ITA contro Google, il potere della casta odiosa nella repubblica delle banane


Il Veneto è ingabbiato in un regime illiberale e contrario all’innovazione

L’altro giorno in uno stupendo articolo, Lodovico Pizzati mostrava come la possibilità per il Veneto nel ritornare ad essere una locomotiva trainante dell’economia fosse legata alla capacità di innovare e come ciò sia negato al Veneto inserito nell’inferno fiscale di ITA.
Ciò oggi appare con ancor più evidenza, data la notizia, che ha dell’incredibile, della decisione dell’Antitrust, di aprire un’inchiesta su Google per abuso di posizione dominante.
google-china-censura-censorshipPer citare il comunicato dell’authority, che altro non è se non un’emanazione partitica e politicizzata, l’inchiesta ha l’obiettivo di

“verificare se i comportamenti della società, in considerazione della sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca online, siano idonei a incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria online e a consolidare la sua posizione nella intermediazione di spazi pubblicitari”.

Il comunicato sembra scritto dal più grande ignorante di internet del mondo.
Un ignorante ciclopico che ignora cosa sia internet, cosa sia google e cosa sia la pubblicità on line.
Questi parrucconi hanno un’unica preoccupazione: la rete sta sgonfiando la tv e la carta stampata, con una velocità inaudita per questi vecchi bavosi dell’informarzione italiana intenti a difendere, alla Trapattoni, il significativo 73° posto al mondo per libertà di informazione di ITA.
ITA quindi ora passa decisamente ai fatti, dopo una stagione non ancora conclusa di parole e minacce dei vari mostri della censura trikolore, dal senatore D’Alia che si era inventato un progetto di legge sul blocco di facebook e della rete, passando per l’ex showgirl ingrassata e ora onorevole (come il famoso cavallo senatore di Caligola?) Gabriella Carlucci neo-esperta di rete , per arrivare alle teorie sull’ip unico di Maroni e non dimenticando le velleità di papi sulla regolamentazione globbale di internet.

Questa notizia degna della Birmania, dell’Iran e della Cina fa passare in secondo piano il rifiuto odierno da parte di RAI e Mediaset di trasmettere i trailer del film Videocracy e mette in evidenza come nulla possa nascere nel regime di ITA sotto il segno dell’innovazione.

Questo è l’inferno del passato parassitario, uno stato vecchio, uno stato che fa scappare i suoi giovani migliori ricercatori per premiare una banda di mantenuti a sbafo.

ITA, un incubo dal quale i Veneti devono fuggire al più presto, con un percorso democratico e pacifico che li porti all’indipendenza.

Gianluca Busato
Segretario PNV

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