Veneto 2010: porta di ingresso per il futuro o ultima fermata prima dell’inferno?

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vota per SABRINA TESSARI e GIANLUCA BUSATO

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di Gianluca Busato

Economia digitale, libertà fiscale e indipendenza per rilanciare il Veneto nel mondo

Il Veneto nel 2010 è chiamato ad esprimersi sul proprio futuro.

Un futuro di grande incertezza, confermato dalla grande quantità di giovani veneti che scappano verso altri Paesi, aumentando ogni anno che passa il grave fenomeno della “fuga dei cervelli”.

Il mio impegno nella politica veneta è dettato proprio dalla preoccupazione enorme che ho constatato nel vedere l’assenza totale di una capacità di dare una visione strategica al Veneto del futuro.
La politica veneta attuale si limita a una sottospecie di amministrazione condominiale di derivazione centralistica, con un riparto nepotistico e clientelare delle briciole di risorse pubbliche che ci ritornano da uno stato italiano predone, che ci ruba oltre il 70% della nostra ricchezza. Questi loschi figuri al potere si sono specializzati nell’inchino servile alle segreterie di partito romane e milanesi, nel soffocamento totale di qualsiasi rimasuglio di orgoglio veneto, per piacere ai loro capi.

Non ci stupiremmo se questi ignavi e incapaci fossero stati scelti solo perché facilmente ricattabili, magari perché nell’armadio hanno qualche scheletro “alla Marrazzo” che consente ai loro padroni di renderli marionette esecutrici.

Siamo storditi dal vedere confermata l’assoluta ignoranza dei politici veneti di cosa serva al Veneto per poter competere nel mondo moderno. Costoro non hanno la minima nozione e preparazione per la guida di una società dell’informazione moderna.

Finora il Veneto è stata una provincia, utile solo per reperire risorse per lo stato italiano e quindi questi politici servi sciocchi e incapaci andavano benissimo allo scopo.

Oggi però questa nazione storica sta soffrendo e morendo, in termini competitivi.

Siamo agli ultimi posti in Europa per percentuale di investimenti della nostra ricchezza in innovazione, ricerca e sviluppo.

Ai nostri confini negli ultimi anni sono nati nuovi stati (Slovenia, Crozia, Montenegro, Repubblica Ceca e Slovacca), che hanno interpretato al meglio le sfide della globalizzazione, con riforme politiche e fiscali invidiabili per permettere alle loro imprese di essere competitive nei mercati globali. L’Austria, o la Svizzera hanno già adottato contromisure per permettere alle loro aziende di reggere il confronto con i nuovi standar di competizione mondiale.

I nostri politici veneti di oggi sono impreparati a questa sfida. Non hanno le nozioni di base e – cosa ancora più grave – non si rendono nemmeno conto delle loro lacune incolmabili. Se il Veneto si affida a costoro, tutto è perduto.

Ecco perché ho deciso di scendere in campo a fianco a Sabrina Tessari nelle primarie del PNV per l’elezione del Presidente del Veneto nel 2010.

Il Veneto, terra di innovazione e scoperte oggi non regge più il passo con i piccoli Stati che hanno fatto della flessibilità e rapidità nel saper prendere decisioni un proprio plus. Anche per il Veneto è giunto il momento di diventare un piccolo stato che possa finalmente tornare a correre nel mondo moderno, sganciandosi dal dominio coloniale italiano, basato sulla corruzione e sul parassitismo divoratore di risorse.

Ed ecco i miei temi forti, ovvero le cose che mi propongo di realizzare da subito, grazie al sostegno che i Veneti vorranno darmi:

  • Creazione di un sistema veneto indipendente di infrastrutture e reti tecnologiche energetiche, logistiche, internet e di telecomunicazione;
  • Redazione e attuazione di un piano strategico di contenimento dell’arretratezza digitale e dell’analfabetismo informatico;
  • Creazione di un sistema di Borsa Energetica Veneta;
  • Creazione e attuazione di uno strumento referendario annuale multiquesito per approvazione delle leggi di bilancio e pianificazione territoriale e per la decisione popolare sui temi più importanti;
  • Attuazione di un piano con forti sgravi fiscali per le imprese che realizzeranno attività di digitalizzazione delle loro attività economiche tradizionali;
  • Individuazione politiche di stimolo alla green economy e alla riconversione industriale di molti distretti veneti in grave crisi di modernità.

Per mettere in pratiche tali riforme è indispensabile individuare risorse, perché le attuali sono assolutamente insufficienti. Ecco come reperirle:

  • Graduale sospensione raccolta fiscale stato italiano in 3 anni e istituzione di una tassa unica sul reddito del 20% entro 3 anni dall’ingresso nel governo veneto a guida indipendentista;
  • Ripartizione della raccolta fiscale veneta all’80° nei comuni e al 20% allo stato federale veneto.

Tale politica fiscale da un lato permetterà alle imprese e ai cittadini veneti di liberarsi dal giogo dell’inferno fiscale italiano e dall’altro ci consentirà di avere gli strumenti necessari appunto per far entrare il Veneto nell’era digitale.

Sul piano del diritto, dell’equità sociale e dell’etica politica il Veneto ha la necessità di fare propri nuovi modelli di ispirazione, per riscattarsi dal dominio grezzo e fallimentare della politica italiana e dal suo pessimo esempio diseducativo. Ecco perché a mio parere sono da attuare al più presto alcuni punti fondamenti di governo e legislativi, tra i quali:

  • Creazione di un sistema privato di protezione sociale basato sul concetto di volontariato a rete, potenziato dalla comunicazione digitale e dal social networking;
  • Introduzione di una patente con requisiti culturali e informatici minimi per esercitare funzioni politiche e funzioni pubbliche;
  • Obbligatorietà della redazione di un bilancio etico per enti pubblici, sanitari, assistenziali;
  • Obbligatorietà della redazione di un bilancio energetico per enti pubblici, sanitari, assistenziali;
  • Graduale sostituzione diritto italiano con diritto veneto in 3 anni, riscoprendo e valorizzando in chiave moderna la tradizione della Serenissima;
  • Avocazione veneta del potere legislativo italiano entro 3 anni;
  • Avocazione veneta degli uffici statali italiani entro 3 anni;
  • Sospensione dei poteri prefettizi e loro attribuzione ai sindaci;
  • Piano di conversione delle caserme italiane in strutture di protezione civile veneta;
  • Ricontrattazione obblighi e servitù militari internazionali;
  • Indizione Referendum Veneto per l’approvazione del Trattato di Lisbona;
  • Adozione di programmi scolastici in base alle peculiarità venete, in particolare con l’insegnamento obbligatorio a scuola di lingua inglese, lingua veneta, storia veneta, cultura veneta;
  • Introduzione dell’uso obbligatorio negli uffici pubblici della lingua veneta;
  • Redazione e attuazione di un piano strategico per le pari opportunità, e di prevenzione contro il razzismo e l’omofobia;
  • Creazione “contratto di cittadinanza digitale” e riconoscimento della facoltà individuale di ricontrattazione dello status di cittadinanza veneta;
  • Riforma della legge sul copyright, del sistema dei brevetti e dei marchi, per ripristinare l’equilibrio tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli inventori e quelli della società nel suo complesso;
  • Preparazione di una bozza di costituzione federale veneta entro 1 anno;
  • Inserimento in costituzione del principio della privacy del cittadino;
  • Inserimento in costituzione del principio del segreto bancario del cittadino;
  • Inserimento in costituzione del principio di cittadinanza digitale.

L’attuazione di tali punti di governo, oltre a costituire alcune clausole salienti del contratto che andrò a firmare con i cittadini Veneti che mi appoggeranno per le elezioni del Veneto nel 2010, ci permetteranno finalmente di entrare nel XXI secolo da protagonisti.

Gianluca Busato
Segretario del PNV
Vicecandidato alle primarie PNV per Veneto 2010

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