Archive for month: Ottobre, 2011

Uniti, Nella Mediocrità

E così finisce la saga. Il segretario si scusa, si riappacificano gli animi, si và tutti a Vicenza. E farete autocritica, immagino. Dovrete pentirvi di avere anche solo pensato cose malvage, come contestare il Presidentissimo o il Segretarissimo. Uniti si vince, sarà il mantra. Anche le pecore stanno unite, e ben dirette da qualche furbo cane pastore.

No, grazie. Io preferisco i ribelli. Non amo quelli che chinano la testa con il pretesto di riconoscere un direttore. Perché qui non si trattava di parteggiare per il partito del Segretario o per quello del Presidente, qui si trattava di conquistare una consapevolezza prima di tutto individuale, dell’essere per uno su N padroni del partito. Questa è la grande sconfitta che ne è uscita, fatalmente, da questa vicenda. Ad avere perso è la persona, come individuo prima di tutto, e come comunità di singoli individui associati nella fermezza di imprimere la propria volontà. Ha perso la  sovranità, non dei capi. Non è un popolo sovrano quello che ha vinto, ma è un popolo di vassalli che ha radunato la plebe, ai comandi dei loro rispettivi capi.

Non c’è storia. Qualcuno mi ha chiesto di venire all’assemblea di Vicenza, ora che Pizzati si è arreso. Peccato che non era Pizzati il mio capo, ma era ed è la mia coscienza. Andateci voi a Vicenza, io non mi associo, io mi ribello, io mi rifiuto, io asserisco il valore della persona, che doveva respingere uno ad uno, ogni uno, i diktat di chi era assunto, incaricato, come gestore per fare una missione. Non c’è assemblea neutra se è guidata dai dirigenti, ed invece sarà così.

Chi si sente perduto nello stare fuori dal gregge, nel non essere consapevole di sé stesso e della propria personale responsabilità, non accetta l’esistenza di chi reagisce, e così si scaglia contro chi si distingue, non stà nei ranghi, non si allinea. Così in seguito a queste parole io mi aspetto una marea di biasimi. Qualcuno dirà che sono un guastafeste, un irresponsabile, o anche un folle eccentrico. Non mi aspetto che questo popolino che non mostra la sua forza rifiutando il dogma del capo, comprenda le ragioni che sto invocando, e di sicuro salterà anche fuori qualche mascalzone a cui avrò fatto il contropelo nel passato e sentendosi protetto nell’anonimato che conferisce il confondersi nella massa ne approfitterà per sbraitare inveendo anche più forte degli altri.
Adesso siamo tutti contenti perché i capi si sono accordati, uno deponendo le armi e l’altro imponendo la sua supremazia? Ma per carità! Il popolino ha perso. Il Veneto indipendente? Si, lo avrete, forse, ma non illudetevi, sarà come è oggi, con i suoi capi indiscutibili, con i suoi comitati per la purga, con i suoi vassalli e i suoi intrallazzatori, e qualche meschino fanatico che minaccerà anatemi contro il libero pensiero che diventerà “collaborazionismo” o “cospirazione”.

Perché un popolo che non mostra i coglioni, è un popolo che si fa usare, un parco buoi per arare i campi.

 

Claudio Ghiotto H.

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No gò la bacheta magica e forse le motivasion le xè altre

In ste ore pì de cualche socio me gà domandà de ativarme pa catar na mediasion in Veneto Stato, pa evitar che vegne fati do congresi.
Gò tacà donca a sentir i direti interesati. Gò sercà de farli ragionar. Me toca dir parò che la situasion la xè iragionevole.

Pultropo le rigidità le xè evidenti. Dale reasion a gò paura che le motivasion vere no sipia de caratere personale.
O mejo, vien doparae motivasion de caratere personal par scondar le vere motivasion che forse le xè politiche.

Alora se le motivasion le xè politiche e vien adote a scuxa le motivasion de caratere personal, el conpito de metar d’acordo le parti el xè superiore ale me capasità e forse a quele de qualsiasi mediator. Parché in tal caxo a vol dir che qualcuni el gà l’intarese politico a ronpar. O forse tute e do le parti le gà chel’intarese, parché VS nol riese a esar el contenitor politico che riese a far sintexi dele poxision.

Ghe xè do anime politiche che se sta confrontando. Una che vol un Veneto Stato indipendente moderno e tolerante, verto ale sfide del mondo contenporaneo. E n’altra che vol un Veneto Stato indipendente che se sara al mondo globalixà. In teoria ste do conponenti le podeva ndar vanti insieme par ver prima de tuto un Veneto Stato e basta. El problema el xè che la prima conponente la stava numericamente cresendo de pì. E donca la seconda anema, che co xè partìo Veneto Stato la gera in magioransa numerica, la gà ciapà paura de pasar in minoransa. Ste conponenti, vardè ben, no le centra coi veci movimenti pnv e veneti morti e sepolti. Le xè proprio convinsion politiche de baxe.

Le xè le stese conponenti che le gà portà ala sision dei partiti indipendentisti in tante parti d’Europa. Read more

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Risposte all’estremo tentativo di ricucire

Pubblichiamo in questo spazio le risposte (con nome e provincia di provenienza) che stiamo ricevendo all’articolo “A pranzo o a cena“.
Le terremo in evidenza per una precisa scelta editoriale, perché vogliamo dar voce alla grande maggioranza dei soci e dei simpatizzanti di Veneto Stato che della lotta per le poltrone in atto non ne sta capendo nulla.

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Ottima idea, chissà che non si riesca a porre fine alle ultime quasi ridicole baruffe chiozzotte 🙂

Annalisa, Padova

Magari un po’ all’ultimo minuto, ma spero che questa proposta raccolga le giuste adesioni e si trovi un compromesso, certo ora si vedrà chi ci tiene veramente al Veneto ed è disposto a far qualsiasi cosa per giungere all’indipendenza.

Riccardo, Vicenza

Buongiorno a tutti, confesso di non aver compreso, per motivi contingenti e cronologici NULLA di quanto sta succedendo, mi sono iscritto a Veneto Stato, dopo la vostra “performance” di Arzignano e credo che in questo processo storico anche UN solo iscritto abbia giustificato quell’evento dimostrando che seminando, verità, seminando giustizia, seminando valori, qualcosa si raccoglie sempre. Sono un uomo mediocre, nel senso semantico della parola, uomo nella media e quindi non credo di avere alcuna dote che mi permetta di far emergere il “mio” pensiero ma proprio in virtù della mia mediocrità ritengo di appartenere ad una grande massa (finora silenziosa) che potrebbe rilevarsi fondamentale ai fini del progetto indipendentista. Le rivoluzioni signori non le fanno i capi-popolo, le fanno il POPOLO e oggi credo sia veramente giunta la GRANDE OCCASIONE, il popolo sopratutto quello VENETO ha perduto ogni riferimento e ogni aspettativa nei confronti di questa attuale classe politica, corrotta e mafiosa. Il popolo ha compreso il grande bluff della LegaNord, arroccata su posizioni ultra-romane cercando di “vendere” una padania che non è mai esistita e alla quale non credono più nemmeno loro. Da uomo mediocre, quale io sono, ho la CERTEZZA che alle prossime elezioni elettorali ci sarà un grandissimo voto di ASTENSIONE (io sarò tra quelli) e siccome faccio “media” sono sicuro di non sbagliarmi, a meno che… a meno che le aspirazioni e le delusioni del Popolo non trovino in qualche altro contesto la loro collocazione. Veneto Stato avrebbe, potrebbe avere questo ruolo STORICO. Non è un caso se i media nazionali hanno recentemente fatto focus su questo movimento, da buone “volpi” mediatiche hanno compreso il declino della Lega e quindi guardano con “attenzione” chi cerca, tenta, pensa di porsi come alternativa ad un partito (La Lega) che avrebbe realmente potuto cambiare le sorti di questo paese e che invece si è impantanato nella palude romana, distruggendo sogni e aspirazioni dei più… Bene è voi cosa fate per sfruttare un momento così, propizio? L I T I G A T E!!! Dimostrando a gente mediocre come me che e lo voglio dire in lingua: XE PEZO EL TACON DEL SBREGO! Ma dove volte o credete di andare? Ho gettato 20, miserabili, euro in un progetto che abortirà prima ancora di nascere, ma non sono i soldi gettati che fanno male, è la delusione di aver gettato alle ortiche una volta di più, ideali, aspirazioni, desiderio di libertà, voglia e orgoglio di appartenenza. Mi auguro che chi ha ruoli di responsabilità si guardi ( senza retorica) allo specchio dell’anima e pensi a quale responsabilità si sta assumendo, il tradimento della Lega in confronto appare una barzelletta, mi appello a tutti coloro che ancora credono in questo ideale affinchè si faccia realmente di tutto perchè questo progetto non abortisca, una “carega” non può valere l’anima del Popolo Veneto, se così fosse il nostro Popolo non ha futuro, e questa credo sia l’ultima chance e la vostra grande vergogna! Pensèghe!

Ruggero, Vicenza

Anch’io come Ruggero sono entrato (da poco) in Veneto Stato per amore della mia terra e perchè essa e quanti verranno dopo di noi abbiano un futuro migliore.. Sono entrato con tanto entusiasmo, ma vi dico che dopo lo spettacolo pietoso alla quale ho assistito in questi giorni ho solo tanta voglia di piangere.. A tutti i responsabili di questi eventi dico: lasciamo perdere per il momento la convocazione di qualsiasi Maggior Consiglio e chiaritevi tra voi.. ne va del futuro della nostra Patria. Guardate che fuori c’è tanta gente che ha bisogno di speranza e tanta gente che è stanca di lamentarsi e che qualcosa vuole fare per uscire da questo pantano.. Che diritto avete di deludere le aspettative di tutta questa gente per questioni di rancori personali o peggio, di poltrone? Vi rendete conto o no che state gettando nel ridicolo Veneto Stato? Sono un semplice socio sostenitore MA VI IMPLORO, TROVATE L’UNITA’, NON DELUDETE LE NOSTRE SPERANZE E QUELLE DEL VOSTRO POPOLO!!

Matteo, Vicenza

Se serve la me presensa , oviamente, a so disponibie.
Sani.

Gianluca Panto

Gianluca,troveve e parleve na volta par tute: a chi xe che ghe pol ndar ben a frase muoia Sansone co tuti i Filistei? Vardè che da sta cenere stavolta qua no rinasse pì gnessun…
W San Marco !

Ferdinando, Venezia

Gianluca, te prego de farme saver co che ve trovè, vojo esarghe anca mi. Gò visùo la separasion dela Liga tra Rocchetta e Tramarin, xè sta l’origine dele nostre disgrasie, da là semo diventai servi dei varesoti.

Giorgio, Treviso

SAREBBE COSA BUONA E GIUSTA, TANTO PER CITARE UNA FRASE FUORI DAL “politichese talian”.

Ernesto, Venezia

E DAI CHE CAZZ…. TROVATEVI RIPIANATE I PROBBLEMI RIPARTIAMO TUTTI INSIEME PIU FORTI SIAMO QUA AD ASPETTARVI E LA SPERANZA DI UN VENETO DI UNA MADRE PATRIA CHE AVETE RISVEGLIATO VOI TUTTI INSIEME E NOI TUTTI INSIEME A VOI ANDREMO A REALIZZARLA STA VENETA REPUBBLICA ;CI STA ASPETTANDO DA 146 ANNI NON DELUDIAMOLA ANCORA . SIAMO VENETI RISPETTOSI DI REGOLE E LEGGI QUESTO CI DEVE DISTINGUERE DA L’ITAGLIA DAI FIOI WSM

Gianni, Venezia

Cari Giustino Cherubin, Patrik Riondato, Lodovico Pizzati, Antonio Guadagnini, Gianluca Panto, Lucio Chiavegato, Geremia Agnoletti, Claudio Ghiotto, Giacomo Mirto, Alessio Morosin, Alessia Bellon, Umberto Cocco, Massimo Busato, Patrizia Badii;

Lo scorso sabato per raccogliere le firme ho sacrificato la mia famiglia per dar loro una vita migliore, chiederò loro di portare ancora pazienza e MI METTO A DISPOSIZIONE DI VENETO STATO FIN DA SUBITO per cercare di raggiungere l’obiettivo di un unico Maggior Consiglio.

Distinti saluti a tutti voi.
WSM
Zanin Cristiano, Treviso

Ciao Gianluca. Ti ringrazio per la considerazione che nutri in me, citandomi tra i big del partito. Forse è ecessiva anzi ne sono sicuro.

Io lo dico ufficialmente, sono arrivato al limite. Al limite perchè è da una settimana che non si parla d’altro, tutto il mio tempo libero l’ho dedicato a srotolare questa matassa. Ora è arrivato il momento, almeno per me, di dire BASTA.

Non ripercorro la storia, credo che sia nota a tutti.

Io il tentativo di mediazione, per la convocazione di un’assemblea da parte dei soci l’ho fatta, eccome se l’ho fatta.
Ma mi capite che se dopo 3 giorni di lavori l’altro sottoscrittore (Zanin) mi viene a dire, dopo aver concordato con me le necessarie modifiche, che non è disposto a cambiare una virgola del suo Odg e regolamento presentato, io cosa devo fare o pensare?

Il Presidente, al contrario di tante malevoci, aveva fatto un chiaro passo indietro. Si era reso disponibile a ritirare la sua convocazione purchè la base trovasse l’accordo per una sola convocazione. Ebbene, questo accordo non è stato trovato e scusate la non modestia, di certo non per colpa mia.

Detto ciò ho fatto l’unica cosa da andava fatta: ho ripassato la palla al Presidente il quale vista la situazione confusionaria (e 3 assemblee convocate) ha deciso di confermare la sua a Vicenza (regolare e legale al 100%).

Per ma la storia si chiude qua.
Non chiamatemi più per mediazioni o accordi culinari, non hanno senso. Non stiamo giocando a briscola ma stiamo decidendo le sorti di un partito.

Concludo quindi dicendoti che io andò all’unico congresso legale di Veneto Stato convocato, quello a Vicenza. Li si potrà discutere su tutto ed eleggere gli organi che più sentiamo rappresentativi.

Se vuoi/vorrete la sera ci fermeremo nel vicentino e faremo la tanta agognata mangiata al grido di Veneto Stato Indipendente!

Giacomo Mirto, Verona

Grande Giane! Spero moltissimissimo che ve trovè presto. Bastoneve, imbriagheve, abbracieve….fe queo che xe da far, ma salvè tuto!!!!

Bruno, Treviso

poro leon 🙁

Tiziano, Treviso
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due parole un obiettivo

Cari Soci,

parlando al telefono o in riunion co tanti de voialtri me toca spiegar come che semo riva’ a sta inevitabile scissione che ghe sara’ el 23 otobre. Me son rexo conto ieri (co che me xero promeso de ciamar uno a uno tuti) che el punto de no ritorno el xe sta pasa’. Come segretario me asumo le me responsabilita’. Go parla’ co soci che asolutamente no i ndara’ mai a Vicensa (evito de darve le motivasioni chi par no far polemica), e ghe xe naturalmente chi che no ndara’ da nesuna parte ma a Vicensa. Insoma, se ga crea’ tre grupi, uno de cua’, uno de la’, e uno (de larga magioransa) che no ne vol pi saverghine. Xe on falimento par tuti, ma sora de tuto mio come segretario.

Dal 23 andaremo tuti par la nostra strada, ghe sara’ inevitabilmente inbarasanti confronti in tribunale e in televixion co do grupeti che rivendica la titolarita’ de nome e de logo. Ghe go rifletu’ e pultropo sara’ cusi’. Alora ghe tegnevo oltre che a rigrasiar tuti cuei che me ga scrito e ciama’ par darme el so suporto, volevo anca dir ai soci che no i me stima o che in cualche maniera i xe deluxi de mi, che mi ve vojo comuncue on gran ben e ve rengrasio par l’esperiensa fata insieme in sti 13 mexi de ativita’. Andaremo par strade separa’, ma so che co che se incroxaremo ghe sara’ senpre on senso de fradelansa fra de noialtri (basta no parlar de politega). Cuesto parche’ a fondo de sta scission no ghe xe problemi personali, come che cualcuno pol pensar, de sicuro no ghe ne xe fra mi e Giustino.

Alora, rivando al punto dela me letara ve ligo chive soto cuel che gaveo scrito el 28 setenbre al minor consejo. Ve la alego solo par informasion parche’ tanti me domanda le dinamiche. E ala baxe dele dinamiche no ghe xera asolutamente on acordo de rifar le cariche dopo on ano de ativita’.

On grasie de cor a tuti,

Lodovico Pizzati
Segretario – Veneto Stato

PS. Ghe go mola’ de far telefonate parche’ le faxevo solo nel intento de riusir far on congreso unitario in luogo intermedio. Deso che xe asicura’ che ghe sara’ do congresi ga poca inportansa far gara a chi che ga manco prexense. Ghe xe na fila de nove persone che sevita rivar, e xe cuelo che me da la carica par nar vanti anca in sti momenti molto dificili. Sento l’indipendensa che se avicina.

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A pranzo o a cena

Io credo che la stragrande maggioranza delle questioni dibattute internamente a Veneto Stato siano molto semplici da risolvere. Ce n’è una su tutte che secondo me permetterebbe di risolvere ogni altro punto esaminato in modo semplificato.
La questione è il riconoscimento reciproco che dobbiamo darci come persone attive nel processo indipendentista, ognuno nel proprio ruolo storico o istituzionale. Credo che la stragrande maggioranza delle incomprensioni sia dovuta a vecchie ruggini e antichi pregiudizi tra i soci fondatori. Ritengo che tali questioni siano banali, ma che abbiano portato la situazione a sfuggire di mano.
Non voglio rassegnarmi alla tragedia di due convocazioni. Non voglio nemmeno illudermi che allo stato le cose si possano risolvere facilmente. Ma è chiaro che non esiste nulla di impossibile.
Allora voglio fare un appello agli uomini liberi e forti che tanto hanno saputo dare per la speranza di un Veneto Stato indipendente. Ricordatevi che o vinciamo tutti assieme oppure perdiamo tutti assieme. Perché se è pur vero che in tante altre nazioni senza stato esistono più partiti indipendentisti, è altrettanto vero che nel Veneto ciò è deleterio, per la peculiarità della nostra storia politica, che è stata costellata di divisioni e frammentazioni, che come i più saggi sanno, sono state tutte favorite dall’intervento dell’Italia.
Allora voglio fare un altro tentativo, perché ho il dolore nel cuore per la disperazione dei nostri soci che è la mia disperazione.
Ritroviamoci al più presto, tra dirigenti e soci che hanno un’influenza storica. Definiamo PRIMA di domenica prossima un luogo comune ove ritrovarci a congresso, definiamo assieme un ordine del giorno comune, senza diktat da una parte né dall’altra.
Nessuno faccia finta di non sapere che restare rigidi sulle proprie posizioni ora, senza aperture, significa arrestare il processo indipendentista.
Giustino Cherubin, Patrik Riondato, Lodovico Pizzati, Antonio Guadagnini, Gianluca Panto, Lucio Chiavegato, Geremia Agnoletti, Claudio Ghiotto, Giacomo Mirto, Cristiano Zanin, Alessio Morosin, Alessia Bellon, Umberto Cocco, Massimo Busato, Patrizia Badii, mi rivolgo a voi, solo per citare alcuni nomi, ma se altri vogliono aggiungersi ben venga. Abbiamo solo questo sabato e questa domenica per organizzare un pranzo o una cena di lavoro per dipanare una matassa che si sta ingarbugliando.
Non nascondiamoci dietro a un dito, non accampiamo scuse.
Troviamoci per accordarci su un piano di lavoro condiviso, da sottoporre ai soci per approvazione o modifiche, chiedendo loro umilmente scusa.
Sappiamo tutti che non è semplice, esistono odi personali, ma non dobbiamo vivere assieme, dobbiamo solo permettere ai cittadini veneti di portare avanti la speranza per l’indipendenza del Veneto. Nessuno ci può fermare, a parte noi stessi.

Gianluca Busato

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Lettera aperta di Riccardo Zanconato

Tweetgovernment,politics news,politics news,politics   Riceviamo…

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Il presidente faccia un passo indietro

Siamo di nuovo ad una situazione di stallo in Veneto Stato. Ora però è tutto più grave. Non c’è più infatti la contrapposizione tra il segretario e il presidente (e non voglio ora sapere se sono in carica, dimessi, esautorati, dimissionari, repressi, caparbi o prepotenti).
Ora la contrapposizione, anche se non lo si vuole ammettere è tra il Presidente e una forte rappresentanza di soci di Veneto Stato, a quanto pare addirittura la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Il segretario infatti ha fatto un passo indietro e ha accettato l’autoconvocazione che è partita dalla base.
Questo non lo si vuol dire, ma è un fatto grave, di cui non si può non tenere conto. È grave perché il presidente in tal modo si contrappone al corpo delle persone di cui dovrebbe essere garante. C’è un bel dire che c’erano più convocazioni di soci e tutto ciò che si può voler accampare come scuse.
Il fatto è che i soci si sono pronunciati e hanno visto il presidente agire di testa sua. Ora la situazione è grave perché tale contrapposizione ha degli effetti sul morale delle persone che dovrebbero poi portare avanti l’azione di Veneto Stato, che si vedono impotenti di fronte all’atto di forza di chi dovrebbe ricoprire una carica, tra l’altro simbolica, tra l’altro garante dell’unità del partito, a norma di statuto!
Allora ci chiediamo come faccia il signor Cherubin ad assumersi una responsabilità così forte. Lui dice di essere nel diritto, dalla parte della legge. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Read more

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Cosa non va nella proposta Guadagnini, secondo me

Ho letto la proposta Guadagnini sia nella sua prima versione che in quella portata al fatidico Minor Cosiglio (scaricabile dal seguente link, ndr).
Premetto che secondo me, uno “sporco” aziendalista, in ogni documento che tratti di economia devono essere presenti 3 componenti:

  • dati
  • fonti
  • schemi con esemplificazione grafica del modello con la situazione ante e post riforma.

Verificato che questi nella proposta Guadagnini non ci sono (ma può essere dovuto a scarsità di tempo) e che lascia i saldi finali invariati presupponendo pure i costi come invariati (mentre sarebbero da accrescere per motivi che non sto ad elencare, ne bastino 3 : pensioni per i pimi 20 anni da rifondere ai nostri pensionati, istituzione governo centrale e Difesa) un modello di tassazione diverso da quello ora presente in Italia (questo della proposta è fortemente incentrato sui consumi, questo esistente sui redditi come da Lei evidenziato) e che questo è metodologicamente scorretto, passo alla modesta critica.

Innanzitutto c’è da considerare che tassare il risparmio tesaurizzato al 50% pare eccessivo: se il risparmiatore si trova in un sistema dove l’euro che tiene in tasca, per 50 centesimi deve versarlo allo stato, è spinto a spendere il tutto in caramelle o a investirlo (l’investimento non è risparmio, è l’utilizzo di esso) in derivati, azioni, case terreni, andando a creare bolle speculative dal momento e per effetto della liquidità in circolo e per effetto della non convenienza al risparmio, i prezzi delle opzioni testé elencate salirebbero vorticosamente.

Il risultato delle bolle speculative sulla costruzione di abitazioni, per intenderci, è ciò che è avvenuto in Spagna : tante case costruite ma nessuno che le compra. Read more

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Marchio o San Marco?

Quando in politica per questioni interne a un partito si inizia ad utilizzare l’aggettivo “legale” spesso si sta sbagliando mira, oppure lo si fa perché non si è in grado di affrontare i nodi politici. È chiaro a tutti infatti che le ragioni per fare insieme una battaglia politica devono essere altre.
D’altro canto, dato che tale aggettivo è stato inserito nel dibattito, qualche considerazione in tal senso merita farla.
Cominciamo dalla notizia che molti soci hanno appreso con preoccupazione. Ovvero che ci sarebbe una pretesa titolarità dell’uso del marchio di Veneto Stato da parte di soggetti esterni al partito, o che non hanno titolo per avvalersene.
Non conosciamo le difese che il partito ha adottato per la protezione del marchio. Ma vogliamo rassicurare tutti i soci che il simbolo non corre pericoli, anche se non fosse stata adottata alcuna difesa.
Infatti chi ha fatto uso di un marchio non registrato ha la facoltà di continuare ad usarne, nonostante la registrazione da altri ottenuta, nei limiti in cui anteriormente se ne è avvalso. Ciò significa che un partito che usa un marchio non corre il pericolo di vederselo rubare da altri.
Il simbolo è quindi al sicuro e ne dispone il legale rappresentante del partito che è Lodovico Pizzati. Chiunque quindi usasse un marchio usato da Veneto Stato, non avendone titolo e senza una autorizzazione scritta del proprio legale rappresentante potrebbe anche essere penalmente perseguibile per contraffazione.
Tra l’altro è proprio il segretario, in quanto legale rappresentante, a potersi pronunciare a nome del partito, fatte salve le funzioni che lo statuto riserva in modo esplicito ad altri organi, purché in carica.
Risultano pertanto capziose argomentazioni che mettano in discussione tali aspetti e hanno l’unico effetto di demoralizzare i soci.

Torniamo a parlare di indipendenza, che è meglio!

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C’è un solo Veneto Stato


Lovadina di Spresiano, 13/10/2011. Gianluca Panto introduce Antonio Guadagnini.
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