Nella seconda e terza lassa si narra dell’apertura della Corte, o Parlamento. Sir Luscone, il nostro Federico I (e non II, come per lapsus calami mi accadde di scrivere presentando la canzone), introduce la Regina, e poi giungono i messi stranieri…
Lasse II-III
II. Ecco che giugne e in tutto il suo splendore
Veronica del Lario perla rara
E del Luscon la provvida consorte.
Le cortigiane allor si fanno innanzi:
Carfogna, e Gelminia, e Brambillina:
“O Veronica – supplicano in coro –
Che pïetosa toccasti il Salvatore
Sull’aspra Via gravata dalla Croce
Rendici, noi scorfane, veline
O ministre, se il miracol tuo nieghi.”
III. Squillarono le trombe a parlamento:
Prima giunsero i nobili stranieri,
Spezie mirabil di genti varie e strane.
Ecco Topo Lanecchio, a mezzo huomo
E a mezzo roditore: da la cinta
In suso costui rode, e da la cinta
A basso, è questi viro: e dubiti chi
Puote! E poi ecco s’avanza Zarputino
Della Moscova rege liberale
Chi di lui sparla ei fa decapitare.
Paolo L. Bernardini (continua…)
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