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Peccato, Pinocchio

Ho letto un resoconto di Lucio Chiavegato dei fatti che hanno preceduto il congresso-farsa del 23 ottobre 2011. Una lunga lettera nel suo stile, piena di mezze verità e di tante menzogne. Fino ad oggi mai mi aveva tirato in ballo personalmente e dunque non ho mai raccontato alcune vicende che ci riguardano direttamente. Oggi però ha deciso di rompere il silenzio, per cui anch’io mi sento libero di farlo, anche se non rivelerò tutti i suoi segreti (o presunti tali) che mi ha confessato.
Ora voglio solo fare un appunto su un episodio che mi riguarda, che è anche l’ultimo momento in cui ho parlato con il cuore in mano a quel signore.
È stato il 29 settembre 2011, prima della serata di presentazione di Quinto di Treviso organizzata da Veneto Stato, dagli straordinari ragazzi della sezione 121. Mi chiamò mentre ero al lavoro nella mia azienda, dicendo che doveva parlarmi, dove poteva raggiungermi. L’ho allora invitato prima in ufficio da me e quindi a casa mia.
Solo a quel punto il sig. Chiavegato mi ha spiegato la ragione della sua improvvisa visita. Mi rivelò che da mesi alcuni soci si riunivano in provincia di Vicenza e Verona per fare le scarpe a Lodovico Pizzati e che lui subodorava un tentativo di golpe interno. Mi disse che il nuovo candidato cui stavano pensando era Antonio Guadagnini, che aveva dato la propria disponibilità a scalzare Lodovico, troppo moderato per i suoi gusti. Mi disse anche che lui non appoggiava tale scelta “parché no podemo mia far la rivolusion cole veciete che va in Ciexa”. Per tale ragione proponeva a me – come se io avessi avuto qualche ruolo particolare che mi poteva far esaudire il suo desiderio – di appoggiarlo come segretario. “Sta tranquilo giane, mi no so mia chel tipo che se mete là davanti, dopo delego tuto a Lodovico e a ti”, furono le sue parole. Gli spiegai che il mio desiderio – ancora oggi – è di arrivare al giorno in cui non devo più far nulla per Veneto Stato, perché non ce n’è più il bisogno, perché magari sono entrate migliaia di veneti e io posso riposarmi un po’, magari solo scrivere qualche articolo, oppure fare qualche intervento.
Gli spiegai inoltre che se qualche socio voleva sostituirsi a Lodovico Pizzati come segretario ne aveva tutte le facoltà. Bastava che si leggesse lo statuto e individuasse le modalità per farlo. Le alternative possibili erano due: o sfiduciavano il segretario con i 2/3 del Minor Consiglio, oppure lo sfiduciavano con un voto di sfiducia dei soci nel Maggior Consiglio (l’assemblea sovrana). Come sappiamo nessuna delle due ipotesi si verificò e oggi infatti Lodovico è ancora il segretario e il legale rappresentante di Veneto Stato, con buona pace di tutti.
Parlammo quindi di altro, su cui tengo il riserbo, quindi andammo alla riunione in sala consiliare a Quinto di Treviso, che decretò in forma entusiastica il grande appoggio popolare che si stava costruendo Veneto Stato, grazie all’opera del tanto vituperato Lodovico Pizzati.
Da allora Chiavegato con me non si è più fatto sentire.
Lucio Chiavegato l’avevo conosciuto ad inizio 2010 grazie all’introduzione iniziale di Geremia Agnoletti, che me lo aveva presentato come grande uomo della Life. Allora ero segretario del Partito Nasional Veneto. Andai quindi a trovarlo con altri esponenti del Pnv, a Bovolone. Era particolarmente ossessionato dalla lega, ma aveva una grande carica e pareva essere una persona di cui fidarsi. Oggi devo rivalutare quella persona che allora mi fece una grande impressione. In questi ultimi mesi ho capito che il mio giudizio di allora era sbagliato.

Peccato, Lucio.

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Il 22 gennaio l’ennesima giravolta politica del saltimbanco di Crespano

Al Viest nasce il partito di appoggio alla corrente leghista di Maroni

Clicca per gustarti il percorso politico del saltimbanco di Crespano

Domenica prossima Giudagnini dopo essere passato attraverso la Democrazia Cristiana, Alleanza Nazionale (dove è stato formato politicamente, caso strano per uno pseudo-indipendentista), Unione di Centro, I Veneti, Liga Veneto Autonomo, dopo aver appoggiato nel 2010 il candidato presidente regionale del Partito Democratico Bortolussi e quindi essere entrato in Veneto Stato (con tessere pagate gentilmente – stanno ancora aspettando i soldi – da Gianluca Panto nel 2010 e Alessia Bellon nel 2011), si appresta ora a completare il proprio mirabolante percorso politico con la fondazione di un nuovo partito autonomista di appoggio alla corrente leghista maroniana, che prende il via in modo parassitario dalla sua fuoriuscita da Veneto Stato, fondata sull’equivoco ideologico.
Egli nel cullare in sordina il nuovo partito – cui sta pensando dalla scorsa estate – sta cercando con tutte le proprie forze di creare un danno a Veneto Stato e per farlo ha chiamato a raccolta tutto ciò che poteva.
In questi giorni si susseguono i proclami buonisti per quello che viene spacciato il grande congresso nazionale di VS. Peccato che non lo sia. Peccato che così facendo si ingannano i soci di Veneto Stato che in buona fede credono di andare a una riunione del proprio partito e invece ne usciranno fondandone uno di nuovo.
Domandatevi cari amici cosa vi faranno votare e se sono stati pubblicati i documenti necessari per farvi un’opinione in merito.
Chiedetevi se non siete chiamati a fare da comparse per la creazione del nuovo partitino para-leghista ad opera di falsi indipendentisti, che non appena gli tocchi un deputato in salsa verde scattano furiosi sui giornali diffamando i soci di Veneto Stato definendoli “mafiosi”.
Chiediamoci pure amici e soci di Veneto Stato se il signor Guadagnini avrebbe sfruttato oggi gli indipendentisti, anche se fosse stato eletto nelle file dell’Udc al parlamento europeo.
Chiediamoci pure se il suo intento non sia in realtà, come dichiarato ai giornali il 23 ottobre, di portare una rappresentanza in parlamento di nuovi poltronari strapagati, svendendo per l’ennesima volta il voto dei veneti.
Chiediamoci quanto sia veritiero il suo atteggiamento buonista di questi giorni, quando per l’ennesima volta si appresta a fare un congresso farsa perché gli piace vincere facile, in assenza di Lodovico Pizzati, socio da lui espulso per futili motivi, assieme a molti altri falcidiati dal Komintern del Viest.
Io le risposte a queste domande me le sono date da tempo e per questo non sarò presente alla sceneggiata napoletana che andrà in scena il 22 gennaio all’hotel Viest di Vicenza.
Il mio obiettivo è un altro, si chiama indipendenza del Veneto.

La riunione importante alla quale essere presenti per centrare l’obiettivo di Veneto Stato si tiene il 19 gennaio a Canizzano, tre giorni prima della farsa di Vicenza.

Gianluca Busato
Press News Veneto

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Perché NON andare a Vicenza il 22 gennaio

Class action contro i diffamatori dei soci di Veneto Stato

Io non andrò a Vicenza il 22 gennaio. Non andrò, perché mi è già bastato provare una volta i metodi dittatoriali inscenati all’hotel Viest il 23 ottobre 2011 e dare a dei piccoli Hitler una seconda possibilità è da folli.
Veneto Stato per fortuna ha saputo superare il tentativo di poche persone che hanno tentato con ogni mezzo di renderlo uno strumento salvagente per alcuni colonnelli transfughi di altri partiti, ammorbidendolo adirittura su posizioni autonomiste.
La riunione del 22 gennaio è illegale per quanto riguarda i destini di Veneto Stato, convocata in modo illegittimo da chi non ne aveva titolo. Da qualcuno viene spacciata per riunione unitaria, quando è solo il tentativo maldestro di una fazione che intende creare un altro partito.
Intendiamoci, la nascita di un altro partito è una cosa in sé apprezzabile, come ogni nascita va festeggiata e vista con favore.
Spacciare però la creazione di un nuovo partito come il congresso unitario di Veneto Stato è un reato, che non sarà fatto passare in silenzio.
L’unico tentativo della fazione che sta organizzando la riunione del 22 gennaio è quello di illudere qualche persona che sia cosa buona parteciparvi per il futuro di Veneto Stato. Diciamolo chiaramente: chi il 22 gennaio andrà all’hotel Viest fa un danno a Veneto Stato. Read more

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Made, built, and run in Scotland

Tratto da LibertariaNation.org

Sono un indipendentista soprattutto per il fatto di essere un libertarian. Al netto delle sacrosante motivazioni storiche e culturali, penso che un Veneto indipendente e aperto al libero mercato internazionale potrebbe avere un’infinità di vantaggi che adesso all’interno dello stato italiano si sogna. Alesina, Spolaore e Wacziarg hanno scritto un paper, Economic Integration and Political Disintegration, e successivamente Alesina e Spolaore un libro, The Size of Nations, che in pratica dice che in un’economia globale nella quale il libero scambio non è così ostacolato, gli stati più prosperi e nei quali i cittadini stanno meglio sono quelli piccoli. Inoltre, dal punto di vista libertarian, una esponenziale disintegrazione politica si avvicina a quella secessione individuale che teoricamente piace ai libertari. Molti libertarian, e io tra questi, ritengono, paradossalmente, che la nascita esponenziale di molti stati sia la migliore occasione per tendere al libertarismo. Da una parte lo Stato Unico Mondiale dove tutto è centralizzato e deciso dall’alto, dall’altra parte centinaia o migliaia di stati che si fanno concorrenza tra loro. Stati tra i quali scegliere quello nel quale ci si trova meglio e nei quali la delega democratica non è così accentuata proprio in virtù della limitatezza territoriale e di popolazione.

Per questo quando ci sarà un eventuale referendum per l’indipendenza del Veneto (io vengo dal Veneto e ho il diritto di voto in Veneto) metterò la mia croce senza dubbio sul SI.

Per gli scozzesi questa opzione potrebbe essere molto reale. Gli scozzesi potrebbero scegliere l’indipendenza nel 2014. Il primo ministro scozzese Alex Salmond ha rispedito al mittente le pretese di Londra, seconda la quale solo un referendum che partisse da Londra avrebbe validità legale. Salmond ha detto che il referendum sarà indetto e fatto in Scozia, con buona pace del Regno (forse ancora per poco) Unito. Quando si parla di indipendentismo si rischia di cadere in falsi luoghi comuni principalmente perché siamo abituati ad associare le spinte indipendentiste con un preciso partito politico italiano il cui colore è il verde e la cui politica xenofoba oscilla dal blando (blandissimo) autonomismo quando è al governo a occasionali sparate secessioniste quando è all’opposizione. Un occhio più distaccato vedrebbe però che in giro per l’Europa i partiti indipendentisti sono ben altra cosa e non necessariamente xenofobi; per esempio L’SNP,  il partito del primo ministro scozzese, è di centrosinistra (una specie di PD scozzese), Veneto Stato invece (due parole un programma) è di area liberale e è guidato da persone che non sono capipopolo populisti ma da professori universitari, imprenditori e veneti pragmatici che sono stanchi di sopravvivere a stento dentro il contenitore italiano.

Il caso scozzese mi piace perché Salmond ha ribadito che una popolazione ha tutto il diritto di decidere del proprio destino senza domandare e demandare ad altri. Trovo che la sua risposta (“made, built, and run in Scotland“) a Michael Moore, il Segretario di Stato per la Scozia, sia sacrosanta. Tornando al caso italiano, dopo aver visto questo sondaggio mi sono convinto che per Veneto Stato sia solo una questione di marketing, ossia di farsi conoscere dall’elettorato veneto portando una proposta seria e metà del lavoro sarà fatto. Altra riflessione è che le regioni meridionali italiane hanno un indice di indipendentismo molto più basso di quelle settentrionali. Amore per l’ideale di unità della penisola italiana o paura di perdere il flusso di denaro che da nord si dirige a sud? Un fatto interessante però è che la Scozia che brama così tanto l’indipendenza non è la zona più ricca del Regno Unito e una volta ottenuta l’indipendenza dovrà camminare con le proprie gambe senza aiuti provenienti da sud. Questo ci insegna che anche popolazioni non economicamente floride possono non avere paura, o averne relativamente, di non ricevere sovvenzioni. Secondo il mio parere è questione di cultura. Purtroppo per la Magna Grecia italiana la cultura dell’assistenzialismo è predominante da tempo immemore.

Luca Read more

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Veneto Stato: gli indipendentisti respingono l’attacco degli autonomisti

Il 22 gennaio al Viest non si terrà il congresso di Veneto Stato

Come ormai noto all’interno di Veneto Stato è nato un dibattito che in alcune parti del Veneto faticava a trovare una composizione politica. Esso è sfociato il 23 ottobre scorso, con l’organizzazione di un vergognoso congresso tenuto all’hotel Viest di Vicenza, dove sono stati calpestati i più banali diritti associativi e politici che pure sono tra i principi fondanti di Veneto Stato.

Tale congresso è risultato palesemente illegittimo, così come tutte le scelte della dirigenza illegittima che si autoinsediò quel giorno grazie ad una conduzione dittatoriale dell’assemblea, a cominciare dalle vergognose espulsioni per futili motivi di esponenti che non avevano esitato a definire scandalosa tale condotta, compreso anche il legale rappresentante del partito Lodovico Pizzati.

La scelta di chi non era d’accordo con il pericoloso andazzo instauratosi, che stava mettendo a grave rischio l’immagine stessa e la reputazione di Veneto Stato, poteva essere di carattere giuridico e c’erano tutte le ragioni per ricorrere anche ai giudici italiani. La valutazione dei soci fu però che per un partito indipendentista rivolgersi alla giustizia italiana per dirimere le proprie questioni fosse un paradosso pericoloso e foriero di cattivi auspici. La scelta, a nostro avviso molto saggia, fu pertanto di  dipanare la matassa con un percorso politico.

Il percorso politico non poteva partire che dallo statuto. E quindi proprio rispettando lo statuto nacque l’idea di far partire una convocazione direttamente dai soci. L’obiettivo era il ripristino della legalità violata. Ciò avvenne pertanto attraverso la regolare assemblea dei soci che si riunì l’11 dicembre scorso a Venezia.

Purtroppo gli organizzatori del congresso-burla del Viest in quell’occasione decisero di non presentarsi e, cosa ben più grave, fecero pressioni sui soci per non far esercitare un loro sacrosanto diritto previsto dallo statuto, oltreché dalla coscienza civica che non dovrebbe mai venir meno.

Diversamente dal gruppo che aveva agito politicamente e nel rispetto della legalità, però i golpisti del Viest hanno nel frattempo avuto la malaugurata idea di fare ciò che i soci di Veneto Stato fino a quel momento avevano voluto evitare ad ogni costo: il 10 gennaio scorso i golpisti, autodefinendosi “autonomisti”, si sono infatti rivolti alla giustizia italiana contro la componente indipendentista per dirimere le questioni politiche interne a Veneto Stato, notificando un atto di citazione contro il segretario Lodovico Pizzati e il presidente Alessia Bellon. Nel farlo, hanno goffamente riconosciuto come legali rappresentanti di Veneto Stato gli stessi Lodovico Pizzati e Alessia Bellon. Purtroppo per loro lo hanno fatto in modo maldestro e pertanto hanno perso ogni possibilità di potersi fregiare delle cariche di Veneto Stato. Resta in ogni caso l’onta di coloro che, incapaci di dare risposte politiche, hanno preferito tentare la scorciatoia dei tribunali italiani, costringendo l’attuale dirigenza a fare un atto dovuto e a difendere anche legalmente l’immagine e l’unitarietà di Veneto Stato.

Da tale scenario esce quindi di scena in modo definitivo la possibilità che Veneto Stato celebri il prossimo 22 gennaio un Maggior Consiglio, che ricordiamo è l’organo sovrano del partito.

Chi andrà all’hotel Viest di Vicenza domenica 22 gennaio lo farà per partecipare a una riunione privata senza alcun valore né legale né politico per Veneto Stato, oppure, in un altro scenario, per fondare un nuovo partito politico. Cosa legittima quest’ultima, ma che nulla avrà a che fare con il destino di Veneto Stato.

Tutto è bene ciò che finisce bene. Veneto Stato ha definitivamente respinto l’attacco degli autonomisti, preservando con grande forza e determinazione l’obiettivo dell’indipendenza del Veneto, l’unico progetto politico concreto presente oggi nelle Terre di San Marco.

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Veneto Stato: la forza del pensiero e dell’azione civica contro il servilismo dei parlamentari italiani

Veneto Stato in corteo a Quinto di Treviso per l’indipendenza del Veneto

Oggi a Quinto di Treviso, con partenza dal sagrato della Chiesa alle ore 17, si tiene una manifestazione di dignità civica di Veneto Stato, che infrange un tabù: il servilismo verso i parlamentari italiani. Il tabù non poteva che essere infranto nei confronti di un parlamentare tra i più antichi presenti a Roma e che paradossalmente ha fatto dello slogan Roma ladrona il proprio win for life.
Per ironia della sorte l’iniziativa di dignità civica degli indipendentisti veneti avviene proprio nel momento in cui il partito di Dozzo vive uno dei suoi momenti più difficili, vicino alla scissione tra le due anime (una poltronara, l’altra tangentara) a causa della successione all’unico leader di partito che ha saputo organizzare due false feste di laurea (senza mai poterne fare una di vera).
Veneto Stato ha saputo imporsi all’attenzione dei veneti grazie alla forza delle proprie idee e del proprio pensiero, con una serie di azioni politiche anche dissacratorie che stanno mettendo a nudo la pochezza dei partiti italiani.
Prima il monumento all’imprenditore, poi le gite di liberazione fiscale e ora l’ultimo tabù, la figura del parlamentare italiano parassitario e mandante politico di Equitalia, della Guardia di Finanza e dell’oppressione coloniale italiana sul Veneto.
Queste azioni di coraggio civico sono l’espressione più autentica sul territorio dell’unico progetto politico oggi esistente in Veneto, il percorso democratico, pacifico e legale per l’indipendenza del Veneto Stato.
La forza del pensiero indipendentista appare in tutta la propria superiorità rispetto alle deboli pratiche di vassallaggio proposte dai lacchè locali dei partiti presenti nel parlamento italiano. E se essa si sta imponendo anche nel proscenio mediatico è stato ed è possibile grazie all’opera di centinaia di volontari, che si apprestano a divenire migliaia.
Se desiderate aiutarci, anzi se volete aiutare voi stessi e chi vi sta vicino, fate assieme a noi il percorso per l’indipendenza del Veneto. Potete farlo in mille modi, scegliete quelli a voi più congeniali, oppure anche tutti se ne avete la possibilità:

E non dimentichiamoci mai che, nel momento in cui è sfumata ogni altra possibilità di trovare una soluzione politica alternativa per risolvere i problemi del Veneto e darci un futuro, l’indipendenza del Veneto Stato diventa un preciso dovere civico per tutti noi veneti.

Gianluca Busato
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Veneto Stato: Guadagnini denunciato per diffamazione a mezzo stampa

[Press News Veneto, Treviso – 11 gennaio 2012] – Dopo la diffamazione a mezzo stampa in cui l’ex leader dell’UDC Guadagnini ha dato dei mafiosi ai vertici di Veneto Stato, oggi non si è fatta attendere la contromossa dei leader del movimento indipendentista.
Secondo quanto comunicato dai vertici di Veneto Stato “Guadagnini, già estromesso anche dalla giunta comunale di Crespano del Grappa lo scorso inverno, oggi si appresta ad uscire anche da Veneto Stato. Nel farlo però ha deciso di creare un danno al partito, andando sui giornali con bugie belle e buone, accreditandosi addirittura come segretario di Veneto Stato”.
Guadagnini non è più il segretario del partito dall’11 dicembre scorso, data in cui fu destituito dall’assemblea dei soci, che elesse Lodovico Pizzati alla segreteria e Alessia Bellon alla presidenza.
Gli stessi Pizzati e Bellon non lasciano spazio a dubbi: “Abbiamo dato pieno mandato ai nostri legali per valutare gli estremi di denuncia verso Guadagnini per gravi reati penali quali appropriazione indebita, contraffazione, millantato credito e ora anche diffamazione a mezzo stampa”.

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CAN NO MAGNA CAN

Guadagnini attacca Veneto Stato e difende i parlamentari italiani

Badia Calavena (VR) - 11 gennaio 2009: Riondato contro Valdegamberi (ex compagno di partito di Guadagnini)

Antonio Guadagnini in un comunicato di oggi prende le distanze da Veneto Stato difendendo il parlamentare italiano Dozzo.
Tale presa di posizione politica nasce dopo che il movimento indipendentista ha organizzato per sabato prossimo 14 gennaio a Quinto di Treviso una fiaccolata di dignità civica e di difesa dall’azione predatoria della casta italiana, ben rappresentata proprio da Gianpaolo Dozzo che grazie a 18 anni di carriera nel parlamento italiano, ha guadagnato una cifra di almeno 3 milioni di euro, a fronte degli oltre 700 milioni di euro sottratti ai cittadini di Quinto dalla stessa casta nello stesso periodo.

Ricordiamo tra l’altro che la lega è anche il più vecchio partito presente nel parlamento italiano e che Dozzo è tra i deputati veneti di più lungo corso nel parlamento romano. Cadono sotto la sua responsabilità politica personale ben 360 milioni di euro rubati in questi 18 anni all’intero Veneto dall’Italia. Sulla sua testa infatti pesa – moltiplicato per 18 anni – la responsabilità politica di un millesimo del furto annuale di tasse pagate dai veneti e rubate al territorio, dove non tornano né sotto forma di servizi pubblici né sotto forma di trasferimenti. Quanti di questi 360 milioni di euro rubati hanno magari costretto qualcuno degli imprenditori suicidi veneti a farla finita a causa del taglieggiamento fiscale italiano? Questi veneti morti non sono forse sulla coscienza dell’on. Dozzo e la responsabilità politica di questi misfatti non cade tutta sulla sua testa? Risulta infatti del tutto inutile manifestare contro Equitalia, che è uno strumento operativo dello stato che risponde a precisi mandanti politici, se non si prende posizione anche contro questi ultimi. Uno dei più autorevoli mandanti politici di Equitalia ci pare rappresentato proprio da Dozzo, per meriti di anzianità parlamentare e di fedeltà a uno stato oramai fallito.

Cerchiamo quindi di capire le ragioni dell’attacco odierno di Guadagnini. Per comprenderle va chiarito il reale obiettivo politico di Guadagnini e di altri politici vecchio stampo come Silvano Polo. Esso per quanto non ancora dichiarato, prevede la partecipazione alle elezioni politiche italiane ed emerge chiaramente dalle dichiarazioni degli stessi all’indomani del congresso del Viest del 23 ottobre. Guadagnini affermò a “la tribuna di Treviso” di mirare ad una rappresentanza parlamentare (salvo smentire il giorno seguente per i soliti poveri illusi che lo seguono), mentre Polo affermò a Rete Veneta di ispirarsi alla SVP, che ha sempre appoggiato i vari governi di Roma di destra e di sinistra per strappare concessioni autonomistiche allo stato italiano.

Questa è la vera ragione politica dell’attacco di oggi e non certo una presunta differenza di stile. Guadagnini difende Dozzo perché lo vuole sostituire come parlamentare: can no magna can.

Sempre per ironia della sorte proprio domani sarà il secondo anniversario della clamorosa manifestazione contro Valdegamberi organizzata da Patrik Riondato, leader ambiguo (e vicino a Zaia) del fronte di Guadagnini, anticipata addirittura da lettere anonime, che obbligarono allora Riondato a spostare la sede della manifestazione da sotto casa dell’allora compagno di partito di Guadagnini alla piazza antistante il municipio di Badia Calavena. Oggi quindi la definizione di metodo mafioso risulta un pò sterile e ridicola se fatta da chi si accompagna a dei veri artisti in manifestazioni in tal guisa. A Maggior ragione, così come Veneto Stato organizzò l’8 agosto scorso, con il forte consenso e appoggio di Guadagnini e Riondato, una manifestazione ad personam contro un mafioso di Zimella, responsabile in prima persona di fatti gravissimi, oggi, allo stesso modo troviamo sacrosanto fare una fiaccolata civica di resistenza verso uno dei massimi responsabili politici in prima persona dell’oppressione e del ladrocinio dello stato mafioso italiano.

Tra l’altro proprio i firmatari della dichiarazione si espongono a sicure querele per diffamazione (oltreché per contraffazione per essersi fregiati di titoli che non posseggono), poiché definire una “procedura di stampo mafioso” la fiaccolata silenziosa e dignità civica come quella che si terrà a Quinto sabato prossimo partecipata da Veneti, è un atto contro i Veneti stessi.
Attendiamoci pertanto sicuramente delle correzioni almeno nella forma nelle prossime ore.
In termini di comunicazione infine, l’obiettivo di Guadagnini appare ormai chiaro: fare un danno all’immagine di Veneto Stato. Le ragioni di ciò probabilmente le scopriremo a breve.

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L’italia affonda, salviamo il Veneto

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Le fondamenta di una democrazia duratura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L’annientamento della dittatura dei partiti politici italioti è sicuramente una ragione più che valida, in mani agli indipendentisti veneti, per operare con le numerose tecniche della nonviolenza.
È necessario, tuttavia, prendere precauzioni meticolose per prevenire l’ascesa di un nuovo regime oppressivo dalla confusione che seguirà al collasso della partitocrazia. I leader delle forze indipendentiste e democratiche venete devono elaborare in anticipo una transizione ordinata verso la democrazia. Le strutture del regime dittatoriale partitocratico vanno smantellate, mentre bisogna erigere le fondamenta costituzionali e legali e stabilire i parametri comportamentali per una democrazia duratura, Nessuno dovrebbe credere che, con la caduta di una dittatura, all’improvviso emergerà una società ideale. Lo sgretolamento del regime italiota rappresenta solo il punto di partenza, in condizioni di libertà potenziata, per gli sforzi a lungo termine volti a migliorare la società e a rispondere alle esigenze della popolazione in modo adeguato. Per anni continueranno a presentarsi seri problemi politici, economici e sociali la cui soluzione richiederà la collaborazione di individui e gruppi. Il nuovo sistema dovrebbe garantire misure e opportunità alle fasce più variegate della popolazione per continuare a sviluppare costruttivamente politiche adatte ad affrontare i problemi futuri. Read more

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