Archive for month: novembre, 2009

Leone di San Marco un simbolo laico, religioso, ma non politico

folia-de-tilioQuale simbolo può essere il giusto rappresentante di tutta la Venetia e le sue genti ? La risposta più ovvia sembrerebbe essere il mitico (forse errato) simbolo dell’evangelista Marco; il leone in moleca o andante ?

Tuttavia, una serie di riflessione si impongono su un simbolo tanto amato, auspicato e abusato. Iniziamo col dire che ricercare il giusto simbolo di un nazionalismo, deve essere scevro da pre- concetti storici, laici e religiosi. In altre parole un simbolo partitico deve essere in primis neutro, non deve sfruttare ciò che storicamente hanno costituito e costruito altri nella storia.

Ovviamente è fuor di discussione che il simbolo debba avere un significato appropriato per la Venetia intera, ma deve essere nel suo intento primario, qualcosa di naturale, puro e originario oltre che originale. Lasciando perdere il significato del Leone di San Marco in merito a colori e rappresentazioni ( e motivi delle medesime), il quesito principale è chi ha imposto nello scenario passato la rappresentazione dell’evangelista Marco come un leone alato. Secondo quanto riportato dall‘agiografia, la rappresentazione di san Marco in forma di leone alato è una tipica iconografia cristiana derivante dalle visioni profetiche contenute nel libro dell’Apocalisse di san Giovanni. Il leone è infatti uno dei quattro esseri viventi descritti nel libro come posto attorno al trono dell’Onnipotente ed intenti a cantarne le lodi, poi scelti come simboli dei quattro evangelisti. Il leone è associato a Marco in funzione delle parole con le quali inizia il suo Vangelo in riferimento a san Giovanni Battista:

« Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.Come è scritto nel profeta Isaia: “ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. »

(Vangelo secondo Marco 1,1-3)

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Sol sinbolo novo

clootie_dumplingEl Scottish National Party, cioè el Partito Nasional Scosexe, l’è coel partito al goerno de la Scosia che l’è drio batarse par verghe intel novenbre del 2010 on referendum par l’independensa de la Scosia dal Regno Unio (che dopo no’l sarà pì tanto unio).
El sinbolo de el Scottish National Party el vien ciamà da tuti “the clootie dumpling” (se pol tradur co “el fagotìn vestio”) parché el someja a la confesion stilixà indove el vien meso da tradision sto, apunto, clootie dumpling, cioè on dolze tipico scosexe. In realtà, el sinbolo del SNP el sarìa na conbinasìon tra do imagini stilixà: el “Saltire” (dita croxe de Sant’Andrea) e el fiore del cardo; tuti e do sinboli de la Scosia. Come podì vedar, coindi, el SNP no’l se ga mia limità a piasàr in bela mostra la bandiera de la Scosia ma el se ga sforsà de elaborar on sinbolo suo, distintivo. El SNP no’l se ga sentà xo a doparar, sensa riguardo, on sinbolo potente dexà pronto fà la podea esar la Croxe de Sant’Andrea. Se mi no l’avese leto intel so sito, no ghe sarìa mai rivà che el sinbolo del SNP la xe na conbinasìon stilixà de sti do sinboli; conbinasìon che la fa saltar fora on sinbolo novo, el clootie dumpling. Read more

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El PNV prexenta el so sinboło: Veneto Stato Indipendente, con referendum

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsLa folia de tilio…

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Torna TAMARA VIDALI , la mitica driver trevigiana

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsTutti la ricordano…

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Minareti e crocefissi, alleati o duellanti?

minaretiCon il 57,5% dei voti il referendum di iniziativa popolare, promosso dai cittadini e da alcuni partiti tra cui in prima linea l’UDC-SVP, la Svizzera ha stabilito il divieto di edificazione di nuovi minareti.
I numeri più alti si sono avuti nei cantoni dove una ingerenza straiera è più sentita, come l’Appenzello che ha votato per ben il 71% Si (il Si è contro l’edificazione di nuovi minareti), mentre il valore più basso si è registrato nel canton Ginevra con appena il 40% dei favorevoli all’iniziativa.
E’ interessante il dato di Neuchatel, dove il Si ha vinto con oltre il 60%, non ostante nella città da cui prende il nome il cantone sia in atto un progetto di integrazione culturale ed ha pure ha aderito alla iniziativa “Città interculturali” promossa dal Consiglio d’Europa. Forse l’integrazione nasconde sotto qualche problema?

esito votazione minareti

No ai minareti come il no ai crocefissi, qualcuno se lo era chiesto da quelle parti, ed il tema non può non cadere sulla recente sentenza del tribunale di Strasburgo che ha imposto all’Italia di rimuovere i crocefissi dalle scuole (e dagli edifici pubblici) e che ha sollevato tanta eccitazione tra i cattolici, curiosamente soprattutto tra i non praticanti.
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Dialogo verto, se parlemo de indipendensa

Atension critica verso el progeto połitico autonomista-indipendentista de Veneto Libartà

veneto-statoAncuò se gà tegnùo a Grixignan ła prexentasion de un novo sogeto połitico in faxe de gestasion, Veneto Libartà. Se trata de un pato tra diverse sigle del venetismo, che spasia dal’anbito autonomista fin a cueło indipendentista.
El Partito Nasional Veneto el varda co intarese ała senplificasion del cuadro połitico veneto, che de sicuro iuta anca ła cauxa del’indipendensa. Inte sti ultimi periodi ghe xe sta contati e diałogo cołe varie anime de sto sogeto połitico. Ghe xe sta anca inviti presanti a entrar a farghine parte come PNV.
Inte sta faxe gavemo preferìo no entrar parké no ghemo vuo sodisfasion sul’acetasion del nostro obietivo połitico, che resta l’indipendensa veneta, da otegnerse par mexo de un referendum tegnùo soto monitoragio internasional.
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Note da Hong Kong

di Paolo Bernardini

hong-kongEssere uno Stato libero – per quanto tutti noi liberali classici notiamo una terribile contraddizione tra il sostantivo e l’attributo, difficile accostare al concetto di Stato quello di libertà – non significa garantire al cittadino qualcosa di più di quel che non sia nei suoi diritti naturali. Né significa costruire il paradiso in terra. Il paradiso in terra è stato distrutto da tempo immemorabile e ne sopravvive solo uno celeste, per chi ci crede. Dunque a Hong Kong non ho visto fontane dell’eterna giovinezza, non ho visto divinità immortali aggirarsi per le strade, e neppure rubinetti d’oro e orologi di diamanti ai polsi di ognuno, non ho visto miele e zucchero sgorgare spontaneamente dalla terra, non ho neppure visto i volti indefinitamente felici degli abitanti dell’isola di Utopia.

Ho visto solo uomini e donne più liberi di noi.

Non necessariamente più felici, ma molto probabilmente meno angosciati. Certo nulla toglie l’angoscia del dolore, della morte, la allevia se mai il buddismo, la meditazione, perfino il tai chi, e non la flat tax al 15%.

La flat tax al 15% però toglie gran parte dell’angoscia della vita.

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Sono seriamente preoccupato

di Gianluca PANTO

Stop-ai-LadriIeri sera ho visto uno stralcio di dibattito tra Tremonti e Bersani.
Inizio ad essere preoccupato.
Bersani ha detto a Tremonti che servirebbe una manovrina da 8-9 miliardi di euro.
Ha ricordato che se si facesse un intervento tipo quello che fece Prodi per entrare in Europa si potrebbero “grattare” ben 50 milioni.

Tremonti non era del tutto contrario. Sia la destra che la sinistra discutevano , ma alla fine il tema era solo quello di decidere da che parte grattare e con quali modalità, ma sempre grattare.
Vi ricordo che Prodi rubò da noi conti correnti il 0,6% dei nostri soldi mediante un prelievo forzato.

Poi ci mettiamo dentro lo scudo fiscale e la confisca legalizzata del 5% dei soldi che molti italiani conservavano all’estero.
Poi ci mettiamo che lo stato ha effettuato il furto legalizzato dei soldi contenuti dei conti dormienti.
Quei depositi non movimentati da almeno 10 anni.
Adesso ci sono 200-400 mila persone che vorrebbero farsi dare i soldi indietro ma il Ministero preposto per gestire questa massa di popolo ha messo solo un paio di impiegati al telefono.
Intanto i soldi sono presi e chissà .
Sono seriamente preoccupato.
Perché queste tre situazioni di scippo legalizzato sono convergenti ed indicano inequivocabilmente che non ci sono più soldi, e lo stato pensa a come sequestrare soldi a quei cittadini che detengono qualche risparmio.
Per ora lo fa con garbo e senza dare troppo nell’occhio.

Siamo in situazione pre-default, ci stiamo avvicinando verso una situazione critica?

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Manifestasión pa la Lengoa Veneta – a Venesia – sabo 28/11

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Giorgio Fidenato vs. l’INPS

di Lodovico Pizzati

pubblicato su noisefromamerika.org

manganello_tasseNon è evasione fiscale né sciopero fiscale.

Si tratta di un argomento che può far dibattere a diversi livelli. In questo articolo introduco la questione, dato che il nostro Sandro Brusco ne discuterà alla Bocconi martedì prossimo in un incontro chiamato Rivolta Fiscale. Ovviamente io mi arrischio a dare la mia visione della cosa, che non deve necessariamente coincidere con quella di Sandro.

Premetto che questo non è uno di quegli articoli di nFA dove un esperto in materia vi spiega tutto fino in fondo. Per farci attraversare sani e salvi la giungla fiscale italiana ci vorranno come minimo: un costituzionalista (dato che in questo caso è stata messa in ballo la costituzione), un esperto in diritto tributario ed un commercialista (pare l’inizio di una barzelletta). Nel frattempo, credo valga la pena inoltrarci comunque in questa giungla, dato che sulla cosa vige un assoluto silenzio stampa (almeno guardando news.google.it in data 24 Novembre) mentre io penso meriti risalto.

Che cosa è successo? L’imprenditore Giorgio Fidenato dal gennaio 2009 non paga più all’INPS e all’Agenzia delle entrate i contributi fiscali per i suoi dipendenti. Evasione fiscale? No. Fidenato, imprenditore agricolo di Pordenone, lascia tutto in busta paga ai dipendenti con le istruzioni per dove andar a pagare le loro tasse. I legali di Fidenato spiegano che, secondo la Costituzione, nessun datore di lavoro è tenuto a lavorare gratis per lo Stato, e il loro cliente non ha più intenzione di fare il gabelliere.

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