Archive for month: gennaio, 2013

ALESSIA BELLON PRESENTA IL PROGRAMMA: “RIDARE IL SORRISO A TREVISO”

L’evento si terrà domani sera 24 gennaio. Economia, cultura, sicurezza e il taglio di un assessore tra i punti che saranno illustrati ai cittadini a Cà del Galletto alle ore 21

Alessia-Bellon-800Il prossimo giovedì 24 gennaio a partire dalle ore 21 presso l’hotel Cà del Galletto in Strada Santa Bona Nuova a Treviso si terrà la presentazione del programma per il comune di Treviso del candidato sindaco Alessia Bellon.

Nel corso della serata saranno presentati i primi elaborati delle commissioni specialistiche che nel corso di questi mesi hanno redatto le proposte concrete per il rilancio di Treviso.

Oltre al candidato sindaco Alessia Bellon, interverranno il candidato vice sindaco di Treviso Maurizio Giomo e il coordinatore di Indipendenza Veneta Gianluca Busato, oltre agli esperti che hanno contribuito a redigere le tesi programmatiche che hanno l’obiettivo di agganciare Treviso alla modernità.

Concretezza, passione, determinazione sono gli elementi base che contraddistinguono l’attività della squadra guidata da Alessia Bellon e il prossimo giovedì la cittadinanza potrà quindi conoscere in anteprima la nuova visione nel segno dell’innovazione per ridare il sorriso a Treviso.

Le prime proposte targate Alessia Bellon riguarderanno in particolare i parcheggi, con un piano inedito e a costo zero per l’amministrazione che finalmente permetta di risolvere un annoso problema mai affrontato negli ultimi vent’anni.

Per quanto riguarda il taglio di sprechi, due anticipazioni sulle proposte che saranno illustrate giovedì: il taglio di un assessore e l’assegnazione della presidenza delle municipalizzate di nomina comunale agli stessi assessori, senza cumulo di stipendio. Ciò contribuirà ad abbattere i costi della politica e della “casta” che oggi vedono situazioni gravi e oltremodo imbarazzanti che sono un vero e proprio insulto a chi si trova in condizioni di difficoltà economica.

Saranno inoltre anticipati i progetti per l’attrazione di flussi globali di turismo culturale, attraverso forme innovative di imprenditoria artistica e turistica di respiro internazionale e la trasformazione del Centro Storico di Treviso in un vero e proprio campus tecnologico per le nuove imprese giovani e innovative grazie alla sburocratizzazione delle pratiche di apertura di nuove imprese tecnologiche a basso impatto logistico e ambientale e all’abbattimento del carico fiscale comunale nei loro confronti.

Giovedì prossimo i trevigiani potranno verificare come il rinnovamento del Veneto sarà attutato non solamente con l’approvazione del referendum per l’indipendenza veneta, primo e fondamentale passaggio, ma anche rompendo gli schemi della vecchia politica clientelare e trasferendo nell’amministrazione comunale nuove modalità di governo della città.

Alessia Bellon, che mercoledì 23 gennaio alle ore 21.15 sarà anche ospite in diretta su TeleNuovo nella trasmissione Prima Serata condotta da Mario Zwirner, affronterà in prima persona il tema della sicurezza: “non possiamo certo accettare di chiuderci in casa, come ha affermato in una scioccante intervista della settimana scorsa il procuratore di Bergamo Dettori, ma abbiamo approntato un piano che permetta all’amministrazione comunale di svolgere il fondamentale ruolo di sicurezza che le compete e che la giunta uscente, grazie per esempio al taglio dell’illuminazione notturna, ha dimostrato di non voler più perseguire”.

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La quadratura del cerchio

Sì alla Camera, No al Senato. All’assemblea di Indipendenza Veneta sarà presentata dal segretario Pizzati un’opzione per permette di votare per il nostro simbolo e garantirci di NON andare a Roma

Indipendenza VenetaOggi il governatore del Veneto Luca Zaia ha dichiarato che le prossime elezioni saranno un referendum sul nord.

“Questa – ha aggiunto – è l’occasione giusta per dire che il Nord deve avere voce”. “Chiamiamo perciò – ha aggiunto – i cittadini del Nord a scegliere responsabilmente per il Nord perché altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Dobbiamo una risposta al governatore, perché le sue parole sono la continuazione di una menzogna e di un inganno che dura da vent’anni e al quale dobbiamo porre un termine.

Le prossime elezioni devono trasformarsi in una prima prova generale di referendum per l’indipendenza del Veneto. Come fare perché ciò avvenga?

Domani mattina si terrà l’assemblea di Indipendenza Veneta che è chiamata a decidere su questo tema importante, anche se non vitale per il nostro movimento: la partecipazione alle prossime elezioni politiche per il rinnovo del senato e della camera del parlamento italiano.

Fino ad oggi la scelta su cui la base si interrogava era netta. Partecipare alle elezioni politiche oppure NON partecipare alle elezioni politiche.

La scelta non era semplice, in quanto entrambe le opzioni presentavano dei pro e dei contro che ponevano il nostro movimento di fronte a un bivio problematico.

Per semplificare al massimo, il partecipare alle politiche al senato e alla camera significava da un lato avere la possibilità di contarsi, di esistere elettoralmente, di non disperdere il considerevole potenziale elettorale che con tanto lavoro e tanto successo che abbiamo creato in questi pochissimi quanto travolgenti mesi di attività di Indipendenza Veneta.

Il NON partecipare d’altro canto ci assicurava di evitare anche il minimo dubbio di una nostra presenza nel parlamento italiano, che non c’entra nulla con il nostro percorso, dato che per ottenere l’indipendenza basta solo avere una maggioranza in Veneto a prescindere da Roma.

Ecco da dove nasce la soluzione ideale, la quadratura del cerchio, che è nata nelle ultime ore grazie a un’intuizione del nostro segretario Lodovico Pizzati.

Il diavolo fa infatti le pentole e si dimentica i coperchi. Il diavolo è il legislatore italiano in questo caso, in particolare chi ha scritto la legge elettorale che si differenzia tra camera e senato.

Al senato per eleggere 1 o 2 senatori bisogna ottenere l’8% del voto a livello regionale. Sembra una cifra elevata, ma se pensiamo che un anno fa alle amministrative il nostro progetto aveva preso in media il 4,2%, ci rendiamo conto che è una cifra alla nostra portata e che la probabilità che vengano eletti un paio di senatori non è così peregrina, anzi! Ciò ovviamente ci apre il fianco ai dubbi dei cittadini veneti, scottati dalle brutte esperienze del passato, che purtroppo anche con garanzie di qualsiasi tipo, prima tra tutte la straordinaria integrità morale e politica dei nostri rappresentanti, non potremo comunicare al cittadino-elettore deluso.

Nel caso della camera, invece, per eleggere rappresentanti, ovvero per mandare “fisicamente” qualcuno a Roma, bisogna ottenere il 4% del voto a livello nazionale. Ovvero, dato che in Veneto vive l’8% della popolazione italiana, Indipendenza Veneta per eleggere rappresentanti dovrebbe prendere il 50% dei voti in Veneto.

Ecco la soluzione. Basta che il programma elettorale per cui si chiede i voti preveda un solo punto: la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Veneto. Per essere eletti serve il 50% dei voti dei veneti, per cui il mandato è pieno per dare piena attuazione alla sovranità dei veneti.

La nostra coerenza e la nostra credibilità saranno così salve. Non ci distrarremo così dal nostro principale obiettivo che ora è rappresentato dal portare 10.000 veneti a Venezia il prossimo 16 febbraio, per firmare la delibera referendaria di iniziativa popolare che ci farà convocare il referendum per l’indipendenza veneta nel 2013.

Se poi invece dalle elezioni la settimana successiva – pur non facendo alcuna campagna elettorale – dovesse emergere che il 50% dei veneti è già maturo per l’indipendenza veneta e vota il nostro simbolo alla camera in mezzo al lenzuolo di simboli che si troverà, allora diventerà realtà la più famosa tra le massime di Sun Tzu: “la miglior vittoria è quella che deriva da una guerra non combattuta.”

Domani in assemblea io voterò per questo. Voterò per partecipare solo alla camera e non al senato. Spero che saranno tanti i soci presenti domani che appoggeranno la soluzione più razionale e che a mio avviso rappresenta la scelta ideale.

Voterò per l’indipendenza veneta. Sono sicuro che così alle elezioni anche Luca Zaia, nel segreto dell’urna, non appoggerà la patetica macroregione, ultima stupidaggine leghista senza capo né coda, ma voterà anche lui per Indipendenza Veneta.

Gianluca Busato Read more

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NO

Se avessi saputo con qualche giorno di anticipo che domani si sarebbe tenuto il Congresso di Indipendenza Veneta per decidere se presentarsi o meno alle elezioni statali italiane mi sarei organizzato per venire. Abitando all’estero (il vicino-estero) ho bisogno di un po’ di tempo per organizzarmi. Avendo poi preso un impegno in precedenza (un giorno prima di aver saputo della convocazione…), purtroppo non posso proprio venire.

Sarei venuto per dire NO, decisamente NO, assolutamente NO. Attenzione: comunque vadano le votazioni, resterò in IV; prova ne è il fatto che ho appena versato i soldi per il 2013.

Degli amici dentro IV mi fido anche se vogliono prendere una decisione che mi irrita, mi fa paura e non capisco. Non so cosa abbia fatto cambiare idea a persone che poco prima dichiaravano che no, alle statali italiane mai. Sono curioso di leggere i resoconti futuri per capire. Conoscendo l’ars oratoria e la capacità di spiegazione dei miei maestri in IV sono ragionevolmente convinto che la mozione passerà, purtroppo.

Le mie ragioni per il no sono semplici: non vedo una ragione una per presentarsi. L’indipendenza del Veneto passa per il Veneto. L’eventuale visibilità non è sinonimo di visibilità positiva. Se IV si sente in obbligo perché Veneto Stato si presenta alle elezioni, mi viene da ripetere la saggezza delle mamme: “e se el to amico el se buta intel foso? Ghe veto drio?“.
IV è un partito con un obiettivo da raggiungere in un territorio: continuo a non capire le ragioni per presentarsi alle statali italiane. Il paragone con gli altri partiti indipendentisti europei che si presentano alle rispettive elezioni politiche non regge perché noi qui siamo all’interno dello stato italiano, cioè uno stato criminogeno (che genera crimini, attività delittuose; che produce fenomeni di delinquenza), come insegna il politico italiano più politico che ci sia, cioè Pannella.

La coerenza paga, magari non a breve termine ma sulla media e lunga distanza essere coerenti è un viatico per il successo. Non siamo autonomisti perché sappiamo che l’autonomia è impossibile anche se più “socialmente accettata”. No, noi tutti ci diciamo pubblicamente indipendentisti. Se prima ci ridevano in faccia, adesso ci stanno a sentire. La coerenza paga. Facciamo i coerenti e non presentiamoci alle statali italiane.
Se il presentarsi è una questione strategica da “il fine giustifica i mezzi”, io sono sempre stato convinto che seguire questa strada sia la soluzione migliore e più sicura per non arrivare mai al fine; il partito con il sole verde è lì ogni giorno come esempio perfetto. Il mio non è un discorso massimalista. Sono un idealista ma pragmatico e se non fossi stato pragmatico non mi sarei mai iscritto a un partito. Un conto però è essere pragmatici, un altro è non avvertire il conducente che sta sbandando.

Luca

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Lega Mort, ora c’è solo Indipendenza Veneta

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Ieri dopo pranzo sono andato a prendere il caffè da uno storico socio della lega nord, in provincia di Treviso. Doveva consegnarmi un grande numero di moduli pieni zeppi di firme per la petizione all’Unione Europea per l’indipendenza veneta.

Sono rimasto esterrefatto nell’apprendere la situazione drammatica che quel partito e molte persone per bene che vi militano stanno vivendo. La drammatica guerra di potere che è in corso tra le fazioni che fanno capo a colonnelli sempre più decotti ha assunto toni e livelli da gestapo interna. Questo socio mi ha confermato che in quel partito si è instaurato un clima di terrore per chi parla con noi di Indipendenza Veneta. O addirittura che vengono spiati e fioccano rapporti riservati e delazioni per chi ha firmato le nostre petizioni, o ha partecipato alla nostra chiamata per l’indipendenza veneta, in occasione della quale tra l’altro è stata firmata da migliaia di cittadini veneti la risoluzione 44, poi approvata dal consiglio regionale lo scorso 28 novembre con il voto favorevole della stessa lega.

L’opera di epurazione da parte dei tosiani nei confronti della componente Gobbo-Zaia è arrivata al punto che diverse sezioni non hanno nemmeno organizzato la consueta cena di Natale, con soci oramai completamente passivi che non organizzano più gazebo né partecipano alla normale attività politica.

Penso che questo lunedì per questi poveri soci che stanno vivendo una situazione drammatica debba essere di un’amarezza totale. Mentre infatti nelle prime pagine dei giornali locali si vedono quasi gli schizzi di sangue della lotta di potere al vertice che non risparmia nemmeno i vecchi capataz come Gobbo, silurato dai candidati al parlamento, i titoli cubitali dei giornali nazionali on line celebrano il patto notturno tra Berlusconi e Maroni che permette alla lega lombarda di concorrere al Pirellone per la presidenza della regione e fa giustizia in un sol boccone della volontà dei leghisti veneti di correre da soli.

Non oso immaginare quale possa essere oggi lo stato d’animo di quel militante che già ieri non nascondeva la propria nausea, al punto di confessarmi di sperare di poter votare per Indipendenza Veneta alle prossime politiche, “per fargliela vedere”.

La gloriosa storia della Liga Veneta si è conclusa oggi, le persone per bene che fino a stanotte vi hanno creduto non esitino e dopo l’inevitabile periodo di scoramento e delusione per la fine delle speranze di un partito oramai morto si avvicinino senza timore a Indipendenza Veneta: noi siamo il futuro, anzi il presente del Veneto, noi siamo lo strumento sano che ci porterà in breve tempo alla nascita della nuova Repubblica Veneta.

L’appuntamento con loro e con tutti i cittadini veneti è per il prossimo sabato 16 febbraio a Venezia, quando in migliaia come mai prima firmeremo la delibera referendaria di iniziativa popolare che la nostra commissione giuridica sta redigendo e che ci permetterà di raggiungere l’indipendenza veneta nel 2013.

Gianluca Busato Read more

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Pronti a ogni scelta per l’Indipendenza Veneta

Articolo pubblicato in originale su dirittodivoto.org

Non esistono dogmi di fede per chi vuole realmente cambiare

giane-iv-6ottobrePoco meno di un mese fa circa la rivista dirittodivoto.org mi chiese la mia opinione in merito all’opportunità o meno circa la presentazione di Indipendenza Veneta alle prossime elezioni politiche italiane. Alcuni argomenti in merito erano stati trattati anche in un altro mio articolo.
Nel frattempo lo scenario è cambiato (così come le risposte e forse anche le domande di allora) e c’è da scommettere che cambierà ancora nei prossimi giorni. Lo stato italiano é in preda agli spasmi tipici di un organismo istituzionale che non risponde più alle funzioni minime che assicurino uno sviluppo socio-economico ai cittadini-sudditi, che lo ravvisano sempre più come il principale problema che li attanaglia.
L’OCSE prevede per l’Italia una diminuzione del pil anche per il 2013 dell’1%. Ovviamente i media italiani non parlano di ciò e danno poco spazio anche alle nuove tasse in vigore dal 1′ gennaio (Tares, Tobin Tax, Ivie) e all’ennesimo aumento dell’iva al 22% dal 1′ luglio, mentre lanciano prime pagine con promesse di una futura (sic!) diminuzione della pressione fiscale.
La situazione è spaventosamente drammatica e richiede che sia fatta un’analisi estremamente approfondita delle condizioni che, appunto, mutano in peggio di settimana in settimana. Vogliamo essere facili profeti e dire fin d’ora che la scelta elettorale di Monti di accompagnarsi alle peggiori nullità di un inesistente centro e dei peggiori rottami ideologici quali Fini e Casini lo relegherà con grande probabilità nella discarica politico-elettorale. Salvo poi essere ripescato il giorno dopo le elezioni perché si scoprirà che nessuno ha in mano una maggioranza.
Il quadro politico tricolore è insomma privo di alcun equilibrio, il che in termini sistemici non cambia nulla al destino italiano, anzi forse la mancanza di prospettive governative solide aprirà una fase di non-governo che potrebbe essere anche utile, come è avvenuto per l Belgio, che privo di un governo che si possa chiamar tale ormai da 4 e più anni ha visto un miglioramento della propria condizione proprio per l’assenza di politici che facciano danni e soprattutto che rubino a man basse.
Ciò che dobbiamo valutare con attenzione oggi che ci avviciniamo a una fase interessante è però non tanto l’equilibrio del sistema italiano, quanto di quello veneto, che purtroppo è derivato dal primo, in quanto espressione dei partiti italiani e che vede il dominus ancora forte di una lega che gode di una posizione di forza frutto di elezioni passate che con grande probabilità ha perso ogni concreta aderenza con la realtà odierna.
La bestia padana ferita, forse a morte, si sta insomma nascondendo all’ombra di Palazzo Balbi, praticando la politica di democristiana memoria delle due scarpe (Andreotti avrebbe detto dei due forni): da un lato strizza l’occhiolino all’indipendentismo, mentre dall’altro continua la propria malversazione clientelare di gestione del potere politico italiano, basato sul furto dei soldi dei veneti.
In questa situazione fluida Indipendenza Veneta deve essere pronta ad ogni scelta utile pur di costringere questa parte politica che oggi controlla il Veneto, recalcitrante di fronte all’opzione indipendentista, a percorrere una via obbligata, se serve anche costringendola con una strategia che unisca la linea di fuoco della sua perdita di voti a quella del successo numerico elettorale di Indipendenza Veneta. Perché ciò si verifichi devono esserci delle condizioni nuove che possano farci prevedere che ciò possa avvenire (e che un mese fa sicuramente non erano note).
A quel punto la bestia morente, costretta da due fila di fuochi si vedrebbe sbarrata la strada romana da un lato e aperta solo la via internazionale all’indipendenza veneta dall’altro.
Occhi aperti, insomma, e non precludiamoci a priori alcuna scelta, anche la più difficile, o in apparenza la più dissacrante. Non esistono dogmi di fede per chi vuole cambiare le cose nel nome di Indipendenza Veneta. Che si costruisce con il consenso dei cittadini: ragion per cui dobbiamo essere pronti a conquistarcelo in ogni ambito competitivo, anche mettendo in discussione o in soffitta alcuni aspetti idealistici, se serve.
Per citare Sun Tzu, “è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico“.

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