Archive for month: Settembre, 2012

La patata bollente

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LE RAGIONI DELL’AMMISSIBILITA’ DEL REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA DEL VENETO

Fonte: http://indipendenzaveneta.net/le-ragioni-dellammissibilita-del-referendum-per-lindipendenza-del-veneto/

Le argomentazioni portate dal Prof. Avv. Mario Bertolissi per sostenere come non sia possibile per la Regione Veneto indire il referendum volto ad ottenere l’indipendenza sono assolutamente pregevoli ma non condivisibili nella loro totalità.

L’illustre Collega non manca di evidenziare come la questione vada ad incidere anche su un aspetto estremamente delicato, quello della libertà di manifestazione del pensiero tutelata dall’art. 21 della Costituzione, chiedendosi :“per quale ragione mai dovrebbe essere vietato chiedere che la cittadinanza dica come la pensa? Non ha a che fare con la libertà di manifestazione del pensiero, parte integrante della libertà politica?

La risposta a tale domanda è scontata e ad essa si deve aggiungere un’ulteriore argomentazione fondata sull’art. 50 della Costituzione: “tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.

I cittadini possono quindi esprimere il loro pensiero e proporre alle Camere di adottare provvedimenti legislativi; per quale ragione non sarebbe possibile indire un referendum consultivo attraverso il quale raccogliere il libero pensiero (in senso favorevole o meno all’indipendenza) della maggioranza dei Veneti e tradurlo – eventualmente – in una conseguente petizione alle Camere affinché modifichino la Costituzione stessa?

Il Prof. Avv. Bertolissi non manca di ricordare come l’art. 5 della Costituzione stabilisca che la Repubblica è una e indivisibile, formula adottata al termine di un lungo dibattito che nei lavori preparatori ha portato ad escludere altre soluzioni quali, ad esempio, quella federalista.

Il richiamo è scontato ma la norma va letta alla luce di altre norme di grado eguale se non superiore.

Invero “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute” (art. 10 della Costituzione) e, tra esse, l’Italia ha recepito anche il Patto di New York, fatto proprio con legge 881 del 1977, che all’art. 1 recita “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”.

Tale principio vale, ovviamente, per i popoli che ancora non sono indipendenti, altrimenti sarebbe privo di senso.

Tanto vale a confutare la tesi del Collega in ordine al fatto che la sovranità appartiene al popolo italiano, non a quello veneto, o lombardo, o siciliano.

Premesso che quello Veneto (a differenza di altri) è un Popolo perché lo dice la coscienza, lo conferma la storia e lo ribadisce la legge italiana (art. 2 L. 340/1971), il principio di autodeterminazione va letto nel senso di garantire ai popoli che non godono dell’indipendenza il diritto di decidere al proposito; il popolo veneto, non altri, deve poter decidere della propria autodeterminazione.

La Corte internazionale di Giustizia, ancora nel 1995, ha chiarito che “il principio del diritto dei popoli all’autodeterminazione, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite e nella giurisprudenza della corte, costituisce uno dei principi essenziali del diritto internazionale contemporaneo”. Il 22/7/2010 ha ribadito che “uno dei principali sviluppi intervenuti nel diritto internazionale a partire dalla seconda metà del ventesimo secolo è rappresentato dall’emergere di un diritto all’autodeterminazione spettante ai popoli di territori non autonomi”.

Dunque, in base al nostro ordinamento, un popolo ha diritto alla propria autodeterminazione, per dirla in parole chiare: alla propria indipendenza.

La Corte di Cassazione, con la nota sentenza 11163/2011, ha chiarito come alla luce dei principi costituzionali italiani, espressi dagli art. 10, comma 1 e 11 Cost., e dei principi generali del diritto internazionale, vanno tutelati valori e di diritti fondamentali, la cui tutela è affidata a norme inderogabili, poste al vertice dell’ordinamento internazionale e prevalenti su ogni altra norma, sia di carattere convenzionale che consuetudinario.

Ricordo peraltro che l’art. 5 della Costituzione era in vigore anche allorché (01 ottobre 1975) Mariano Rumor sottoscriveva insieme ai plenipotenziari della Repubblica federativa jugoslava il Trattato di Osimo, con il quel venivano cedute definitivamente l’Istria e la Dalmazia italiane (più precisamente, venete) che fino a quel momento erano amministrate in via provvisoria dalla Jugoslavia di Tito.

Troppe volte, le norme si “interpretano” in base alle convenienze politiche del momento…

Alla luce di queste scarne osservazioni, risulta come la questione del referendum per l’indipendenza del Veneto sia di natura prettamente politica, non sussistendo in realtà ostacoli che il nostro ordinamento possa validamente opporre alle norme di diritto internazionale che la stessa Italia ha riconosciuto.

Avvocato Luca Azzano Cantarutti Read more

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Pizzati (Indipendenza Veneta): “Zaia sara’ il primo presidente della nuova Repubblica Veneta”

Referendum per l’Indipendenza Veneta: Zaia dice sì, la palla ora passa al consiglio regionale

Fonte: Indipendenza Veneta

Si preannuncia un autunno molto caldo della politica veneta, almeno a giudicare dai movimenti di rilevanza istituzionale che hanno interessato la regione Veneto in agosto. Come noto, una delegazione di Indipendenza Veneta guidata dal segretario Lodovico Pizzati lo scorso 22 maggio ha presentato direttamente nelle mani del governatore del Veneto una petizione popolare per indire un referendum per l’indipendenza veneta, supportata da 20.000 firme di cittadini veneti che hanno in tal modo dimostrato la propria volontà al massimo organo della regione.

Lo scorso 10 agosto il governatore Zaia ha quindi informato Indipendenza Veneta di aver concluso la prima fase di analisi della questione e di aver passato la palla direttamente al consiglio regionale per procedere negli approfondimenti necessari per indire il referendum che segnerà il passaggio fondamentale per l’indipendenza.

Il segretario di Indipendenza Veneta Lodovico Pizzati a tal proposito ha dichiarato: “Otterremo l’indipendenza a furor di popolo. La dichiarazione d’indipendenza è inevitabile. Secondo i sondaggi lo vuole la stragrande maggioranza di veneti. E’ solo questione di compiere i passaggi istituzionali richiesti dalla comunità internazionale. Sarà questo consiglio regionale a indire il referendum e sarà Luca Zaia il primo presidente pro tempore della nuova Repubblica Veneta che dovrà organizzare un’assemblea costituente subito dopo la vittoria del SI”.

Giunti a questo punto, il percorso istituzionale per l’indipendenza è chiaro e limpido: come noto, infatti, il combinato degli articoli 26 e 27 del nuovo statuto regionale (entrato in vigore il 18 aprile scorso con legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1), permette l’organizzazione di un referendum per l’indipendenza in ottemperanza con quanto previsto dall’art. 10 della costituzione che prevede che l’ordinamento giuridico italiano si conformi alle norme del diritto internazionale, tra le quali il patto di New York (legge 881 del 1977) – che stabilisce l’inalienabilità del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto – e la convenzione di Vienna del 1978, in tema di successione degli stati rispetto ai trattati, entrata in vigore nel 1996, che regola le modalità di subentro di nuovi stati indipendenti che si vengono a creare come avverrebbe, ad esempio, in virtù di un referendum per l’indipendenza veneta indetto dalla regione Veneto.

Nulla osta quindi da un punto di vista giuridico e politico affinché la regione Veneto indica senza indugio un referendum per l’indipendenza del Veneto.

Tale referendum non avrà impatto nemmeno sugli obblighi costituzionali, in quanto la disposizione degli effetti politici del referendum non avverrà per tramite del referendum stesso, ma per tramite di una dichiarazione di indipendenza che dovrà esser fatta dal consiglio regionale del Veneto, una volta preso della volontà espressa dal Popolo Veneto.

È sempre più chiaro pertanto che oggi per poter organizzare un referendum per l’indipendenza non mancano più i presupposti giuridici, ma solo la volontà politica di ottenere un mandato dai cittadini veneti, come voluto dal diritto internazionale. E la volontà politica del consiglio regionale la scopriremo ben presto, in conseguenza dell’azione del governatore del Veneto che li chiama ad assumersi le proprie responsabilità istituzionali.

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Il Quebec verso la sovranità: il momento è straordinario anche per Indipendenza Veneta

Fonte: http://indipendenzaveneta.net/il-quebec-verso-la-sovranita-il-momento-e-straordinario-anche-per-indipendenza-veneta/

Il mondo è un reticolo di relazioni, emozioni e situazioni che mutano il corso della storia con una dinamicità che fa emergere con grande forza i fenomeni che testimoniano l’apertura di una stagione di grandi cambiamenti.
È in questo scenario che riguarda tutto il mondo che il 4 settembre 2012 sarà ricordata come una giornata storica per il Quebec, grazie alla vittoria elettorale del Parti Québécois che ha conquistato 54 seggi nel parlamento del Quebec. Il leader del PQ, Pauline Marois, è pertanto la prima donna a divenire premier del Quebec. Read more

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Gianluca Busato (Indipendenza Veneta) su TeleNuovo

Gianluca Busato (Indipendenza Veneta) ospite della trasmissione Rosso e Nero condotta da Mario Zwiner trasmessa da TeleNuovo il 3 settembre 2012. Read more

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I media parlano di Indipendenza Veneta

Tratto da http://indipendenzaveneta.net/i-media-parlano-di-indipendenza-veneta/

Mentre continua l’azione politica senza sosta di Indipendenza Veneta con gazebi e attività nel territorio, i media danno rilievo al nostro progetto politico. Riportiamo a lato un articolo pubblicato oggi sul Gazzettino di Treviso.

Ricordiamo anche l’intervento di Gianluca Busato domani lunedì 3 settembre su TeleNuovo, dalle ore 12.50, nella prima puntata dopo la pausa estiva di Rosso & Nero.

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