Archive for month: maggio, 2010

ENNESIMA FREGATURA PER I VENETI

Manovra finanziaria: federalismo sui tagli e centralismo sui prelievi, siamo alle solite

Non sono passati che pochi giorni dall’articolo a doppia firma Pizzati-Boldrin che plaude alle previste misure finanziarie di Tremonti, e ciò non senza sorpresa, visto il libro scritto da Boldrin a proposito del fiscalista (non economista) itagliano e non senza concludere che comunque dette misure sono insufficienti per cavare l’Idaglia fuori del pantano dei suoi conti ammalorati ed irrecuperabili.

Diciamo che mi sono ben compiaciuto di essere segretario di un partito il cui Presidente scrive articoli a quattro mani con un blasonato economista americano di origine veneta, mica un mentecatto.
Bravo dunque Pizzati e se Boldrin se l’è preso sotto la sua protezione un motivo fondato ci sarà ben (anche se Lodovico non ha bisogno di presentazioni).
Quindi mi sono cullato per qualche giorno nel sogno che tutto sommato Tremonti la barra della baracca che bene o male ci contiene, la stava tenendo bene diritta e sulla rotta giusta.
Ma mi sbagliavo. Forse facevo meglio a dare retta agli aspetti più critici del loro articolo.

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Un piccolo fatto di cronaca

Oggi (domenica 30 maggio, ndr) Treviso si è svegliata con una notizia in prima pagina. Gennaro Di Donato e la moglie Barbara Di Costanzo, gestori di una nota pizzeria del centro (“la Piola”), portavano avanti un traffico di droga con un giro d’affari di circa un milione e mezzo di euro l’anno, da almeno 5 anni.

Leggendo la notizia non sono stato sorpreso. Già, perché 5 anni fa io e mia moglie siamo stati aggrediti da personaggi che appartenevano a “alimentavano” quel giro, al punto che in quella pizzeria il conto non lo pagavano. Mai.

Uno squilibrato al tempo cercò di entrarci in casa, armato di un coltello, per “vendicarsi” del fatto che cercavamo di convincerli a rispettare il regolamento del nostro condominio. Pur riuscendo a rifugiarmi in casa, dopo aver prontamente chiamato la polizia, fui in seguito costretto ad uscire per soccorrere mia moglie e una coppia di vicini che furono a loro volta aggrediti dall’energumeno. Al primo aggressore, si aggiunsero a quel punto altri due “famigli”. In tre persone quindi, dopo che ero uscito, mi presero a calci e pugni e cercarono di spezzarmi la schiena.
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Nova ca spaca: dixastro del Golfo, el petrojo no se ferma

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics29 Majo, 2010…

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La libertà si chiama Ticino.

Cronaca di una giornata nella Svizzera italiana

In memoria di Andy Hug

Un buon camminatore raggiunge dal centro di Como in meno di un’ora la frontiera di Chiasso. Ma basta accomodarsi sui lindi treni TILO (Ticino-Lombardia), per transitare in pochi minuti in un altro Paese.

Spesso sentiamo italiani parlar male degli svizzeri e della Svizzera. Credo che una buona spiegazione la possa dare un autore che certamente non amo. Freud.
Contrariamente ad Adorno, non credo che le uniche cose vere della psicanalisi siano le sue esagerazioni.
Ecco qui un concetto utile, anche per la nostra lotta per l’indipendenza della Venetia. Freud parla di “narcisismo” in relazione alle “differenze minori”. Ovvero, ci irrita enormemente, irrita il nostro io, non tanto la differenza radicale, l’alterità assoluta, quanto le differenze cosiddette minori, parlare (quasi) la stessa lingua, vestirsi (quasi) allo stesso modo, arredare (quasi) identicamente le nostre case, avere (quasi) le stesse targhe automobilistiche.
Un bel verso da una canzone di Peter Gabriel: “he looks like we do, he talks like we do, but he’s not one of us…”.

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El Vèneto come el Lusènburgo – fuxiòn e referendum

Luxemburg : the angel war memorial A volte a mi me capita de parlare co de le persone de ‘sto referendum k’ el PNV el intende fare par interogare el Popolo vèneto relativamente a la só volontà de tornare indipendente.

In résposta, la prima aférmasiòn ke cuaxi senpre me sento fare da ‘ste persone la xé « a no penso propio ke i te làsarà fare un referendum cusì ! » e la seconda la xé « a te vedarè ke i tirarà fóra tùte le raxon posibili e imajnabili, rivando fin a la Corte Costitusionale Italiana se servirà, e i te dirà ke anca se el referendum el venharà fàto, d’onhi modo el sarà un referendum sensa valore ».

E cuando ke me sento dire ‘ste robe (de frécuente a dire el vèro), da un fià de tenpo a mi me vien da contarghe a ‘ste persone la storia de cuando k’ el Popolo lusènburghexe el ga décidésto na volta par tùte ke la só Léngoa nasionale la gheva da esare el Lusènburghexe e no el Todesco e manco oncora el Franxoxo.

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viva la montagna veneta

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsLa fotografia…

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Marea nera: la falla NON è tappata!

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics27** Maggio 2010,…

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Piave: disastro naturale annunciato e la politica se ne lava le mani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Si è svolto a Susegana il 24 maggio 2010 la conferenza dibattito pubblico “ I Colori del Piave” organizzato dal Comitato Imprenditori Piave 2000, capitanato dal Presidente Diotisalvi Perin, noto imprenditore trevigiano e con il patrocino e l’egida del comune di Susegana, presente il sindaco Arch. Montesel, che ha inaugurato i lavori.
La prima parte è stata dedicata alla proiezione del Film di Nic Pinton, un suggestivo viaggio dentro il Piave, incontrando genti e paesi, dove un tempo c’erano i porti ed i passi barche.
Successivamente si è svolta una puntuale ed appassionata relazione a cura dell’ing. Franco Panto, che ha esposto con dovizia di particolari, anche con il contributo di fotografie sia storiche che recenti e disegni tecnici lo stato di incuria e di pericolo in cui gravano sia il letto del fiume Piave, che le infrastrutture quali argini e soprattutto il ponte della Priula.
Il corso del fiume è intasato da una fittissima boscaglia non presente nei decenni precedenti e da importanti depositi alluvionali, per spessori considerevoli, anche di alcuni metri, che ne riducono notevolmente la portata, e che non sono più stati rimossi e rimodulati da moltissimi anni.

L’ing. Panto ha evidenziato che oggi una piena quale quella del 1966 avrebbe esiti catastrofici sul nostro territorio, proprio per la mancanza di poter oramai gestire un passaggio di 5.000 metri cubi al secondo. Si rende quindi urgente una manutenzione del letto del fiume.
Anche il Ponte della Priula, primaria infrastruttura strategica della spina dorsale pontebbana, che collega nord e sud della provincia, è lasciata in uno stato di totale abbandono, incuria ed assoluta mancanza di manutenzione da decenni. La popolazione di Susegana, Ponte della Priula, Nervesa della Battaglia e dei comuni limitrofi a riempito la sala fino a tarda ora. Ne è seguito un dibattito molto animato in presenza di varie autorità.

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fb & sb, ovvero dell’estinzione del dinosauro Italia

Da poco più di un mese c’è un piccolo bottoncino che sta rivoltando il mondo. Si tratta di un autentico virus i cui effetti non tarderanno a farsi sentire. Si tratta di un evento MACRO nell’evoluzione del mondo internet e che porterà dei risvolti globali nella comunicazione. E dato che la comunicazione è sempre più un motore dei cambiamenti, essi avverranno di conseguenza nella politica, nell’economia e in tutte le fasi dell’umana attività.

Vi ricordate quando 20 anni la CNN mostrava al mondo gli eventi che avvenivano in tempo reale? La prima guerra nel golfo era nelle nostre case. Beh, era evidente che stava avvenendo qualcosa di epocale, perché un’emittente tv raggiungibile in tutto il globo poteva cambiare la consapevolezza generale attorno a un evento lontano.

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E bravo Tremonti

di Lodovico Pizzati e Michele Boldrin. Pubblicato su noiseFromAmerika.org

Sorpresi? Stiamo cercando di concentrarci sui lati positivi. Ma non illudetevi: i tagli alla spesa non bastano.

Bene l’aver resistito l’anno scorso alla tentazione degli stimulus plans. Dato l’elevato debito italiano, se avesse risposto alla crisi finanziaria come hanno fatto Francia e Germania, ora qui sarebbe peggio della Grecia.

Bene anche il recente impegno ai tagli alla spesa pubblica. Seguendo l’esempio di Spagna e Portogallo, pare concretizzarsi una manovra di tagli da 26 miliardi (spalmati su due anni: 2011-2012), che potrebbe includere addirittura tagli agli stipendi di politici e managers statali.

Sono mosse chiaramente non scelte ma forzate dalla situazione disperata dei conti pubblici. Vanno comunque incoraggiate perché alternative a manovre suicide come stimulus plans prima, e aumento della pressione fiscale ora. I tagli alla spesa pubblica comunque non bastano e, per quanto sulla buona strada, se la manovra anti-crisi si riducesse solo ai tagli della spesa rischierebbe di non fare un gran bene. Read more

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