LUCA ZAIA BOCCIATO IN INDIPENDENZA

Ieri il governatore del Veneto in occasione della trasmissione “LA VOCE DELLA RETE” ha palesato una preoccupante carenza culturale e politica, dimostrando di non conoscere, o di far finta di non voler conoscere, il percorso legale e democratico per l’indipendenza del Veneto Stato.

Luca Zaia in particolare, al minuto 2.20 nella video-sintesi realizzata dal blogger Stefano Zanet sotto riportata, in merito alla possibilità di indire un referendum per l’indipendenza del Veneto ha risposto “se poi ci sono altre soluzioni che noi non abbiamo capito perché siamo limitati, basta che ce lo dicano”.

Data l’importanza e la gravità del momento politico che stiamo attraversando, cogliamo al volo l’invito del presidente del Veneto per fargli sapere che si sta sbagliando di grosso. Non sappiamo se si sbaglia per una propria carenza culturale, o perché mal consigliato, oppure infine, ma vogliamo pensare che così non sia, perché difende un qualche interesse a tenere il Veneto succube dello stato italiano.

Il diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto semplicemente non è di competenza di Roma. La motivazione è semplice e ancor prima che giuridica è naturale. Quando uno stato nascente si alza in piedi, pacificamente e democraticamente, al cospetto della comunità internazionale, nessun altro stato può alcunché nei suoi confronti. Per analogia, Roma avrebbe nei confronti del costituente Veneto Stato lo stesso ipotetico potere di Parigi. Potrebbe quindi fare una sola cosa: riconoscerlo.

L’Italia è quindi incompetente a pronunciarsi su un aspetto che la vedrebbe estranea. Le resterebbe certo la strada della violenza, ma l’Italia non potrebbe perseguirla, poiché è parte integrante della comunità internazionale e ne ha recepito i principi cardine, tra cui appunto l’autodeterminazione dei Popoli.

Insomma, quando il popolo veneto voterà a suo favore in un referendum con monitoraggio internazionale, l’indipendenza avverrà come logica e naturale conseguenza, come emanazione della sovranità popolare veneta.

Certo, è necessario un mandato democratico per ottenere l’indipendenza.

Tale mandato sarà originato appunto da un referendum con un’unica semplice domanda che permetterà al popolo veneto di dire un chiaro “Sì”, oppure un “No” all’indipendenza della Venetia. Potranno votare tutti gli aventi diritto al voto nel territorio veneto chiamato alle urne per il referendum.

È bene che il governatore sappia che la regione Veneto ha l’autorizzazione per tenere un referendum per l’indipendenza. Lo prevede lo statuto e nulla osta de facto persino nella costituzione, dato che l’Italia recepisce e fa propria la norma, divenuta oramai principio di diritto internazione, sull’autodeterminazione dei popoli, rafforzandola adirittura con la definizione legalmente riconosciuta di popolo veneto. Tale combinato giuridico, proprio in quanto diritto internazionale rappresenta un diritto cogente e ha valore superiore anche alla costituzione.

Ciò nella storia non è avvenuto per caso, in quanto il diritto di autodeterminazione costituisce un diritto pre-costituzionale inalienabile e nel mondo moderno dove i confronti tra popoli si dirimono sempre più in base alle convenzioni internazionali tale evoluzione risulta una logica e naturale conseguenza.

I veneti non vivono in un mondo diverso e isolato dal pianeta Terra, anche se l’Italia costituisce una sacca di retroguardia nel mondo civile: così come è avvenuto in moltissimi dei quasi 130 nuovi stati indipendenti che si sono aggiunti ai circa 70 del dopoguerra e così come oggi sta per iniziare ad avvenire nel cuore d’Europa, da Edimburgo a Bruxelles, presto il percorso di indipendenza si compierà avverrà anche nel Veneto Stato.

Che a Zaia piaccia oppure no, è sufficiente che lo voglia la maggioranza dei veneti. Veneto Stato è nato proprio per far sì che ciò avvenga e in tempi rapidi.

Gianluca Busato
Press News Veneto

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