Pizzati: “Veneto Stato non fa melina”

Intervista esclusiva al segretario indipendentista alla vigilia delle elezioni

Alla vigilia dell’appuntamento elettorale Press News Veneto ha intervistato il segretario e legale rappresentante di Veneto Stato, l’economista Lodovico Pizzati che ha saputo sdoganare l’indipendentismo dai fallimenti autonomisti ai successi odierni che promuovono Veneto Stato come unica alternativa alla partitocrazia italiana

1) Veneto Stato, un partito indipendentista, raccoglie firme per l’indipendenza del Veneto. Il Veneto della Serenissima o il Veneto così come è stato ridisegnato dopo l’annessione all’Italia?

PIZZATI: Lo statuto di Veneto Stato dice chiaro che guardiamo ai confini della Serenissima. Per questo abbiamo una sezione attiva a Brescia e simpatizzanti a Bergamo, in Friuli e in Istria. Ci tengo a precisare che non si tratta di rivendicazioni territoriali perché sta ai cittadini di ogni territorio storicamente veneto (fuori o dentro l’attuale Regione Veneto) decidere tramite referendum se far parte di una confederazione veneta oppure no. Se ci sono zone che non vogliono farne parte a noi sta bene, ma dove esiste ancora una volontà di ricostituire un veneto stato indipendente, come ad esempio nel caso dei nostri iscritti di Brescia, allora noi ce la mettiamo tutta pure là.

2) Veneto Stato è un nome che taluni, in ambienti libertari, non hanno mai apprezzato: quanto stato ci sarà nel Veneto indipendente per cui lei lavora?

PIZZATI: Veneto Stato non e’ un partito libertario, ma e’ un movimento con un unico obiettivo: la completa indipendenza politica dallo stato italiano. Il mio auspicio e’ di formare una confederazione di provincie venete con piena autonomia anche sulla struttura politica. Se la provincia di Vicenza vuole un’impostazione piu’ liberale (meno tasse, e di conseguenza meno settore pubblico) mentre la provincia di Venezia vuole un’impostazione piu’ socialista (piu’ tasse e piu’ servizi pubblici) questo puo’ accadere in un sistema confederato. Col tempo ci sarà una inevitabile convergenza, e se impostato bene in partenza sarà lo stato con la pressione fiscale più leggera d’Europa, con il grosso delle risorse trattenute nei comuni, con imposte legate a dei servizi specifici, e con decisioni tramite democrazia diretta a livello comunale.

3) Da tangentopoli ad oggi, nulla sembra cambiato nella politica italiana. Tanto nella penisola, quanto in Veneto. In che modo il cittadino veneto potrà assere maggiormente garantito, quando il Veneto sarà indipendente?

PIZZATI: I paesi con potere centralizzato (come lo stato italiano) sono infestati dalla partitocrazia, mentre nei paesi piu’ decentralizzati (come la Svizzera) i partiti hanno molta meno ragione di esistere. Impostando il Veneto Stato in maniera decentralizzata con le risorse trattenute nei comuni (e non le tesorerie centralizzate) e le decisioni fiscali decise tramite democrazia diretta a livello comunale, evapora il sistema clientelare alla base del marciume italiano.

4) In questi giorni l’agenda politica italiana presenta lo strappo fra il governo e una parte del sindacato sulla questione dell’articolo 18. Nel Veneto indipendente quali saranno le politiche del lavoro, quali le tutele per i giovani, per i dipendente e quali le opportunità per gli imprenditori?

Dopo l’indipendenza lo stipendio medio veneto sara’ il piu’ alto d’Europa, e il costo del lavoro per le imprese sara’ il piu’ basso d’Europa occidentale. Questo perche’ togliendo il parassita di mezzo, le tasse sul lavoro e i contributi sociali diminuiranno drasticamente (anche se gradualmente), creando benessere, piu’ opportunita’ lavorative, e rendendo le nostre imprese molto piu’ competitive nel mercato mondiale. Abbiamo stimato che lo stipendio netto medio salira’ da 1100 euro al mese a 1700 euro al mese.

5) Nel motivare i cittadini veneti e spingerli verso l’indipendentismo pagano di più le ragioni economiche o le ragioni storico-culturali?

Tutte e due. Le ragioni economiche attraggono l’attenzione e hanno un impatto immediato. Invece le ragioni storico-culturali servono per approfondire la convinzione indipendentista e le vedo molto efficaci soprattutto con i giovani che si sentono traditi dall’istruzione ricevuta nelle scuole italiane. Io, per esempio, sono spinto da ragioni storico-culturali perché mi batterei per la completa indipendenza politica anche se non ci fossero vantaggi economici.

6) In veneto, più che in altre zone della penisola, trovano lavoro e rifugio numerosi extracomunitari, talvolta senza permesso di soggiorno. Se veneto è chi veneto fa, cosa sono i figli degli stranieri? Qual è la sua posizione in merito al dibattito fra ius solis e ius sanguinis?

Chi risiede in Veneto in maniera illegale deve essere rispedito al paese d’origine. Puo’ essere utilizzato piu’ riguardo per i bambini portati qui illegalmente, come ad esempio consentendo la fine del semestre scolastico, ma a prescindere, se esiste una regola bisogna farla rigorosamente rispettare. Riguardo ius solis e ius sanguinis e’ un discorso parallelo tra la differenza tra nazione e stato. La nazionalita’ e’ una scelta soggettiva di appartenenza e puo’ essere molto radicata anche al di fuori del veneto tra i discendenti di immigrati. La cittadinanza riguarda l’appartenenza ad un insieme sociale che si chiama stato e altro non e’ un’amministrazione di servizi pubblici finanziati da tasse sull’attivita’ economica nel territorio stesso. Per questo sono favorevole a ius solis per quanto riguarda la cittadinanza, perché deve essere chi paga le tasse sul territorio ad avere una voce elettorale in capitolo, anche se immigrato naturalizzato.

7) La Corte di Cassazione italiana, su invito della Comunità europea, si è pronunciata a favore di un riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Nel Veneto indipendente di domani quale sarà la sua posizione in merito al matrimonio e all’adozione da parte di persone dello stesso sesso?

Lo statuto di Veneto Stato non prevede discriminazioni di alcun tipo, e per questo lo stato dovrebbe limitarsi solo a compiti anagrafici. Cerimonie matrimoniali dovrebbero rimanere nell’ambito privato e religioso.

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