Archive for month: Gennaio, 2011

Veneto Stato: ecco perché difendo l’attuale statuto

Gli indipendentisti veneti a congresso decideranno di non partecipare alle elezioni politiche-farsa del parlamento italico?

Domenica prossima si tiene a Cadoneghe il congresso (Maggior Consiglio) di Veneto Stato, il partito che persegue la completa indipendenza politica del Veneto attraverso metodi democratici e pacifici, nel rispetto del percorso ormai stabile e riconosciuto dal diritto internazionale.

Il processo di ottenimento dell’indipendenza è una tendenza storica che riguarda gran parte degli stati del mondo che hanno dimensioni e struttura non adatte all’era moderna. La maggiore libertà dei commerci, la continua evoluzione tecnologica e una rivoluzione antropocratica che sta rendendo gli uomini consapevoli ogni giorno più forti rispetto alle masse allevate all’ubbidienza e allo schiavismo intellettuale hanno di fatto reso evidente le crepe di uno statalismo dirigista che ha fallito la propria missione.

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Veneto Stato di Verona: “Salvaguardare e strutturare il partito, per salvare il nostro futuro”

Continua il dibattito precongressuale dei soci di Veneto Stato che domenica prossima si riuniscono a congresso a Cadoneghe per discutere sullo statuto. A tal proposito riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente intervento del gruppo di Verona di Veneto Stato.

Sono state consegnate alla segreteria politica di Veneto Stato, in vista del maggior consiglio di domenica, delle mozioni che vanno a migliorare lo statuto esistente e che nel caso di approvazione, potranno essere applicate a un nuovo statuto.

Ribadiamo la necessità di mantenere ben distinte la figura del socio sostenitore da quella di socio ordinario (la seconda, figura attiva, partecipe e con diritto di voto nel maggior consiglio).

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DAL VENETO ALL’ITALIA: PER IL SUO COMPLEANNO

Cara consorte, ora basta, non ne posso più di stare con te !

Ora che vuoi festeggiare il tuo 150esimo compleanno ho deciso di lasciarti libera, così ognuno va per la propria strada e può rifarsi una vita nuova.

Sono 145 anni che siamo assieme, tu avevi 5 anni ed io 1100, capisci che è stata una sciocca forzatura e non poteva durare.
Il nostro matrimonio è stato combinato da terzi … e poi celebrato a tuo vantaggio con un referendum-truffa, come ha testimoniato lo storico Indro Montanelli.
Una unione, la nostra, tanto innaturale e impossibile per le diversità culturali, storiche, etiche, politiche, quanto viziata nel consenso e quindi invalida e nulla.

Nulla, capisci?

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Sondaggi truccati?

E’ di questi giorni che il Corriere del Veneto ha pubblicato un sondaggio per domandare ai lettori se i Veneti dovrebbero o meno festeggiare i 150 di unità d’Italia, che per inciso non riguarda il Veneto sia perché non c’è nulla da festeggiare a meno di non essere amanti del masochismo, sia perché il Veneto, o meglio le Venezie, vennero annesse solo nel 1866, sei anni dopo.

Il sondaggio ieri notte presentava il numero di 1680 votanti con il 83% per il No e il 17 per il Si. Questa mattina alle ore 8.10 il numero era salito a 2290 votanti, cioè 610 votanti in più avvenuti tra la notte e la mattina, cioè il 36% in più in sole 7 ore di cui solo 2 diurne, una impennata rispetto il periodo passato in precedenza in cui la cifra del migliaio e mezzo era stata raggiunta in circa 70 ore, cioè una media di 24 votanti l’ora contro gli 87 l’ora avvenuti questa NOTTE (cioè votanti notturni!) Read more

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L’Italia è uno stato artificiale che non fa gli interessi dei suoi sudditi. Veneto Stato subito!

Il finto diverbio Napolitano-Bossi è funzionale al mantenimento dello status quo

Oggi il capo dello stato italico ha dato inizio alle celebrazioni ufficiali per i 150 anni dell’unità statale. Al di là del giudizio sulla festa in sé (ognuno festeggia ciò che gli pare), fa specie che Giorgio Napolitano abbia dedicato più tempo a criticare la lega nord che non a mettere l’accento su eventuali positività di un’unificazione, simboleggiata proprio dal tricolore “concepito” a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. È insomma curioso che ITA celebri il suo vessillo ideato dall’allora dalla Repubblica Cispadana, contestando il lider màximo della presunta Padania. È significativo perché rivela che l’ideale di ITA come stato unito è privo di una propria identità caratteristica e forte e si rispecchia solo nel contrasto con altre cose. Ciò non sorprende a ben guardare, perché oltre che in poche e sparute élite intellettuali, la nascita di ITA fu in realtà concepita in altre capitali, in primis Parigi e quindi Londra. In chiave, va detto, squisitamente antitedesca e contraria alla Mitteleuropa.

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Veneto Stato, No al nuovo statuto

Prima di tutto ringrazio Press News Veneto per avermi concesso la pubblicazione di questa mia lettera indirizzata a tutti i soci di Veneto Stato.

Per il 16 Dicembre è convocato il maggior consiglio, ovvero l’assemblea di tutti i soci, di Veneto Stato per deliberare su una nuova bozza di statuto presentata di recente.
Mentre qualche mozione, per ritoccare qualche articolo, fare qualche proposta, sarebbe stata una scelta ragionevole, presentare un’intero statuto sostitutivo mi pare un’atto grave perché implica in un certo qual modo la sfiducia verso tutto quello che era stato fatto fino ad allora.
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Il mondo che conosciamo.

Messaggio per un 2011 di libertà

di Paolo L. Bernardini

Il 2010, per me, si è chiuso con una notizia davvero bella. E’ nato un movimento indipendentista che si chiama “Piemonte Stato”, e che promuove l’indipendenza del Piemonte. Che poi il “Piemonte” (chiamato così solo da ITA) rinasca come ducato, granducato o regno – ma senza ambire alla Sardegna, però, che già ha fatto passi innanzi notevoli verso la decolonizzazione – alla fine non è importante, anche se verosimilmente potrebbe rinascere come democrazia, in senso moderno.

Si consuma, in coincidenza con i 150 anni della trasformazione del regno di Sardegna in regno di ITA, l’epilogo di questa forma di Stato non nazionale, che probabilmente sarebbe andato meglio se alla fine fosse rimasto sabaudo, fino in fondo, senza neppure trasferire la capitale prima a Firenze poi a Roma: e coerentemente totalitario e assassino, come lo fu nel Regno delle due Sicilie.

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LA SOPRESA: EXENPIO DE INTELIJENSA VENETA

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L’Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro

Così si esprime, nell’editoriale del Corriere della Sera del 30.12.10, il Prof. Ernesto Galli Della Loggia sotto un titolo eloquente: “Dite la verità al paese. Un disperato qualunquismo”.

Nel cuore dell’articolo l’autore scrive un passo che merita di essere ripreso perché è una fotografia tanto spietata, quanto eloquente, della realtà italo/padana:

Bersani, La Russa, Bossi, Fini, Bondi, Vendola, Verdini, Di Pietro, Casini, e chi più ne ha più ne metta credono di parlare al Paese con le loro dichiarazioni, le loro interviste, i loro attacchi a questo o a quello, i loro progetti di alleanze, di controalleanze e di governi: non sanno che in realtà se ne stanno guadagnando solo un disprezzo crescente, ne stanno solo accrescendo la distanza dal loro traballante palcoscenico”.

In Veneto la realtà istituzionale/governativa non muta di qualità, né di contenuti, né di prospettive. L’incapacità/impossibilità di governare da parte di Zaia è tristemente evidente. Slogan, promesse, ma i risultati non ci sono! Neanche in prospettiva futura. Read more

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Indipendenza, cos’altro?

Torno a casa dopo essere stato qualche giorno a Londra. Nell’epoca in cui viviamo è come andare a fare un giro fuori città. L’aereo ti ci porta in un paio d’ore, praticamente la capitale del fu impero britannico e sede delle prossime Olimpiadi 2012 è ben più vicina di Milano, per non parlare di Roma.

Come sempre però, in questi viaggi, il ritorno a casa è amaro. Certo, anche lì si respira forte l’aria di crisi, molti negozi, in particolare nelle zone 3 e 4 di Londra sono chiusi, ma questa volta non si tratta solo di un aspetto economico a pesare nella mia tristezza di avere la cittadinanza di uno stato che non sento più essere il mio. C’è di più.

Gli inglesi hanno una regina, ma non sono sudditi nel senso amaro del termine che usiamo noi veneti per descrivere il nostro rapporto con lo stato italiano. Casomai è vero il contrario, è la regina che deve render conto ai suoi sudditi di ciò che fa, nel bene e nel male.

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