Author Archive for: giane

BREXIT WILL HELP THE INDEPENDENCE OF VENETO

Scotland, economic effects on Italy and Venetian crypto-currency are the triggering effects which will accelerate the path toward the Venetian Republic in case of Brexit. Busato: ”International investors will invest into North Adriatic area through the independence of Venice and Trieste”

brexit-veneto[Koper – Capodistria, Slovenia – 2 June 2016] – If last week the Brexit hypothesis seemed to lose ground, just the other day a survey by The Guardian revealed an unexpected reverse of polling assumptions, with 52% of voters in favor of UK leaving the EU through the referendum fixed on 23 June in UK.

There are no doubts that such an event would bring significative consequences and a change of current equilibrium in many areas. For what concerns us the question is: which kind of effects would have the Brexit on our goal of Venetian full independence? Would it be helpful or not?

Plebiscito.eu’s opinion is that this new scenario would accelerate the path toward the Venetian independence. Here are the reasons for this outcome. Read more

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BEPPE GRILLO CANDIDATE AND GIANLUCA BUSATO SIGNED AN AGREEMENT PROTOCOL ON THE DIGITAL REFERENDUM OF INDEPENDENCE OF VENETO

Jacopo Berti supports also the plan to obtain the international recognition of the new Venetian Republic.

– Download the agreement protocol in full size –

IMG_0661[Venice, 29th of May 2015] – Yesterday at 06.00 pm in Padua, Mr. Jacopo Berti, candidate for becoming governor of Veneto with Beppe Grillo’s 5 Stars Movement and Mr. Gianluca Busato, president of Plebiscito.eu, signed the historical agreement protocol on the referendum for independence of Veneto, freely held from the 16th to 21st of March 2014. Read more

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INDEPENDENCE OF VENETO – INTERNATIONAL OBSERVERS COMMISSION: “2.3 MILLION VOTES ARE AUTHENTIC. THE REFERENDUM WAS FREE, VALID, DEMOCRATIC AND LEGITIMATE”

In Venice, on the 28th of March 2015, the Commission of International Observers has delivered to Plebiscito.eu the Final Report on the Referendum, held in Veneto from the 16th to the 21st of March 2014. Gianluca Busato states: “The plebiscitarian majority for the independence of Veneto, now is politically binding. We will move to the international level. “

D3S_0391[Venice,30th of March 2015] – On the 28th of March 2015, in the beautiful setting of the Fireplace room at Ca ‘Vendramin-Calergi in Venice, a new page of history has been written: the International Observers Commission (IOC) delivered the Final Report on the referendum for the independence of Veneto, held from the 16th to the 21st of March 2014, confirming the overwhelming victory of Yes with 89,1% of over 2,3 million votes in favour of the independence of Veneto.

The event, introduced and moderated by prof. Romano Toppan, saw the contributions from the IOC, chaired by the former Ambassador of Georgia in Italy, dr. Beglar Davit Tavartkiladze and the President of the Organizing Committee of the Referendum, Plebiscito.eu, dr. eng. Gianluca Busato. After the end of the ceremony, the IOC was saluted with a thanksgiving cocktail and musical farewell in the adjacent Regia room.

firma-coiThe IOC, comprising observers from different nations of the world (including the United States, the Russian Federation, Ukraine, Syria, Moldova, Georgia, Czech Republic) and representatives of an arc of plural political orientations, has been selected by the president of the Commission (invited by the Organising Committee for the purpose of the referendum), according to the principles laid down by the EU Commission Communication 191 on assistance and monitoring during the elections. Read more

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Risposta a Tontolo, ai tontoloni e agli strateghi del giorno dopo

l'invidiaDopo che un evento si consuma spesso spuntano come funghi i professionisti del “te l’avevo detto io” (che già sono una categoria apprezzabile, purché l’avessero detto veramente: più spesso sono millantatori che in realtà non avevano detto niente), oppure di chi punta l’indice accusatorio contro “scelte fallimentari” o altre critiche spesso nemmeno esplicitate (“sono sempre stato critico con le vostre scelte”, magari dimenticandosi di dire quali scelte e anche quando lo fosse stato). In questa tornata elettorale si è aggiunta una nuova categoria che dice “quando perdi non perdere la lezione”, oppure “da tutti i miei errori io ho sempre imparato”, dimenticandosi di specificare quali siano gli errori e ancor più quali dovrebbero essere le lezioni da imparare.
Spesso costoro nelle vicende che commentano rigorosamente il giorno dopo che sono avvenute fino al giorno prima si erano segnalati per la totale assenza, qualcuno poi addirittura magari aveva anche flirtato con gli avversari sperando non si venisse a sapere, qualcun altro giocava proprio nella squadra avversaria, oppure, i più, si erano seduti a guardare gufando dal primo all’ultimo giorno della preparazione dell’impresa. Molti di costoro appartengono poi all’esercito di coloro che di sconfitte brucianti ne hanno collezionate in passato in numero tale da essere stati defenestrati per sempre dall’agone competitivo. Altri invece appartengono all’insieme variopinto dei riciclati, dei “numeri due”, dei “vorrei ma non posso”, del “vai avanti tu che a me vien da ridere”.
Gli ambiti in cui ciò si verifica sono molteplici, dallo sport, agli affari, alla politica.
Spesso tali critiche nascono dalla pura invidia che talvolta si tramuta in odio nei confronti di chi ha partecipato e contribuito a creare gli eventi mettendo in gioco la propria faccia, le proprie risorse, il proprio tempo.
C’è infine una categoria interessante, ovvero chi ha sfruttato l’opera di questi per costruire un proprio personale successo che senza i primi mai si sarebbe verificato e con la loro eliminazione svanirebbe come il fumo in men che non si dica. Sono i parassiti stupidi che non capiscono che vivono della vita degli altri senza i quali sarebbero i primi a morire.
Molti di questi sono riconoscibili perché invece di argomentare offendono, svillaneggiano (anche quelli che parevano più educati, quasi oxoniani nelle loro gentil maniere), cercano di mettere in ridicolo i propri avversari.
Beh, vorrei dare una pacca sulla spalla a questo esercito di strateghi del giorno dopo: è proprio grazie al loro lavoro che ho capito di essere sempre dalla parte giusta.
Grazie e continuate così, a morire di invidia e a logorarvi per essere dalla parte di chi non conta, ma è contato: per quanto mi riguarda, le critiche inutili (discorso diverso vale ovviamente per quelle motivate e preziosissime) mi hanno sempre fortificato.
La realtà dei fatti – che a qualcuno fa male – è che gli indipendentisti veneti hanno come minimo raddoppiato i propri voti, con mezzi ridicoli nei confronti dei propri avversari, partendo tra l’altro da un risultato non certamente esaltante ottenuto alle scorse elezioni politiche che ci aveva visti partire fortemente svantaggiati. Oggi siamo l’unica forza politica presente in Veneto in grado di occupare il vuoto politico dei partiti rantolanti. E con buona pace degli invidiosi.

Gianluca Busato Read more

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Zaia e Ruffato fanno i lavativi, ma la rivoluzione non dorme. Anna e Maurizio siamo tutti con voi

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Il bollettino quotidiano di guerra in Veneto non si ferma. Anche oggi un artigiano di Valdobbiadene si è tolto la vita, mentre gli eroi veneti Anna Durigon e Maurizio Giomo hanno fatto il loro ingresso nella sede di Treviso di Indipendenza Veneta, dove hanno trovato ad accoglierli il coordinatore del movimento. Anna e Maurizio alle 11 di stamattina hanno quindi iniziato il loro digiuno per l’indipendenza.
Sono state molte le persone che sono giunte in sede, tra cui diversi giornalisti e simpatizzanti.
Anche il segretario di Indipendenza Veneta Lodovico Pizzati è venuto a far visita ai nostri eroi, portando la propria solidarietà e il proprio supporto ad Anna e Maurizio e praticando a sua volta un giorno di digiuno.
E’ inoltre attiva una webcam, seguitissima da molti veneti che portano la propria vicinanza e il proprio affetto e riconoscenza ad Anna e Maurizio, per il grande atto di forza che stanno portando avanti.
Sul canale streaming del movimento indipendentista si possono vedere in diretta le vicende all’interno della sede trevigiana di Indipendenza Veneta: https://new.livestream.com/indipendenzaveneta/events/1948651

Gli unici che non si sono neanche degnati di una telefonata di cortesia sono proprio i responsabili di tutto ciò. Vale a dire i nostri dipendenti istituzionali, strapagati e che non si perdono neanche uno dei lauti stipendi pagati con i nostri soldi. Parliamo di Zaia Luca e Ruffato Clodovaldo, che dal 28 novembre scorso stanno scaldando la propria sedia senza aver mosso un dito per l’indipendenza, come pure erano tenuti a fare CON URGENZA secondo quanto disposto dalla risoluzione 44.

Oggi continuano la loro latitanza istituzionale, ignorando l’atto rivoluzionario che si sta compiendo in via Daniele Manin 64 a Treviso, grazie al coraggio e alla determinazione di Anna Durigon, 24 anni e di Maurizio Giomo, 47 anni.

Per quanto tempo Zaia e Ruffato potranno ignorare la storia che avanza?

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I media parlano di Indipendenza Veneta

Tratto da http://indipendenzaveneta.net/i-media-parlano-di-indipendenza-veneta/

Mentre continua l’azione politica senza sosta di Indipendenza Veneta con gazebi e attività nel territorio, i media danno rilievo al nostro progetto politico. Riportiamo a lato un articolo pubblicato oggi sul Gazzettino di Treviso.

Ricordiamo anche l’intervento di Gianluca Busato domani lunedì 3 settembre su TeleNuovo, dalle ore 12.50, nella prima puntata dopo la pausa estiva di Rosso & Nero.

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Per non rassegnarci ai suicidi dei nostri angeli, diamo forza a Veneto Stato, per la nostra indipendenza

veneto statoGiovanni Schiavon, imprenditore di 59 anni l’altro giorno si è sparato un colpo in testa, nel suo ufficio, a Peraga di Vigonza. Avanzava più di 200.000 mila euro dalle pubbliche amministrazioni, comuni e società collegate tra le province di Padova e Venezia.
Senza più liquidità non poteva pagare gli stipendi ai propri dipendenti, quelli che ancora non erano in cassa integrazione.
Più o meno contemporaneamente un’altra imprenditrice, un’ex ristoratrice in preda alle difficoltà economiche, si gettava sotto il treno a Montebelluna.
Mentre il parlamento di uno stato fallito si rifiuta di tagliare gli stipendi dei politici italiani, che sono il triplo rispetto alla media europea, in raffronto al pil pro-capite, in Veneto si consuma il dramma di una crisi che è di un intero sistema politico di nome Italia.
Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci alla tristezza e alla rassegnazione che gli organi di informazione italiani (sussidiati con soldi pubblici rubati a noi) ci vogliono instillare giorno per giorno ora per ora.
Noi veneti non possiamo e non dobbiamo accettare che uno stato assassino venga a casa nostra a derubarci di tutto, delle risorse, della dignità, della voglia di fare.
La crisi che attraversiamo in Veneto è enorme ed è causata dall’essere prigionieri di una istituzione marcia e fallita che risponde al nome di stato italiano.
Noi veneti possiamo e dobbiamo alzare la testa.
Per farlo abbiamo bisogno di un nuovo stato, più leggero e rispettoso di noi cittadini, più serio e aperto alle sfide della modernità per sopravvivere in un mondo sempre più interconnesso.
Il dramma del Veneto oggi è che non riesce nemmeno più a sognare un domani.
Per avere il futuro che ci meritiamo, ci resta una sola strada: la nostra indipendenza!
Per un futuro di dignità, aiutaci e aiutati a costruire un Veneto Stato indipendente, seguendo il percorso legale e democratico riconosciuto a livello internazionale.
Iscriviti a Veneto Stato, fallo oggi stesso, da questa pagina.
Fallo per te e per chi ti è vicino.
Ora si può!

Gianluca Busato
Veneto Stato – Treviso Read more

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DRAMMI A CONFRONTO: SOLO L’INDIPENDENZA CI PUO’ SALVARE

La dura vita dei parlamentari che non possono nemmeno suicidarsi come fanno gli imprenditori

Riportiamo qui sopra l’andamento degli stipendi dei parlamentare italiani, raffrontato al pil pro-capite di ciascuno stato europeo. Come si può ben vedere, gli stipendi dei politici italiani sono il triplo rispetto alla media europea.

Qui sotto raffrontiamo il dramma dei politici di fronte al taglio dei propri stipendi, con quello degli imprenditori veneti che si sono suicidati a causa della crisi economica. Il calcolo non è semplice, secondo le ultime statistiche dal 2008 sono già 21. Tre solo negli ultimi quindici giorni.

Solo l’indipendenza del Veneto ci può salvare dal dramma dei suicidi per crisi economica e dal dramma dei piagnistei di gentaglia che ci affama ogni giorno di più, grazie ad uno stato assassino.

PARLAMENTARE ITALIANO

IMPRENDITORE VENETO

Rosy Bindi (PD): «La sforbiciata? Scivolone del governo.» 

 Molti (deputati), finito il mandato si troveranno in condizioni non molto diverse da quella dei lavoratori messi oggi in mobilità che non possono arrivare alla pensione. Persone che han fatto politica da sempre e non hanno una professione, altri che hanno dovuto trascurare il loro lavoro, politici che una volta tornati a casa dovranno vivere con lo stipendio della moglie. Non posso fare nomi e cognomi, ma per molti di loro non stiamo parlando del superfluo, ma dell’essenziale della vita» (Rosy Bindi a La Stampa. La presidente del Pd, cattolica, Giovanna d’Arco della Casta, è visibilmente costernata dal destino di povertà in cui verseranno i colleghi, laceri, afflitti, ridotti a mendicanza agli angoli bui di Montecitorio…).

Dirigente d’azienda di 43 si butta sotto il treno per non dover licenziare 

L’ultima vittima nel Veneto, è un dirigente d’azienda di 43 anni di Villorba, in provincia di Treviso. Stamane si è gettato sotto un treno in viaggio sulla linea Venezia-Bassano del Grappa, a Castello di Godego. A giorni avrebbe dovuto convocare i sindacati per annunciare la cassa integrazione. Non ha lasciato scritti per spiegare il suo gesto il manager, ma chi lo conosce bene non ha dubbi: lo ha ucciso lo stress di queste settimane, le trattative infinite con i rappresentanti sindacali, l’angoscia che la crisi avrebbe annullato l’azienda in cui lavorava.

Guido Crosetto (PDL): “Aiuto i colleghi poveri”

“Aiuto i colleghi poveri in difficoltà se si ricordano del prestito bene, altrimenti amen. A volte ricordano ma non sono in condizioni di saldare il debito» (Guido Crosetto a Repubblica. L’ex sottosegretario Pdl, ricco di famiglia, è un passo avanti rispetto al Rosy Bindi. Dalla fase della misericordia è passato direttamente a quelle della carità).

Si impicca perché non riesce a pagare i suoi operai da 6 mesi 

Non riusciva a pagare i suoi operai da sei mesi. Così Paolo Trivellin, 46 anni, titolare della Tri-Intonaci di Noventa Vicentina, si è impiccato domenica nella sua abitazione di Vo’ (Padova). Ha lasciato quattro lettere, dirette ai due figli, al socio in affari e all’ex compagna. E’ stata lei, P. V., 26 anni, a trovarlo morto.

Giuliano Amato (molti partiti), ex Premier

«Quando nella trasmissione Otto e mezzo, mi venne chiesto come rispondevo a chi mi chiedeva di ridurmi la pensione, risposi che non capivo la domanda, non per tracotanza, ma per la semplice ragione che ormai sono un privato cittadino e non ho alcun potere sulla mia né su altre pensioni». (Giuliano Amato, a La Stampa. Il presidente della Treccani assomma 22.048 euro al mese dall’In – pdap coi 9.363 del Parlamento. Amor che a nullo Amato senza limiti. Di cumulo)

Gestore di supermercato si toglie la vita per difficoltà economiche 

Lo scorso 11 gennaio fu Alberto Ottino, gestore di un supermercato a Castelmassa (Rovigo), a togliersi la vita. Anche lui non riusciva a far fronte alle difficoltà economiche della sua azienda. La crisi colpisce duramente proprio nel Nord-Est del boom industriale.

Stiffoni (LEGA): “vogliono una classe politica di sciattoni, è una questione di decoro” 

Intanto si infiamma l’altro dibattito di questi giorni, quello sui tagli alle indennità parlamentari, con la Lega che si schiera con la Casta. Il senatore Piergiorgio Stiffoni paventa un parlamento di “sciattoni” se dovessero passare ulteriori tagli agli emolumenti di deputati e senatori: ”E’ stato approvato, tutti concordi, che i nostri emolumenti siano nella media europea”, afferma Stiffoni, “se non altro la figura del parlamentare nazionale sia commisurata nella sua totalità alla media delle nazioni europee”.  E’ una questione di “decoro”, secondo il parlamentare trevigiano: “Se vogliono una classe politica di sciattoni, è una scelta che si può fare, ma mi sembra che un certo decoro ci debba essere anche di chi lavora in Parlamento”.

Imprenditore edile si toglie la vita 
Era nella morsa dei debiti Galliera Veneta «Vado a fare un lavoro, torno presto». Ma il lavoro che intendeva fare Oriano Vidos, 50enne ex imprenditore del settore edile non era una ristrutturazione o un sopralluogo in un cantiere. Aveva deciso di ammazzarsi e per farlo ha scelto la cantina della propria abitazione di via Borgo Padova a Camposampiero. Ha fatto un cappio ad una corda, l’ha fatta passare dall’altra estremità ad una trave, ci ha infilato la testa e si è lasciato cadere nel vuoto. Lo stesso vuoto che vedeva nella propria vita, con un lavoro che non arrivava mai, il denaro che in banca non c’era più e la prospettiva di un futuro b u i o . D i s o c c u p a t o a 50anni e senza nemmeno il paracadute della cassa integrazione.
La Mussolini (PDL): “ci vogliono nudi per strada” 

«Toglierci il vitalizio? É come mandarci in giro nudi per strada. Poi è ovvio che uno si ammala, prende l’influenza, si aggrava, arriva la polmonite. Questa riforma è un’istigazione al suicidio» (Alessandra Mussolini, che in gioventù posònuda sulle riviste patinate, al settimanale A). «I parlamentari dovrebbero svolgere il ruolo in forma gratuita. Già nei termini risultiamo diversi dagli altri cittadini, quindi basta. Io sarei per eliminare l’indennità» (sempre la Mussolini a Panorama. it. Smentisce la dichiarazione di cinque giorni prima obbiettando che era «all’estero». Misteri del jetlag)

Imprenditore edile si impicca per il pensiero dei dipendenti da pagare 

Nessuno aveva visto in lui i segnali di una luce che si spegneva. Nessuno sospettava che le sue preoccupazioni lavorative potessero travolgerlo fino a togliergli la voglia di vivere, che il pensiero dei dipendenti da pagare fosse il suo tarlo. E invece Giancarlo Perin non ha più sopportato quel peso e l’ha fatta finita. L’imprenditore di 52 anni, a capo con gli zii di una delle imprese edili storiche dell’Alta padovana, la Perin fratelli snc, si è impiccato venerdì mattina nella sua fabbrica, al numero 11 di via Giotto, a Borgoricco. A trovare il suo corpo è stata una parente che lavora in azienda: Giancarlo si era lasciato cadere, probabilmente un’ora prima, dalla benna di una delle sue gru. Alle 10 è scattato l’allarme ai carabinieri. Nel suo ufficio i militari hanno trovato un biglietto di addio.

Lamberto Dini, ex Premier: “I politici italiani sono i più poveri d’Europa” 

«Le retribuzioni dei politici italiani sono ampiamente sotto la media Ue» (Lamberto Dini, mal informato, dichiara all’Ansa tutto lo sdegno suo, rincasando nel suo palazzo di piazza Borghese, un elegante Borsalino in testa e un pacco in mano frutto di uno shopping oltranzista in centro)

Walter Ongaro, titolare di una falegnameria si impicca per la crisi 

Walter Ongaro, 58 anni, non ha sopportato l’ansia del futuro ogni giorno più insicuro, l’attesa delle commesse che non arrivano, l’incertezza dei pagamenti dei clienti.

L’uomo era ossessionato soprattutto dall’idea che la crisi che aveva colpito anche il settore del legno lo costringesse a dover lasciare a casa alcuni dei dipendenti.

Martedì sera si è ucciso impiccandosi all’interno della sua azienda, una piccola falegnameria con 8 dipendenti che fornisce i mobilifici della zona.

Il capannone che ospita la falegnameria è accanto alla sua casa. Ongaro ha aspettato che i dipendenti finissero di lavorare e, verso le 7, si è lasciato cadere nel vuoto, il collo infilato dento un cappio.

A ritrovarlo, dopo circa un’ora, è stato un famigliare che era andato a cercarlo non vedendolo rincasare per cena.

Walter Ongaro lascia la moglie e due figli, oltre al socio e fratello Daniele.

Sul fatto stanno indagando i Carabinieri.

Paniz (Pdl), “3600 euro sono pochi! Tra vitto e alloggio si campa male” 

«(..) Ormai lo stipendio ce lo stiamo riducendo da dieci anni».

E nessuno, a parte voi, se ne accorge?

«Questo è il problema. L’informazione disinforma, i media fanno demagogia. Non sarebbe, finalmente, ora di smetterla? ».

Lei quanto prende come deputato?

«Quando entrai in Parlamento, nel 2001, la busta paga era di 7.500 euro nette».

Ora è alla fame?

«Si è ridotta, a colpi di progressive riduzioni e per effetto del taglio per quelli che come me fanno altri lavori, a 2000 euro».

Ma lei è un ricco avvocato.

«Io farei il parlamentare anche gratis, e sarei onorato di farlo. Gli altri prendono 3.600 euro. Sarebbero dei nababbi? Ma andiamo!».

Però ci sono anche 3000 euro per le spese di soggiorno a Roma, pure per chi è romano. Non è uno scandalo?

«Guardi che fra vitto e alloggio mica si campa bene, nella capitale, con questa somma».

E gli altri 3000 euro che dovrebbero essere utilizzati per pagare un collaboratore e invece molti deputati se li intascano?

«Se lo metti in regola, 3000 euro per un collaboratore non bastano. All’estero, come dimostrano tutte le statistiche serie, iparlamentari guadagnano più di quelli italiani».

Quindi, quando la commissione Giovannini avrà fatto la media, si scoprirà che i vostri stipendi dovranno aumentare e non diminuire?

«Può pure essere».

Giovanni Schiavon si uccide. Avanzava 200.000 euro dalla Pubblica Amministrazione 

Strozzato dai crediti più che dai debiti. Dalla incapacità di riscuotere oltre 200mila euro di fatture emesse ma mai onorate dalle pubbliche amministrazioni per cui aveva lavorato tra Padova e Venezia. Comuni che hanno le mani legate dal patto di stabilità e che gli rinviavano le promesse di pagamento dei lavori eseguiti di mese in mese. Con dall’altra parte le banche che gli chiudevano progressivamente i rubinetti del credito, chiedendo anzi il rientro dalle linee di finanziamento aperte. Schiacciato tra questi due magli che martellavano la sua azienda Giovanni Schiavon ha deciso oggi pomeriggio di uccidersi con un colpo di pistola alla tempia. Aveva 59 anni, da 25 era il titolare della Eurocstruzioni 90 Snc di Peraga di Vigonza (foto tratta dal sito del Mattino di Padova, clicca qui per visitare il sito), ditta edile nota per la propria serietà e precisione nella realizzazione dei lavori di asfaltatura, scavi fogniari e tutte quelle opere connesse agli appalti prevalentemente pubblici su cui si basava il business dell’azienda. Un business che si è inceppato circa un anno fa, quando i pagamenti da parte dei clienti della Eurostrade 90, già in ritardo, si sono fermati. Da alcuni mesi sette dipendenti dell’azienda erano in cassa integrazione. Terminate le ultime commesse, sarebbe stato un Natale di cassa integrazione anche per gli altri, essendo finiti i soldi in cassa per pagare stipendi e tredicesime. Di fronte ad una prospettiva del genere l’imprenditore, sposato, padre di due figli, residente in una abitazione di Padova, ha deciso di farla finita. sulla scrivania della ditta un biglietto, poche righe con una frase secca e garbata: “Perdonatemi non ce la faccio più”. A trovare il corpo senza vita dell’imprenditore un dipendente. Inutili i soccorsi, del caso si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Padova. 

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15 mesi di Veneto Stato

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Alessia Presidente, lo tsunami di vita che ci porterà all’indipendenza del Veneto

Sono passate solo poche ore dall’elezione di Alessia Bellon a presidente di Veneto Stato, che già un esercito di persone sta rovistando nei social network, da facebook a twitter, passando per ogni angolo del web, per cercare di colpire un astro della politica che è destinato a distruggere per visibilità qualsiasi alternativa.
C’è poco da fare, il panorama politico è così desolante, che la sola notizia che una giovane donna, bella, giovane e preparata sia alla guida di un partito indipendentista veneto costituisce da sola il rompighiaccio della visibilità e dell’attenzione mediatica.
Sono partiti subito i giornalisti a leggere tweet come fanno i guardoni e gli avversari a declamare che forse Alessia sarebbe da lapidare, perché è giovane, è franca nel linguaggio e non è repressa come la pletora di politici veneti e italiani che costituiscono il fango colloso della casta italica.
Alessia Bellon Presidente è una sfida aperta a un mondo politico di uomini incapaci e falliti, che costituiscono la vera feccia del fallimento dello stato italiano.
Alessia è la migliore risposta solare alla tristezza degli avversari politici repressi e invidiosi della bellezza unita all’intelligenza e alla saggezza. Alessia, non temere i molluschi onanistici che vivono nella paura del peccato e conducono una vita grigia e insignificante.
Nell’era della comunicazione, oggi possiamo ben dire che l’indipendenza del Veneto ha fatto un enorme passo in avanti.

Vai Alessia, distruggili tutti!

Gianluca Busato
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