A vojo proprio vedare !

*Premessa*

Scrivo da semplice  cittadino. Dimenticherò per una volta di essere orgogliosamente membro di un partito politico ritenuto piccolo dai “ politicanti veneti” solo per paura delle sue idee, un partito da “prefisso telefonico”, snobbato dalla stampa ignorante e servizievole ma l’unico partito che mette i Veneti ed il Veneto al centro del proprio impegno al centro di una scelta che parte dalla gente, che parte dal Popolo Veneto e guarda al futuro della nostra Terra. Un futuro che ha solide radici storiche dimenticate e contraffatte da chi ha voluto riscrivere una storia che non c’è. Tacendo fatti e soprusi patiti da un popolo la cui storia gloriosa di oltre milletrecento anni è stata contraffatta a uso e consumo degli storiografie dei politici massoni italioti.

L’anno scorso rimbalzavano su Youtube le terribili immagini di Vallà di Riese Pio X. Il nostro partito ha più volte espresso grande solidarietà alle popolazioni colpite dal tornado che ha provocato 36 milioni di euro di danni ma ancor peggio ha lasciato indelebile la ferita in tutti i cittadini duramente colpiti, le paure che riemergono poi ad ogni temporale,  il cuore in gola che rimbalza ad ogni folata di vento per paura che tornino davanti agli occhi quelle scene che tutti vogliono dimenticare. Chi ha vissuto quei momenti non li dimenticherà mai più. Ma ancor peggio del tornado hanno fatto quei politici, tanti, troppi che nell’imminenza del disastro sono corsi a Vallà per pura vanità mediatica promettendo impegno e soldi per ricostruire, promesse che al sig. ZAIA LUCA, allora Ministro dell’ Agricoltura,  sono servite  da cassa di risonanza nel momento  della sua investitura a candidato governatore del eVeneto per le elezioni 2010. Una sovraesposizione mediatica che ha non ha portato Ma nulla di quanto promesso è stato fatto. Di soldi ne sono arrivati solo in parte (10 milioni su 36  e chissà se arriveranno mai tutti) e chi ha fatto le promesse se le è rimangiate come è normale in un paese delle smentite e delle querele.

Dopo un anno anch’io ho vissuto le stesse cose.

Ho visto con i miei occhi scatenarsi la furia della natura. Natura madre e matrigna che sa essere dolce un attimo prima nel sfuggevole batter d’ali di una farfalla che passa sul mio giardino  e subito dopo trasformarsi nella furia incontenibile e distruttiva di una tromba d’aria che lascia dietro di se solo la devastazione. Violenta il territorio i luoghi in cui vivi ma violenta l’animo di quanto si trovavano lì e hanno dovuto fare solo una cosa: chiudersi in casa e sperare. Sperare che finisse quanto prima e che quel ronzio insopportabile finisse. Dieci terribili minuti che sono sembrati un’eternità. Il cuore in gola. Il pensiero alle cose che duramente costruisci con il sacrificio di tutti i giorni, ai tuoi cari che magari sono fuori o al lavoro. Quando le cose ti toccano in prima persona capisci che nulla nella vita può essere dato per scontato. La tua casa si trasforma nel posto più sicuro pensi, ma potrebbe diventare anche la tua tomba. Immobile e impietrito aspetti. Aspetti. Aspetti.

Questo è accaduto ad Albignasego il 23 luglio scorso. Un anno dopo Vallà.

Riporto le principali dichiarazioni all’indomani del disastro di Vallà di Riese Pio X del 6 giugno 2009. Questo per capire che quello che sta accadendo oggi al mio territorio [scarica da qui il documento completo].

Fosche sono le nubi che si accalcano all’orizzonte: i dubbi che siamo di fronte ad una nuova Vallà  potrebbero rivelarsi delle certezze. Ho preferito lasciar parlare i fatti, ho preso un giornale a riferimento solo per dimostrare come da quel brutto giorno di giugno dell’anno scorso a Vallà di Riese non sia cambiato praticamente  niente. Ho voluto dimostrare che oggi, nel mio territorio, l’affannoso ricercare l’attenzione del sig. Bertolaso, attorno al quale spirano gelidi e forti venti conseguenti all’affare “Ricostruzione in Abruzzo e G8 della Maddalena”, dimostri come gli amministratori locali non abbiano punti di riferimento e che siano, peggio, banderuole al vento o scimmie pronte ad attaccarsi ad ogni cosa consenta loro di rimanere staccati da terra. Alcuni amministratori non hanno perso tempo, anche in questa occasione, di esporsi mediaticamente per dimostrare di darsi da fare. Poi inizieranno le promesse, poi sorgeranno i dubbi, cominceranno le “baruffe” e forse qualche sciacallo se ne approfitterà magari per chiedere danni che non ci sono o appalti per ricostruire confidando, diciamocelo, “ nella compiacenza di qualche amico ai piani alti”.

Nutro seri dubbi che questa volta le cose andranno diversamente da quanto è accaduto nel Trevigiano. Primo perché, ed è un dato di fatto, la situazione delle finanze pubbliche è peggiorata negli ultimi 12 mesi e se soldi non ce ne erano prima non ce ne sono neanche adesso.  Secondo perché quanto promesso dall’allora Ministro Zaia è stato solo un lungo e bellissimo spot elettorale che lo ha condotto alla seggiola governativa. Terzo, e parlo per conoscenza personale, gli amministratori che hanno la responsabilità di gestire questa emergenza non hanno sufficienti competenze, e lo dico, neanche per gestire le proprie faccende personali quotidiane.

Chiedo alla gente di non fidarsi. Non fidatevi perché rimarrete delusi. Delusi dalle promesse di chi approfittando del Vostro dolore e dei Vostri danni, Vi utilizzerà per proprio tornaconto personale.

Io vigilerò costantemente su ciò che accadrà. Ma chiedo l’aiuto di tutti gli amici di Padova, dei cittadini comuni affinchè nulla sfugga all’attenzione pubblica.

Per la seconda volta ad Albignasego si rischi di non vedere degnamente difeso il diritto dei cittadini a veder risarciti i propri danni.

Non è demagogia. E’ la costatazione che l’Italia è un paese che non riesce a prendersi cura dei propri cittadini. Non li difende, né previene che certe cose accadano. Quando vedo che gli alberi comunali non vengono regolarmente mantenuti e potati e poi questi alberi cadono, quando vedo che vengono piantumati alberi ad alto fusto sui marciapiedi con 50 /70 cm di terra mi chiedo se chi sta spendendo i miei soldi lo sta facendo con coscienza o se fa le cose con superficialità ed ignoranza “ fasso vedare che go fato colcossa se no ae prossime elession i me petena, tanto i schei no xè miga mii !!”

Quando un funzionario comunale ad una mia domanda mi ride in faccia o fa lo saputello mi chiedo “ Ma se un giorno mi cade la casa in testa, quello continuerà a ridere così come un idiota ?”

Alla luce di quanto esposto sicuramente sì!

Stefano Venturato, Albignasego
(libero cittadino veneto già candidato alla Presidenza della Provincia di Padova)

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