Archive for month: Gennaio, 2011

Steve Jobs, uomo carismatico.

È di questi giorni la notizia che Steve Jobs  ancora una volta si è preso qualche mese di malattia, chiedendo di essere sostituito nelle sue attività quotidiane di Direttore Generale della Apple.

Speriamo che anche questa volta riesca a rimettersi in forma.

Steve Jobs, come Bill Gates è fra la poche persone al mondo (che non siano politici, pop-star, attori o qualcuno del genere) che vengono ben identificate anche dai  non addetti ai lavori.  Voglio dire che non serve essere un informatico per conoscerli e per sapere chi sono o che cosa hanno fatto.

Compirò 39 anni fra qualche mese, da quando ne avevo 10 manipolo computer.

Iniziai con quelli che venivano definiti Home Computer e che io amo chiamare computer tavernicoli, perché li si usavano nella cucina, nel salotto o nella taverna di casa, collegandoli ad una televisione da usare come video e ad un registratore a cassette magnetiche (forse i più giovani nemmeno li hanno mai visti) a svolgere il ruolo che oggi è di hard-disk, CD-ROM e memorie varie.

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Jura: vinse la democrazia, non il nazionalismo

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsdi Enzo Trentin,…

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LEGA LADRONA

Tweetgovernment,politics news,politics news,politicsRiproduciamo di…

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UN BUON PROGETTO

Ho deciso di aderire a quello che ritengo un progetto molto interessante, avendo avuto la possibilità di conoscere alcuni capaci imprenditori vicini al comitato promotore, ovvero la costituzione di una Banca di Credito Cooperativo.

Non abbiamo ancora la forza di fondare una vera e propria banca nostra ma il nostro obiettivo come community di ispirazione indipendentista  ed oramai abbiamo la forza per farlo, può tranquillamente essere quello di coalizzare dai 70 ai 150 sottoscrittori al fine di rappresentare nella compagine sociale fondativa una quota variabile tra il 5 ed il 10% e quindi poter anche disporre di un consigliere, od appoggiarne uno di nostra fiducia. Read more

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Non sapevo di essere diventato leghista

“Caro quotidiano “Libero”, cara Lega Nord, ripubblicate anche questo?”

Sono perplesso. Non sapevo di essere diventato leghista. E non sapevo nemmeno di essere stato assunto come collaboratore di Libero.

Ho il mio lavoro di professore di economia a Ca’ Foscari e conduco la mia attività di segretario di Veneto Stato, un partito politico che chiede un referendum per ottenere l’indipendenza del Veneto. Capiamoci, l’indipendenza con la “i” non l’autonomia con la “a”. Read more

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Una persona non è nulla, non temete

Aggiornamento, Treviso, 19/01/2011. Apprendo che le motivazioni che mi avrebbero costretto a lasciare Veneto Stato sono cadute. Questa è una bella notizia, per me. Ciò significa che per quanto mi riguarda resto un “soldato” a disposizione, come sempre.

A tutti coloro che condividono il mio ideale politico che oggi hanno cercato invano di telefonarmi, o mi hanno scritto, dico di avere pazienza. Non sempre le cose vanno come si spera. Ci sono anche le brutte notizie da digerire. Ma non tutte le brutte notizie sono poi così brutte come sembrano. Pertanto, scusate se non vi rispondo, per ora.

Non condivido alcune scelte fatte, come già spiegato. In questo momento tra l’altro gli organi di Veneto Stato sono riuniti per capire il da farsi, perché sussistono seri dubbi di legittimità sulle decisioni prese.

Al di là degli aspetti giuridici, per me però il valore politico di tali decisioni resta. Anche se volessi far finta di nulla, la mia coscienza infatti è più forte di me. Read more

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Perché esco sarei dovuto uscire da Veneto Stato

Aggiornamento, Treviso, 19/01/2011. Apprendo che le motivazioni che mi avrebbero costretto a lasciare Veneto Stato sono cadute. Questa è una bella notizia, per me. Ciò significa che per quanto mi riguarda resto un “soldato” a disposizione, come sempre.

Motivazioni di una scelta difficile, ma obbligata

Devo alcune spiegazioni a chi mi sta vicino, in merito alla mia decisione odierna di lasciare Veneto Stato.

Oggi si teneva infatti l’assemblea dei soci, il Maggior Consiglio. L’assemblea è l’organo sovrano che rappresenta il partito al suo massimo livello. Si teneva una riunione delicata per decidere una serie di modifiche allo statuto. Purtroppo, a causa probabilmente anche di una mia cattiva comunicazione, io e altri non siamo riusciti a convincere i soci in merito a una serie di importanti principi che stavano per essere calpestati da un lato e dall’altro non c’è stato modo di ovviare a gravi decisioni sempre statutarie che di fatto rendono il partito uno strumento spuntato politicamente.

A questo punto per me è stata obbligatoria la scelta di uscire da Veneto Stato, perché con tutto si può fare a patti fuorché con la propria coscienza. Io capisco e incoraggio chi rimane all’interno del partito a continuare la propria meritoria azione, ma per quanto mi riguarda non c’è più spazio per poter agire. Non mi è infatti permesso di sedere in un’organizzazione che considera l’individuo al di sotto di entità astratte non meglio definite (“la causa”, “le cariche”, il partito stesso e, chissà, un domani lo stato).

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Dal Sudan alla Croazia (passando dallo Yemen): per un 2011 di liberazione

Anche se forse i risultati finali si avranno solo ad inizio febbraio, il referendum che sta avendo in luogo in Sudan, una terra tormentata, dimostra che il volere del popolo, quando il popolo dimostra di averne uno, deve essere rispettato, e di fatto viene rispettato, a livello internazionale. Se il Sud del paese africano ottiene l’indipendenza, come possiamo facilmente prevedere, la divisione dal Nord sarà oggetto di lunghe trattative, dal momento che vi sono problemi notevoli, come il debito estero, e la divisione delle risorse, anche se una soluzione semplice – le risorse del Sud rimarranno al Sud, quelle del Nord rimarranno al Nord – sarebbe auspicabile, anche se non facile. Una recente, informatissima pagina di Wikipedia, cui rimando volentieri, racconta bene la vicenda referendaria, in termini che potrebbero essere anche molto utili per il futuro della Venetia libera. Read more

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Perché non ricordare anche il sacrificio dei patrioti borbonici?

Tratto da “La Provincia” di Como

di Paolo Bernardini *

Invitare un indipendentista radicale a scrivere qualcosa di positivo sui 150 anni dell’Unità d’Italia, è un po’ come chiedere a Rocco Siffredi di dir qualcosa sulla castità e la continenza, o a Santa Teresina di Lisieux di esprimersi sulle prodezze filmiche e fors’anche private di Rocco. Ma questo non vuol dire che il silenzio sia la sola risposta. Le sfide sono belle perché tali. Altrimenti, il mondo sarebbe affatto noioso. Il compito del politico è quello di guidare e determinare il presente, per cui alla fine vale la massima, così irritante, ma così vera, di Ludwig Wittgenstein: «Cosa mi interessa del passato, io sono il primo e l’ultimo!». Read more

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Il potere d’acquisto nelle regioni italiane

di Lodovico Pizzati

Tratto da noiseFromAmerika

Quando si paragona il potere d’acquisto del reddito pro capite di paesi diversi occorre tener conto del tasso di cambio e del diverso livello generale dei prezzi in ciascun paese. Quando guardiamo alle differenti regioni di un singolo paese, un ulteriore elemento entra in gioco: la redistribuzione del reddito che avviene tramite tassazione e spesa pubblica. Cosa succede al potere d’acquisto nelle diverse regioni italiane quando entrambi questi elementi sono presi in considerazione?

Per comparare a livello internazionale il potere d’acquisto di due paesi occorre tenere conto sia del tasso di cambio sia del diverso livello dei prezzi nei due paesi. Quanto può comprare una sterlina guadagnata in Gran Bretagna rispetto ad uno yen guadagnato in Giappone dipende quindi dal cambio tra sterlina e yen e dai prezzi dei beni di consumo in Gran Bretagna e in Giappone.

Il cambio di valuta sparisce come fattore se i paesi utilizzano la stessa moneta, come nel caso dei paesi dell’area euro, ma il livello dei prezzi rimane rilevante. Un euro guadagnato in Finlandia non ha lo stesso potere d’acquisto di un euro guadagnato in Portogallo. I beni di consumo possono avere prezzi ben diversi anche all’interno della stessa area monetaria. Finlandesi e portoghesi vivono in mercati distanti ed eterogenei, e per paragonare il potere d’acquisto del loro reddito è fondamentale considerare i prezzi dei rispettivi beni di consumo.

Anche all’interno di diversi stati, specie i più ampi, esiste una notevole diversità, e se si vuole paragonare il reddito di regioni all’interno di uno stato serve applicare lo stesso ragionamento del potere d’acquisto. Eurostat rende disponibili dati sui PIL regionali, e da la possibilità di visualizzarli sia in euro correnti che rielaborati per parità di potere d’acquisto. Con mia grande sorpresa ho notato che i prezzi utilizzati per rielaborare i PIL regionali, sono i prezzi nazionali. In sostanza, se si vuole paragonare il PIL veneto con quello bavarese, Eurostat fornisce una rielaborazione tenendo conto dei prezzi medi in Italia e in Germania. Ma se si vuole paragonare il PIL veneto con quello siciliano, non sono facilmente disponibili indici di prezzi regionali.

L’Istat cataloga l’andamento dei prezzi sia per regione che per provincia, ma sono disponibili solo come indici di inflazione. In altre parole è possibile conoscere l’inflazione mensile in Veneto e in Sicilia negli ultimi 15 anni, ma non ho trovato immediatamente disponibile la differenza di prezzo tra un paniere siciliano e un paniere veneto. Sappiamo di quanto aumentano i prezzi a Vicenza e Messina, ma non sappiamo se comprare un litro di latte, mezzo chilo di pane, due etti di formaggio, un paio di scarpe e un materasso oggi costa di più a Vicenza o a Messina.

I dati grezzi per fare questo calcolo esistono certamente, ma disponibile su internet ho trovato solo questo studio del 2009 fatto dalla Banca d’Italia basandosi su dati dell’ISTAT, del Ministero dello Sviluppo Economico, e della Banca d’Italia stessa. La tavola A2 dello studio mette in risalto la divergenza di prezzi tra regioni secondo diverse stime. Tutte le diverse stime presenti nella tabella, che si basano su metodologie diverse, concludono che al Nord i prezzi sono mediamente più alti del 25%-30% rispetto al Sud.

Dunque, se questa è la differenza di prezzi dei beni di consumo in varie regioni, qual è il PIL regionale normalizzato per parità di potere d’acquisto? Per avere un paragone interregionale accurato del PIL pro capite non basta basarsi sulla differenza di prezzi, ma bisogna tenere conto di un secondo fattore, forse ancora più importante. Read more

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