Savana stradale

Oggi dopo tanto tempo sono andato a fare una gita al mare dalle parti di Rosolina. Mi piace il mare, ma solitamente la mia meta preferita erano i lidi a nord di Venezia. Devo dire che il passaggio da nord a sud rispetto Venezia è marcato da una diversità sconvolgente sotto molti punti di vista. Dalla qualità della viabilità, di cui non si può certo dar troppa colpa agli abitanti del luogo, fino all’educazione civica, e stradale.

Se per l’educazione civica, riferendomi ad aree stradali ricoperte di rifiuti abbandonati in perfetto stile napoletano, cosa che in misura minore si trova anche nella stessa Chioggia, non c’è dubbio serva rammaricarsi con i Chioggioti e tutti quelli che abitano nei dintorni; per l’educazione stradale c’è invece da chiedersi chi sia il prototipo dell’utente della strada che frequenta quei …lidi.
Forse accade che alla fine occorre adeguarsi, perché quando vengono disattese le regole a quel punto prevale la legge del più forte, come nella Savana, che si sa non è l’ideale per l’efficienza del traffico veicolare. Certo è che deve essere una usanza dei luoghi, e di ciò si sarà creata una certa fama.
Se vai in Svizzera difficilmente trovi chi viola le regole della strada, anche solo per riverenza alla “fama” del luogo, ma quando circoli per l’autostrada dalle parti di Milano, anche i Ticinesi corrono senza badare ai limiti di velocità, sempre merito della fama del luogo, io credo.
E così accade che se circoli nel vicentino sia improbabile trovare chi non rispetta le regole dei “deboli” (cedere ai pedoni, limiti di velocità…), pare invece che circolare dalle parti della foce del Po faccia cadere questo rispetto, pare che il luogo goda di un’altra fama.
Già che il traffico di Domenica è intenso per suo conto, poi mettici degli automobilisti (e motociclisti) indisciplinati ed hai fatto Bingo!

Oggi ho vissuto spremuta napoletana in salsa veneta (mi perdonino i Napoletani per l’uso).
Mi metto al volante dopo il pomeriggio passato sulla spiaggia e mi ritrovo in colonna. Questo è regolare, data l’affluenza e l’unica via per il ritorno, pazienza. Ma non per tutti è così. Alcuni, colti da chissà quale idea bizzarra che noi in fila ci stiamo per perder tempo, pensano bene di sorpassare tutti alla grande, a tutta velocità. Loro infatti ci sorpassano perché davanti alla colonna (lunga chilometri) ci sarà pur spazio, no? NO! E’ come se uno volesse passare davanti alla fila per pagare alla cassa, testa di legno! E allora ecco, ti vedi sorpassare su una strada che ha generosamente il limite a 90, gente che sfreccia a 110 e oltre. Ora capisci perché si vedono molti vasi di fiori lunguo quella strada: è per merito di questi talenti del quoziente intellettivo!
Non faccio a tempo nel rimanere sbigottito nel vedere tanto concentrato di intelligenza, che quello davanti a me, Ford Focus scura, targa [presa] (si amico, domani ti denuncio), getta allegramente una banana dal finestrino! Jamme! Jamme! Jamme jamme ja! mi pare di sentir cantare. Il tipo poi girerà in direzione Ravenna/Rovigo: un italiano o un italoveneto?

E’ l’ora, tanti iniziano a rincasare, molti da Padova, Monselice, Cavarzere, Rovigo, a vedere le direzioni prese. Lo svincolo per Chioggia è da incubo. Tutti dovrebbero infilarsi in quella stradina, chiamata “Romea”, che si chiama così perché dai tempi dei Romani l’hanno solo asfaltata. Ovviamente il traffico è intenso. Dalle mie parti (nord vicentino, ma mi pare funzioni così anche nel trevigiano e nel veronese) è usanza e buona maniera che quando c’è molto traffico nelle confluenze si cerchi di fare un po’ per uno: uno da una strada, un’altro dall’altra, e così via. Se tutti fanno così c’è si rallentamento ma si sopravvive perché è fluido e si sa come comportarsi. Scendi da Asiago è generalmente tutti seguono questa regola. Ok, qui saremo nella cruconia veneta, mentre oggi ho vissuto la terronia veneta. Gente che sorpassa quelli in fila nella confluenza, chi strombazza, un Romeno che agita il braccio, e tutti che premono paraurti su paraurti per paura di “farsi fregare”. E’ la legge della Savana. A me è capitato un tipo che per fare una cortesia ai suoi amici si è letteralmente buttato in mezzo alla strada interrompendola per agevolare l’immissione di altre 3 macchine, amici suoi. Ovviamente a questo punto, nella savana stradale, le “jene” della strada non potevano restare a guardare ed io, insieme alle altre “gazzelle” rimaste inermi dall’attacco alla fila, siamo rimaste bloccate da un’altra decina di auto (le “jene”) che approfittando della situazione si sono incastrate dall’altra fila, tutto questo mentre decine e decine di moto di tutte le taglie passavano sfiorandoci da tutte le parti, come gli avvoltoi che svolazzano nel cielo sopra le prede stremate, anche loro in attesa della loro parte.

Cari lettori, se proprio volete che il Veneto si terronizzi potete continuare su questa via. Ma basterebbe poco a cambiare, anche con semplici azioni quotidiane, per dare l’esempio.
D’altra parte devo anche dire che se accade di fare notare l’inosservanza di una regola stradale e la polizia locale risponde alzando le spalle, come è accaduto a me con un agente, viene proprio a mancare la terra da sotto i piedi. Perché la “fama” di un luogo è principalmente data dalla “fama” del suo deterrente al rispetto delle regole.
Casualmente poi inevitabile non notare come quell’agente mi avesse risposto, con un “ehh vabbbè k’à podimmo fa?”

Claudio G.

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