Archivi per la categoria ‘dati e documenti’

L’Italia è uno stato artificiale che non fa gli interessi dei suoi sudditi. Veneto Stato subito!

venerdì, 7 gennaio 2011
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Il finto diverbio Napolitano-Bossi è funzionale al mantenimento dello status quo

Oggi il capo dello stato italico ha dato inizio alle celebrazioni ufficiali per i 150 anni dell’unità statale. Al di là del giudizio sulla festa in sé (ognuno festeggia ciò che gli pare), fa specie che Giorgio Napolitano abbia dedicato più tempo a criticare la lega nord che non a mettere l’accento su eventuali positività di un’unificazione, simboleggiata proprio dal tricolore “concepito” a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. È insomma curioso che ITA celebri il suo vessillo ideato dall’allora dalla Repubblica Cispadana, contestando il lider màximo della presunta Padania. È significativo perché rivela che l’ideale di ITA come stato unito è privo di una propria identità caratteristica e forte e si rispecchia solo nel contrasto con altre cose. Ciò non sorprende a ben guardare, perché oltre che in poche e sparute élite intellettuali, la nascita di ITA fu in realtà concepita in altre capitali, in primis Parigi e quindi Londra. In chiave, va detto, squisitamente antitedesca e contraria alla Mitteleuropa.

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WikiLeaks svela: “l’Italia è un nemico degli USA”

mercoledì, 8 dicembre 2010
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Per chi non avesse avuto modo di leggere le fonti, riportiamo i link ai primi documenti svelati da WikiLeaks in merito ai giudizi della diplomazia USA sull’inaffidabilità politica del capo del governo di ITA. Dalla lettura di tali righe emergono chiaramente gli intrecci misti di interessi personali, di corruzione, di disinteresse del bene pubblico da parte dei massimi rappresentati istituzionali italici.

Un ulteriore motivo, se mai ve ne fosse stato bisogno, per accelerare il processo di indipendenza del Veneto.

Reference ID Subject Created Released Classification Origin
10ROME1 VISITING WITH A RECUPERATING BERLUSCONI 2010-01-01 2010-12-02 CONFIDENTIAL Embassy Rome
08ROME1386 BERLUSCONI’S COMMENTS ON MISSILE DEFENSE AND KOSOVO CREATE FIRESTORM IN ITALY 2008-11-13 2010-12-02 CONFIDENTIAL Embassy Rome
08ROME1406 SCENESETTER FOR YOUR DECEMBER 3 VISIT TO ROME 2008-11-19 2010-12-02 CONFIDENTIAL Embassy Rome
09ROME97 ITALY-RUSSIA RELATIONS: THE VIEW FROM ROME 2009-01-26 2010-12-02 SECRET//NOFORN Embassy Rome
09MOSCOW1273 ITALIAN-RUSSIAN RELATIONS (C-RE8-02675) 2009-05-20 2010-12-02 SECRET//NOFORN Embassy Moscow
09ROME649 SCENESETTER FOR ITALIAN PM BERLUSCONI’S JUNE 15 2009-06-09 2010-12-02 CONFIDENTIAL//NOFORN Embassy Rome
09ROME1187 ITALY: SCANDALS TAKING TOLL ON BERLUSCONI’S 2009-10-27 2010-12-02 CONFIDENTIAL//NOFORN Embassy Rome
10MOSCOW266 C/NF) XXXXXXXXXXXX ON ENERGY INTERESTS, 2010-02-05 2010-12-02 CONFIDENTIAL//NOFORN Embassy Moscow
05ROME3585 SCENESETTER FOR PM BERLUSCONI’S OCTOBER 31 MEETING 2005-10-26 2010-12-02 CONFIDENTIAL Embassy Rome
10ROME173 SECDEF MEETING WITH ITALIAN FOREIGN MINISTER 2010-02-12 2010-11-28 SECRET//NOFORN Embassy Rome

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Indipendenza o riconciliazione

mercoledì, 8 dicembre 2010
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Pino Aprile a Como

di Paolo Bernardini

Il giorno 6 dicembre 2011 Pino Aprile ha tenuto una splendida lezione alla mia classe di “Storia moderna e contemporanea” all’Università dell’Insubria, a Como. Non ostante la neve e il gelo, un centinaio di studenti lo osservavano e ascoltavano assorti, ed emozionati. Anche i miei occhi, e quelli di Laura, mia moglie, confusa tra gli studenti – ma in fondo sempre studenti siamo, studiamo sempre, è il nostro lavoro e la nostra vita – si sono velati di lacrime. Perché Pino ci ha narrato della violenza bruta dei Savoia nel Regno delle Due Sicilie, degli stupri, degli assassini, degli incendi e delle deportazioni. Ci narrato come uno stato florido sia stato lentamente ucciso, trasformato in una colonia, svilito, umiliato. In ogni possibile modo.

Il mio pensiero è andato al Veneto: forse la violenza è stata minore, ma anche il Veneto, sei anni dopo Napoli e Palermo, è diventato colonia sabauda. E quanti milioni di Veneti hanno dovuto emigrare, meno forse degli ex-sudditi borbonici, ma certamente, tanti.

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Uno strano fenomeno: economia in forte crescita ed entusiasmo alle stelle nel mondo digitale

giovedì, 25 novembre 2010
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Dal web 2.0 al nuovo mondo digitale, il Veneto può essere protagonista solo con la completa indipendenza politica

Riporto di seguito alcuni spunti che auspico possano contribuire a capire l’evoluzione del web (che per certi versi spiega anche l’andamento economico generale, essendo forse le tecnologie digitali l’avanguardia tecnologica dell’umana attività).

È opinione condivisa che internet sta rapidamente cambiando, al punto che Wired ha recentemente sentenziato con la copertina choc di settembre che “il web è morto”.

In occasione del Web 2.0 Summit tenutosi a San Francisco dal 15 al 17 novembre, sono stati diversi gli sforzi di dipingere la nuova realtà.

Morgan Stanley ha voluto fotografare alcuni aspetti in particolare che riguardano l’interazione e la nascita di nuovi “imperi” all’interno del mondo digitale.

In particolare emergono con forza il mondo dei social network (con Facebook leader con oltre 620 milioni di utenti e una crescita annuale del 51%), il mondo mobile (con l’attacco di Apple,120 milioni di utenti e + 111% nell’anno) e il mondo del search marketing con Google che impera con 940 milioni di utenti.

Seguendo un altro sforzo di sintesi, il summit ha anche disegnato una nuova mappa mentale dei domini in fase di affermazione.

Al punto che il papà del world wide web lancia l’allarme con un articolo che sarà pubblicato a dicembre in Scientific American (già visibile qui).

La diagnosi è analoga a quella di Wired: il web sta morendo, soffocato dalla nascita degli imperi centrali di Facebook e Apple.

Una cosa è certa, si stanno muovendo grandi capitali a supporto di nuove iniziative nel mondo social e mobile. E chi si ferma è destinato a soccombere in un’isoletta dispersa e tagliata fuori dalle nuove rotte economiche digitali.

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Irlanda e Grecia: do vie al cołaso

giovedì, 25 novembre 2010
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Cavà da Venet.net

Do Paexi difarenti co do crixi de debito de orijine difarente: ghe vołe do difarenti sołusion.

Ma ghe xe anca dełe somejanse deła crixi irlandexe co ła crixi greca de l’inisio de ‘st’ano.

Tute do łe tira in bało Stati de l’area Euro co grosi deficit che inisialmente i gheva visto che i tasi de intarese so i debiti i creseva a cauxa dei grandi deficit, ma dopo ła cresita dei rendimenti ła ga ciapà na strada tuta sua, in sałita. El aumento inte i tasi de intarese el xe stà da lu lu soło visto cofà el motivo de l’aumento dei rendimenti (visto che crese el riscio sentìo de default), roba che la ga ałimentà ła cresita ulteriore dei rendimenti, e via cusì.

Ma ghe xe anca difarense:

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451° F + 1984

lunedì, 22 novembre 2010
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Alluvione: Zaia ha mentito al Veneto?

Mi era già capitato di leggere il romanzo 1984.

Più recentemente invece ho scoperto dell’esistenza di Fahrenheit 451 che è un romanzo di fantascienza scritto da Ray Bradbury.

Il titolo del romanzo viene da alcuni riferito alla temperatura di autocombustione della carta.

L’ambientazione è quella di un ipotetico futuro (dopo il 1960) nel quale leggere libri è considerato un reato per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

Il romanzo di Bradbury affronta il tema delicato della gestione delle informazioni e del controllo della società e – sotto questo particolare aspetto – tratta lo stesso tema dell’altrettanto famoso romanzo di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, pubblicato nel 1932.

Il testo – dal quale lo stesso Bradbury ha tratto una versione per il teatro – rientra nel filone della fantascienza sociologica e vuole rappresentare i rischi di una società distopica.

Fahrenheit 451 ha anche numerose analogie con il romanzo 1984 di George Orwell: in entrambi i libri si incoraggia la delazione (persino fra componenti dello stesso nucleo familiare) e si fa un uso massiccio della censura.

Tutti e 3 questi romanzi potrebbero essere una delle fonti di ispirazione di quella ideologia libertaria che Veneto Stato ha importato dal PNV.

Torniamo ora ai giorni nostri.

31-10/1-11/2-11 Alluvione.

3-11 il Presidente della Regione di affretta a presentarsi in tv per affermate che sono piovuti 500 mm d’acqua.

Il 4-11 esce sul sito Press News Veneto una preliminare contestazione.

Il  5-11 in fretta e furia , detto Presidente ordina precipitosamente di studiare e dare alle stampe un documento che illustri l’alluvione in tutta la sua gravità e che naturalmente metta in evidenza i dati di precipitazione , CHE DEVONO ESSERE MOLTO ALTI, COSI’ FA VEDERE CHE LUI NON HA RESPONSABILITA’.

Ecco:

Noi con un pò di pazienza andiamo a ricercarci i dati ARPAV del 31-10 / 1-11 / 2-11 rispettivamente:

Li mettiamo bene in colonna:

PRIMA CONSTATAZIONE:

Fate la somma delle prime due colonne e vedete un pò voi se corrispondono ai dati di piovosità nelle prime 48 ore dichiarate dal documento regionale.

SECONDA CONSTATAZIONE:

Proprio nei giorni immediatamente successivi veniva censurato un sito internet gestito da una testata cosiddetta “venetista” che avrebbe riportato fatti ritenuti falsi .

In 1984 di George Orwell tutte le notizie vengono costantemente falsate ad opera di un ministero delegato, nel romanzo di F471 Bradbury è invece bandita qualsiasi informazione scritta.

Io non lo so, ma mi sembra che si stiano verificando entrambe le eventualità: lascio a voi meditarci sopra, se ho ragione oppure no.

Gualpertino da Coderta

21-11-2010

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Veneto Stato ad Anno Zero

venerdì, 19 novembre 2010
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Puntata di Anno Zero del 18 Novembre 2010. All’interno del servizio si può vedere la partenza della fiaccolata organizzata da Veneto Stato lo scorso 13 novembre a Vicenza, al grido “Veneto Stato Indipendente”, con un’intervista a Patrizia Badii (Veneto Stato Verona).

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Dino e l’Alluvione

martedì, 9 novembre 2010
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Dino da Sandrà visita le zone colpite dall’alluvione in cerca del suo amico Omino Timido, disperso, e incontra Lodovico Pizzati
http://www.dinodasandra.it/

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il video dell’esondazione a Caldogno

martedì, 9 novembre 2010
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Creà da Vicenzapiù

Grazie alla Polizia locale (il comandante Pianegonda e il vice Costa) possiamo mostrare le parti principali del video dell’esondazione, riprese da una telecamera di controllo del traffico. Le immagini si commentano da sole oltre che con al voce del Vice Comandante Costa.

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La CGIA di Mestre dà di nuovo i numeri

martedì, 9 novembre 2010
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Come che savì da na fraca de tenpo dixemo che el divario fra tase pagà e servisi publici ricevù in Veneto a xe de 20 miliardi: se paga 70 miliardi de tase, e se riceve 50 indrio de servisi (9 ala Regione, 6 ai comuni e 35 che vien “i dixe” direti dal stato italian). Bon, sti dati chi li vien dai Conti Pubblici Territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico (e i xe consultabili da tuti [userid:cptguest; pword: cptguest]. I dati che gavemo distribuio i xe del 2007, prima dela crixi, e solo da Otobre 2010 (el mexe pasa’) i ga rexo disponibili anca i dati pa’l 2008 dixagregà par regione.
Bon, stamatina la CGIA de Mestre la ga el so gran spasio su ilGazzettino dixendo che i Veneti i paga solo che 4.7 miliardi de pì de cuanto che ghe torna indrio (a diferensa dei 20 miliardi che dixevino prima). So nda’ vedar se par caxo i ga altre fonti, ma dal so sito i dixe che i ga ciapà i dati 2008 dal Ministero dello Sviluppo Economico.
A son ndà controlar, e par la Totale Pubblica Amministrazione ntel 2008 el Veneto el ga pagà 67 miliardi de tase rispeto ai 70 miliardi del 2007(ghe pol stare dato che ghe xe sta na recesion de -1.3%). Par via dele spexe invese, i ne dixe che 6 miliardi i xe nda’ a comuni e province, 11 miliardi a Regione Veneto, e ben 37 miliardi i xe rivà dal stato. Par on totale de 54 miliardi scarsi.
Alora, prima de tuto i dati dela CGIA, co tanto de spasio mediatico, no i xe veritieri secondo la so stesa fonte. Caxomai la difarensa fra 67 miliardi de entrate e 54 miliardi de spexe a xe 13 miliardi (e no 4.7 miliardi).
Secondo, i ne conta che anca se i comuni no i ga ricevù na fregola de pì, i ne vol far credar che fra Regione e stato italian i ne gà elargio 4 miliardi de servisi publici in pì. Dividendo pai 4 e roti milioni de abitanti veneti, parlemo de 1000 euro de servisio in pì a testa. Calcheduni galo percepio calcosa?
Lodovico Pizzati

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