causata da:
· Ventisette milioni di presenze turistiche (rif. anno 2006) e non ventuno milioni dei dati ufficiali (dati estrapolati statisticamente dal totale del conferimento rifiuti prodotto nella Città insulare, fratto il peso medio pro-capite dei rifiuti prodotti dalle maggiori Città della Provincia Veneta – esclusa ovviamente Venezia) e costituiscono, di fatto, una presenza equivalente di altri 74.000 abitanti, determinando una notevole pressione sul povero residente
· Una massiccia invasione di ambulanti abusivi
· Una gigantesca marea di attività abusive
· Una altrettanto notevole presenza di attività malavitose, Virus endemico della Città
· Una Città sporca, dove i rifiuti del turismo escursionista sono a carico dei residenti.
· Una precaria mobilità e viabilità pubblica, che mette a dura prova la vita quotidiana del residente. Nel primo caso (la mobilità), dai sistemi di collegamento marittimi lenti e dalla mancanza d’interconnessione tra isole, Città e terraferma. Nel secondo caso (la viabilità), dai continui intasamenti prodotti da scolaresche e carovane di turisti e dal restringimento delle aree pubbliche per la massiccia occupazione del plateatico da parte delle attività ricettive.

5. PUNTO: LA MANCATA SEPARAZIONE TERRITORIALE

Continua ha permanere uno squilibrio organizzativo tra la Città d’acqua e di terra. E’ indispensabile, con il futuro assetto metropolitano della Città, giungere alla separazione del Comune di Venezia, per riottenere un migliore controllo e gestione dei propri territori così morfologicamente diversi tra loro (in particolare gli abitanti delle due Città: quella d’acqua e quella di terra).

6. PUNTO: LA SISTEMATICA EVASIONE FISCALE

E’ fuori discussione che quasi tutti i settori che compongono l’economia turistica sono ad altissima elusione ed evasione fiscale (siamo al primo postovedi la recentissima indagine statistica di qualche giorno fa prodotta della Guardia di Finanza). Come ben sappiamo questa notevole fetta di guadagni sul turismo, nulla portano alle casse pubbliche e quindi ai cittadini ma solo ad alcuni di questi.

7. PUNTO: GRAVISSIMA MUTAZIONE DELLA CITTA’ IN PARCO DIVERTIMENTI

Non ci stancheremo mai di dire che la proliferazione di alberghi, B&b, pensioni, affittacamere, ristoranti, snack-bar, gelaterie, hanno raggiunto una densità tale, che fra non molto questo processo sarà irreversibile. Già vediamo all’orizzonte altri nuovi grandi spazi che saranno destinati a rimpinguare l’attuale presenza ricettiva in Città:
· Ex Chiostro e Convento di S. Stefano (Sede dell’Agenzia delle Entrate)
· Ca’ Corner della Regina – Canal Grande (ex sede dell’archivio Asac della Biennale)
· Palazzo Labia – Ponte delle Guglie (Sede della direzione Rai del Veneto)
· Ex uffici direzionali delle Assicurazioni Generali in Piazza San Marco, ecc.
· L’ex Convento del Soccorso a D.Duro (sorta intorno al 1577 per volere della cortigiana Veronica Franco trasformato in appartamenti turistici)
· L’Isola delle Grazie (oggi nelle mani di Stefanel)
· Palazzo Papadopoli – Canal Grande (ex Sede del CNR)
· Palazzo Genovese – Canal Grande a fianco Abazia di S. Gregorio alla Salute (futuro Hotel Centurion a 5 stelle del presidente nazionale della Federalberghi)
· Palazzo Contarini Corfù – Canal Grande nei pressi del ponte dell’Accademia
· L’ex Ospedale al Mare (alberghi e Palazzi)

ma la cosa ancor più grave è la continua mutazione di interi monumenti della nostra Storia, in probabili attività museali o cmq destinate al turismo:
· Dogana da Mar (Museo d’arte Moderna di Pinault),
· Fontego dei Tedeschi (Gruppo Benetton),
· Magazzini del Sale (Zattere – Museo Vedova)
· Ultimo della serie e caso emblematico: “l’Arsenale di Venezia”,
tutti grandi edifici storici che pomperanno in Città nuove masse turistiche invece di essere destinati al rilancio di altri settori economici come nel caso della Dogana da Mar dove avremmo potuto organizzare la mostra permanente del nostro Artigianato Veneziano.

– CI SI CHIEDE: “E’ SAGGIO CHE LA CITTA’ CONTINUI A PUNTARE ESCLUSIVAMENTE SU QUESTO MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO?”
– NOI NON VOGLIAMO ELIMINARE IL TURISMO, MA RIDURLO (RIQUALIFICANDOLO E RI-EQUILIBRANDOLO).
– QUALI, POTREBBERO ESSERE LE ALTERNATIVE POSSIBILI?
– CERTAMENTE (AD ESEMPIO) LO SVILUPPO DELLE COSIDETTE ECONOMIE IMMATERIALI, L’ECONOMIA UNIVERSITARIA – MA, OGGI, POTREMMO COGLIERE UNA GRANDE OPPORTUNITA’:
“RIPROGETTARE IL NOSTRO GRANDE ARZANA’, QUALE POTENZIALE LUOGO STRATEGICO DI RIPARTENZA ECONOMICA PER LA CITTA’, IL COMUNE E L’INTERA REGIONE”

Infatti, la limitazione dello strapotere egemonico del turismo globale in Città deve iniziare con l’individuare quelle economie alternative in grado di dare lavoro ai nostri figli e che non siano solo la gestione di negozi di vetro cinese, di maschere o paccottiglia, né i mestieri di gondoliere o tassista, barista, albergatore o quant’altro legato al mondo del turismo.
Dobbiamo contrapporre economie forti in grado di essere altrettanto redditizie e complessivamente forze ri-equilibratrici: cioè distributrici di lavoro senza causare quei gravissimi danni, precedentemente elencati, che la monocultura del turismo, oltre certi limiti e non governata a dovere, inevitabilmente produce nelle Città d’Arte e in particolare su Venezia.
In questa situazione, una grande opportunità strategica è data dall’economia del “Mare”. Dobbiamo puntare decisi alla nostra vocazione originaria, rifondare quella talassocrazia che la nostra ex Città Stato ha saputo saggiamente imporre in più di mille anni di Storia. Questa la chiave di volta che ci permetterà di rifondare la nostra ex Capitale.
Oggi è un momento favorevole per definire un progetto strategico complessivo che identifichi la nostra decisa volontà di cambiare rotta:
· L’indirizzo economico identificato appunto dall’economia del “Mare”.
· L’indirizzo politico dell’ex Capitale (orientandola da Città Disneyland a Città Capitale del Mare, dell’Arte e del Triveneto.)
Ed è in questo scenario che solleviamo l’attenzione con forza sulla destinazione dei 46 ettari dell’Arsenale, per una seria riqualificazione della Città e della sua gronda lagunare, quale opportunità primaria di grande volano, per un vero rilancio economico e non come vorrebbe la politica di casa nostra ma anche quella nazionale, di relegare questo mega contenitore a un mega museo del Mare.
Purtroppo, a tale scopo infatti, è stata già da tempo costituita l’Arsenale S.p.A. i cui soci sono per il 51% l’Agenzia delle Entrate e per il 49% il Comune di Venezia, il cui progetto prevede la spartizione dei proventi allo Stato, garantiti dal biglietto d’ingresso dei turisti che a migliaia verranno catapultati giornalmente (vedi collegamento alla terraferma con sub-lagunare ad hoc), mentre il Comune gestirà la manovalanza del migliaio di persone (cioè di voti) per la conduzione della struttura.
Il 62% dell’area, resta comunque saldamente di proprietà militare). Quindi, condannando per sempre l’ex Città Stato alla definitiva metamorfosi in parco dei divertimenti e all’annientamento della Civiltà Anfibia.

IL NOSTRO PROGETTO

Da una parte è restituire ai Veneziani un insediamento produttivo, costituito da un grande Centro Multidisciplinare del Mare e non solo museo. Il nostro Arsenale diventerebbe fucina e centro d’eccellenza per la produzione della futura classe dirigente, in grado cioè di programmare e gestire quella necessaria riconversione industriale della gronda lagunare. Primo fra tutti:

  •  Polo Universitario, con l’istituzione di un Centro Universitario d’eccellenza del Mare per tutto il nordest; in dettaglio con le seguenti facoltà:

(Archeologia navale – tecniche del trasporto e restauro del legno bagnato, Architettura navale, Architettura dei waterfront, Scienze ambientali – biologia marina – biochimica marina – energie rinnovabili e sostenibilità ambientale – geografia del mare – previsioni meteorologiche, Scienze delle risorse genetiche marine, Scienze delle energie dinamiche marine – onde – correnti – maree, Scienze zootecniche – acquacoltura, Biotecnologie marine e costiere – nuovi materiali e nanotecnologie marine, Informatica navale, Ingegneria navale,Scienze della conservazione alimentare in ambiente marino, Logistica portuale e
navale – sistemi di carico e scarico marittimo , Sistemi portuali intermodali, Robotica navale, Economia della navigazione – Trasporti navali e fluviali, Diritto internazionale marittimo ecc.).

  •  Polo Ricerca, costituito da un Centro studi delle fonti energetiche rinnovabili dal mare: vento, maree, correnti, onde, alghe; nonché quello dell’alimentazione dal mare: acqua desalinizzata, itticoltura, alghe associato ai nuovi materiali nell’ambito marino (scoperte e brevetti gestiti da un Consorzio pubblico costituito tra Università, Comune e Associazione Industriali del settore)
  •  Polo Militare, determinato dall’affidamento alle forze della Marina Militare quali custodi e controllori dell’area; nonché la costituzione dell’Istituto di “Studi Militari Marittimi”.
  •  Polo Sportivo, nella considerazione della notevole concentrazione del mondo giovanile che verrebbe a costituirsi; è intuitiva la necessità di insediare un Centro Sportivo dedicato a tutte le molteplici discipline che hanno a che fare con l’acqua (canottaggio, vela, associazioni remiere alla veneta con scuole annesse, nuoto – compresa piscina olimpionica).
  •  Polo Artigianale per la Cantieristica minore, la presenza di spazi da destinare alla piccola cantieristica di nicchia, è fondamentale per non perdere le conoscenze delle arti costruttive, produzione e riparazione delle imbarcazioni tipiche veneziane, gondole comprese, oltre ad una sezione speciale per tecniche per il restauro di archeologia navale.
  •  Polo Museale, Istituzione del Museo del Mare con sezione di archeologia navale, storia navale veneziana, ecc.

* nb. Dobbiamo far osservare che Il mondo giovanile universitario costituisce il serbatoio, unico e fondamentale in grado di arrestare l’invecchiamento della Città nonché per ipotizzarne un futuro. Conseguentemente dobbiamo attivare una saggia politica di sostegno, anche finanziario, per facilitare in tutti i modi la decisione e scelta dei giovani di risiedere e lavorare definitivamente in questa meravigliosa Città.

Dall’altra, il disinquinamento e riconversione degli enormi spazi occupati dalla chimica-industriale inquinante nella gronda lagunare sud.
Spazi che se saggiamente gestiti e disinquinati, saranno in grado di garantire quel rilancio economico marittimo alternativo alla chimica che i Veri Veneziani stanno attendendo da novant’anni (ovvero dalla creazione di Porto Marghera).

Dobbiamo concentrare tutte le attività marittime nella gronda lagunare sostituendo il comparto chimico-industriale con la rifondazione della nostra economia primaria la Cantieristica e tutte quelle attività che con il Mare hanno a che fare.
In primis la riorganizzazione portuale, tesa a progettare una portualità diffusa, per ottenere un moderno waterfront veneziano:

  • nuovo porto: intermodale e crocieristico più vicino al mare a due passi da Malamocco in area San Leonardo.
  • moderno retro porto, puntando allo sviluppo della logistica, casello di partenza per le autostrade del mare, comprendendo finalmente una residenzialità portuale.
  • forte sviluppo della cantieristica navale non dimenticando la nautica artigianale da diporto.
  • attività di contorno legate al Mare e di supporto alla cantieristica: accessoristica nautica, arredamento navale, forniture elettroidrauliche navali, alimentazione e imballaggi per forniture di bordo, sistemi propulsivi marini ibridi bio-compatibili, biotecnologie marine, sistemi informatici navali, materiali innovativi per l’ambiente marino, robotica navale, cavi speciali sottomarini, pannelli e batterie solari, sistemi di comunicazione GPS e telefonia mobile, piattaforme e pontoni modulari galleggianti e ponti fluviali, studi professionali di architettura e ingegneria navale, sistemi di desalinizzazione, sistemi di dragaggio, sistemi di sicurezza per la navigazione e disinquinamento marino.
  • polo fieristico internazionale, a supporto dell’industria e artigianato veneto.
  • polo Cinecittà veneziana, area da destinare alla produzione cinematografica e televisiva locale, nella considerazione che a due passi abbiamo il più bello e fantastico scenario del mondo.
  • piattaforma logistica per i rifornimenti agroalimentari, dovrebbe inglobare i Mercati Generali (ortofrutta, ittico e carne già macellata), associato ad un Centro Grossisti pluricategoriale (che comprenda tutti i settori merceologici). Il tutto assistito e gestito da un Consorzio tra le imprese presenti per la movimentazione interna delle merci.

Fronte Ultimi Veri Venexiani
Venexia Capital

portavoce: Pietro Alvise Gaggio

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