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	<title>Commenti a: Lingue</title>
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	<description>Veneto Stato è un dovere &#124; PNV. Press News Veneto</description>
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		<title>Di: Bea fioi &#124; PNV. Partito Nasional Veneto</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-3946</link>
		<dc:creator>Bea fioi &#124; PNV. Partito Nasional Veneto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:34:48 +0000</pubDate>
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		<description>[...] a Medrano parché no se vergogna mia de doparàr el veneto (che lu però el ciama dialeto, e mi no so mia d&#8217;acordo) e el rende pop la nostra lengua. Vardè che no l&#8217;è mia na robeta da poco. A ne servirìa [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] a Medrano parché no se vergogna mia de doparàr el veneto (che lu però el ciama dialeto, e mi no so mia d&#8217;acordo) e el rende pop la nostra lengua. Vardè che no l&#8217;è mia na robeta da poco. A ne servirìa [...]</p>
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		<title>Di: asji</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2657</link>
		<dc:creator>asji</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 01:43:00 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Очень полезная вещь&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Очень полезная вещь&#8221;</p>
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		<title>Di: claudio</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2165</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:16:02 +0000</pubDate>
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		<description>Speravo ca rivase on ca come &quot;oo&quot; (ma gnanca on nome da cristiani?) ...continuo in itajan se no magari no el me capise.

&quot;oo&quot;, con il suo intervento offre l&#039;opportunità di dare una ragione all&#039;uso della lingua veneta per i Veneti.

Iniziamo con il seguire il ragionamento del nostro visitatore, in termini globali.
L&#039;italiano è una lingua parlata da 60 milioni di persone nel mondo, contro 6 miliardi. I parlanti della lingua italiana quindi rappresentano lo 1% della popolazione mondiale. Per contro lo spagnolo è parlato dal 5,5% della popolazione mondiale e l&#039;inglese và tra 8,3% e il 30% se si considera anche l&#039;uso corrente come seconda lingua (come accade ad esempio in Ghana).
Di fronte a questi numeri direi che ha ragione nel dire che occorre conoscere e magari usare come seconda lingua l&#039;inglese, mentre per stare al suo ragionamento globalista, &lt;b&gt;decisamente l&#039;italiano è una lingua inutile e per di più molto complicata&lt;/b&gt;.

Tuttavia le popolazioni non sono globali, le popolazioni sono gruppi di persone con storia, destino, cultura ...e lingua comuni.
La lingua è anzi proprio il &quot;marchio di fabbrica&quot; che distingue i parlanti che adottano quella cultura a cui quella lingua fa riferimento e vi deriva.
Allora perdere la propria lingua (dialetto, lo spiega Daniele Russo, è una variazione, quindi avremo i dialetti vicentino, padovano, mentre il dialetto dell&#039;italiano ne è una versione alterata che nulla ha a che vedere con il veneto) diventa una pericolosa perdita della identità culturale, senza della quale non esiste più popolo.

Non sto con questo discorso dicendo che si debba chiudersi al mondo, anzi. L&#039;economia che funziona meglio è quella che sviluppa maggiori traffici con il mondo, ed anche la cultura di una popolazione si arricchisce se può avere un interscambio con altre culture. Ma qui occorre fare attenzione alla terminologia. Per interscambio non si intende la forzata assimilazione di popoli con diverse culture ma la volontaria attitudine ad apprendere selettivamente ciò che si ritiene opportuno in un &quot;libero mercato della cultura globale&quot;.

Di fronte a questo scenario allora, di interscambi globali, è ancora più importante salvaguardare la propria cultura ed identità, e come avevo anticipato, la lingua è il mezzo principale con cui si tramanda e si comunica la propria identità culturale.

Una lingua se non si usa muore con chi la parlava. Per cui è importante poterla mantenere. Allora è bene che si &lt;b&gt;ritorni&lt;/b&gt; ad usare il veneto, e che si impari ad esprimerlo in una forma codificata scritta.

Però prima che l&#039;uso a scuola credo sarebbe meglio dargli spazio nell&#039;uso veicolare: con la cartellonistica, la radio, la tv, i giornali, i libri, la pubblicità; altrimenti se si relega a scuola non si avranno risultati efficaci, e rischia di fare la fine del latino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Speravo ca rivase on ca come &#8220;oo&#8221; (ma gnanca on nome da cristiani?) &#8230;continuo in itajan se no magari no el me capise.</p>
<p>&#8220;oo&#8221;, con il suo intervento offre l&#8217;opportunità di dare una ragione all&#8217;uso della lingua veneta per i Veneti.</p>
<p>Iniziamo con il seguire il ragionamento del nostro visitatore, in termini globali.<br />
L&#8217;italiano è una lingua parlata da 60 milioni di persone nel mondo, contro 6 miliardi. I parlanti della lingua italiana quindi rappresentano lo 1% della popolazione mondiale. Per contro lo spagnolo è parlato dal 5,5% della popolazione mondiale e l&#8217;inglese và tra 8,3% e il 30% se si considera anche l&#8217;uso corrente come seconda lingua (come accade ad esempio in Ghana).<br />
Di fronte a questi numeri direi che ha ragione nel dire che occorre conoscere e magari usare come seconda lingua l&#8217;inglese, mentre per stare al suo ragionamento globalista, <b>decisamente l&#8217;italiano è una lingua inutile e per di più molto complicata</b>.</p>
<p>Tuttavia le popolazioni non sono globali, le popolazioni sono gruppi di persone con storia, destino, cultura &#8230;e lingua comuni.<br />
La lingua è anzi proprio il &#8220;marchio di fabbrica&#8221; che distingue i parlanti che adottano quella cultura a cui quella lingua fa riferimento e vi deriva.<br />
Allora perdere la propria lingua (dialetto, lo spiega Daniele Russo, è una variazione, quindi avremo i dialetti vicentino, padovano, mentre il dialetto dell&#8217;italiano ne è una versione alterata che nulla ha a che vedere con il veneto) diventa una pericolosa perdita della identità culturale, senza della quale non esiste più popolo.</p>
<p>Non sto con questo discorso dicendo che si debba chiudersi al mondo, anzi. L&#8217;economia che funziona meglio è quella che sviluppa maggiori traffici con il mondo, ed anche la cultura di una popolazione si arricchisce se può avere un interscambio con altre culture. Ma qui occorre fare attenzione alla terminologia. Per interscambio non si intende la forzata assimilazione di popoli con diverse culture ma la volontaria attitudine ad apprendere selettivamente ciò che si ritiene opportuno in un &#8220;libero mercato della cultura globale&#8221;.</p>
<p>Di fronte a questo scenario allora, di interscambi globali, è ancora più importante salvaguardare la propria cultura ed identità, e come avevo anticipato, la lingua è il mezzo principale con cui si tramanda e si comunica la propria identità culturale.</p>
<p>Una lingua se non si usa muore con chi la parlava. Per cui è importante poterla mantenere. Allora è bene che si <b>ritorni</b> ad usare il veneto, e che si impari ad esprimerlo in una forma codificata scritta.</p>
<p>Però prima che l&#8217;uso a scuola credo sarebbe meglio dargli spazio nell&#8217;uso veicolare: con la cartellonistica, la radio, la tv, i giornali, i libri, la pubblicità; altrimenti se si relega a scuola non si avranno risultati efficaci, e rischia di fare la fine del latino.</p>
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	<item>
		<title>Di: uno</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2163</link>
		<dc:creator>uno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>la xente fa ti &quot;oo&quot; no la podarà mai capìr el significà ke ga l&#039;uxo dea lengua local, basta vedare queo ke te ghe scrito... el mondo globalixà el farà on devasto de lengue e de culture, xè poco ma seguro, donca defenderle xè el minimo ke se ga da far.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la xente fa ti &#8220;oo&#8221; no la podarà mai capìr el significà ke ga l&#8217;uxo dea lengua local, basta vedare queo ke te ghe scrito&#8230; el mondo globalixà el farà on devasto de lengue e de culture, xè poco ma seguro, donca defenderle xè el minimo ke se ga da far.</p>
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	<item>
		<title>Di: oo</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2159</link>
		<dc:creator>oo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 19:17:34 +0000</pubDate>
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		<description>tutte le persone che conoscono il dialetto veneto conoscono l&#039;italiano (salvo qualche anziano che tra poco morirà), pochi italiani conoscono il dialetto veneto (e la maggior parte male), quindi il dialetto a che serve in un mondo globale?  sarà più importante l&#039;inglese o il dialetto veneto ormai in piena rovina visto che ormai. A cosa serve aggiunge una lingua in più per dire più o meno le stesse cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tutte le persone che conoscono il dialetto veneto conoscono l&#8217;italiano (salvo qualche anziano che tra poco morirà), pochi italiani conoscono il dialetto veneto (e la maggior parte male), quindi il dialetto a che serve in un mondo globale?  sarà più importante l&#8217;inglese o il dialetto veneto ormai in piena rovina visto che ormai. A cosa serve aggiunge una lingua in più per dire più o meno le stesse cose.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniele</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2143</link>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 21:01:02 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti,

per completare quanto detto nell&#039;intervista mi sembra doveroso fare una precisazione: il concetto di diglossia non implicauna mera divisione tra &quot;lingua colloquiale&quot; e &quot;lingua formale&quot;, ma l&#039;alternanza di due lingue a seconda della situazione comunicativa, e nulla toglie che questa situazione possa essere specialistica, come suggerito dai commenti precedenti. Faccio un esempio, io non ho una competenza completa del veneto, eppure la maggior parte dei nomi ittici che conosco è in veneziano, per alcuni termini non esiste nemmeno un corrispondente italiano; quindi posso dire che nel campo lessicale ittico (specifico) posso esprimermi solo in veneziano. La differenza (teorica) tra bilinguismo e diglossia sta proprio nel fatto che con il primo si ha una competenza completa e indistinta in ogni àmbito, mentre con la seconda le lingue hanno domini di preferenza. Spero di essermi spiegato meglio. :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti,</p>
<p>per completare quanto detto nell&#8217;intervista mi sembra doveroso fare una precisazione: il concetto di diglossia non implicauna mera divisione tra &#8220;lingua colloquiale&#8221; e &#8220;lingua formale&#8221;, ma l&#8217;alternanza di due lingue a seconda della situazione comunicativa, e nulla toglie che questa situazione possa essere specialistica, come suggerito dai commenti precedenti. Faccio un esempio, io non ho una competenza completa del veneto, eppure la maggior parte dei nomi ittici che conosco è in veneziano, per alcuni termini non esiste nemmeno un corrispondente italiano; quindi posso dire che nel campo lessicale ittico (specifico) posso esprimermi solo in veneziano. La differenza (teorica) tra bilinguismo e diglossia sta proprio nel fatto che con il primo si ha una competenza completa e indistinta in ogni àmbito, mentre con la seconda le lingue hanno domini di preferenza. Spero di essermi spiegato meglio. <img src='http://www.pnveneto.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: nicio</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2126</link>
		<dc:creator>nicio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 12:04:24 +0000</pubDate>
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		<description>Oltre al comento de glp, mi voria anca dire che in canpo de tratar canpagne, serti termini in talian no savaria gnanca doe ndarli sercare...vedi: caveagna, mostacio, ecc.

A mi quando che laoro, se un arkiteto o n&#039;altro ingegnere me parla in talian, so sà prevegnuo nei so confronti, perche so portà a pensare &#039;&#039;ecoeo qua, xe rivà el renso piano del paeù de onara&#039;&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre al comento de glp, mi voria anca dire che in canpo de tratar canpagne, serti termini in talian no savaria gnanca doe ndarli sercare&#8230;vedi: caveagna, mostacio, ecc.</p>
<p>A mi quando che laoro, se un arkiteto o n&#8217;altro ingegnere me parla in talian, so sà prevegnuo nei so confronti, perche so portà a pensare &#8221;ecoeo qua, xe rivà el renso piano del paeù de onara&#8221;</p>
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	<item>
		<title>Di: glp</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2120</link>
		<dc:creator>glp</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 07:37:11 +0000</pubDate>
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		<description>Si efetivamente inte&#039;l tenpo a lengoa de noilatri la gà perdesto de autorevoesa, soratuto come lengoa de scritura.
Invese no so dacordo ca la se dòperioa sol ca in famejia o coi amisi a livel coloquial e ca no la sipia tecnega o de laoro ai alti livei.

Ansi, el contrario, co te vè dal mediator a tratar canpagne chi parla italian xè marcà cofà on mona da infenociàr.

E co te ve in banca a tratar el taso te si drio montar on impianto industrial o a far manutension de on makinario se parla rigorosamente veneto, tra veneti. Anca kive , elo , el parlante italian xè suito clasefegà on fiol de popà bon da gnente.

E Bepi De Longhi i CDA li porta senpre vanti in lengoa venesiana.
Saria ora donca de cavarse via sti conplesi de inferiorità.

Bilengoismo gualivo me par na bona solusion, sensa tanta fufigne e discorsi. Sen veneti, punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si efetivamente inte&#8217;l tenpo a lengoa de noilatri la gà perdesto de autorevoesa, soratuto come lengoa de scritura.<br />
Invese no so dacordo ca la se dòperioa sol ca in famejia o coi amisi a livel coloquial e ca no la sipia tecnega o de laoro ai alti livei.</p>
<p>Ansi, el contrario, co te vè dal mediator a tratar canpagne chi parla italian xè marcà cofà on mona da infenociàr.</p>
<p>E co te ve in banca a tratar el taso te si drio montar on impianto industrial o a far manutension de on makinario se parla rigorosamente veneto, tra veneti. Anca kive , elo , el parlante italian xè suito clasefegà on fiol de popà bon da gnente.</p>
<p>E Bepi De Longhi i CDA li porta senpre vanti in lengoa venesiana.<br />
Saria ora donca de cavarse via sti conplesi de inferiorità.</p>
<p>Bilengoismo gualivo me par na bona solusion, sensa tanta fufigne e discorsi. Sen veneti, punto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Schenato</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2119</link>
		<dc:creator>Luca Schenato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 06:27:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pnveneto.org/?p=6166#comment-2119</guid>
		<description>Anch&#039;io considero la lingua uno strumento e non un fine. Infatti non sono un protezionista della lingua :)
Noi qui scriviamo in veneto non per ideologia ma, almeno per quello che mi riguarda, per stimolare nel lettore veneto uno &quot;shock culturale&quot;, per provare a fargli capire che non è un contadino boaro. Per alzare il livello insomma.
Quando Daniele dice che il veneto e l&#039;italiano si sono divisi i compiti in familare e formale secondo me dice una cosa non completamente esatta perché io, per esempio, con un buon 70% dei miei clienti uso il veneto; sia con i tecnici, che con l&#039;ufficio acquisti, che con i titolari.
Scrivere in veneto è più difficile, sì, all&#039;inizio. Si tratta solo di pratica, te lo posso assicurare. Pratica come con tutto il resto delle lingue. Un anno fa per scrivere una frase in veneto ci mettevo un&#039;eternità; oggi, con la pratica, mi viene naturale.
Hai ragione quando dici che però bisogna comunicare efficacemente nella situazione nella quale siamo immersi ora e infatti io negli articoli del pnv non eccederei troppo nell&#039;uso del veneto; ci vuole un giusto equilibrio.
Avrei tante cose da scrivere perché l&#039;argomento è interessante come sempre, però devo partire per una fiera in un Paese vicino al quale dovremmo guardare ogni giorno per prendere ispirazione :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io considero la lingua uno strumento e non un fine. Infatti non sono un protezionista della lingua <img src='http://www.pnveneto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Noi qui scriviamo in veneto non per ideologia ma, almeno per quello che mi riguarda, per stimolare nel lettore veneto uno &#8220;shock culturale&#8221;, per provare a fargli capire che non è un contadino boaro. Per alzare il livello insomma.<br />
Quando Daniele dice che il veneto e l&#8217;italiano si sono divisi i compiti in familare e formale secondo me dice una cosa non completamente esatta perché io, per esempio, con un buon 70% dei miei clienti uso il veneto; sia con i tecnici, che con l&#8217;ufficio acquisti, che con i titolari.<br />
Scrivere in veneto è più difficile, sì, all&#8217;inizio. Si tratta solo di pratica, te lo posso assicurare. Pratica come con tutto il resto delle lingue. Un anno fa per scrivere una frase in veneto ci mettevo un&#8217;eternità; oggi, con la pratica, mi viene naturale.<br />
Hai ragione quando dici che però bisogna comunicare efficacemente nella situazione nella quale siamo immersi ora e infatti io negli articoli del pnv non eccederei troppo nell&#8217;uso del veneto; ci vuole un giusto equilibrio.<br />
Avrei tante cose da scrivere perché l&#8217;argomento è interessante come sempre, però devo partire per una fiera in un Paese vicino al quale dovremmo guardare ogni giorno per prendere ispirazione <img src='http://www.pnveneto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: JA</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2118</link>
		<dc:creator>JA</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:18:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pnveneto.org/?p=6166#comment-2118</guid>
		<description>Credo che -almeno qui- siamo tutti d&#039;accordo nell&#039;affermare che il veneto sia una lingua e ci piange il cuore a pensare di come quasi un secolo e mezzo di dominazione sabauda abbia imposto l&#039;uso della lingua italiana nonchè diffuso, attraverso il controllo della &quot;kultura&quot;, lo stereotipo della lingua locale come l&#039;espressione del popolo ignorante (tipico esempio è il ciociaro...). Siamo stati vittime di un&#039;ingiustizia, non si può negare, e questa ingiustizia ci ha penalizzati. Ma io sono dell&#039;idea che &quot;il passato è passato&quot; e molto pragmaticamente considero la lingua un mezzo, non un fine. La lingua è principalmente uno strumento che serve a veicolare le nostre idee, certo non si può negare che abbia anche un effetto legante: il parlare la stessa lingua unisce in maniera speciale due persone indipendentemente da cosa comunicano con quella lingua. Capisco che spesso si possa scegliere di scrivere anche in Veneto perchè si vuole con questa scelta veicolare il messaggio del Veneto Nazione, ma ritengo che pensare che la gente si sforzi a parlare o a scrivere veneto perchè condivide questo messaggio è secondo me un&#039;illusione.
Essendo la lingua essenzialmente uno strumento, la gente preferisce usare lo strumento che risulta più efficace nel veicolare il messaggio che vuole trasmettere. Anch&#039;io mi comporto così, in molti contesti io parlo veneto perchè ha una ricchezza e un&#039;immediatezza maggiore in quei contesti (tipicamente di amicizia e familiari). Quando l&#039;argomento è tecnico invece mi esprimo sempre in italiano, principalmente perchè la fonte delle mie argomentazioni è in italiano. Nello scrivere adotto sempre l&#039;italiano. Scrivere e leggere il veneto è per me, e credo per la maggior parte delle persone, uno sforzo che potrebbe essere evitato. Avendo tutti imparato a leggere e a scrivere in italiano, dobbiamo ammettere che siamo più veloci a scrivere in italiano che in veneto, non c&#039;è dubbio. Ma allora, se quando si scrive non si ha come scopo quello di far vedere che si sa scrivere o di rendere partecipe il mondo del fatto che viene usato quella lingua, ma l&#039;unico scopo che abbiamo è quello di comunicare più efficacemente possibile il nostro messaggio, allora dovremmo scegliere la lingua in cui scriviamo solo in base all&#039;efficacia di questa lingua nel trasmettere il messaggio, cercando di non essere influenzati dalle ideologie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che -almeno qui- siamo tutti d&#8217;accordo nell&#8217;affermare che il veneto sia una lingua e ci piange il cuore a pensare di come quasi un secolo e mezzo di dominazione sabauda abbia imposto l&#8217;uso della lingua italiana nonchè diffuso, attraverso il controllo della &#8220;kultura&#8221;, lo stereotipo della lingua locale come l&#8217;espressione del popolo ignorante (tipico esempio è il ciociaro&#8230;). Siamo stati vittime di un&#8217;ingiustizia, non si può negare, e questa ingiustizia ci ha penalizzati. Ma io sono dell&#8217;idea che &#8220;il passato è passato&#8221; e molto pragmaticamente considero la lingua un mezzo, non un fine. La lingua è principalmente uno strumento che serve a veicolare le nostre idee, certo non si può negare che abbia anche un effetto legante: il parlare la stessa lingua unisce in maniera speciale due persone indipendentemente da cosa comunicano con quella lingua. Capisco che spesso si possa scegliere di scrivere anche in Veneto perchè si vuole con questa scelta veicolare il messaggio del Veneto Nazione, ma ritengo che pensare che la gente si sforzi a parlare o a scrivere veneto perchè condivide questo messaggio è secondo me un&#8217;illusione.<br />
Essendo la lingua essenzialmente uno strumento, la gente preferisce usare lo strumento che risulta più efficace nel veicolare il messaggio che vuole trasmettere. Anch&#8217;io mi comporto così, in molti contesti io parlo veneto perchè ha una ricchezza e un&#8217;immediatezza maggiore in quei contesti (tipicamente di amicizia e familiari). Quando l&#8217;argomento è tecnico invece mi esprimo sempre in italiano, principalmente perchè la fonte delle mie argomentazioni è in italiano. Nello scrivere adotto sempre l&#8217;italiano. Scrivere e leggere il veneto è per me, e credo per la maggior parte delle persone, uno sforzo che potrebbe essere evitato. Avendo tutti imparato a leggere e a scrivere in italiano, dobbiamo ammettere che siamo più veloci a scrivere in italiano che in veneto, non c&#8217;è dubbio. Ma allora, se quando si scrive non si ha come scopo quello di far vedere che si sa scrivere o di rendere partecipe il mondo del fatto che viene usato quella lingua, ma l&#8217;unico scopo che abbiamo è quello di comunicare più efficacemente possibile il nostro messaggio, allora dovremmo scegliere la lingua in cui scriviamo solo in base all&#8217;efficacia di questa lingua nel trasmettere il messaggio, cercando di non essere influenzati dalle ideologie.</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2117</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 21:38:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pnveneto.org/?p=6166#comment-2117</guid>
		<description>Luca mi sento di ringraziarti. E ringrazia anche il tuo amico. Cortesemente postate questa discussione a stampa e tv così finalmente tutti quelli che scrivono stronzate sull&#039;uso del dialetto o si lavano la bocca della &quot;lingua veneta&quot; per soli scopi di tornaconto politico come il signor Zaia avranno qualcosa da imparare. 
Grazie ancora Luca !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luca mi sento di ringraziarti. E ringrazia anche il tuo amico. Cortesemente postate questa discussione a stampa e tv così finalmente tutti quelli che scrivono stronzate sull&#8217;uso del dialetto o si lavano la bocca della &#8220;lingua veneta&#8221; per soli scopi di tornaconto politico come il signor Zaia avranno qualcosa da imparare.<br />
Grazie ancora Luca !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniele Federici</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2115</link>
		<dc:creator>Daniele Federici</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:49:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pnveneto.org/?p=6166#comment-2115</guid>
		<description>Apprezzo molto le considerazioni svolte dal linguista.
La più importante, paradossalmente, mi sembra quella legata solo indirettamente alla lingua, e cioè l&#039;incapacità italiana (di matrice fascista e, più in dietro nel tempo, giacobina) di non saper distinguere, o meglio, di non accettare la distinzione, fra i concetti di &quot;nazione&quot; e di &quot;stato&quot;.

Per intenderci: inglesi, americani, canadesi, australiani, neozelandesi, sono parte di una stessa grande nazione che è quella anglosassone. Da questa matrice comune potentissima essi hanno tratto e tuttora traggono il senso delle loro istituzioni giuridiche e politiche, improntate in ognuno di quei paesi ai principi di autogoverno, di responsabilità individuale, di primato della società sull governo ecc. ecc.
E proprio in virtù di tali principi essi si sono dati istituzioni statuali del tutto indipendenti le une dalle altre, non solo oggi che sono Stati sovrani in senso moderno, ma anche prima della conquista delle varie indipendenze, quando comunque il peso del potere centrale era di fatto molto limitato.

Nello Stato italiano invece l&#039;incapacità di cogliere la distinzione di cui sopra è la fonte principale dell&#039;incapacità di accettare le istanze autogoverniste che da decenni sono protagoniste sulla scena politica.
Gli italiani (inclusi moltissimi nostri concittadini lombardi e veneti), non accettano l&#039;idea di poter avere stati diversi pur appartenendo alla stessa &quot;nazione italiana&quot;.

Questo a mio parere è uno dei temi fondamentali su cui battere: al di là dell&#039;identità, va rivendicato il sacrosanto diritto a governarsi da sè, innanzitutto per ragioni economiche e di buona amministrazione.
La Lega ha sin qui fallito proprio perchè a fronte di mille rivendicazioni identitarie (molte anche raffazzonate) non è stata in grado di conquistare uno straccio di reale autogoverno, che poi nel Lombardo-Veneto dovrebbe concretizzarsi in primis in una diffusa e massiccia diminuzione del carico fiscale.

Ci sarebbero ancora molte cose da aggiungere, ma mi astengo per non monopolizzare lo spazio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo molto le considerazioni svolte dal linguista.<br />
La più importante, paradossalmente, mi sembra quella legata solo indirettamente alla lingua, e cioè l&#8217;incapacità italiana (di matrice fascista e, più in dietro nel tempo, giacobina) di non saper distinguere, o meglio, di non accettare la distinzione, fra i concetti di &#8220;nazione&#8221; e di &#8220;stato&#8221;.</p>
<p>Per intenderci: inglesi, americani, canadesi, australiani, neozelandesi, sono parte di una stessa grande nazione che è quella anglosassone. Da questa matrice comune potentissima essi hanno tratto e tuttora traggono il senso delle loro istituzioni giuridiche e politiche, improntate in ognuno di quei paesi ai principi di autogoverno, di responsabilità individuale, di primato della società sull governo ecc. ecc.<br />
E proprio in virtù di tali principi essi si sono dati istituzioni statuali del tutto indipendenti le une dalle altre, non solo oggi che sono Stati sovrani in senso moderno, ma anche prima della conquista delle varie indipendenze, quando comunque il peso del potere centrale era di fatto molto limitato.</p>
<p>Nello Stato italiano invece l&#8217;incapacità di cogliere la distinzione di cui sopra è la fonte principale dell&#8217;incapacità di accettare le istanze autogoverniste che da decenni sono protagoniste sulla scena politica.<br />
Gli italiani (inclusi moltissimi nostri concittadini lombardi e veneti), non accettano l&#8217;idea di poter avere stati diversi pur appartenendo alla stessa &#8220;nazione italiana&#8221;.</p>
<p>Questo a mio parere è uno dei temi fondamentali su cui battere: al di là dell&#8217;identità, va rivendicato il sacrosanto diritto a governarsi da sè, innanzitutto per ragioni economiche e di buona amministrazione.<br />
La Lega ha sin qui fallito proprio perchè a fronte di mille rivendicazioni identitarie (molte anche raffazzonate) non è stata in grado di conquistare uno straccio di reale autogoverno, che poi nel Lombardo-Veneto dovrebbe concretizzarsi in primis in una diffusa e massiccia diminuzione del carico fiscale.</p>
<p>Ci sarebbero ancora molte cose da aggiungere, ma mi astengo per non monopolizzare lo spazio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Siorbeo</title>
		<link>http://www.pnveneto.org/2010/01/lingue/comment-page-1/#comment-2114</link>
		<dc:creator>Siorbeo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:57:02 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, pa sdramatixar poden xontarghe anca sta batuta :

Sabo el jornalista del ANSA ca xè vegnest ala presentasion del candidà a on serto ponto , travolto da na ondada de termini diti in inglese ( running mate, ticket, found raising ,benchmark) ga sbotà : 

&quot; piano piano , per favore ritornate a parlare in dialetto, altrimenti così non capisco ..&quot;.

A xè sta da sganasar .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, pa sdramatixar poden xontarghe anca sta batuta :</p>
<p>Sabo el jornalista del ANSA ca xè vegnest ala presentasion del candidà a on serto ponto , travolto da na ondada de termini diti in inglese ( running mate, ticket, found raising ,benchmark) ga sbotà : </p>
<p>&#8221; piano piano , per favore ritornate a parlare in dialetto, altrimenti così non capisco ..&#8221;.</p>
<p>A xè sta da sganasar .</p>
]]></content:encoded>
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