Archive for month: Agosto, 2011

Nessuno gli riconosce più la leadership

Eraldo Barcaro di Veneto Stato commenta l’allontanamento dei consiglieri comunali leghisti dal segretario provinciale Antonello Contiero [da RovigoOggi]

Eraldo Barcaro, attuale cordinatore provinciale del partito indipendentista Veneto Stato, interviene sui malumori della Lega Nord in consiglio comunale a Rovigo (leggi articolo). Barcaro faceva parte del Carroccio ma sembra abbia preso le distanze per dissapori proprio con Contiero. Oggi, ai tre consiglieri comunali Simone Bedendo, Alessandro Zanforlini D’Isanto e Michele Martinello fa sapere che aver scritto al segretario nazionale Gian Paolo Gobbo è inutile perché Contiero è un “suo” uomo e lo ha sempre protetto e favorito

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Dalla Protesta ai Contenuti

di Lodovico Pizzati

Questo Lunedì 8 Agosto alle ore 21 presso la sala parrocchiale a Farra d’Alpago (BL) illustrerò il percorso indipendentista di Veneto Stato. Può sembrare come uno dei tanti incontri che abbiamo fatto in un anno di attività in giro per il Veneto, ma il calibro degli altri relatori che mi accompagneranno fa pensare altrimenti: Giustino Cherubin, Alessio Morosin, Antonio Guadagnini e Gianluca Busato. Infatti la serata di presentazione Lunedì sera a Farra d’Alpago sarà il più importante appuntamento che Veneto Stato ha affrontato finora.

Dai primi mesi dopo la fondazione del 12 Settembre 2010 abbiamo lavorato per raccogliere adesioni e far conoscere non tanto l’obiettivo, ma il percorso. L’obiettivo di completa indipendenza politica è già riassunto nel nome stesso, Veneto Stato, e non ha bisogno di ulteriori aggettivazioni: o piace, o non piace (e alla stragrande maggioranza di veneti piace). Ma è stata la coerenza del nostro percorso, riassunta nei nostri volantini e discussa nelle nostre serate a farci decuplicare come numero di soci iscritti e paganti. Protestare perché il punto A è brutto, o idealizzare i potenziali del punto B proprio non basta. Molti altri movimenti si basano su slogan semplici in protesta del punto A, e a favore del punto B. Veneto Stato è andato oltre esponendo il percorso per lasciare A e arrivare a B. È un percorso coerente, dettagliato, legale, democratico, ma anche ambizioso e difficile da raggiungere perché richiede una massa critica di adesioni. La coerenza e i dettagli hanno prevalso sulle mille difficoltà e hanno convinto molti ad aderire, anche perché viene smascherata l’incoerenza di altre alternative all’interno del contenitore italiano, tipo l’eterno voler ‘negoziare’ per un piatto di autonomie. Read more

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INVESTIRE SULL’INFRASTRUTTURA STATALE

di Lodovico Pizzati

Un bravo imprenditore sa pianificare per il futuro. Non basta guadagnare oggi, ma occorre anche investire per il futuro dell’azienda e assicurarsi un benessere continuo. Un investimento consiste nell’impiegare risorse e capitale per migliorare la prestazione della propria attività negli anni a venire. Si può per esempio investire su nuovi macchinari o sulla formazione dei  dipendenti per migliorare la prestazione di questi fattori, per il bene della ditta stessa. C’è però un insieme di altri elementi che incidono sulla prestazione della propria impresa che non sono sotto il diretto controllo del singolo industriale. Dalla viabilità alla connessione internet, dai costi energetici alla prassi burocratica, questa è la componente pubblica in supporto all’attività economica. L’infrastruttura statale altro non è che un servizio che i cittadini e le imprese pagano tramite le tasse allo stato per ricevere indietro quell’indispensabile servizio pubblico. Con l’aumento della competitività globale l’efficenza del servizio statale si fa sempre più essenziale. Le nostre ditte competono con aziende in Austria, in Svizzera, e in Slovenia, paesi che offrono alle proprie imprese un servizio pubblico migliore a minor prezzo, grazie all’inferiore pressione fiscale.

L’infrastruttura pubblica è però un fattore che non è sotto il controllo aziendale, e solo con delle azioni politiche si può pretendere di migliorare questa componente. Per questo il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat, lancia un appello al mondo politico locale. Il nostro Veneto paga ogni anno settanta miliardi allo stato italiano, e ne riceve indietro nemmeno tre quarti in forma di servizi pubblici, dalla sanità alle pensioni, dalla difesa all’istruzioni. O paghiamo troppo per il servizio pubblico che riceviamo, o non riceviamo abbastanza infrastruttura statale per permettere alle nostre imprese di competere, non tanto con la Cina e l’India, ma nemmeno con la Carinzia o la Baviera. Solo una classe imprenditoriale fenomenale come quella veneta riesce a sopravvivere con dei costi aziendali il 25% più elevati della concorrenza europea. E la differenza tra tasse e servizio pubblico è decisamente un costo aziendale, ed è quello preponderante.

Tomat non solo sprona i nostri politici veneti a tagliare i costi della politica, ma li invita a negoziare con Roma per ottenere più autonomia. Un businessman esperto sa benissimo che non ci si può presentare al tavolo delle trattative disarmati, se no anziché negoziare si finisce per elemosinare. Non è certo la prima volta che i veneti  riescono a far squadra tentando di farsi valere, e abbiamo visto come Antonio Guadagnini riuscì a coinvolgere 400 sindaci veneti per richiedere solo quel minimo per ripristinare le casse comunali ai livelli degli anni ’80. Come qualche anno fa con i sindaci per il 20%, anche oggi qualsiasi tentativo di negoziare senza alternative credibili sarà deludente. Non ci sarà mai alcuna trattativa proficua con Roma se la nostra classe politica e la nostra classe imprenditoriale non si munisce di un’alternativa coerente. Se paghiamo per un servizio, e tale servizio non ci viene dato, non siamo obbligati a continuare a comprare quel servizio. Negli affari non funziona così, e non funziona così neanche in politica in altri paesi d’Europa. L’alternativa politica, democratica e legale secondo diritto internazionale esiste, basta solo avere, non il coraggio, ma la saggezza di farla valere. L’infrastruttura statale è essenziale per il futuro delle nostre imprese e della nostra economia, e sta alla nostra classe imprenditoriale investire non tanto capitale, ma risorse e volontà per sostenere l’unica alternativa concreta al tavolo delle trattative.

Veneto Stato. Read more

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E nüm a pagom. Una storia ticinese

Es ist beschämend, dass die Tessiner Regierung den Schlafmützen und narzisstischen Staatsbeamten in Bern den Weg nach Rom weisen muss.
È imbarazzante che il Governo Ticinese debba mostrare la strada verso Roma ai burocrati zombie e narcisisti di Berna” (commento a questo articolo).

Qualche settimana fa il Consiglio di Stato ticinese (il governo del Canton Ticino) ha bloccato metà dei ristorni dei frontalieri, ossia il 38,8% delle imposte pagate in Svizzera dai 50.000 lavoratori italiani che ogni giorno fanno avanti e indietro dall’Italia per andare a lavorare in Ticino. 38,8% che viene girato all’Italia dalla Svizzera in virtù di un accordo della metà degli anni ’70. Il Canton Ticino ha deciso di non versare più il 50% di questi ristorni per lanciare un segnale forte a Roma per due motivi: vuole rinegoziare la percentuale (il Cantone dei Grigioni per esempio gira all’Austria e all’Italia il 12%) e vuole che il governo italiano tolga la Svizzera dalla black list. Attenzione: black list unicamente italiana dato che l’Ocse e gli altri paesi europei hanno già da tempo tolto la Svizzera dalla “lista grigia”, mentre l’Italia la mantiene in una lista addirittura nera. Read more

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La strizzata

Oggi si tiene un serrato dibattito alla camera dei deputati sulla tenuta del governo italiano. In molti sostengono che per riprendere fiato sia necessario che il presidente del consiglio, signor Berlusconi, si dimetta, così per esempio riportava la cronista di CNBC citandole come tre parole magiche “I will resign”. Ma io focalizzerei l’attenzione sul discorso tenuto da Pierferdinando Casini il quale sembra avvicinarsi al punto della materia: nessuno nel panorama politico è adeguato e chiede un “armistizio” con un richiamo ad un governo di unità nazionale. Anche se il discorso di Casini è forse uno dei pochi ad essere dotato di buon senso e lucidità sulla reale situazione, riconoscendo l’immobilismo del governo e lo scollamento con i problemi del paese, la proposta di anticipare quanto previsto dalla manovra finanziaria per il 2013 e 2014 ad oggi svela una cosa che alcuni di noi vanno a dire da tempo: pur di mantenere in vita il Leviatano, saranno spolpati i cittadini. Read more

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#venetianrevolution, un manifesto

Accedi al manifesto indipendentista #venetianrevolution

Qualche giorno abbiamo pubblicato il link a un documento programmatico composto da interventi di molti veneti che in corso di questi anni hanno creato una vera e propria enciclopedia dell’ìndipendentismo veneto moderno.

Oggi lo mettiamo a disposizione del mondo in forma pubblica e aperta ad ogni modifica e contributo, attraverso un documento google editabile da chiunque lo vorrà fare seguendo questo link.

L’idea di preparare un documento esaustivo nasceva tra il 2007 e il 2008. Oggi esso è ancora più attuale.

A distanza di qualche anno emerge infatti con forza la necessità di creare una nuova classe dirigente all’altezza del compito grande, ma obbligato, che ci aspetta: la costruzione di un Veneto Stato indipendente, moderno, snello, tollerante, aperto all’Europa e al mondo e in grado di portare i Veneti nell’era moderna da protagonisti, come ci meritiamo. Molti dicono che sia un’impresa impossibile. Io credo invece che sia impossibile continuare a restare sudditi di uno stato che ci sta separando dal novero degli stati che appartengono al mondo civile.

Se qualche anno fa tali parole sembravano quasi utopistiche, oggi sono di una drammatica e impellente concretezza e costituiscono di fatto l’unico progetto politico reale e percorribile esistente in Veneto, che sta interessando e coinvolgendo sempre più persone della nostra nazione.

È ad esse che voglio dedicare queste righe, che non sono assolutamente sempre autografe, ma che, anzi, trovano la propria forza proprio per essere state fatte proprie da tanti veneti lungimiranti. Non me ne vogliano se, dopo diversi anni in cui parzialmente o totalmente questi scritti sempre attuali vengono riproposti in modalità aggiornata, in questa edizione non li menzionerò.

Credo infatti che il loro verbo costituisca ormai un insieme di “memi” che uniti e in evoluzione continua costituiscono il nocciolo del sapere e la sete che, in particolare i soci di Veneto Stato, ma credo anche tutti i veneti di buona volontà dimostrano nel dare le risposte ai veneti che ogni giorno di più si avvicinano e vogliono conoscere le ragioni dell’indipendenza.

Gianluca Busato
Press News Veneto Read more

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L’Italia finansia coi schei dei veneti un film rasista contro i veneti

Ghe xè poche parole che posa spiegar el schifo de el film rasista verso naltri veneti “Cose dell’altro mondo”, girà da Francesco Patierno e interpretà da Diego Abantuono che fa la parte de un inprenditor-condutor televixivo.

A parte proprio el cativo gusto de Abatantuono chel podeva risparmiarse de tor in giro el poro Giorgio Panto, chel xè morto da tanti àni e nol pol gnanca difendarse di fronte ale falsità e ale banalità, fa rabia pensar che sto film de m… el xè sta finansià dalo stato talian rasista coi schei proprio dei veneti.

Xè che semo xente sivil, ma sarìa da ndar davanti ai sinema ndoe chei proieta sto film e roversarghe na bea cariolada de leame davanti.

Vergognate italia rasista, parasita, falita e mantegnùa da naltri veneti!

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Le forme-partito moderne e le sfide per il futuro

Scarica “Le motivazioni per l’indipendenza”

Un articolo pubblicato oggi da Ilvo Diamanti su Repubblica pone in evidenza una questione politica secondo noi di primaria importanza anche per il Veneto. Egli afferma infatti che in Italia sia entrato in crisi in modo forse irreversibile il modello di partito personale, alla Berlusconi, per intenderci. Egli sostiene inoltre che tale crisi coinvolge sicuramente il pdl, ma anche la lega nord, che, in forma diversa, si ritrova perfettamente sotto tale definizione.

La forma-partito è una componente determinante a nostro avviso per la riuscita di un progetto politico. A tal proposito vi sono da sempre diverse idee che si confrontano su quale debba essere la migliore architettura di un’organizzazione, che possa permettere una più alta probabilità di ottenimento degli obiettivi che si propone. Tale dibattito crediamo possa essere utile anche per Veneto Stato che ieri ha visto molti soci dibattere su alcuni punti che riguardano proprio tale ambito. Read more

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Speculazioni politiche sull’assoluzione dei Serenissimi

L’intervento dell’avv. Alessio Morosin (Veneto Stato) pubblicato sul Gazzettino del 31 Luglio

Ho assistito con il collega avv. prof. Renzo Fogliata i Serenissimi Flavio e Cristian Contin nel procedimento penale conclusosi con tre sentenze, tutte assolutorie, dalla Corte d’Assise di Padova nel 2007, della Corte d’Assise d’Appello di Venezia nel 2008 e della Corte Suprema di Cassazione in Roma nel 2011. Se è vero che l’iter giudiziario si è concluso dopo 14 anni con il totale crollo dell’impianto accusatorio, è altrettanto vero che il complesso procedimento è stato foriero di sofferenze, pene, ansie, disagi, oneri che nessuno mai ristorerà ai sigg. Flavio e Cristian Contin. I miei assistiti, che si sono difesi «nel» processo e non «dal» processo, ricordano bene chi ha dato loro solidarietà e aiuto morale, come non scordano colui il quale ebbe ad alludere al fatto che sarebbero stati al soldi dei servizi segreti italiani (un vero insulto) o colui il quale – dello stesso partito – da Ministro della Giustizia nel 2001, nemmeno rispondeva alle lettere raccomandate con le quali chi scrive sollecitava di valutare la revoca della costituzione di parte civile del governo. Read more

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Tomat, solo l’indipendenza può salvare il Veneto

Il presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat ha lanciato oggi un forte segnale alla classe politica veneta e in primis al presidente della Regione Veneto Zaia spronandolo a tagliare i costi della politica e ad iniziare una trattativa con il governo centrale per ottenere l’autonomia del Veneto.
Egli ritiene che questo sia il momento buono per negoziare. L’associazione di categoria degli industriali con tale iniziativa fa un ulteriore passo in avanti verso l’acquisizione di una maggiore coscienza dei problemi che attanagliano il Veneto e ciò è sicuramente un fatto positivo. Il fatto negativo è però non aver ancora compreso che le trattative con Roma non hanno possibilità di essere vinte. E nemmeno iniziate per la verità.
Un imprenditore come Andrea Tomat sa, o perlomeno dovrebbe sapere che ogni trattativa, per avere la speranza di andare a buon fine, o anche solo di sembrare una cosa seria per la quale vale la pena dedicare del tempo sedendosi a un tavolo, presuppone che la controparte abbia l’effettiva possibilità materiale di sedersi a quel tavolo con la possibilità di fare scelte. Read more

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