Lucio Chiavegato: “ecco perché non farò il segretario del PNV”

Perché sarei onorato di essere il segretario del PNV ma allo stesso tempo non credo sia il momento opportuno per tale decisione.

Caro Gianluca e cari amici del PNV.

Dopo essere stato nel freezer per 3 anni, a seguito delusioni avute dal corso del PNE, post mortem Giorgio Panto, mi ero promesso di stare fermo alla finestra e guardare il panorama Veneto- venetista, ma vedendo la vostra-nostra euforia e concretezza non ho potuto far altro che aggregarmi al PNV.
Ho fatto la mia corsa elettorale, forse non al 100%, ma di sicuro con tutte le forze e tempo a mia disposizione .
Il risultato da noi ottenuto non mi ha sorpreso, anzi mi ha dato ancora una volta la spinta necessaria a proseguire il cammino con il PNV, di cui sono fiero di farne parte malgrado la mancanza di una mia tessera attuale.
Ho dato tanto nella mia vita, veramente tanto, a fianco di Fabio Padovan, con il Fronte Marco Polo, con la Liga Fronte Veneto, con il PNE di Giorgio Panto ed in tutte le battaglie che si sono presentate, ho corso per tutto il Veneto nei momenti più difficili togliendo tempo ed energie al mio lavoro ed alla mia famiglia. San Donà di Piave, Torre di Mosto dove abbiamo assaggiato i manganelli a manico rovescio con annesso moschettone della polizia fascista italiana.
Fatti? Direi di si.
Rovigo, Mestre, Belluno, e poi Valdossola, Verbania, Domodossola, Milano, Verona , Padova, Venezia, ecc, ci sono stato con gli amici del LIFE.
E come non ricordarsi le mie presenze al Parlamento del Nord di Mantova con Miglio e con la ormai defunta Lega Nord di lotta e di denucia del sistema italico?
Cosa abbiamo ottenuto si chiedono in tanti?
Abbiamo ottenuto la consapevolezza che un pugno di uomini decisi e convinti delle proprie idee valgono 1.000 volte il numeroso ciarpame partitico che ci rappresenta.
Odio i traditori e odio la Lega Nord, non i leghisti ..quelli mi fanno tenerezza e allo stesso tempo tristezza.
Odio chi sta bloccando il rinnovamento e il vero cambiamento che dovrebbe essere avvenuto in questi anni ed invece si è venduto per una carega romana e per favori personali. La pagheranno cara.
Questo sono io, guerriero, ma allo stesso tempo (forse per l’età non più giovane) anche capace di ascoltare e di far ascoltare.
Ora mi si propone la candidatura a segretario del PNV, ne sono fiero ed orgoglioso di questa possibilità, veramente e ringrazio tutti voi per ciò che mi avete dato. In primis le donne PNV, Sabrina, Alessia, le Patrizie veronesi e tutte quelle che ho conosciuto, e poi tu Gianluca che ti ho sempre ammirato, Panto, Lodovico, Massimo, i padovani i vicentini, i trevisani, i veneziani e tutti quelli che ho avuto l’onore di trovare in questa pazza corsa elettorale. Grazie a tutti.
Voglio ora dire chiaramente il perché del mio declino a questo vostro invito di candidatura.
Sarò semplice ma voglio che capiate bene cosa mi porta a questa scelta .
L’importanza del momento storico si evince benissimo dai fatti quotidiani e dalla crisi che sta attanagliando lo stato fantoccio di cui purtroppo facciamo parte.
La mia volontà ed interesse attuale si sposta ad una unica meta e cioè all’unità del Popolo Veneto.
Abbiamo gruppi di persone che vagano nella nostra Terra come vagabondi erranti alla ricerca di una stessa meta, tutti parlano e combattono quotidianamente una battaglia comune, la libertà e il sogno di un nuovo Stato Veneto.
Tutti sanno che ci sono altri gruppi sparsi e tutti marciano disordinatamente in più direzioni senza riuscire a raggrupparsi ed a volte, spesso, criticando il cammino degli altri, dimenticando che anche il loro non è perfetto.
Cosa manca a questo Popolo?
Una guida?
No manca solo la mappa per arrivare; la loro diversità è la loro forza ed allo stesso tempo il tallone d’Achille della riuscita comune.
Ecco cari amici, io vorrei dare la mia forza e la mia convinzione per raggruppare TUTTI, e quando indico questi soggetti parlo di Veneti INDIPENDENTISTI e non di puttane asservite ai partiti romani italioti.
Chi si è prostituito non può essere accettato nel cammino, andrà da solo con il proprio marchio di traditore.
Ma gli altri credo che ormai abbiano esaurito la forza di proseguire.
Ecco io vorrei che il PNV come gli altri Indipendentisti si aggregassero in questa nuova bandiera (non partito), ed ognuno, mantenendo il proprio status, mandasse il proprio rappresentante per sedersi ad un comune tavolo di discussione e soprattutto di lavoro per iniziare questo cammino INDISPENSABILE per dare credibilità alla meta da raggiungere.
Il nostro essere lupi, ci da si il rispetto del cacciatore, ma allo stesso tempo incute la paura delle pecore, che si inchinano al nostro passaggio ma poi una volta lontani continueranno a brucare l’erba che verrà loro offerta anche dal nemico che le mette all’ingrasso solo per macellarle.
Credo in questo progetto, credo che il PNV sia in dovere di essere il primo partito a farne parte, credo che nel PNV ci siano persone in grado di fare il segretario e segretaria ben meglio di me!
Datemi questa opportunità di spianare la pista d’atterraggio e di far arrivare tutti gli ospiti Veneti al tavolo d’incontro per cominciare da….(non vi dico altro!), voglio solo TUTTI e ripeto TUTTI coloro che sanno e DEVONO partecipare.
E’ una grande opportunità, se non ora quando?
Vorrei che questa mia lettera fosse divulgata anche agli amici Veneti indipendentisti di tutti gli altri movimenti e partiti ma questo vorrei fosse fatto a seguito di decisione comune del PNV di cui rispetto la mia appartenenza.
Grazie

Lucio

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