Due pesi e due misure, candidati nulli e paura del PNV

Perché a Padova ci attaccano e a Venezia ci ignorano

Quali sono le reali ragioni politiche che spiegano quanto sta avvenendo nei confronti del PNV in Veneto? Perché registriamo una sensibile differenza di atteggiamento nei nostri confronti in provincia di Padova e in provincia di Venezia?
Il motivo è presto detto.
A Padova il PNV è riuscito a far molto male al pdl, dilaniato da lotte intestine. La loro candidata alla presidenza si è segnalata in questi anni in regione per la propria incapacità e latitanza, non ha fatto praticamente alcunché se non andare a ritirarsi il lauto stipendio e rimborsi vari. Nel contempo il candidato dei comunisti è un evanescente personaggio che nessuno conosce e il terzo moccolo degli udicì è noto solo per essersi creato una rete di clientelismi e favoritismi nel corso di lunghi anni, senza nel contempo aver fatto molto per essere ben ricordato. Chi conosce il mondo delle case di riposo sa bene che il Veneto si è trovato molto in ritardo da un punto di vista normativo, creando notevoli problemi agli operatori del Terzo Settore e alle famiglie interessate.
Insomma a Padova il lungo regno di Vittorio Casarin ora sfocia nel vuoto assoluto di potere e nelle faide di un partito – in particolare in alcuni comuni quali Cadoneghe, Piazzola sul Brenta, Santa Giustina in Colle, Albignasego – che ha creato un grande malcontento e un fuggi fuggi generale. Al punto che diversi loro ex militanti hanno dato indicazione di votare PNV.
Ecco spiegato perché anche oggi i vigili urbani di Albignasego, per esempio, fermano la gente chiedendo loro se votano PNV !!!!
A ciò si aggiunge un’evanescenza endemica della lega nel padovano, rappresentata da autentici dinosauri inconcludenti ed ecco spiegato il motivo per cui subiamo una guerra da parte di costoro.
A Venezia invece il trattamento è stato diverso, si è preferito cercare di ignorarci, peccato che il tentativo sia miseramente fallito e la comunicazione del PNV è stata tale da rompere il muro di gomma dei giornali asserviti.
In questo caso i candidati erano di maggiore visibilità, anche se i comunisti da un lato risentono del loro evidente sradicamento in tutto il Veneto, mentre la candidata leghista che ha appeso manifesti con sue foto di vent’anni fa per combattere l’evidenza del tempo deve ancora spiegare come pensa di fare sia il sindaco di San Donà sia il presidente di provincia. Ovviamente tutti servi ben accomunati dal portare l’acqua con le orecchie al padrone italiano.

Sappiamo benissimo che quanto sopra è prosaico e molto distante dalla nostra poetica indipendentista, ma ogni tanto è anche bene capire perché succedono alcune cose.

Sono ormai gli ultimi istanti di campagna elettorale, diamoci dentro e stasera concludiamo la nostra prima fantastica avventura, che è già un successo storico.

Per la prima volta infatti i Veneti possono votare per l’indipendenza.

Vota par la libartà, vota PNV !!

Da lunedì saremo invece chiamati a gestire questo successo straordinario e a rendere realtà la grande sfida nel nome dell’indipendenza veneta, il percorso per la felicità è ormai tracciato!

giane

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