L’Italia è un regime vergognoso e una palla al piede per il Veneto che deve diventare indipendente

Questa calda estate 2011 vede terminare il periodo vacanziero sempre più breve e tirato per i sempre meno veneti che si concedono un qualche viaggio. Si riinizia a lavorare, per chi ancora ha la buona sorte, o la pazzia di lavorare, e spesso a soffrire una condizione quasi insostenibile, a causa della pressione fiscale paralizzante che lo stato parassita italiano cala sui singoli veneti, sulle famiglie, sulle imprese. Ieri si potevano leggere sul Sole 24 Ore due squallidi editoriali che imputavano alla Germania la responsabilità per il rischio di bancarotta della bagnarola statale italiana e che quasi ordinavano – da bravi straccioni – all’Europa di procedere con gli Eurobond della vergogna: uno a firma di Amato e uno cofirmato da Prodi, due tra i cinque capi di governo che assieme a Ciampi, Dini e Berlusconi negli ultimi 20 anni hanno portato l’Italia alla crescita zero che ci condanna al penultimo posto al mondo dopo il terremotato Haiti per sviluppo economico su base decennale.
In questi 20 anni tutti i partiti e i politici italiani, nessuno escluso, nemmeno Pannella, Rauti, Bossi o Bertinotti hanno contribuito per la loro parte al disastro che oggi è sotto gli occhi di tutti.
La sensazione che questo stato sia un cadavere immondo e puzzolente è condivisa da tutti, anche se i quotidiani e i telegiornali di regime praticano una disinformazione vergognosa. Un’autentica repubblica delle banane, comandata da ottantenni che nella loro vita politica spesso si sono schierati dalla parte sbagliata della storia e che mai hanno lavorato un solo giorno, pur vivendo da nababbi alle nostre spalle.
Questa gentaglia che non vive del proprio lavoro, ma del nostro e nel lusso più sfrenato, ha pure avuto la colpa grave di additare noi veneti come uno dei mali oscuri della baracca tricolore, in quanto evasori, razzisti, ignoranti. Ha contribuito all’immagine che ci offende quotidianamente la presenza di una lega imbarazzante quanto inconcludente e carta moschicida della nostra speranza politica per due decenni e che spesso ben si adattava a tale cliché triste e tanto ingiusto da far gridare vendetta.
In realtà l’opera di offesa e svilimento della cultura veneta parte da lontano e assume tratti scientifici con il fascismo prima, addirittura con tanto di umiliazioni e punizioni corporali per i bambini che a scuola osavano parlare in veneto, per poi proseguire in modo ancor più subdolo persino a livello cinematografico con il cosiddetto neorealismo italiano, i cui film sono onestamente inguardabili anche sotto tortura, pur tanto decantati da una certa intellighentia servile e coatta quanto ignorante. Io mi ricordo con orrore i cineforum che a scuola ci sciroppavano, obbligandoci a vedere film di rara bruttura e in cui le venete venivano dipinte come puttane e i veneti come ubriaconi!
Tale tentativo di sradicamento, di oscuramento e di derisione della nostra cultura, che tra l’altro vanta una storia millenaria e gloriosa, non teneva tra l’altro nemmeno conto del fatto, ad esempio, che la cultura industriale italiana nasceva proprio qui in Veneto, a Schio, con il lanificio Rossi di Schio prima e con Marzotto a Valdagno poi, ben prima addirittura della stessa Fiat!
Allora, abbiamo oggi il dovere come veneti di dire chiaro e tondo che questa Italia è un regime antidemocratico, ladro e vergognoso! Come cittadini veneti abbiamo il dovere inderogabile di restituire al più presto la dignità violata al nostro territorio e alle nostre comunità depredate e violentate ogni giorno da uno stato predone e nemico e dai suoi servi annidati nei partiti italiani e nei posti di lavoro ad assunzione politica.
Il massimo livello di sfrontatezza italiana è dato proprio dall’incredibile campagna di disinformazione in atto in queste ore sul debito pubblico. Tutti i servi del regime italiano, riconoscibili spesso perché non mangiano grazie al proprio lavoro, che cercano di individuare improbabili, o minori responsabili esterni (le banche, la Germania, gli USA, gli evasori, il Vaticano). Il tutto per il solo e deliberato scopo di farci dimenticare che stanno mettendo le loro mani unte nelle nostre tasche, per continuare a dare i nostri soldi, pardon, il nostro sangue al parassita e unico responsabile, l’Italia trikolore sempre più insaziabile.

Allora ricordiamoci bene che l’unica scelta responsabile oggi non è decidere chi tassare, o come, bensì fermare quanto prima l’emorragia delle nostre risorse per tenere in piedi un baraccone antistorico e fallito di nome stato italiano.

E per farlo c’è un’unica soluzione, che si chiama VENETO STATO INDIPENDENTE!

Gianluca Busato
Press News Veneto

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