Flavio Tosi buon alleato trikolore contro il Popolo Veneto

Elenco dei caduti Veneti per mano dell’invasore francese nel 1796-98

Riportiamo e volentieri pubblichiamo:

Maurizio Ruggiero,è stato costretto a sospendere la tradizionale messa in latino sopra Porta Nuova dopo un rapido consulto con i partecipanti, quando un gruppetto di consiglieri del comune di Verona di area ex Alleanza Nazionale (ora Partito della Gnocca), spalleggiati da una pattuglia di vigili, con la copertura di Polizia e carabinieri in forze, ha preteso di imporre l’innalzamento del tricolore italo-giacobino, forti di un’ordinanza emessa a tambur battente dal sindaco Tosi. Il tricolore era stato da noi ammainato prima dell’inizio della cerimonia, per far posto alle bandiere di Verona, dello stato Veneto, e dell’Austria che quando occupò il Veneto per un breve periodo, fu vista all’epoca come liberatrice da un regime sanguinario e totalitario come pochi al mondo.
Quelle forze che imposero con le baionette e con stragi diffuse “il nuovo ordine” avevano come simbolo odiato proprio quel vessillo  che oggi dovrebbe rappresentarci.
Ne è conseguito un parapiglia indescrivibile (ripreso da una solerte poliziotta con telecamera), con comportamenti da parte di uno dei suddetti consiglieri, assai poco onorevoli, i quali hanno preso ad insultare gli astanti  che giustamente hanno reagito, al grido più e più volte ripetuto di “VIVA SAN MARCO! e VERONA FIDELIS!”.
Si stava per venire alle mani, e solo l’intervento dei “pretoriani” italioti li ha salvati dalla giusta punizione.
Poi le cose si sono ricomposte, abbiamo almeno provveduto all’ammmaina bandiera del vessillo marciano con spari a salve e Don Pavesi ha benedetto la truppa nelle divise storiche lanciando il suo anatema contro chi aveva in pratica impedito lo svolgimento di una funzione religiosa così importante.
Ho potuto cogliere l’indignazione degli astanti per il sopruso subito, anche da parte di persone anziane, venute ad assistere ad una messa, che non capivano una simile prepotenza avvallata dal Sindaco (leghista) della loro città.
Una decina di anno orsono ebbi l’occasione di essere tra i promotori  a Custoza di una contromanifestazione indetta con il fondamentale contributo di Maurizio Ruggiero, il giorno stesso delle celebrazioni tricoloriste della sconfitta italiana della campagna del 1866, che però consegnò la Venezia di terra ai nuovi padroni (o padrini) italiani.
Era una contro-manifestazione in ricordo dei caduti austro-veneti. Ebbene a quella cerimonia, interrotta anche essa da decine di poliziotti della Digos armati di rivoltella (quasi avessero di fronte membri di qualche gruppo armato) avevano aderito ed erano ospiti un certo Tosi e l’on. Briccolo, giovani (allora) promesse della Lega veneta.
Lo stesso Tosi oggi si rivela a quanto pare strenuo difensore del tricolore che ci opprime da 150 anni. In simili mani metteremo le sorti del Veneto tra un paio d’anni.
Erano presenti (guarda caso) per la prima volta giornalisti dell’Arena  e del Corriere della Sera: è quindi probabile un’ampia cronaca nell’edizione di domani di quei quotidiani. I fatti sono successi ad un’ora piuttosto tarda, tale da non permetterne la pubblicazione nella cronaca di oggi.
Qui finisce la mia fedele cronaca.
WSM! Viva la nostra unica e vera bandiera nazionale!
Millo
Ps. Si prega di diffondere

flavio-tosiMaurizio Ruggiero,è stato costretto a sospendere la tradizionale messa in latino sopra Porta Nuova dopo un rapido consulto con i partecipanti, quando un gruppetto di consiglieri del comune di Verona di area ex Alleanza Nazionale (ora Partito della Gnocca), spalleggiati da una pattuglia di vigili, con la copertura di Polizia e carabinieri in forze, ha preteso di imporre l’innalzamento del tricolore italo-giacobino, forti di un’ordinanza emessa a tambur battente dal sindaco Tosi. Il tricolore era stato da noi ammainato prima dell’inizio della cerimonia, per far posto alle bandiere di Verona, dello stato Veneto, e dell’Austria che quando occupò il Veneto per un breve periodo, fu vista all’epoca come liberatrice da un regime sanguinario e totalitario come pochi al mondo.

Quelle forze che imposero con le baionette e con stragi diffuse “il nuovo ordine” avevano come simbolo odiato proprio quel vessillo  che oggi dovrebbe rappresentarci.

Ne è conseguito un parapiglia indescrivibile (ripreso da una solerte poliziotta con telecamera), con comportamenti da parte di uno dei suddetti consiglieri, assai poco onorevoli, i quali hanno preso ad insultare gli astanti  che giustamente hanno reagito, al grido più e più volte ripetuto di “VIVA SAN MARCO! e VERONA FIDELIS!”.

Si stava per venire alle mani, e solo l’intervento dei “pretoriani” italioti li ha salvati dalla giusta punizione.

Poi le cose si sono ricomposte, abbiamo almeno provveduto all’ammmaina bandiera del vessillo marciano con spari a salve e Don Pavesi ha benedetto la truppa nelle divise storiche lanciando il suo anatema contro chi aveva in pratica impedito lo svolgimento di una funzione religiosa così importante.

Ho potuto cogliere l’indignazione degli astanti per il sopruso subito, anche da parte di persone anziane, venute ad assistere ad una messa, che non capivano una simile prepotenza avvallata dal Sindaco (leghista) della loro città.

Una decina di anno orsono ebbi l’occasione di essere tra i promotori  a Custoza di una contromanifestazione indetta con il fondamentale contributo di Maurizio Ruggiero, il giorno stesso delle celebrazioni tricoloriste della sconfitta italiana della campagna del 1866, che però consegnò la Venezia di terra ai nuovi padroni (o padrini) italiani.

Era una contro-manifestazione in ricordo dei caduti austro-veneti. Ebbene a quella cerimonia, interrotta anche essa da decine di poliziotti della Digos armati di rivoltella (quasi avessero di fronte membri di qualche gruppo armato) avevano aderito ed erano ospiti un certo Tosi e l’on. Briccolo, giovani (allora) promesse della Lega veneta.

Lo stesso Tosi oggi si rivela a quanto pare strenuo difensore del tricolore che ci opprime da 150 anni. In simili mani metteremo le sorti del Veneto tra un paio d’anni.

Erano presenti (guarda caso) per la prima volta giornalisti dell’Arena  e del Corriere della Sera: è quindi probabile un’ampia cronaca nell’edizione di domani di quei quotidiani. I fatti sono successi ad un’ora piuttosto tarda, tale da non permetterne la pubblicazione nella cronaca di oggi.

Qui finisce la mia fedele cronaca.

WSM! Viva la nostra unica e vera bandiera nazionale!

Millo

Ps. Si prega di diffondere

written by

The author didn‘t add any Information to his profile yet.