Archive for month: settembre, 2011

GITA FISCALE/ Imprenditori veneti in Slovenia in cerca di banche per i propri risparmi

Tólto da ilsussidiario.net

Di pochi giorni fa la notizia che nel Veneto un piccolo gruppo di imprenditori, ma non solo, abbia aderito ad una “gita fiscale” in Slovenia al fine di acquisire le informazioni necessarie per poter trasferire parte dei propri risparmi nelle casse delle banche istriane. L’iniziativa è stata promossa da Veneto Stato il partito che aveva già fatto parlare di sé la scorsa settimana per un’altra  iniziativa, il tentativo di installazione ad Arzignano (Vicenza) di un monumento inneggiante all’evasione fiscale.
L’operazione, tengono a sottolineare gli organizzatori, è perfettamente legale, per questo, dice Pizzati (segretario di Veneto Stato), “fare il viaggio in corriera ha proprio il valore simbolico di operare alla luce del sole”. Le ragioni di questo viaggio andrebbero ravvisate ovviamente nel sempre più dilagante malcontento e clima di sfiducia che ormai sta investendo il sistema Italia da un bel po’ di tempo: “Perché dovremmo tenere i nostri risparmi dove gli avvenimenti ispirano poca fiducia?” ribatte Pizzati. “I parlamentari italiani si fanno pagare tre volte tanto la media europea, e preferiscono alzare le tasse che diminuire alcuni assurdi costi della politica”. Non sembra essere un pensiero isolato, questo, anzi per alcuni tale concezione è oramai così radicata nella base degli italiani. Un certo populismo se non contenesse una denuncia di fatti gravi e reali. Se questo tipo di iniziative prendessero piede  i rischi sarebbero ovviamente gravi: soprattutto in questo delicato momento di transizione dove tutto sembra essere scosso dalla crisi economica. Il rischio di una fuga di capitali e il desiderio di una maggior garanzia sul futuro dei proprio risparmi sono due facce di una stessa medaglia. La fuga di capitali può rappresentare l’ennesimo segno di sconfitta di un sistema che ormai sembrerebbe non essere più in grado di tutelare la sua stessa sopravvivenza, ed è quanto sostengono i vari detrattori dell’Italia che tanto trovano spazio in tv e giornali, oppure può essere il punto di partenza per prendere atto da parte di tutti che è ora di ricostruire quella fiducia fra persona e stato che dagli anni di tangentopoli è stata infranta.
Una fiducia imprescindibile, più di qualunque manovra anti crisi, se si vuole provare a salvare l’Italia. Altrimenti il rischio è che in futuro di gite fiscali come quella degli imprenditori veneti ne possano venir organizzate parecchio.

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Non tiriamogli le monetine, portiamole in Slovenia

Arrivi in Slovenja, ti apri un codice fiscale in 5 minuti con 1 firma. Vai in banca, apri un conto corrente in 5 minuti con 3 firme ( dati anagrafici, specimen di firma, contratto di conto corrente). Se vuoi depositi, altrimenti ti fai un bel bonifico dal tuo conto italiota. Tasso d’interesse 3,30% fino a 100 mila euro, oltre i 100 mila 4,10%.
Imposta di bollo NON ESISTE, aliquota fiscale sugli interessi: ZERO fino a 1000 euro di interessi fruttiferi annui, oltre il 20% sull’eccedenza vale a dire che se prendi 1500 euro di interessi paghi le tasse solo su 500 euro. Costo del conto corrente 1,99 euro al mese flat ma se hai l’internet banking costa 1,68 euro. Costo della carta di credito 18 euro all’anno contro i nostri 30/35 euro. Commissione sul prelevamento bancomat in Italia 0,50 euro contro i 2,50 euro di certe banche. Costo del bonifico 1,86 euro contro i 4/5 euro della media italiota. E’ TUTTO LEGALE, SEI IN EUROPA, SEI NELL’EURO…CHI DICE CHE SEI UN EVASORE DICE IL FALSO E MERITA DI FINIRE DAVANTI AL TRIBUNALE EUROPEO PER I DIRITTI DELL’UOMO !

VENETI SVEGLIA : L’ITALIA CI HA FOTTUTO CON L’EURO, ORA RIPAGHIAMOLA CON LA SUA STESSA MONETA !

Stefano Venturato
Veneto Stato – Padova Read more
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Fuga fiscale, i venetisti aprono dieci conti correnti in Slovenia

Tólto da CorriereVeneto

Il piccolo imprenditore, l’agricoltore, il bancario: «Via i nostri risparmi da questa Italia al collasso»

CAPODISTRIA (Slovenia) – È partita alle 8,30 di lunedì dal casello di Mira-Oriago la «gita fiscale » in Slovenia, seconda avventura mediatica di Veneto Stato, dopo l’inaugurazione del «monumento all’imprenditore» di qualche tempo fa ad Arzignano. Il tempo di riunire sul pullmino tutti i partecipanti (una trentina) sotto l’occhio attento delle telecamere. Una umanità varia, unita sotto il bandierone del partito venetista da questioni fiscali e politiche. D’altra parte, fisco e politica, combinazione irresistibile, sono stati il propellente per tutte le esperienze autonomiste nostrane: dalla prima Liga Veneta a Progetto Nord Est di Giorgio Panto. A ben vedere, ora una differenza c’è: in gioco, qui, non c’è solo la «rivoluzione della pancia », quella dei leghisti della prima ora; per i membri di Veneto Stato la fine del sistema Italia è inevitabile.

E non è mica una iattura; piuttosto, una grande occasione per togliersi il resto del Paese dai piedi. «Passione e collasso vanno a braccetto – chiarisce l’ideologo Alessio Morosin, avvocato e autonomista storico – perché le rivoluzioni scoppiano quando la pancia è vuota». La crisi, cioè, fa da detonatore. Ed è sempre meglio prendersi per tempo: di qui la trasferta a Capodistria, in Slovenia, per mettere i risparmi al sicuro in un paese che vive i propri anni Sessanta. Per la cronaca, sono una decina i partecipanti alla «gita fiscale» che hanno aperto conti correnti in Istria. Tanto con l’Italia è comunque finita. Non solo per gli slogan o per le carte di identità con il Leone appiccicato, ma perché qui il portafoglio è sotto scacco. «Non ho più fiducia nel nostro sistema – afferma Walter Torresan di Preganziol (Treviso) – può accadere di tutto: il crollo è dietro l’angolo, con il debito pubblico al 120% sul Pil». L’Italia? «Sempre quella di Gelli, Sindona, Calvi – spiega Claudio Rigo di Casier (Treviso) – non mi fido: chi lo sa, magari da un giorno all’altro ci tolgono i soldi dal conto corrente ». E c’è chi al sistema si oppone di persona. Come Angelo De Marchi di Treviso, che le tasse non le paga più «da quando, nel 1996, la Finanza se l’è presa con me. Mi mandino Equitalia, che gli offro un caffè».

E come Giorgio Fidenato di Pordenone, presidente dell’associazione «Agricoltori federati», che ha stabilito, dal 2009, che la figura del sostituto d’imposta va abolita: «Non spetta a noi – spiega – fare gli esattori ». Fra i venetisti accorsi ad aprire un conto corrente in Slovenia anche Stefano di Albignasego (Padova), che di mestiere fa il bancario: «Il rischio di una patrimoniale – afferma – c’è, eccome: tanto vale diversificare». Cioè mettere il capitale un po’ qui e un po’ lì. Unisce tutti la cocente delusione per i partiti di provenienza, Carroccio e Pdl: due volte traditori, per avere ingannato il popolo su federalismo e liberalismo. «Non trovo parole – afferma Gianfranco Favero di Quinto (Treviso), ex pidiellino – per descrivere la mia delusione». Ma perché Veneto Stato dovrebbe riuscire lì dove ha fallito la Lega? «Perché il nostro percorso è diverso – chiosa il segretario Lodovico Pizzati -: allo Stato italiano non chiediamo niente. Come è accaduto nel Sudan del Sud e nel Montenegro, una volta al potere in Regione organizzeremo una consultazione popolare sotto l’egida della comunità internazionale. Certo, servono i numeri: ma in un anno ci siamo moltiplicati».

Marco de’ Francesco
27 settembre 2011

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Veneto Stato infrange la barriera fiscale

La diligenza di Veneto Stato arriva a destinazione. Partita dal casello di Mira con trenta risparmiatori veneti (piccoli imprenditori e pensionati), fatta la tappa a Portogruaro per far salire imprenditori del pordenonese, fatta la sosta caffè a Trieste, la corriera indipendentista giunge alla meta slovena in tarda mattinata.
A bordo anche un reporter del Corriere e una troupe di Matrix (per andare in onda su Canale 5 per la puntata di mercoledì 28). L’autobus carico di risparmi veneti deve prima passare all’ufficio del Ministero delle Finanze sloveno a Capo d’Istria per farsi rilasciare dei codici fiscali sloveni. Non c’è fila e per ogni risparmiatore bastano cinque minuti.
Il programma della giornata prevede pranzo con vista panoramica mozzafiato sopra il porto di Isola d’Istria, perché in Slovenia le banche fanno orario continuato fino le 19.00 e non c’è fretta. Dopo il pasto di pesce e vino bianco, Veneto Stato raggiunge la comunità veneta in Slovenia per un’ora culturale, e uno scambio di doni.
Il segretario Lodovico Pizzati regala una bandiera di Veneto Stato al presidente della comunità istro-veneta, Silvano Sau, il quale ricambia con il suo ultimo libro sulla dedizione istriana alla Serenissima.
Per concludere la splendida giornata di fine Settembre, vengono aperti conti correnti alla Gorenjska Banka con una semplicità disarmante. I funzionari di banca rimangono sorpresi nel sentirsi domandare il costo del bollo sui conti o il costo per ogni rigo di transazione, tutti balzelli che fuori dallo stato italiano non esistono. Costo per apertura conto, zero, costo prelievo bancomat 0,50 euro, costo online banking 1,60 euro e nessun importo minimo da versare all’apertura: il confronto con i costi del sistema bancario italiano è imbarazzante.
Mettere tutte le uova in un paniere non è cosa saggia e oggi Veneto Stato ha dimostrato che diversificare i propri risparmi anche al riparo del crescente rischio-paese significa investire con intelligenza oltre che essere un’operazione semplice, legale e a costo zero.

Press News Veneto

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Diligenza di liberazione fiscale: cronaca live della giornata

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Matrix a bordo della diligenza in fuga fiscale

Dopo il monumento all’imprenditore Veneto Stato organizza corriere di risparmiatori in fuga dalla declassata Italia alla Slovenia AA.

Partenza prevista alle ore 8.00 da Mira, arrivo a Capo d’Istria per metà mattinata, apertura conti bancari in Slovenia, pranzo con imprenditori locali, incontro con l’associazione veneti in Slovenia nel primo pomeriggio, e rientro previsto per le 19.00. Questo è l’itinerario della “gita fiscale” organizzata da Veneto Stato, partito recentemente finito sotto i riflettori per l’iniziativa del monumento all’imprenditore ad Arzignano (Vicenza). A questa spedizione hanno aderito decine e decine di risparmiatori veneti (piccoli imprenditori, pensionati, impiegati, partite IVA, e un avvocato) e a bordo della diligenza carica di risparmi salirà anche Matrix (Canale 5) per mandare in onda questo mercoledì sera un resoconto sulle reazioni venete all’attuale crisi.

“Vogliamo sfatare un secondo mito sull’evasione,” spiega Lodovico Pizzati, segretario di Veneto Stato. “Ad Arzignano abbiamo detto basta denigrare la classe imprenditoriale. C’è chi sbaglia ed è giusto che paghi una multa, ma la maggioranza delle imprese venete è onesta e paga un sacco di tasse.” Ad Arzignano la Questura fermò la posa del monumento in centro, ma bloccare dei capitali in fuga sarà più difficile data l’assenza di frontiere. “Fare il viaggio in corriera ha proprio il valore simbolico di operare alla luce del sole,” continua Pizzati. “Siamo nell’Unione Europea e dal 1992 c’è libero movimento di lavoro, merci e capitale. Come uno sloveno è libero di venire a lavorare in Veneto, un veneto è libero di portare i propri risparmi in Slovenia.” Legalità a parte esiste anche una componente morale, se non patriottica, di portare all’estero risparmi in un momento di crisi dei conti pubblici. “L’Italia è stata declassata a A con tendenza negativa, mentre la Slovenia è AA,” ribatte Pizzati. “Perché dovremmo tenere i nostri risparmi dove gli avvenimenti ispirano poca fiducia? I parlamentari italiani si fanno pagare tre volte tanto la media europea, e preferiscono alzare le tasse che diminuire alcuni assurdi costi della politica.” Insomma, l’iniziativa ha un risvolto politico anche se può allettare gli interessi del singolo risparmiatore. “I parlamentari sloveni hanno uno stipendio di €50 mila euro all’anno rispetto i €150 mila del parlamentare italiano. Quella è gente seria, e comprare debito pubblico italiano significa dare i nostri risparmi in mano ad una classe politica che si dimostra irresponsabile.” Un gesto simbolico che se prendesse piede potrebbe anche intaccare i bilanci delle stesse banche venete. È forse per questo che il punto d’arrivo della diligenza di Veneto Stato è sulle coste istriane della Serenissima. Si passano le frontiere degli stati attuali, ma per chi si ispira alla Repubblica Veneta non si sconfina.

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La diligenza di VS sul Corriere

Articolo a pagina 7 del Corriere del Veneto di Domenica 25 Settembre 2011

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Eretto il monumento all’imprenditore, ora da “Piazza Pulita” a Capodistria

Tólto da VicenzaToday.it

Dopo la partecipazione alla trasmissione di La7, Veneto Stato rilancia le gite fiscali: la prima lunedì 26 in Slovenia. Lodovicp Pizzati: “Andiamo a raccogliere informazioni e a mangiare con la comunità veneta
Il monumento all’imprenditore l’ha spuntata e ce l’ha fatta a piazzarsi di fronte al municipio di Arzignano. Per avere ilpermesso comunaleVeneto Stato è riuscito a coinvolgere “Piazza Pulita”, la nuova trasmissione di La7 condotta da Corrado Formigli, e a portare in piazza non solo gli imprenditori di Arzignano, ma anche gli imprenditori alluvionati del vicentino, del padovano e del veronese.Ad attirare l’attenzione dei telespettatori e della folla presente in piazza non è stata però la causa degli imprenditori oppressi dal fisco, né il monumento a forma di crocefisso a loro dedicato da parte di Veneto Stato. La scena è stata rubata dalla corriera presente in piazza e introdotta durante le prime immagini, pronta per la partenza verso la Slovenia.

“Siamo infuga fiscale e lunedì ripeteremo il viaggio in Slovenia” conferma Lodovico Pizzati, segretario politico di Veneto Stato. “L’iniziativa è nata per sfatare un secondo mito sull’evasione. Siamo nella UE e c’è libero movimento di capitale. Aprire un conto in Austria o Slovenia è come aprirlo in Lombardia o in Emilia, basta dichiarare il dovuto con gli appositi moduli” L’iniziativa è stata lanciata con tanto di modulo d’iscrizione onlinedopo un dibattito acceso sul tema della fuga di capitali martedì 13 a Canale Italia che ha coinvolto lo stesso Pizzati.

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Solo il Veneto Stato indipendente può salvare l’Italia dal crack

Come Gorbaciov in Urss, oggi Napolitano non potrà fermare il disfacimento del regime italiano

Mentre tutto sembra crollare, aumenta in modo sostanziale la sensazione di vivere il crepuscolo di un regime. Nessuno sa di preciso quale sarà il nuovo equilibrio politico, ma anche sociale ed economico, da qui anche a soli pochi mesi. Il sistema è in fibrillazione sotto i colpi della più grave crisi dello stato italiano dal dopoguerra, ma forse persino dalla sua nascita.

Le consorterie di palazzo si apprestano forse a scaricare Berlusconi, caprio espiatorio e puzzone da bruciare, nella tradizione italica, come Craxi e Mussolini, per cercare di allungare la vita di uno stato nato morto, dove ormai tutto puzza di cadavere. Non c’è un partito, non c’è un leader politico, niente di niente che la possa salvare. Non c’è neanche il becchino, per citare Montanelli.

Certo, esistono bravissime persone che ogni giorno si danno da fare per tenere in piedi la baracca, ognuno nel suo ruolo (a parte i politici italiani, ovviamente). Ma ormai le brave persone nulla possono, contro l’acqua che sta gonfiando la barca.

Io non voglio unirmi al coro di chi fa il tifo per la bancarotta dell’Italia. Non lo voglio fare, perché immagino cosa potrebbe significare. Anni di impoverimento spaventoso, di disoccupazione endemica, probabilmente. Aumenteranno fenomeni come la prostituzione femminile, per la sopravvivenza. Cresceranno la criminalità e il disagio sociale. Da questi traumi non si esce alla leggera, essi toccano il tessuto sociale in profondità. Purtroppo però l’orchestrina del Titanic è troppo impegnata a suonare la solita musica e anche i nuovi orchestranti che la vogliono sostituire conoscono solo che gli spartiti della partitocrazia, del centralismo burocratico e della cultura anti-imprenditoriale. Read more

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Il monumento all’imprenditore ritorna ad Arzignano

Giovedì sera dalle 21.15 a mezzanotte il centro di Arzignano sarà in diretta televisiva con “Piazza Pulita” il nuovo programma de La7 condotto da Corrado Formigli. Promotore dell’incontro è Veneto Stato, rinomato in questa cittadina conciaria per aver portato in corteo il monumento all’imprenditore in difesa di un settore produttivo denigrato dalla stampa come la capitale dell’evasione.
“Alla fine il monumento arriva in piazza” dice soddisfatto Lodovico Pizzati, segretario di Veneto Stato, riferendosi al divieto della questura di entrare in centro durante la manifestazione di sabato 10 Settembre. “Il monumento è solo un simbolo, quello che è importante è aver portato la questione veneta, e la difesa delle nostre imprese sotto i riflettori nazionali.”
La diretta televisiva infatti, al contrario dell’attenzione mediatica delle ultime settimane, non è incentrata sullo scandalo dell’evasione. Veneto Stato ha spostato l’asse andando al contrattacco. “Paghiamo tasse da Svezia, riceviamo servizi pubblici sempre più da Albania, e poi dobbiamo competere con la Cina mentre i media italiani ci tirano sassate?” si domanda Pizzati. “Non crediamo più a soluzioni che passano per Roma, noi dobbiamo scrollarci di dosso l’intero sistema altrimenti chiudiamo bottega e non ci rimarrà altro che da scegliere tra l’emigrazione e la povertà. E a questa rassegnazione Veneto Stato non ci sta”
I giornalisti de La7 intervisteranno imprenditori delle vallate dell’Agno e del Chiampo, ma hanno dato conferma della loro presenza anche gli imprenditori alluvionati del Veronese, del Vicentino e del Padovano. “L’idea è appunto di dare voce a chi è in trincea in prima linea” conclude Pizzati “è ora di fare sentire il nostro supporto a tutto il nostro settore produttivo, perché in questo momento di crisi ne hanno bisogno. Giovedì sera saremo in tanti.”
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