Io sono contro gli OGM

panòcia ogmCari lettori che in questo momento passate per il portale del PNV, vi prego di dedicarmi un po’ del vostro tempo, l’articolo qui sotto è lunghetto e ricco di premesse, ma credetemi, io penso che valga la pena di leggerlo fino in fondo e di seguire i temi sugli OGM anche da altre angolature.

Quando ho letto i due articoli relativi agli OGM scritti qualche giorno fa sul sito del PNV, mi è venuta la voglia di partecipare allo scambio di idee sull’argomento, ma poi ho preferito aspettare.

Prima di tutto perché il primo dei due interventi non era tanto incentrato sugli OGM, quanto sulla manifestazione di ammirazione del nostro Segretario Gianluca Panto verso persone (comunque venete) che da una parte o da quell’altra credono in un’idea e la difendono fino in fondo.

Il secondo articolo invece, più legato alle dinamiche relative agli OGM, mi ha spinto decisamente ad intervenire. E così eccomi a scrivere un altro articolo sul portale web del PNV.

Negli stessi giorni che i due articoli venivano scritti,casualmente mi è capitato di seguire un documentario trasmesso da un’emittente tedesca che parlava proprio dell’argomento OGM e di una vecchia conoscenza (si fa per dire, non che la conosca personalmente, ma già in passato ne avevo seguito i lavori) : Vandana Shiva.

E così mi è venuta l’idea di trattare l’argomento OGM proponendo un punto di vista diverso, quello socio-sperimentale.

Affrontando l’argomento da un punto di vista strettamente politico, chiunque fa presto a portare acqua al proprio mulino: ci si dimentica degli argomenti a proprio sfavore e si mettono in evidenza quelli a proprio favore. E viceversa ovviamente, evidenziando i punti deboli del ragionamento dell’avversario, ma al tempo stesso facendo finta di non vedere i punti forti del suo ragionamento. Con in più, purtroppo, il problema che quando in politica si discute di problemi legati a Natura e Scienza lo si fa quasi sempre in modo riduttivo e facendo soccombere la ragione scientifica alle esigenze e dinamiche della politica.

Lo stesso vale se si affronta l’argomento da un punto di vista filosofico. Già sostenendo l’antropocentrismo o contrastandolo ci si trova su due piani differenti e dato che il pensatore / filosofo incentrerà il proprio ragionamento sugli OGM basandosi sulla propria visione delle cose, non se ne avrà scampo, tutti vorranno avere la ragione e la verità in mano, perché prima verrà il loro modo di vedere la cosa e poi, solo in un secondo momento, l’oggetto vero del contendere.

Sia il livello politico che quello filosofico portano quasi sempre all’errore di fare esplicitamente o implicitamente questo ragionamento : “dato che la mia visione politica / filosofica è questa, allora il tema naturalistico / scientifico trattato deve essere per forza come lo identifico io”. Un po’ come affermare che il Sole è nero, solo perché nei miei ragionamenti politici / filosofici ho convenienza a vederlo di colore nero. Ci siamo capiti. No?!?

Mi viene in mente un aneddoto relativo a come gli approcci politico-filosofici di argomenti relativi a Natura e Scienza portano spesso a prendersi delle sberle clamorose.

Tutti sanno che il pi-greco è un numero irrazionale, vale a dire che ha infinite cifre dopo la virgola (lo impariamo alle Scuole Medie e impariamo anche il perché di tale fatto). In genere, noi ricordiamo il pi-greco al suo valore approssimato di 3.14, ma in realtà le cifre dopo la virgola non sono solo due, ma infinite. Ve lo ridordate quello che ci / vi ha insegnato la professoressa di Matematica delle Scuole Medie ?!?

Nel 1897, negli Stati Uniti d’America (USA), lo Stato dell’Indiana ha provato a fissare il valore del pi-greco a 3 : per Legge !!!

(si noti che nel 1897 la più parte dei grossi problemi matematici conosciuti al tempo erano già stati dimostrati, molti anche sperimentalmente, specie in appliczioni della Fisica, Chimica e Biologia – sarà solamente di tre anni dopo, nel 1900, il Congresso Internazionale di Matematica tenuto a Parigi, durante il quale Hilbert presentò i famosi problemi matematici ancora irrisolti).

In quel 1897, Il deputato T.I. Record, presentò alla Camera dei Deputati un Disegno di Legge proposto da un matematico e fisico dilettante, un tale E.J. Goodwin.

Nel testo del Disegno di Legge, Goodwin si presentava come colui che aveva dato soluzione a problemi matematici notevoli (che invece già da moltissimo tempo erano stati dimostrati formalmente come insolubili).

Il Disegno di Legge, arrivato alla Commissione Parlamentare, fu inviato alla Commissione per l’Educazione la quale diede parere favorevole e così il Parlamento dell’Indiana votò favorevolmente all’unanimità.

Anche il Senato dell’Indiana in prima lettura votò a favore del Disegno di Legge Goodwin.

La fortuna volle che tra la prima e la seconda lettura in Senato, un senatore mostrò il testo ad un professore di Matematica (per fargli conoscere questo nuovo genio matematico – !!!!! ????? !!!!!). E così, dopo una notte passata a spiegare agli altri senatori la bestialità che l’indomani avrebbero approvato, tutto si fermò lì.

Quindi, per un momento, cerchiamo di vedere l’argomento OGM spoglio dei suoi fattori politci e filosofici.

Passiamo ora al punto di vista scientifico.

A differenza del pi-greco, il problema degli OGM non è un problema teorico. Non è come un teorema di Matematica, affrontabile da persone intelligenti semplicemente con carta e penna.

Si tratta di un problema chimico-biologico, quindi ci vuole l’applicazione scientifica, la sperimentabilità, la riproducibilità, l’evidenza scientifica e l’analisi dei dati sperimentali.

Insomma, per gli OGM bisogna considerare anche quegli elementi che così bene Galileo Galilei introdusse nel suo periodo patavino ad inizio del 1600 (i 18 anni migliori della sua vita, comme ebbe in seguito a definirli) e che cambiarono definitivamente il modo di fare Scienza.

Un nobile veneziano, suo amico, quando Galileo accettò l’offerta di tornare nel Granducato di Toscana, invece di fare come gli altri nobili veneziani, cioè prenderla quasi come un’offesa personale, lo salutò e ricordò a Galileo che tutto quello che lui scoprì, inventò e costruì a Padova non era dato solo dalla sua intelligenza, ma anche dall’ambiente ricettivo (l’Università di Padova) che per 18 anni lo aveva ospitato.

In più, per gli OGM si parla di chimica organica e di biologia e quindi il livello di dettaglio è quello molecolare e non quello atomico. E questo fa una grande differenza:  lo sapete che le proteine animali e quelle vegetali sono differenti? E che i dietologi consigliano di mangiare molte proteine vegetali e poche proteine animali? Eppure si tratta sempre di proteine, vale a dire di molecole, vale a dire di strutture composte da atomi. Ma è come questi atomi vengono composti e di come le molecole si associano che cambia tutto il discorso e di conseguenza di come il nostro organismo li assimila o l’ambiente riesce a sopportarli.

E così, siamo arrivati al punto.

Una Commissione detta “di esperti” ha presentato alla Commissione Europea uno studio sugli OGM che ne esclude la pericolosità per l’essere umano. Peccato che il Presidente e buona parte dei componenti di tale Commissione di scienziati siano legati direttamente (ci lavorano) o indirettamente (ricevono sovenzioni private per le loro ricerche) alle più importanti società multinazionali produttrici di OGM.

Cosa è mancato? Galileo e i suoi successori ci direbbero che quello che è mancato è il punto di osservazione indipendente ed estraneo all’evento: se il punto di osservazione è sottoposto agli stessi eventi che sta osservando, risulta essere non oggettivo, in definitiva dà risultati sfalsati e tendenzialmente non veritieri.

Per di più, se si da fiducia ai risultati della Commissione scientifica relatrice presso l’Unione Europea, non solo stiamo dando fiducia a dati non attendibili dal punto di vista della sperimentazione scientifica (osservatore indipendente inesistente), ma vi è la componente politica che gioca un ruolo importante: chiedendo all’oste se il suo vino è buono, come minimo risponderà che è buonissimo.

Allora, come potremmo sperimetare gli OGM in maniera oggettiva?

Beh! In realtà l’esperimento OGM indipendente e su larga scala è già stato fatto. E qui entra in gioco il nome di Vandana Shiva e del suo Stato, l’India.

Breve resoconto su chi è Vandana Shiva e poi passiamo all’esperiemento sugli OGM.

vandana shiva

Vandana Shiva, indiana, ha un PhD (un Dottorato di Ricerca) in Fisica ottenuto in Canada, con una Tesi di Dottorato dal titolo “Variabili nascoste e località nella teoria quantistica”.  È da sempre una scienziata, ambientalista e attivista politica.

Considererò Vandana Shiva NON per il suo parere (nel suo caso contrario) sugli OGM, ma per i pochi dati che possiamo definire oggettivi che ha fornito, e che difatti hanno trovato contro-prova comparate con altre fonti.

Infatti, anche la Shiva, come tutti i politici, forse tenta di portare acqua al suo mulino. È famoso un aneddoto che lei racconta e un dato che lei fornisce.

L’aneddoto che racconta riguarda un suo incontro con un alto funzionario di una multinazionale che produce OGM, il quale le disse che se gli OGM forniti ai contadini indiani non dovessero funzionare o se funzionassero solo in parte per loro è tutto di guadagnato, perché il contadino andrà a comprarne ancora di più la volta sucessiva.

Bene, scartiamo pure questa storiella, potrebbe essere completamente falsa.

Ed ora il dato da NON tenere in considerazione:  Vandana Shiva dice che i suicidi tra i contadini indiani che coltivano OGM sono in percentuale maggiore rispetto a quando i contadini non lo coltivavano.

Relativamente a questo dato, le voci sono contrastanti, perché in generale sembra invece che in India la percentuale di contadini che si suicida sia in realtà diminuita dopo l’introduzione degli OGM. La Shiva, da buona fisica, dice che no, in realtà vi è una ridistriduzione dei dati che bisogna tenere in considerazione, per cui anche se la percentuale di sucidi di contadini è diminuita, in realtà bisogna ricordare che:  la popolazione indiana aumenta sempre di più ogni anno e tra questa il numero di contadini diminuisce (dato che gli indiani si dedicano sempre più ad attività alternative) e che per tale motivo la percentuale sembra calare, ma in realtà sta aumentando parallelamente all’uso di OGM.

Allora, anche qui siamo entrati in un discorso politico più che scientifico e statistico. Ci si potrebbero perdere le giornate senza capire chi ha ragione. Bene, lasciamo perdere pure questa storia dei suicidi.

Ma allora, cosa resta che può essere preso in considerazione per un ragionamento sperimentale affidabile?

Vi riporto le considerazioni fatte successivamente al 2003/ 2004, dopo circa dieci / quindici anni di utilizzo intensivo di OGM in India.

1) Gli indiani sono più di un miliardo e mezzo.

2) Data la popolosità dello Stato indiano, come conseguenza la popolazione contadina è altissima, si ha quindi un buon campione sperimentale.

3) Negli ultimi dieci / quindici anni gli OGM sono stati introdotti in modo capillare nel territorio indiano. La percentuale di contadini indiani che non utilizzava OGM era ridottissima, ed era dovuta quasi esclusivamente al fatto che erano talmente poveri che non potevano permettersi di comprare le sementi OGM.

4) Data la preparazione culturale veramente ridotta dei contadini indiani, l’idea che si era fatta passare era che con gli OGM i raccolti sarebbero stati più ricchi e che le piante coltivate sarebbero state più forti e non più attacate dagli insetti. I contadini, senza contestare alcunché, credettero ciecamente a queste affermazioni e cambiarono la loro agricoltura, passando in massa all’OGM.

Risultati/Informazioni presentati da Vandana Shiva dopo  alcuni anni di coltivazione intensiva degli OGM e che venivano confermati da organizzazioni governative indiane e da altri organismi esterni all’India:

  • Le coltivazioni di cotone OGM (modificato geneticamente per essere immune agli insetti) iniziano ad essere sempre più frequentemente attaccate da piccoli bruchi i quali si sono modificati geneticamente in modo naturale per adattarsi alle nuove modifiche genetiche artificiali incontratre nel loro cibo.
  • Le multinazionali OGM che vendono i semi di cotone ai contadini indiani come soluzione non hanno trovato niente di meglio che proporre a tali contadini gli stessi semi OGM con in più un nuovo insetticida specifico per tali bruchi.

Ma, allora, a cosa servono gli OGM se alla fine bisogna addoperare ancora gli insetticidi?

  • La distribuzione di massa di riso e cereali OGM ai contadini indiani, ha portato alla veloce perdita della biodiversità delle specie esistenti in Natura. In definitiva, le molteplici specie di riso e le molteplici specie di cereali esistenti in Natura sono scomparse molto velocemente, perché più nessuno le ha coltivate e perché le sementi OGM (sempre le solite e di pochi tipi) venivano seminate ovunque.

Relativamente a questo ultimo punto, c’è da dire che Vandana Shiva aveva previsto questo rischio di estinzione della biodiversità dei cereali presenti in Natura e così, già da molti anni ha creato la banca dei cereali autoctoni. In sostanza, a tutti quei contadini indiani che rinunciano agli OGM, Vandana Shiva dà la possibilità di seminare le specie autoctone di riso e altri cereali, fornendoli loro grazie allo stockaggio preventivo fatto negli anni passati. In più, Vandana Shiva fornisce a tali contadini la consulenza per insegnare loro a tenere lontani gli insetti e i nemici naturali dalle loro piante di cotone, riso e cereali in genere, senza l’uso di insetticidi.

I contadini indiani afferenti al programma di Vandana Shiva sono attualemente circa 10.000.000 (dieci milioni).

I contadini che hanno accettato di seguire il programma di ripopolamento dei cereali autoctoni proposto da Vandana Shiva lamentano il fatto che i cereali naturali faticano a recuperare spazio tra le numerosissime coltivazioni OGM, quindi il processo di recupero della biodiversità pre-esistente è lento e il successo non è assicurato.

Come avrete compreso, finora non mi sono addentrato nel discorso relativo alla pericolosità diretta che gli OGM possono avere per l’uomo, ma risulta chiaro che la semina libera di OGM nel giro di qualche anno ne porta ad un uso spropositato tra le grandi masse di individui (si vedano i milioni e milioni di contadini indiani), provocando un automatico stravolgimento della biodiversità dell’ecosistema locale che se non corretto per tempo rischia di essere irreversibile.

Ritengo quindi che gli OGM non siano utilizzabili al di fuori di specifici contesti controllati (per esempio per la ricerca, per ragioni medici, ecc.) e al di fuori di specifici usi, esattamente come si fa per tanti tipi di elementi chimici, molecolari o per le medicine.

E qui finisce l’utilizzo dell’inconscio e involontario esperimento indiano.

Relativamente alla pericolosità degli OGM per l’essere umano, mi permetto di suggerire un tema che potrebbe essere interessante sviscerare.  Chissà, magari mi sto solo sbagliando, ma mi piacerebbe che venisse confermato l’erorre nell’ipotesi che segue.

Vi ricordate del morbo della mucca pazza?

Tale morbo era stato provocato dal mangime strutturato che veniva dato da mangiare alle mucche. In sostanza si trattava di un mangime vegetale arricchito però con proteine e grassi di derivazione animale (spesso bovino).

Personalmente mi sembra di vedere un isomorfismo tra quel tipo di mangimi arricchiti con grassi e proteine di derivazione animale e gli innesti di DNA di origine animale nel DNA di un vegetale così come si fanno creando buona parte degli OGM.

A vostro avviso, il mio è solo un abbaglio?

Andrea

PNV Lusénburgo

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