Archive for month: Luglio, 2010

L’Onu: “l’indipendenza del Kosovo è pienamente legale”. E anche quella del Veneto.

Ora il Consiglio Regionale di Venezia può dichiarare unilateralmente e legittimamente che il Veneto è uno stato libero e indipendente

La sentenza di ieri della Corte di giustizia dell’Onu non poteva essere più chiara. L’indipendenza del Kosovo è pienamente legale. La novità dell’aspetto è che il percorso kosovaro verso l’indipendenza per la prima volta è stato fatto in modo unilaterale dal nuovo stato. Esso è avvenuto quindi non attraverso l’approvazione di un referendum popolare, bensì attraverso una dichiarazione unilaterale della sua assemblea legislativa.

Era il 17 febbraio 2008 quando appunto il Parlamento di Pristina dichiarò il Kosovo «uno Stato orgoglioso, indipendente e libero».

Questo pronunciamento è come una lama affilata nella schiena dei biechi stati dell’Europa occidentale che ancora tentano di dire che tale percorso non è applicabile agli stati che si stanno liberando finalmente anche in quest’area del mondo.
È infatti proprio qui che oggi storicamente si concentrano le situazioni più clamorose.

Oggi quindi possiamo affermare con forza che il percorso per l’indipendenza del Veneto, già tracciato da tempo, diventa più agevole e trova un riconoscimento legale internazionale certo, arricchendosi inoltre di più soluzioni alternative per il suo ottenimento.

La sentenza dell’Aja fa piazza pulita di tutti coloro che hanno in questi anni affermato che la costituzione italiana impedisce al Veneto di ottenere la sua indipendenza. Costoro mentivano sapendo di mentire.

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Stresssss

Al primo di Agosto entra in vigore il nuovo Testo unico sulla sicurezza del lavoro, il numero 81 del 2008, e tra le particolarità che la nuova normativa impone alle imprese spicca l’obbligo da parte delle stesse di dover fare la valutazione dello stress dei lavoratori dipendenti.
La norma discende da una direttiva europea del 2004, che a sua volta pare sia stata mutuata da pratiche adottate in America.

Da una piccola ricerca che ho fatto, pare infatti che in USA queste metodologie fossero state implementate dalle grandi aziende, con lo scopo di dimostrare la loro qualità nel lavoro per imbonirsi i clienti. Le grandi aziende europee in effetti da tempo avevano seguito quelle tracce, inserendo nell’organico psicologi aziendali. Tutto parte infatti dal filone della psicologia aziendale, nato in USA, che ha sapientemente fatto il suo buon lavoro di marketing per vendere il suo prodotto alle grandi imprese, fameliche di indossare un buon vestito agli occhi di un’opinione pubblica spesso abbastanza critica nei confronti delle “multinazionali”.

I burocrati di Brussel, sempre proni a fare dei cittadini degli assistiti inetti e incapaci di badare a sé stessi idealizzando un nanny-superstate, se la sono bevuta ed hanno pedissequamente seguito questa strada, mentre i legislatori italiani hanno fatto il resto della pizza.

Infatti la legge entra in vigore senza alcuna linea guida, pertanto è obbligo degli imprenditori di adeguarsi su una cosa che …non si sa come gestire.
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20 Luglio 1969

Eh si, è giusto ricordare un passato della *nostra* storia che è stato mistificato, ma c’è anche un’altra storia, una storia un po’ più asettica e che ci porta al tempo stesso a guardare al futuro. Il 20 Luglio del 1969 posava le sue zampe sulla Luna l’Apollo 11. Un fatto così straordinario che ancora oggi lascia molti perplessi e dubbiosi sulla verità di quei fatti lontani.

Quello che pochi sanno è che con le missioni Apollo dagli USA partì una evoluzione non solo tecnologica ma anche culturale epocale, la cui scia ci sta toccando ancora oggi.  Leggendo questo testo infatti sfiorate quella scia, che come il rumore lasciato dal Big Bang, ancora oggi ci trascina: in fondo non leggereste questo testo se quella volta non fosse stato fatto quello sforzo. Se a quel tempo non fosse stato commissionato al MIT di costruire l’AGC, un computer che guidò le missioni Apollo, e che insieme a molte altre macchine di calcolo e alla stessa posa della prima linea, avvenuta proprio nel 1969, che sarebbe in seguito diventata DARPA e poi ARPANET fino all’odierna Internet. Una spinta propulsiva che tra i tanti indusse due studenti un po’ venturieri e un po’ più interessati agli affari (e ad arraffare) piuttosto che studiare a costruire i primi personal computer. Read more

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Uomini di legno

Nel 1866 si svolse la “terza guerra d’indipendenza”, ossia questo è il nome con il quale gran parte della storiografia italiana chiama il tentativo riuscito di espansione territoriale del Regno sabaudo. I savoia furono fortunati ad essere alleati con la Prussia contro l’Austria dato che, nonostante le ripetute sonore sconfitte, la Prussia ebbe la meglio sull’Austria e quindi, come i patti prevedono, al Regno sabaudo d’Italia venne regalato il territorio veneto.

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Ocio le asioni bancarie

Tólto da GaxetaVeneta

In sto articolo se riporta l’esperiensa personal de pensionati che no riese vendar le so asioni bancarie.

In sti ultimi do ani turobolenti pai investimenti finansiari, a xe rimasti saldi do pilastri de sicuresa pai sparagni dei nostri veci: obligasioni del stato talian (BOT e BTP) e asioni bancarie taliane.
Le obligasioni de stato le ga perso el sto status ntel 2010 par via del straindebitamento del stato talian e dela crixi greca. Solo i pi inbatunii che varda solo Rai e reti Fininvest li tien ncora in man. Chi che lexe la stanpa foresta el sa che xe robe a alto riscio e da starghe distante parche’ radioative come la porcaria greca.
Rimane pero’ in pie on mito: le asioni bancarie. Anca i investitori pi sgama’ i se sente sicuri co le asioni de banche taliane, anca parche’ el sistema bancario talian el gode de na reputasion internasional de ver rexistio ala crixi mejo de staltri paexi. Sta ista’ taca crolar anca sto mito. Read more

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La chiarezza delle informazioni e la Democrazia dei numeri.

diagramma a tortaVenerdì sera, arrivato a casa, come al solito apro la cassetta della posta e come al solito non trovo niente di particolare, solo la fattura della compagnia elettrica.

La sorpresa ce l’ho quando, entrato a casa, apro la busta.

Insieme alla solita fattura da pagare c’è un piccolo foglio, che mi ha lasciato positivamente sopreso.

Prima di dire cosa vi fosse scritto, premetto che la compagnia elettrica di Luxembourg-ville (città dove vivo) è una società a gestione comunale, quindi è pubblica, e gestisce la fornitura di elettricità per tutti i residenti (imprese comprese) e per qualche piccolissimo villaggio dei dintorni.  Le decisioni più importanti riguardanti la compagnia elettrica sono prese per mezzo di sondaggi che di tanto in tanto vengono somministrati ai cittadini residenti. Poi, vi è pure una comissione di cittadini che segue le dinamiche della società, in modo che tutto sia il più trasparente possibile.

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Ombre cinesi

Se nel precedente articolo (qui) ho parlato di operatori cinesi contro cui la parola “concorrenza sleale” è tutta da verificare, in quest’altro articolo do un colpo al cerchio, per esporre una questione che forse molti hanno posto, ma che di fatto non ha ancora trovato risposte. Nel precedente articolo mi ero concentrato più che altro sul problema del libero mercato, prendendo di mira le tabelle dei prezzi degli artigiani; peraltro oggi mi è stato fatto notare che tali tabelle sono utili perché tanti artigiani non hanno né il tempo né le capacità di calcolare i prezzi di vendita e queste sarebbero più una guida, dato che non vi è alcun obbligo di seguirle. Si…

In questo articolo invece mi concentro su un aspetto singolare delle imprese cinesi che sorgono come funghi nel nostro territorio. Si tratta di una prima considerazione, che meriterebbe maggiore approfondimento, ma che per ragioni di tempo e carenza di personale volontario, non è stato possibile sviscerare meglio.

Molti di voi avranno notato che i bar si stanno cinesizzando, ma questa volta fuori nessuna lanternina rossa. Sembrano le nostre tradizionali caffetterie, ma poi vai dentro e trovi il personale cinese. Non è personale assunto dal vecchio titolare, no, si tratta di persone che gestiscono in proprio il bar. Ma sarà davvero “in proprio”?

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Musi

Co a son ndà in viajo de noze a le Hawai’i, ghe n’ho profità par cronparme là el iPad. Difati go sparagnà 100€; mia poco, eh? Un ponto de forsa de l’iPad l’è lezar i ebook. No te fadiga mia la vista fà lezar so un monitor de computer e verghe la posibilità de catar e verghe in do minuti tuti i libri che te vol (tuti drento sto dispositivo) par mi l’è el paradiso e na rivolusion che da ki a calche ano la canviarà el nostro modo de raportarse ai libri.

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Il Veneto dei protezionismi

parrucchieraOggi scrivo uno di quegli articoli che attirerà su di me il disgusto di molti lettori, perché sembrerà che io prenda le parti dei cinesi (in Veneto). In realtà non prendo le loro parti, non almeno per quello che riguarda pratiche fraudolente, il lavoro nero e lo sfruttamento dei minori, e anche se occorre tenere a mente che loro provengono da *quel tipo* di cultura, qui le regole devono essere le nostre, non le loro. Ma adesso mettete il paracolpi, perché vado giù duro.

Il grido di allarme si alza anche a Vicenza, dopo Padova e Venezia. Cose da fare rizzare i capelli! E tutti i peli della barba. Sono proprio loro, i parrucchieri e barbieri quelli a cui il pelo di mestiere si è alzato. Come i gatti, quando vedono un cane, a Vicenza, che di gatti se ne intendono, si sono tutti irrigiditi di fronte all’ondata di botteghe da barbiere e parrucchiere cinesi che stanno spuntando per la città.

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A Bovolone c’è un sindaco che ha paura dei suoi cittadini

Consiglio comunale convocato alle 9 del mattino per evitare il confronto con la popolazione

È incredibile. Mai avremmo pensato che un sindaco della lega nord si trasformasse nel primo traditore dei propri concittadini. Si chiama Riccardo Fagnani, sindaco di Bovolone, politico che risponde agli ordini di Flavio Tosi.

Ma cosa succede a Bovolone? È presto detto. Per una decisione politica che immaginiamo sia stata presa da Roberto Maroni, ministro dell’interno leghista, e da Flavio Tosi, capataz veronese e sindaco abilissimo nell’occupare tutti i posti di potere che si possono occupare, è stato deciso che proprio in quel comune debba essere allestito il CIE, ovvero il Centro di identificazione e espulsione di extracomunitari clandestini.

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