La formica veneta che scivola nel bicchiere

formicaNoi veneti possiamo ben dire che siamo molto più informati di 10, 20 o 30 anni fa.
Abbiamo internet, abbiamo la tv, abbiamo i giornali, ma siamo sempre più simili a quella formichina che è finita sul fondo del bicchiere bagnato e cerca maledettamente di arrampicarsi sulla parete, ma non ce la fa…scivola scivola scivola sempre sul fondo di quel maledetto bicchiere!
Mille notizie, mille flash che si sovrappongono nell’arco di una giornata, come tante copertine che coprono il libro di notizie che passa ogni poco in secondo piano, nel grande museo del dimenticatoio.
Così come il tempo che sembra essersi ristretto rispetto al recente passato: quale tremendo detersivo usa ora la lavatrice della storia per non lasciarci più nemmeno la facoltà di riflettere anche solo su ciò che è avvenuto ieri, o l’altro ieri?
Questa rincorsa terribile oggi ci lascia inebetiti di fronte alla crescita di una povertà quasi inconsapevole. I mutui sono sempre più difficili da pagare, quest’anno una settimana solo di vacanze, magari qui vicino, diminuiamo le cene fuori, fa anche bene alla salute, l’auto la cambieremo l’anno prossimo, forse.
Cambiamo occhiali e guardiamo a cosa succede ad un livello più alto: nessuno ha la strana maledetta sensazione che lo stato stia andando in malora? È solo di pochi pessimisti la constatazione che i treni sono più sporchi, più inefficienti? Che le strade sono malandate, che i lavori pubblici procedono con il contagocce? Sono solo alcuni corvi a chiedersi se ciò che è successo con i rifiuti a Napoli un anno fa e a Palermo quest’anno non sia un fenomeno pericolosamente vicino ad avverarsi anche a Padova, o a Mestre? E i servizi per le famiglie, come gli asili, spesso quelli parrocchiali, stanno per caso assottigliando il loro livello di qualità e di supporto, oppure sono bufale dei nemici dei manovratori? È solo pessimismo disfattista constatare l’assurda ingiustizia della giustizia italica e l’ìmpunità di cui gode la criminalità, affiancata dalla terribile, beffarda e tracotante arroganza del giudizio trikolorito quando coinvolge il cittadino veneto per bene.
Alziamo ancora il livello. La produzione crolla nel burrone della bancarotta di stato, la voragine del debito pubblico italiano è ormai un buco nero che tutto si divora, a cominciare dall’onestà intellettuale dei politici centralisti, che forse forse assomigliano sempre più a quel Ceauşescu che negli ultimi tempi della sua dittatura comunista grattava il grattabile a accumulava ricchezze inaudite nei suoi conti segreti in Svizzera.
I politici italiani quanti conti segreti in Svizzera avranno, conti segreti che magari si gonfiano giorno dopo giorno grazie alla razzia totale delle nostre risorse, del frutto del nostro lavoro, grattando il fondo, rubando il rubabile?
E venendo a noi, quanti di questi politici sono veneti? E quanto sono pagati per tenerci schiavi di uno stato pappone e maledetto, assassino di ogni speranza e di ogni futuro?
Di per sé tutto ciò non avrebbe in vero una grande grande importanza se noi sapessimo che la libertà è ad un attimo da noi.
Per asciugare quel bicchiere bagnato e per far tornare libera la formichina veneta non serve poi molto: basta un voto, basta una firma, basta una piccola donazione.

Basta volerla, la nostra indipendenza.

Gianluca Busato
Segretario Pnv

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